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venerdì 19 ottobre 2012

Vicky il Vichingo, We are the Children

Vicky il Vichingo
Viaggio tra fantasia animata e ricordi nelle avventure del piccolo coraggioso Vicky il vichingo, insieme alla sua amichetta del cuore Ylvi.

di Luca Ferrari

Pochi ricordi e molto sbiaditi ma il suo volto a caschetto rosso con l’elmetto in testa non li ho mai dimenticati. Sono sempre stati ben protetti. Lì, al caldo. In qualche secret place. In attesa che qualcuno risvegliasse dalla memoria le avventure di Vicky il vichingo, serie animata tratta dall’omonimo libro per bambini del giornalista e scrittore svedese Runer Jonsson (1916-2006).

Mai visto repliche in tutta la mia vita. Poi un giorno per caso, il tanto bistrattato social network di Mark Zuckerberg mi ha fatto un inatteso regalo. Tra le mie amicizie di recente aggiunte c’è un volto nuovo, la danzatrice spagnola Gemma Marti. M'imbatto in una foto anomala del suo profilo. Non ci sono dubbi. È lui, Vicky. Il resto è una storia vissuta insieme a quattro mani, dove i confini della magia obbligano la realtà a sognare e prendere appunti.  

Ciak, si scrive. Quasi coetanei io e Gemma. Pochissimi anni ci separano, qualche centinaio di chilometri e tutto il resto delle rispettive eistenze. Così sembra almeno. Incontrati virtualmente grazie all’amica comune Larissa, la danza orientale ci avvicina. Lei esperta insegnante, io giornalista (oltre a vari servizi per più testate, ho anche realizzato il blog/magazine tematico Belly Roads). Nelle foto del mio profilo di Facebook ce ne sono rarissime effettive del mio volto. Per Gemma è il contrario. Tutte meno una. Quell’unica è Vicky il vichingo, figlio del capo villaggio di Flak dove vive con la sua famiglia e gli amici.

Senza esserci mai scritti prima, le commento l’immagine chiedendole di raccontarmi i suoi ricordi per scrivere qui, su CINELUK- il cinema come non lo avete mai letto. Lei entusiasta acconsente. Per un momento torniamo bambini insieme. Ma a ben vedere non abbiamo mai smesso d’esserlo "lì dentro".Passano pochi giorni e mi arriva la sua e-mail con del testo e alcune immagini del cartone animato, una delle quali è Vicky, immortalato nel tipico gesto che faceva sempre dopo aver avuto un’idea brillante, e cioè schioccando le dita felice.

“Adoro questa foto perché trasmette ottimismo e avventura” scrive Gemma. Incredibile. Io invece ricordavo quello che faceva prima di ciò, e cioè quando si strofinava il naso mentre pensava.

“Ricordo lui e la piccola Ylvi che insieme vivevano molte avventure” prosegue Gemma, “Per me è sempre stato un eroe perché era un piccolo ragazzino, ma suo padre Halvar lo interpellava per risolvere i suoi problemi e quando gli toglieva le castagne dal fuoco, diceva che era esattamente quello che aveva pensato. Questo mi faceva terribilmente arrabbiare. L’eroe è Vikie, non il padre! Mi facevano invece un sacco ridere Snorre e Tjure che litigavano e si azzuffavano sempre”.

Per chi avesse abbadonato i vent'anni da un po' (…), deve riavvolgere il nastro o salire a bordo di una DeLorean Zemeckisiana puntando diritto tra la metà degli anni ’70 e i primi anni ’80, quando cioè vennero trasmesse per la prima volta in Germania e poi in Italia le avventure di Vicki. Recentemente riproposto sul canale televisivo Hiro, in terra teutonica ne hanno girato due film: uno animato e uno con attori in carne e ossa. Su Youtube c’è qualcosa. In primis la sigla in molte lingue: originale tedesca, italiano e spagnolo.

Certo, confrontato con l’animazione moderna sembra appartenere all’età della pietra anche se, a ben guardare, forse i recenti lungometraggi animati Dragon Trainer (2010, DreamWorks Animaton) e The Brave (2012, Pixar/Disney) potrebbero essersi un po' ispirati al piccolo Vicky per i loro personaggi principali, Hiccup e Merida. Ma che bella, semplice e dolce l’immagine di Ylvi e Vicky che saltano sul muso di due foche nel mare, dandosi in volo il cinque con ciascuna delle mani.

“Delle tante fantastiche idee che il piccolo vichingo ha avuto, ricordo in particolare quando inventò una catapulta per far vincere a suo padre una gara di lancio delle pietre” scava ancora Gemma nei suoi ricordi di piccina, quando all'ora di cena le bastava sentire le prime note della sigla che attaccava con - hey hey Vikie - per regalare al proprio volto un sorriso senza fine, “Vicky risolveva situazioni pericolose con intelligenza, senza l'uso della violenza. Oggi accade esattamente il contrario. C’è guerra e lacrime. Con Vikie è tutto diverso”.

La sigla di Vicky il vichingo

screenshot della sigla di Vickie il vichingo
Snorre e Tjure nell'ennesima zuffa
Ylvi e Vickie

2 commenti:

  1. Dear Luca, thank you very much for this opportunity. Really the merit is all yours...I just remembered some things. This article it's....¡wonderful! Is written with great elegance and care. Congratulations and thanks for moving to my childhood days....

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  2. Thanks for the magik of your sweet memories

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