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lunedì 27 gennaio 2014

Tutta colpa di Hollywood

Tutta colpa di Freud - il papà psicologo Francesco (Marco Giallini) e le figlie
Sara (Anna Foglietta), Marta (Vittoria Puccini) ed Emma (Laura Adriani)
Tutta colpa di Freud (2014), la nuova commedia del regista Paolo Genovese, è fin troppo hollywoodiana nell'esagerato beverone di zucchero borghese.

di Luca Ferrari

Una famiglia unita. Un cuore fremente. Un consiglio che non manca mai. Bella la vita per i nuovi protagonisti “Genovesiasi”. Il vento gelido di New York City è una tiepida brezza in cui librarsri su due ruote. Il fracasso capitolino cede il posto a una ristoratrice spremuta d’arancia. Le difficoltà adolescenziali si azzerano dinnanzi a una felice maturità che non lascia spazio a futili sballi discotecari.

Non è la Roma esageratamente sfarzosa di Paolo Sorrentino. Non è la Roma all’inseguimento della Cinecittà felliniana. La Roma di Tutta colpa di Freud (2014, di Paolo Genovese) è gentile e garbata. È stabilizzata tra la quiete di Trastevere e Campo dei Fiori. Il sole splende sempre e i soli problemi dei protagonisti sono quelli sentimentali.

Francesco (Marco Giallini) è un analista divorziato da tempo immemore. Abbandonato dalla moglie dopo il terzo parto, nella sua vita non c’è più stato spazio per l’amore ma solo per lavorare e crescere le tre figlie Sara (Anna Foglietta), Marta (Vittoria Puccini) e la più piccola Emma (Laura Adriani). Crescerle e ascoltare i loro problemi sentimentali, s’intende Un compito tutt’altro che facile.

La storia si snoda in un momento cruciale per tutto il nucleo familiare. Sara è appena rientrata da New York dopo l’ultima concente delusione (aveva chiesto la mano della sua compagna). Emma è alle prese con una relazione con il cinquantenne Alessandro (Alessandro Gassman) e Marta s’innamora di uno strano ladro della sua libreria, il sordomuto Fabio (Vinicio Marchioni). In mezzo a queste rivoluzioni di cuore, il saggio padre si prende una cotta per Claudia (Claudia Gerini).

Emblema dei “casini snetimentali” è Sara, decisa a cambiare sessualità e passare al mondo degli etero. E a chi si rivolge? A papà naturalmente, che puntuale la istruisce al riguardo mostrandole con chi avrà a che fare. Suddivide così gli uomini in quattro categorie: i Vorrei ma non posso, i Peter Pan, i Mammoni e i Depressi (Insoddisfatti). Fuori di questi, c’è solo un 5 per cento di sano. Auguri!

Commedia piacevole ma senza chissà quali spunti e originalità. Esilaranti i tentativi di Marta di combinare un incontro per Sara. Più che Enrico il poeta (Paolo Calabresi), il vero capolavoro è Andrea il geometra (Gianmarco Tognazzi), capace si, di condividere il dolce con la sua dolce compagna ma in modo “ugualmente impeccabile”, di dividere alla romana il conto, facendole anche presente di non ordinare pietanze così care se un’altra volta vorrà spendere meno.

Guarda il trailer di Tutta colpa di Freud (2014, di Paolo Genovese)

Tutta colpa di Freud (2014, di Paolo Genovese)
Tutta colpa di Freud - Marta (Vittoria Puccini) e Fabio (Vinicio Marchioni)
Tutta colpa di Freud - Emma (Laura Adriani), Sara (Anna Foglietta) e Marta (Vittoria Puccini)
Tutta colpa di Freud - Claudia (Claudia Gerini) e Francesco (Marco Giallini)

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