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sabato 16 dicembre 2017

La ruota delle meraviglie, il cinema è una storia

La ruota delle meraviglie - Ginny Rannell (Kate Winslet)
Blues spettinato. Lacrime, patatine fritte e brividi da passioni neo-ritrovate. Woody Allen ci racconta una storia e non fa mancare nulla alla sua ultima creatura, La ruota delle meraviglie (2017).

di Luca Ferrari

Una famiglia come tante cerca di sbarcare il lunario. Un matrimonio fallito ciascuno alle spalle. Un figlio adolescente col vizio di appiccare fuochi ovunque e una figlia in fuga dall'ex-marito malavitoso. A osservare, farsi ispirare ed entrare in questo sgangherato quadretto di semplici esseri umani, un bagnino di corvetta della spiaggia newyorchese. Woody Allen è tornato. Tutti a sedere, prego, e prepariamoci ad ammirare La ruota delle meraviglie (2017).

Nel luna park della spiaggia di Cony Island, Humpty (Jim Belushi) e Ginny Rannell (Kate Winslet) tirano avanti, lui addetto alla giostra dei cavalli, lei servendo ostriche ai tavoli. A spezzare la monotonia di un'unione dettata più dal bisogno l'uno dell'altra che non dall'amore, ci pensa la figlia del primo matrimonio di lui, Carolina (Juno Temple), non troppo ben vista da Gin e sulle cui tracce presto bussano personaggi poco raccomandabili. La ragazza è giovane e spiantata e sebbene il padre avesse tagliato i rapporti con lei anni or sono, facendo sacrifici la iscrive a una scuola serale perché diventi un'insegnante e si rifaccia una nuova vita.

Un autentico pozzo di problemi è Richie (Jack Gore), figlio del primo matrimonio di lei. Marina la scuola di continuo preferendo il cinema, ciò non senza una certa influenza (responsabilità) materna, sempre in preda alle nostalgia per un passato da teatrante. Il giovincello però ha il brutto vizio di giocare coi fiammiferi, dando fuoco a qualsiasi cosa gli passi tra le mani. E anche quando viene obbligato ad andare da una psicologa, la sua testa non ne vuole proprio sapere di migliorare.

A guardare dall'alto (nel vero senso della parola) questo menage familiare, Mickey Rubin (Justin Timberlake), aitante bagnino e sognatore, deciso a diventare uno scrittore di fama mondiale. È colto e sicuro di sé. È curioso. Un giorno senza sole incontra Ginny sulla battigia in passeggiata solitaria, depressa e stanca. Tra i due scatta la passione. Durerà? Il successivo incontro con la figliastra Carolina complicherà non poco le relazioni tra tutti i personaggi.

Woody Allen racconta storie e sono rimasti in pochi ormai a farlo. Sempre più registi li usano più che altro come mezzi tanto per intervallare qualche effetto scenico o un'inquadratura alla disperata ricerca di una prospettiva mai vista prima (…). Non è per lui. Nei film di Woody Allen le persone sono la storia (Blue Jasmine, Magic in the Moonlight, Cafè Society). Ogni anno sul grande schermo arriva un film di Woody Allen e se si esclude l'imbarazzante To Rome with Love, l'attesa vale la proiezione. Oggi, guardando un film di Woody Allen hai davvero la certezza di essere al cinema.

Woody Allen chiama, cineluk risponde. Non potevo non presentarmi il primo giorno di programmazione di La ruota delle meraviglie. Scelta azzeccatissima quella di proporre la pellicola nel più retro' cinema Giorgione di Venezia. L'atmosfera giusta per farsi catapultare negli anni '50 d'oltreoceano dove i guardia-spiaggia non erano vestiti di rosso né sfoderavano addominali scolpiti, ma al massimo esibivano quel non so che di faccia da schiaffi.

Il cast recita alle perfezione. Smessi (per il momento) i panni di uno dei fratelli Mitchun nella controversa terza stagione di Twin Peaks (a ogni modo uno dei personaggi meglio riusciti), Jim Belushi (The Pincipal - Una classe violenta, Danko) è un tenero, burbero padre-marito. Sotto la rozza pellaccia, si apre lentamente per gli occhi lacrimosi di Juno Temple (I tre moschettieri, Sin City - Una donna per cui uccidere, Black Mass - L'ultimo gangster), perfetta nel ruolo della giovane sognante, alla ricerca del Principe Azzurro più sincero.

A vedere l'ex-'N Sync Justin Timberlake di nuovo sul grande schermo, c'è da chiedersi perché abbia perso tempo con la musica e aspettato così tanto. Piccolo o grande il ruolo che interpreti (The Open Road, The Social Network, Di nuovo in gioco), riesce sempre a fare il suo compito egregio. Protagonista in un nuovo film dei Coen dopo l'ottima prova in A proposito di Davis (2013), sarebbe la sua degna consacrazione. Iniziato come vino frizzantino, è destinato a diventare negli anni uno di quei Brandy dal sapore sempre più intenso.

Infine Lei, insieme a Cate Blanchett è la più grande attrice di media generazione, degna erede di Meryl Streep. Donna e Attrice di razza. Fin dai tempi di Titanic (1997), Kate Winslet (Se mi lasci di cancello, Romance & Cigarette, Revolutionary Road) ha collezionato sempre più ruoli diversificati passando con naturalezza dal romanticismo del cult natalizio L'amore non va in vacanza al massacro familiare di Carnage fino alla insostituibile addetta stampa dell'ego smisurato di Steve Jobs. Facendo sempre del suo cinema il grande cinema.

Non appartengo alla schiera dei “veneratori” di Woody Allena ma il suo cinema è un toccasana per chi crede ancora che le vicende umane possano essere raccontate anche senza l'uso della carta carbone o della tecnologia più avanzata. Si percepisce la voglia di Woody Allen di scrivere ancora tante pagine di cinema e io sono felice di aver camminato e danzato sopra La ruota delle meraviglie. E io sono onorato di essere stato ispirato dalla prospettiva umana de La ruota delle meraviglie (2017, di Woody Allen).

Il trailer de La ruota delle meraviglie

La ruota delle meraviglie - Carolina (Juno Temple)
La ruota delle meraviglie - Humpty (Jim Belushi) e Mickey (Justin Timberlake) 

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