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venerdì 21 dicembre 2012

Carol Express, il richiamo del Grande Schermo

Carol Express by Luca Ferrari
Dopo la cavalcata dei miei primi cinque film di Natale, è tempo di gettare sulla tavola imbandita le altre e ultime cinque carte. 

Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer 

Questa seconda storia inizia a Firenze, in una triste giornata. Quando lo spettro del mobbing stava diventando realtà. Ma a dispetto dell'incubo incalzante (un paio di mesi dopo puntualmente verificatosi), qualcosa si stava sempre più facendo strada dentro di me. Un richiamo. Il grande schermo. E sabato 15 novembre 2003, in piena crisi di vita, entrai al cinema comunque. Per rispondere a tono. E fu allora che vidi...

Love Actually (2003) – di Richard Curtis, con Hugh Grant, Colin Firth, Keira Knightley, Alan Rickman, Emma Thompson, Bill Nighy. Un cast corale all Birtish praticamente perfetto. Erede simbolico di Quattro matrimoni e un funerale (1994, di Mike Newell), sebbene non lontanamente paragonabile alla suddetta pellicola per sarcasmo. Un Colin Fith ancora MarkDarcyano. Una Keira Knightley ancora non risucchiata dal bisogno di recitare (quasi) sempre in costumi d'epoca. Un Hugh Grant agguerrito Primo Ministro. Frase cult, la rock star invecchiata Bill Mack (Nighy), che alla classica trasmissione pop politically correct, si lancia in un tipico messaggio natalizio rivolto ai giovani: “Ragazzi, non prendete droga. Diventate delle popstar, così ve la danno gratis… uuuuuh”.

Polar Express (2004) – di Robert Zemeckis, con Tom Hanks. Una grossa pecca averne mancato la visione al cinema. E in effetti è un film che ho visto molto tempo dopo. Però la sua magia è indiscutibile. Talmente potente da meritarsi la poesia È una cosa magica, che fine ha fatto?, pubblicata nel libro Frenetica Storia Infinita (2004, La Versiliana Editrice): “… può esistere un’unità di misura per le meraviglie o per le lusinghe d’inverno?…vedo così tante tazze vuote che solo il più improbabile dei viaggi al Polo Nord/ saprebbe spingermi a salire sul tetto di un treno/, per aspettare che un angelo/ si avvicini e mi offra una cioccolata calda”.

Amy (R. McAdams) e Sybil (D. Keaton)
La neve nel cuore (2005, The Family Stone) – di Thomas Bezucha, con Sarah Jessica Parker, Clair Danes, Luke Wilson, Diane Keaton, Rachel McAdams. È iniziata l’era veneziana del cinema da più di un anno ormai, e martedì 7 febbraio 2006 sono al Palazzo di Mestre per assistere a una dolce commedia tra incontri/scontri di un cosmo familiare hippy, con cui la snob acidula e inizialmente decisa Meredith (S. J. Parker) arrivata come futura sposa del primogenito Everett (Dermot Mulroney), inciampa fino a un dolce e condivisibile epilogo.

“non me ne voglia alcuno se evidenzio le difficoltà di una nascita/... come sceneggiatore sarei un pessimo censuratore di finali/… l’award per la normalità va sempre alla persona più impensabile/… noi invece resteremo sempre in disaccordo...grazie comunque per la nevicata, adesso vado a prendermi i miei 10 minuti di cavalcata nell’epica di un cullare regale”.  

L’amore non va in vacanza (2006, The Holiday) – di Nancy Meyers con Jude Law, Cameron Diaz, Kate Winslet, Jack Black, Eli Wallach. Sarà che ho sempre adorato gli estremi incontrarsi. Io sono quello capace di creare cassette con insieme Mariah Carey e i Megadeth, e oggi playlist con Spice Girls e Pearl Jam. Sarà che vedere un'incasinata mangia-uomini holliwoodiana scambiarsi di casa con un’insicura inglese, diventare amiche e alla fine giorie del rispettivo trionfo nei sentimenti con due persone meritevoli (un Jude Law tenerissimo nella parte di un giovane vedovo con due bimbe al seguito), mi ha sempre infuso speranza e serenità. Sarà che è l’ultima commedia sentimentale natalizia degna di questo nome, e riesce a far trionfare la poetica della campagna innevata britannica su tutta la frenesia del mondo moderno, anche senza rinunciarvi.

Uno "zemeckizzato" Jim Scrooge Carrey
A Christmas Carol (2009) – di Robert Zemeckis, con Jim Carrey, Gary Oldman. Giovedì 14 gennaio 2010 assisto per la prima volta a un film in 3D. Natale è passato da più di tre settimane ma non fa differenza. Sono uno dei pochi spettatori all’ultima proiezione dello spettacolo serale al cinema Excelsior, e sebbene con l’avvicinarsi della mezzanotte, il mio occhio tenda a crogiolarsi nel tepore della sala cinematografica mestrina, non si può non restare incantati da un regista che ha votato la propria cretivitò alla più nobile delle arti: far sognare l’uomo… “sembra che l'ultima lettera sia stata giudicata indigesta a chi non ha mai eseguito tre dichiarazioni di canti/... è stato un ritardo quasi non credibile visto lo scrigno da cui non mi sono mai separato/... ci sarà mai posto per gli uomini nuovi nel vecchio mondo?...è sempre quello in cui viviamo...i pesi che avvinghiano la superficie dei nostri desideri nutre ancora quel vuoto che si appiccica sulle suole quando non siamo più in grado di far circolare un primitivo incontro fra carezze/... perché fuori non c'era nessuno che imprimesse al ghiaccio lontano una strada con cui confrontarmi fino a dove voglia arrivare/... non me lo so ancora troppo spiegare”.

A Christmas Polar Love by Luca Ferrari
Carol Express by Luca Ferrari

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