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lunedì 5 marzo 2012

Jennifer Lopez chiude i conti con l’incubo

Via dall'incubo - Erin (Jennifer Lopez) affronta il suo aggressore
Non si deve mai subire violenza. Erin (Jennifer Lopez) era una vittima, poi reagì e non smise più di attaccare. Via dall’incubo (2002, di Michael Apted).

di Luca Ferrari

Troppe leggi in materia di violenza sono ancora sbagliate e superficiali. La cultura è distorta ed è ancora e troppo di chiaro stampo machista. Non smettiamo di sottolineare che i soli eroi che ricordiamo è la gente con il fucile mentre tutte quelle vittime spazzate via dalla brutalità sono state messe al bando dalla memoria, in particolare le donne. Diciamo una volta per tutte che combattere la violenza sulle donne deve essere un impegno quotidiano di entrambi i generi e tutta una "crociata in rosa" che catalizza l'attenzione dopo l'ennesimo omicidio.

Erin “Slim” Miller (Jennifer Lopez) è una donna come altre. Innamorata, si sposa con l'affascinante Mitch Hiller (Billy Campbell) salvo poi scoprire a sue spese (sberle e pugni) che il marito è tutto fuorché ciò che spacciava di essere. Scoperta infatti una relazione extra-coniugale di lui, messo alle strette, l'uomo reagisce nel peggiore dei modi. Ha inizio un autentico incubo per Erin fatto di burocrazie e fughe insieme alla figlioletta Gracie (Tessa Allen) fino alla disperazione più totale e la convinzione che si possa solo soccombere dinnanzi a tutto ciò, o almeno così sembrerebbe.

Chiesto aiuto al padre, Jupiter (Fred Ward), dopo un iniziale rifiuto, l'uomo la spinge verso l'unica soluzione possibile, reagire e lottare. Siamo davvero arrivati a questo punto? I benpensanti occidentali parlano di clausura femminile nel mondo arabo dimenticandosi quanto la donna abbia patito di cultura occidentale. E in mezzo a salotti e frotte di parole, loro subiscono ancora. Loro hanno ancora paura e sono in (troppo) poche quelle che davvero riescono a ricominciare senza il peso eccessivo delle cicatrici.

Jennifer Lopez star, gossip. bla bla bla. L'attrice di origini portoricane non è la prima volta che scende in campo (e davanti alla telecamera) per parlare di violenza contro le donne. E' lei infatti la protagonista, al fianco di Anotnio Banderas di Bordertown (2007, di Gregory Nava) basato sul femminicidio della cittadina messicana di Ciudad Juarez. Ed è sempre lei la protagonista della recente serie televisiva Shades of Blue (2016-in produzione) dove interpreta tosta e corrotta poliziotta newyorchese nel cui passato c'è la violenza subita dal proprio compagno.

Fin dalla mia prima visione di Via dall’incubo (2002, di Michael Apted), le gesta d'iniziale vittima indifesa di Erin mi lasciarono nella testa tante domande. Com’è possibile che una donna possa essere prigioniera nella sua stessa casa? Com’è possibile che si debba arrivare alla tragedia perché le istituzioni si decidano a fare qualcosa? E perché mi dovrei sorprendere di tutto questo se ci facciamo forti del vivere in società che lascia bambine prostituirsi per le strade?

Diciamo a chiare lettere che sui libri di Storia manca totalmente la cultura delle vittime. Diciamo una volta per tutte che in Italia manca ancora una vera cultura femminile intesa come naturale rispetto, lasciata a marcire in qualche misera celebrazione o manifestazione di piazza buona al massimo per arricchire ego e social network. Iniziamo col dire chiaramente come la piaga della violenza domestica sia un cancro ignorato i cui effetti di atroce agonia vengano volontariamente taciuti a vantaggio di qualche programma di cucina.

Via dall’incubo (2002, di Michael Apted) è un film che merita di essere (ri)visto, sempre. Non è una storiellina. Non è l'auto-celebrazione di una diva Hollywoodiana. Via dall’incubo è la vicenda di una delle tantissime donne che subisce e davanti a sé vede solo silenzio e indifferenza, a cominciare dalla madre (Janet Carroll) del diretto interessato. La soluzione non può che essere una e sappiamo bene quale sia. Si deve arrivare davvero a questo? Millenni di storia ci hanno portato a non avere altre soluzioni? Se così fosse, non c'è più tempo da perdere. Bisogna agire e sul serio. Bisogna agire ora.

Il trailer di Fuga dall'incubo


Via dall'incubo - Erin (Jennifer Lopez)
Via dall’incubo (2002, di Michael Apted),

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