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sabato 31 dicembre 2016

cineluk, i migliori film recensiti del 2016

Steve Jobs - il carismatico fondatore della Apple, Steve Jobs (Michael Fassebender)
Viaggio nei migliori film raccontati su cineluk. Pellicole che hanno avuto la capacità di emozionarmi/colpirmi nel vederle al cinema e ancor di più nel recensirle.

di Luca Ferrari

Niente numeri ruffiani per flirtare con Google. Solo un elenco onesto dei film che mi hanno davvero emozionato in questo 2016. C'è davvero di tutto. Impegno sociale. Personaggi fuori dal comune. Drammi esistenziali. Lotte di classe. Storie d'amore. Cinema italiano, d'oltremanica, iberico, canadese, a stelle e strisce. Un lungo viaggio scandito nell'arco di 12 intensi mesi. Un lungo viaggio che riassumo in questo condensato di recensioni.

Analizzando il mio 2016 cinematografico e via via scegliendo le recensioni dei film che ho reputato i più interessanti, ho scoperto che la maggioranza sono storie vere, o comunque ispirate a fatti reali. Mi piace tutto questo perché se è indubbio che il cinema deve far (anche) sognare con la fantasia, è altrettanto vero che per cambiare le cose c'è bisogno di persone reali e non fantomatici personaggi che muoiono e finiscono dentro il frullatore del trend del momento.

In ordine di uscita, ecco le mie migliori recensioni di film del 2016:
  • La grande scommessa (2015, di Adam McKay) con Steve Carrel, Ryan Gosling, Brad Pitt, Christian Bale. Un gruppo di intelligenti e molto diversi outsider annusa lo tsunami della crisi economica del 2007 e ci scommettono sopra. Un film non facile da capire ma che andrebbe rivisto almeno una volta la settimana per svegliarsi. Emblematica la frase dell'incazzoso Mark Baum (S.C.): Rimarranno tutti fregati e lo sai di cosa si preoccupano? Del baseball o di quale attrice stra in clinica a disintossicarsi! 
  • Steve Jobs (2015, di Danny Boyle) con Michael Fassbender, Kate Winslet e Jeff Daniels. Mai stato un seguace del fondatore della Apple eppure questo film mi ha portato qualcosa di davvero nuovo. Pur essendo molto semplice la trama, si eleva oltre modo con interpretazioni e una sceneggiatura (di Aaron Sorkin) a dir poco grandiosi. Il duello verbale tra Fassbender e Daniel è un dialogo che sprizza scintille e bravura. Un biopic poderoso e concentrato in tre avvenimenti chiave della vita di Jobs,
  • L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo (2016, di Jay Roach) con Bryan Cranston, Elle Fanning e John Goodman. Nell'epoca del Maccartismo uno sceneggiatore inizia una battaglia umana e professionale nel nome del diritto d'opinione. Un film da cui prendere ispirazione per lottare in modo concreto contro le tante e troppe ingiustizie della vita.
  • Il caso Spotlight (2016, di Tom McCarty) con Michael Keaton, Mark Ruffalo, Rachel McAdams e Stanley Tucci. Colpevolmente non visto a Venezia 72 causa concomitanza di altri impegni lavorativi, la pellicola vincitrice del Premio Oscar 2016 come Miglior film e per la miglior sceneggiatura è un grande esempio di storia giornalistica narrata sul grande schermo. Interpreti sontuosi e un caso (sistematica pedofilia clericale insabbiata dalle alte sfere) che ha sconvolto il mondo intero. 
  • Truth – Il prezzo della verità (2016, di James Vanderbilt) con Cate Blanchett, Dennis Quaid e Robert Redford. L'inchiesta giornalistica sull'allora presidente George W. Bush, tra corsa allo scoop e pressioni politiche. Un'opera su cui c'è molto da ragionare e riflettere.
  • Veloce come il vento (2016, di Matteo Rovere) con Stefano Accorsi e Matilda De Angelis. Senza alcun dubbio uno dei miglior film italiani dell'anno. Originale, e con il protagonista principale nel ruolo (fin'ora) della sua vita, l'ex-pilota Loris De Martino detto "il ballerino", oggi tragicamente tossicodipendente e fuori dalle corse. Una storia familiare dall'alto spessore umano.
  • La pazza gioia (2016, di Paolo Virzì) con Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi. Altra pellicola italiana che ha lasciato il segno. Una coppia di attrici perfette che duettano in ruoli quanto più diversi non potrebbero essere. Un film di cui non potrò mai dimenticare le lacrime di commozione di una giovane donna sedutami accanto in sala. 
  • Julieta (2016, di Pedro Almodovar) con Emma Suarez, Adriana Ugarte e Daniel Grao. Un film inaspettato. Un film per certi versi sorprendente considerato chi sia il regista. Un lungo viaggio nella vita di una donna. Un lungo viaggio tra scelte e sentimenti. Un viaggio su di una barca a remi con poche coordinate.
  • L'uomo che vide l'infinito (2015, di Matthew Brown) con Dev Patel e Jeremy Irons. Storia vera di un giovane e geniale matematico sbarcato nella fredda Inghilterra e proveniente dall'India. Toccante l'amicizia tra i due protagonisti ottimamente interpretati. 
  • Piuma (2016, di Roan Jonshon) con Blu Yoshimi, Luigi Fedele e Sergio Pierattini. Presentato in concorso a Venezia 73, semplice e divertente storia d'amore tra due maturandi alle prese con una inaspettata gravidanza. Un film in controtendenza per un'Italia sempre più a dieta stretta di natalità e dove i due protagonisti scelgono con il cuore e il sostegno della famiglia trovando un'insperata unità.
  • Io, Daniel Blake (2016, di Ken Loach) con Hayley Squires e Dave Johns. La middle class inglese sempre più abbandonata a se stessa e stritolata da labirinti burocratici creati per sfiancare e uccidere l'essere umano. Film (a ragione) vincitore della Palma d'oro a Cannes.
  • 7 minuti (2016, di Michele Placido) con Ambra Angiolini, Ottavia Piccolo, Cristiana Capotondi e Violante Placido. Il precariato, il ricatto padronale e l'abilità nel dividere il popolo che dovrebbe lottare per la stessa causa. Tutto vero. Tutto sarà sempre più vero. Come un sol uomo, arringava millenni fa il gladiatore ma questa è una lezione che non s'impara mai. Ottime le interpreti. 
  • Animali notturni (2016, di Tom Ford) con Michael Shannon, Amy Adams, Jake Gyllenhaal e Aaron Taylor-Johnson. Presentato a Venezia 73, un film spietato con un Shannon in formato Oscar e Globe. Una storia lancinante che trova, aldilà di qualche cine-artifizio, la sua pace (se così si può chiamare) nella vendetta. Il mondo è ancora una giungla purtroppo e con certa gente il dialogo è solo fumo e cenere.
  • La verità negata (2016, di Mick Jackson) con Tom Wilkinson, Andrew Scott, Rachel Weisz e Timothy Spall. La storia vera di un odioso negazionista. La "partita" questa volta si sposta in un'aula di tribunale e se le cose dovessero andare male, la storia dell'Olocausto ebraico potrebbe essere riscritta per sempre.
  • Snowden (2016, di Oliver Stone) con Joseph Gordon-Levitt, Rhys Ifans, Nicolas Cage e Shailene Woodley. Un personaggio di cui sapevo poco e male, e che grazie a questo film ho imparato ad apprezzare. Il giovane ex-impiegato della CIA ha rivelato al mondo qualcosa di incredibile rischiando sulla propria pelle.
  • È solo la fine del mondo (2016, di Xavier Dolan) con Vincent Cassel, Léa Seydoux e Marion Cotillard. Ultima pellicola emozionante del 2016, l'opera del giovane regista canadese di Montreal. Un dramma familiare direttamente sbarcato dal teatro. Cassel è fantastico nel suo rancore urlato-taciuto. Un film ad alto contenuto emotivo. Un film da rivedere, riascoltare, ripercepire. Un film capace di regalare bagagli emozionali differenti a ogni nuova visione.
il cast corale di 7 minuti (di Michele Placido)
Veloce come il vento - (Matilda De Angelis) e Loris il "ballerino" (Stefano Accorsi)
Snowden - l'ex-informatico della CIA, Edward Snowden (Joseph-Gordon Lewitt)

venerdì 2 dicembre 2016

Snowden, il terrorismo è la scusa

Snowden - l'informatico della CIA Edward Snowden (Joseph Gordon-Levitt)
“Il terrorismo non c'entra. Il terrorismo è la scusa”. Basato sulle rivelazioni dell'ex-tecnico informatico della CIA, il regista Oliver Stone dirige Snowden (2016).

di Luca Ferrari

Ogni giorno il mondo fa milioni di telefonate, manda e-mail, racconta la propria vita sui social network. E se tutto ciò potesse essere usato contro di noi? E se ogni singolo sfogo/segreto potesse diventare una scusa usata dal proprio Governo per convocarci (con le buone o le cattive) e porci varie domande? È stato fatto, e un uomo lo ha reso pubblico. Adesso non ho idea di cosa stia succedendo nel web in questo momento. Io stesso per questo articolo potrei attirare l'attenzione di qualcuno (se non è già così) Presentato in anteprima al Toronto International Film Festival, è uscito sul grande schermo Snowden (2016, di  Oliver Stone).

Edward Snowden (Joseph Gordon-Levitt) era un volitivo e promettente militare dell'esercito americano. Fallito il tentativo di entrare nei corpi speciali a causa della fragilità del suo fisico, ripiega sulla tecnologia. Edward non è un cracker. È un repubblicano. Crede nella propria nazione e perfino nelle idee di George W. Bush. È un autodidatta geniale. Un talento che non passa inosservato e che il direttore dei servizi segreti Corbin O'Brian (Rhys Ifans) deciderà di valorizzare al massimo perché il moderno campo di battaglia è ovunque (dicasi rete).

Gli inizi sono promettenti. Stringe amicizia col veterano geniaccio della Guerra Fredda Hank Forrester (Nicolas Cage) e durante il training trova perfino il tempo per incontrare di persona la bella e progressista Lindsay Mills (Shailene Woodley), conosciuta in una chat. Non passa molto tempo prima che Edward inizi a vedere una certa esasperazione del controllo sul web di cui lui stesso ne diventa complice. La scusa è sempre quella, il terrorismo. Ma lui che è dentro il Sistema ne capisce il senso: il terrorismo è la scusa, proteggi solo la superiorità del tuo paese!

È un sali e scendi di incarichi tra dubbi e ripensamenti fino alla ben nota goccia che fa traboccare il vaso. Edward decide allora di agire, tradire, rivelare. È lì che comincia il film di Oliver Stone. Edward Snowden si trova a Hong Kong, pronto per incontrare la documentarista Laura Poitras (Melissa Leo) e i giornalisti del quotidiano britannico The Guardian, Glenn Greenwald (Zachary Quinto) e Ewen MacAskill (Tom Wilkinson), contattati per rivelare al mondo ciò che sta facendo la NSA – Nationa Security Agency. Una volta diventata di dominio pubblica la notizia, Ed dovrà trovare una nazione sicuro che lo ospiti al sicuro.

Oliver Stone è tornato a fare sul serio. Da sempre occhio critico dell'America guerrafondaia e immacolata, non poteva che essere lui a dirigere un film su di un personaggio che ha lasciato sgomento il mondo intero. Snowden non fa degli Stati Uniti il male in terra, semplicemente racconta ciò che i suoi Servizi Segreti hanno colpevolmente portato avanti prima e dopo l'elezione di Barack Obama. Difficile pensare che siano solo gli yankee a cimentarsi con certe procedure ma di sicuro Edward Snowden ha mostrato cosa stava facendo il suo governo.

Ed è qui il punto, Snowden è stato attaccato da ogni latitudine. Ma perché? Il vero patriottismo non è nascondere la verità alla propria gente, anzi, l'esatto contrario. Battersi perché il proprio governo sia il migliore del mondo, questo è vero amore per la nazione e di certo questo coraggioso ragazzo ha fatto si di non voler più stare al gioco dello spionaggio su scala mondiale. Non serve essere d'accordo coi politici per essere un patriota, dice esausto. Ma finché vincerà la linea del segretezza è sicurezza, sicurezza è vittoria, lui sarà sempre visto come un traditore della patria.

Joseph Gordon-Levitt è un attore molto versatile. Sceglie bene i suoi progetti. Dalla grandiosa interpretazione di Hesher è stato qui (2010), passando per il Lincoln Spielberghiano (2012), l'ultimo capitolo della trilogia di Batman di Chirstopher NolanThe Walk (2015) di Robert Zemeckis, in mezzo ci ha pure messo il suo esordio alla regia in Don Jon (2013), film che lo vede anche protagonista porno-addicted al fianco di Scarlett Johansson e Julianne Moore. La sua immedesimazione in Snowden è davvero totale. C'è da chiedersi quanto l'attore classe '81 ne sia uscito cambiato da questa interpretazione.

Snowden (2016, di Oliver Stone) è l'ennesimo film di spessore uscito in questo autunno 2016, preceduto dai nostrani 7 minuti diretto dal veterano Michele Placido e In guerra per amore di Pif, alla sua seconda regia. Si parla di negazionismo dell'Oloscausto in La verità negata di Mick Jackson sempre con Wilkinson mentre Io, Daniel Blake (di Ken Loach) vincitore della Palma d'oro a Cannes, sprofonda nel dramma lavortivo-sociale dell'Inghilterra del terzo millennio. Storie vere o comunque ispirate a fatti di cronaca. Storie importanti di uomini che hanno messo la propria vita a rischio per una causa più grande, la creazione di un mondo più giusto ma che di sicuro né loro né noi potremo vedere però magari i nostri nipoti un giorno accenderanno una candela alla nostra memoria per ringraziarci di queste battaglie.

Edward Snowden non è Julian Assange, anch'esso arrivato sul grande schermo grazie a un grandioso Benedict Cumberbatch che lo interpreta in Il quinto potere (2013, di Bill Condon).  Assange e Wikileaks pubblicano senza censura. Snowden si raccomanda con la stampa: “Concentratevi sul sistema, nessuno impegnato in qualche operazione segreta deve rischiare la vita”. Basterebbe questa frase per capire quando Edward ci tenesse davvero alla sua casa, ma che per ottusità politica non vi potrà più far ritorno se non in qualche carcere federale.

La verità è che siamo spiati, ma è un qualcosa che non ci fa (ancora) male. Qui, per lo meno. A dispetto delle presenze di pedofili in agguato sul web, i neo-genitori continuano a svendere la vita dei propri figli piccoli. Altri fanno sfoggio di tutta la propria fede politica arrivando perfino a dichiarare che cosa andranno a votare e così via. Non fa differenza. Tutto ciò che Snowden ha rivelato fa gridare allo scandalo ma chi può davvero farlo se poi ogni mattina racconta la propria vita sui vari social network? Farebbe davvero qualche differenza se anche le email venissero lette? No, a questo punto del mondo, no davvero. Purtroppo.

Io credo a Linday che al suo amato Edward, dice. si può sempre tornare indietro! E se non vi fidate di Edward Snowden, fidatevi di lei. La scelta è vostra.

                                                          
Snowden, il trailer

Snowden - la preoccupazione sul volto di Lindsay (Shailene Woodley)
Snowden - da sx: la documentarista Laura Poitras (Melissa Leo), Edward Snowden (Joseph Gordon-Levitt), i giornalisti Ewen MacAskill (Tom Wilkinson) e Glenn Greenwald (Zachary Quinto