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martedì 11 agosto 2015

Sognando Beckham (2002), lottare per vincere

Sognando Beckham - Jess (Parminder Nagra) e Jules (Keira Knightley)
Dal mondo anglo-panjabi di Sognando Beckham (2002), una lezione sempre attuale di carattere, rispetto, cambiamento e vittorie da conquistare.

di Luca Ferrari

Una nuova amicizia, un grande sogno comune e la Londra multietnica d’inizio millennio. Sono questi gli ingredienti della frizzante commedia anglo-panjabi Sognando Beckham (2002, di Gurinder Chadha). Tra lacrime, forza di volontà e impegno, due ragazze lottano contro pregiudizi razziali e di genere, decise a realizzare i gol decisivi nelle rispettive vite. O meglio, il sogno che diventa esaltante realtà.

In casa Bahmra tutto è quasi pronto per le nozze della figlia maggiore Pinky (Archie Panjabi) con il belloccio Teetu (Kulvinder Ghir). Il matrimonio però rischia di andare a monte quando i futuri e rigidi suoceri vedono sua sorella Jesminder detta Jess (Parminder Nagra) baciarsi pubblicamente con un giovanotto inglese. O almeno così sembra. Nulla di più sbagliato. Il “maschietto” altri non è che Juliette detta Jules (Keira Knightley), compagna di squadra di calcio di Jess, con cui si sta solo amichevolmente salutando con un abbraccio.

Oltre a essere una studentessa modello e rispettosa dei genitori, Jess infatti è una calciatrice eccezionale. È proprio Jules a scoprirla dopo averla vista giocare al parco in mezzo a dei ragazzi. Una ragazza sikh però che gioca a calcio non è troppo ben vista, ancor meno dai genitori che infatti vengono tenuti all’oscuro di tutto ciò. Sebbene con le dovute differenze, anche Jules ha il suo bel da fare, alle prese con una madre superficiale che preferirebbe vederla formosa e fidanzata che non in tenuta sportiva.

Sostenute in tutto e per tutto dal loro allenatore irlandese Joe (Jonathan Rhys Meyers), Jess e Jules hanno un solo obiettivo: raggiungere la finale del torneo e impressionare un osservatore americano venuto appositamente per reclutare giovani talenti da portare negli Stati Uniti dove il calcio femminile ha un vero campionato e una lega professionista (quest’anno gli USA hanno vinto il Mondiale femminile, ndr). Per le due ragazze però, le prove sul campo non saranno le uniche sfide che dovranno affrontare.

Primi ostacoli, lo scarso supporto delle famiglie. Preoccupato del sicuro razzismo che si troverà a dover vivere  in campo la figlia, Mohaan Singh Bhamra (Anupam Kher), il padre di Jess, spiega a Joe di come lui venne emarginato nei club inglesi nonostante fosse un campione di cricket. Paula (Juliet Stevenson) invece esce di testa quando crede che la figlia Jules sia omosessuale salvo poi, scoperta la "etero-verità", uscirsene con un imbarazzante “Io per esempio tifavo Martina Navratilova come se fosse una normale”.

Tra fine anni Novanta e primi anni Duemila il calcio inglese tornò a lasciare il segno. Emblema glamour di tutto questo, David Beckham, l’ala destra del Manchester United, sposato con Victoria “Posh” Adams della pop band Spice Girls. Ben amalgamando modernità, integrazione e sogni giovanili, il film lanciò definitivamente l’inglese Keira Knightley, raccontando una storia di attualità e affrontando temi come l’integrazione e il sessismo.

Non solo spunti di riflessione però, in Sognando Beckham c’è spazio anche per le risate, a cominciare proprio dalle prime battute quando Jess nella sua cameretta sogna di giocare nel Manchester United a fianco dei vari Beckham, Giggs e Scholes. E dopo l’ennesimo successo, ai microfoni in studio dell’ex-calciatore Gary Lineker arriva la madre (Shaheen Khan) che invece di ostentare felicità, non gradisce affatto che la figlia mostri le gambe scoperte a tutto lo stadio, chiudendo poi con una memorabile romanzina in lingua panjabi.

E qui miei cari lettori, finisce la parte del film. Ma prima di cominciare l’analisi personale della pellicola, non posso non scrivere due righe sul titolo, orrenda e faziosa trasposizione italiana. Jess infatti non è una smorfiosa che sbava per il fisico di David Beckham ma una ragazza decisa che gioca a calcio divinamente, proprio come il campione dei Red Devils. Non è un caso che il titolo originale sia Bend It like Beckham, ossia “Curvalo (il pallone, ndr) come Beckham” e non un ruffiano e adolescenziale “sognando Beckham”.

Detto ciò, entriamo dentro il film facendo una premessa. Nello stesso anno di uscita della pellicola io mi trasferii a vivere a Firenze per lavoro. Dopo pochi mesi di coabitazione con altri tre ragazzi, per inaugurare la mia nuova abitazione, un mini-monolocale molto spartano, scelsi di farmi la tessera di una vicina videoteca e la prima vhs noleggiata fu proprio Sognando Beckham. Se dunque Jess era alla ricerca di una nuova vita per seguire le proprie ambizioni sportive, io nel capoluogo toscano stavo facendo lo stesso con la scrittura. Qui sbarcato per dare un senso costruttivo a tutta quella massa di parole che vorticose si aggiravano dentro di me.

Era la prima volta che vivevo da solo. Era la prima volta che avevo un pc portatile (che ribattezzai proprio Jasminder; lo so, fa molto nerd – ndr). Era la prima volta che provavo davvero ad andare oltre il mero sogno conficcato nella mia mente. Ricordo ancora che il film mi piacque a tal punto che per rendere meno monotono lo jogging del mattino presto, mi comprai un pallone da calciare nelle strade isolate, anche in sandali per il gran caldo, e arrivando una volta in ufficio con le dita dei piedi insanguinate.

Dopo le prodezze del Drugo ne Il grande Lebowski, la mia estate cinematografica 2015 è dunque proseguita con la visione di Sognando Beckham. E aldilà dell’immancabile voglia di tornare in Inghilterra che puntuale il film mi scatena sempre, la mia frase preferita è sempre quella del sig. Bahmra, subito dopo aver assistito alla vittoriosa performance della figlia sul campo da gioco, e dicendo senza più paura a parenti e alla moglie stessa:

Io non voglio che Jesse debba soffrire. Non voglio che faccia lo stesso sbaglio che ha commesso suo padre di subire la vita senza reagire. Io voglio che combatta e voglio che vinca perché l'ho vista giocare ed è bravissima. Io dico che nessuno ha il diritto di fermarla”. E poi aggiungendo un toccante, “Due figlie fatte felici in un giorno. Che altro può volere un padre?”.

Jess ha avuto carattere ma tutto ciò poteva non essere sufficiente. Ha trovato in Jules un’amica con cui affrontare le sfide calcistiche. Ha trovato in Joe “quell’esterno” capace di mettere le persone giuste nel posto giusto (osservatori internazionali). Ovviamente poi è toccato a lei metterla nel sacco e fare la sua parte, ma non era sola. Lei ci è riuscita. A dispetto degli sforzi fatti, la maggior parte di noi non troverà mai il proprio happy end “SognandoBeckamiano”.

Ad alcuni di noi resta solo l’amarezza di aver lasciato lievitare i propri sogni senza aver creato alcuna base solida. Senza incontrare nessuno che li condividesse. Ad alcuni di noi, nella migliore delle ipotesi, resta il dvd originale di Sognando Beckham (Bend It Like Beckham – 2002, di Gurinder Chadha) da guardarsi ogni tanto e magari trarre quell’ispirazione per svegliarsi la mattina dopo e gettare le basi per lanciare un giorno un urlo di trionfo nella propria vita.

Il trailer di Sognando Beckham

... guardandosi Sognando Beckham in dvd
Sognando Beckham - Jess (Parminder Nagra) con tre amiche smofiosette
Sognando Beckham - Jules (Keira Knightley) e Jess (Parminder Nagra) sul campo
Sognando Beckham - Jess (Parminder Nagra) e la sorella Pinky (Archie Panjabi)

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