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mercoledì 23 gennaio 2013

A Danish Royal Affair

A Royal Affair - Johann Struensee (Mads Mikkelsen) e la regina Caroline (Alicia Vikander)
Fin dove ci si può spingere per amore di una donna? E della libertà? Nella Danimarca del XVIII secolo è di scena la Storia. A Royal Affair (En kongelig affære), di Nikolaj Arcel


La cruda realtà rincorre la metafora esistenziale di un legame senza basi, così come un trono affidato a una persona incapace. Ma come in tutti i rigidi equilibri imposti, basta poco perché tutto salti. È sufficiente un nuovo elemento con una visione differente per cambiare per sempre l’orizzonte. A Royal Affair (2012, En kongelig affære), di Nikolaj Arcel

L’85° edizione dei Premi Oscar si avvicina. Oltre ai pesi massimi di casa, ad attirare sempre molto interesse c'è anche l’Oscar per il Miglior Film Straniero. Ai Golden Globes 2013 ha trionfato Amour, di Michael Haneke. Il 24 febbraio prossimo al Dolby Theatre di Los Angeles sarà dunque lui il film da battere. A contendergli l’ambita statuetta: No (di Pablo Larraín, Cile), War Witch (di Kim Nguyen, Canada), Kon-Tiki (di Joachim Rønning e Espen Sandberg, Norvegia) e infine A Royal Affair (di Nikolaj Arcel, Danimarca), due volte Orso d’Argento al Festival di Berlino 2012.

Le ultime due nazioni a portare l’Oscar nel vecchio continente sono state proprio l'Austria e Danimarca, che a breve si ritroveranno l'un contro l'altra. Nel 2008 trionfò Il falsario - Operazione Bernhard (di Stefan Ruzowitzky), quindi nel 2011 a gioire fu Susanne Bier con In un mondo migliore (Hævnen). Da quando nel 1950 l’Oscar per il Miglior film straniero è diventato una presenza fissa alla serata degli Academy, sono state otto le nomination complessive che il piccolo paese scandinavo ha ottenuto. E proprio in quella primissima edizione vinta da La Strada di Federico Fellini, a concorrere c’era anche Qivitoq (di Erik Balling).

La Danimarca tornò nuovamente nel quintetto delle nomination nel 1960 con Paw (di Astrid Henning-Jensen) e due anni dopo nel 1962 per Harry og kammertjeneren (di Bent Christensen). Il primo trionfo arrivò nel 1988 con Il pranzo di Babette di Gabriel Axel, bissato l’anno successivo da Pelle alla conquista del mondo di Bille August. A chiudere un triennio magico per il cinema danese, la nomination nel 1990 per Ballando con Regitze, di Kaspar Rostrup. Ultima presenza prima del successo di due anni fa, nel 2007, con Dopo il matrimonio, della già citata Susanne.

A Royal Affair (2012), ambientato a Copenaghen nella corte reale danese del XVIII secolo,  racconta il drammatico triangolo amoroso tra il pazzo Re Cristiano VII (Mikkel Følsgaard, orso d’Argento al Festival di Berlino 2012 per la suddetta interpretazione), sua moglie la regina Caroline Mathilde (Alicia Vikander) e il loro medico, l’illuminista tedesco Johann Friedrich Struensee (Mads Mikkelsen).

Se l’interprete “regale” maschile non è ancora troppo conosciuto al grande pubblico, non si può certo dire lo stesso della giovane Alicia, svedese classe ’88 di Goteborg, vista di recente in Anna Karenina (2012, di Joe Wright) nella parte di Kitty, a fianco di Keira Knightley e Jude Law.

Non ha invece bisogno di presentazioni il danese Mads Mikkelsen, miglior attore al Festival di Cannes per Il Sospetto (2012, del connazionale Thomas Vinterberg) e interprete di celebri pellicole come King Arthur (2004, di Antoine Fuqua) dove era l’arciere Tristano; 007 Casino Royale (2006, di Martin Campbell) dove era il terribile villain Le Chiffre e Scontro tra titani (2010, di Louis Leterrier) dove interpretava il valoroso guerriero Draco.

A dispetto di parrucche, calze e la realtà della storia, la pellicola è di estrema attualità portando all’attenzione degli spettatori un mondo dove un despota (schizofrenico) domina incontrastato, viene praticata la tortura e la democrazia viene lasciata fuori dalla porta. Sarà l’arrivo di un personaggio straniero, il medico Struensee a far allargare la prospettiva del regnante mettendo in discussione molto di più un mero modus operandi, e contribuendo in modo decisivo a innovative riforme.

Ma anche i sentimenti avranno qualcosa da dire. In attesa dunque la pellicola sbarchi nelle sale italiane, per iniziare a prendere confidenza con la storia, si può sfogliare “Il medico di corte” (2001, Iperborea) dello svedese Per Olov Enquist che ripercorre la vicenda di Struensee.

A Royal Affair (2012, di Nikolaj Arcel)
A Royal Affair (2012) - la regina Caroline (Alicia Vikander) e Johann Struensee (Mads Mikkelsen)

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