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martedì 1 settembre 2015

Luisa Galati, missione Venezia72

la giornalista Luisa Galati immersa nella Mostra del Cinema
A tu per tu con l'inviata veneziana del giornale online Dvclub.info, Luisa Galati, alla sua prima volta da giornalista accreditata alla 72° Mostra del Cinema di Venezia.


Sono una persona curiosa e appassionata d'arte e di cinema. Quello che faccio è sopravvivere dando sfogo alle mie passioni. In particolar modo la scrittura, la critica e il poter lavorare in ambito artistico”. Si presenta così la veneziana Luisa Galati, ai nastri di partenza della sua prima esperienza come inviata stampa alla 72° edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (2-12 settembre).

Di giorno occupata presso la Biennale di Venezia, la sera e nel tempo libero impegnata a scrivere interviste e articoli per i giornali on line Mollotutto (www.mollotutto.com) che parla soprattutto di italiani fuggiti all'estero e residenti un po' in tutto il mondo, e DVclub, magazine dedicato all'arte, scienza e tecnologia, “ed è per quest'ultimo magazine che vengo alla mostra come stampa”, spiega Luisa, “non escludendo d'intervistare qualche regista che lavora in Europa o altrove per Mollotutto”.

A un giorno dall'inizio ufficiale del Festival del  Cinema di Venezia, cineluk ha icontrato Luisa Galati per una piacevole chiacchierata tra colleghi tra presente, ricordi di cinefila e cine-suggerimenti per la Biennale di Venezia, con il finale dedicato al binomio cinema & danza orientale, pratica quest'ultima di cui Luisa è una valida interprete da anni ormai.

Quali film seguirai?
Possibilmente tutti.

Quale film (uno o più) sei più curiosa di vedere e perché?
Sono curiosa de L'attesa di Piero Messina in quanto è un thriller, genere che amo molto e in più ha un'ambientazione siciliana. So che è nato come cortometraggio e dal successo che ha avuto ne è nata la versione attuale. Altro film che m'incuriosisce  è Danish girl che narra la storia del primo transessuale.

Preferiresti vincesse un film straniero, un film italiano o ti interessa solo che sia un bel film?
Il film vincitore per me dovrebbe essere quello più innovativo, ben girato e con un tocco di personalità del regista. Non importa che sia italiano o straniero.

Quale film secondo te il pubblico apprezzerà di più e perché?
È difficile dirlo a priori. Intanto credo che la presenza di Johnny Depp attirerà il grande pubblico e che ci sia attesa per Black mass, in cui è il protagonista.

Da non giornalista sei mai venuta alla Mostra? A vedere cosa?
Data la mia passione per la settima arte sono venuta varie volte. Fare un elenco di tutti i film che ho visto sarebbe troppo lungo.

Qual è il tuo primo ricordo della Mostra del Cinema?
Il primo ricordo legato alla Festival è un po' sepolto nella memoria di adolescente. Diciamo che al momento tra i ricordi più vivi ci sono una serata al cinema all'aperto in campo S. Polo rigorosamente sola a gustare in lingua originale Black Dalhia di Brian De Palma, e un pomeriggio in attesa dei vip a lido mentre vidi passare Madonna.

Se potessi suggerire alla Biennale qualcosa, qualche evento o simili, che cosa ti piacerebbe vedere alla Mostra del Cinema che non c'è?
È un'idea che va aldilà della Mostra stessa e cioè proporre una Biennale “invernale” alternativa. Una grande retrospettiva del cinema con una sezione dedicata a tutte le edizioni del festival fatte finora. So che è un pensare troppo in grande, ma secondo me sarebbe un modo per attirare anche durante la stagione fredda molti appassionati.

C'è una pellicola che ha un posto speciale nella tua anima?
Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore è un film che suscita sempre uno strano sentimento in me. È un tributo d'amore al Cinema visto prima con gli occhi di un bambino e poi con gli occhi della Storia che ne ha raccontato i cambiamenti lungo gli anni. Il film è bello e triste nello stesso tempo. Epica la scena di chiusura della versione tagliata , in cui c'è il montaggio di scene di baci nei film.

E una frase di un film significativa che ti è rimasta dentro?
È assolutamente evidente che l'arte del cinema si ispira alla vita, mentre la vita si ispira alla televisione”, naturalmente di Woody Allen. Il perché mi pare evidente, ma è una frase che mi fa ridere per quanto è vera.

Tu sei anche danzatrice. Non ho memoria di pellicole che trattino la danza orientale in modo non superficiale. Tu ne conosci qualcuno? E se condo te perché la danza orientale ha questo trattamento in Occidente?
Esiste un film tutto su danza orientale, cioè su una ragazza che impara da una nota ballerina. Whatever Lola Wants (2007, di Nabil Ayouk) e poi Cous Cous (film presentato proprio a Venezia) La sua poca conoscenza nasce dal fatto che non sono molti i registi di origini mediorientali conosciuti da noi. Comunque non è molto nella nostra tradizione il film con ballo e tante musiche stile Bollywood a meno che non sia funzionalealla trama o il film parli proprio di danza. Quello che percepisco, ma spesso anche a detta di altre danzatrici, questo tipo di danza viene visto e capito in modo distorto.

Grazie e buon lavoro Luisa Galati. 


la giornalista Luisa Galati (al centro) impegnata con la pratica della danza orientale
la giornalista Luisa Galati alla 69°edizione della Mostra del Cinema

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