!-- Codice per accettazione cookie - Inizio -->

sabato 18 luglio 2026

Beckham — L'uomo e il campione

La docuserie Beckham

Determinazione e sensibilità. I suoi cross leggendari. La gloria. La polvere. Il glamour. La famiglia. Su Netflix è online la docuserie Beckham (2023, di Fisher Stevens). 

di Luca Ferrari

Simeone - Al termine della partita ha avuto la sensibilità di venire a scambiare la maglietta.
...
Fisher Stevens - L'hai usata come bersaglio?
Beckham - No, l'ho incorniciata.

Inizio da qui. Inizio dalle battute finali di Manchester United-Inter, quarti di finale della Champions League 1998-99. David Beckham e Diego Simeone di nuovo l'uno contro l'altro dopo i fattacci dei precedenti Mondiali francesi. Argentina e Inghilterra si sfidavano nella gara di ottavi di finale. Il Cholo Simeone fa un fallaccio da dietro al giovane David per provocarlo, come lui stesso ammetterà. L'inglese reagisce con un calcetto da terra e il navigato sudamericano "mette in campo" una sceneggiata. L'arbitro abbocca: giallo a Simeone, rosso a Beckham. L'Inghilterra perde ai rigori e per Becks è l'inizio di un inferno. Rientrato in patria, viene insultato senza tregua e addirittura minacciato di morte; lui, la moglie e il figlio appena nato. David tiene tutto dentro ma non molla. Quando finalmente i due rivali si ritrovano, è David ad avvicinarsi a fine partita, raccontando anni dopo questo retroscena con un candore fanciullesco. Ha gli occhi un po' umidi e il cuore sincero quando ne parla. Beckham, docuserie in 4 puntate diretta da Fisher Stevens, è disponibile in streaming su Netflix.

I primi calci. Gli allenamenti continui con il padre. L'esplosione con i Red Devils. Nel giro di pochi anni David Beckham passa dall'essere un giovane di belle speranze del calcio inglese a un'icona capace di catalizzare l'attenzione mondiale, anche grazie al fidanzamento con Victoria "Posh" Adams, membro della pop band Spice Girls, allora all'apice della loro popolarità. Tutto procede per il meglio, poi arriva "l'incidente" a Francia '98 che gli potrebbe compromettere carriera e vita stessa. Il vergognoso starnazzare calcistico fa il suo corso peggiore. David subisce in silenzio ma non molla. Avrà anche la faccia da giovincello super fashion. Sarà anche sulle copertine di moda ma per lui il calcio è un amore a prova di tutto. David continua ad allenarsi sostenuto da una inaffondabile determinazione che tutti i "peggiori" sergenti di ferro gli riconosceranno, tanto Sir Alex Ferguson quanto Fabio Capello, suo coach con i Blancos e più tardi anche con l'Inghilterra di cui indosserà la fascia di capitano più di 50 volte. Beckham sbaglia e paga. Beckham si tira su le maniche, calcia (alla grandissima) e si riprende tutto, sostenuto dai compagni di squadra e applaudito dai veri appassionati di calcio. Vince con il Manchester United e il Real Madrid. Va negli USA con gli L.A. Galaxy, e poi si presta al Milan, chiudendo la carriera con il Paris-Saint Germain.

David Beckham, l'uomo e il campione. La famiglia è sempre al suo fianco. Cambiano casa. Ricominciano vite nuove. Gioie e difficoltà, come accadde a chiunque. Alla fine tornano dove tutto è cominciato, a Manchester. David si è ormai ritirato. I tatuaggi gli coprono gran parte della pelle. La mattina se ne va in un cottage a grigliare carne e verdure. Via via arrivano moglie e figli. Ha la voce rilassata, sempre. Il dolore gli scorre negli occhi quando ricorda certi episodi della sua vita, illuminandosi poi quando parla dei suoi figli. David Beckham è sempre stato sotto la luce dei riflettori più splendenti eppure ha ancora lo sguardo di un ragazzino impacciato che si tiene per mano insieme alla sua prima fidanzatina. Il mondo è abituato a vederlo vestito elegante, a fianco delle star e sollevare trofei ma quello non c'entra. Quella è la vita che gli invidiano gli altri. La sua, quella davvero importante, è al fianco di chi ama e io gli credo. Quando ne parla davanti alla telecamera emerge quella serenità che provo io stesso al solo pensiero della mia famiglia, a ciò che abbiamo fatto e stiamo vivendo insieme. A David brillano gli occhi. La sua fiaba è una storia quotidiana.

Beckham, il trailer ufficiale

Beckham - David Beckham
Beckham - Sir Alex Ferguson
Beckham - David Beckham ha appena segnato un gol cruciale con l'Inghilterra
Beckham - Victoria e David nella quiete domestica

mercoledì 15 luglio 2026

The Iron Lady affonda la dittatura argentina

Meryl Streep è Margaret Thatcher nel biopic The Iron Lady

Margaret Thatcher (Meryl Streep) era decisa a riprendersi le isole Falkland, cadute in mano alla dittatura dei generali argentini. D'altronde lei era The Iron Lady (2011, di Phyllida Lloyd).

di Luca Ferrari

"Volete che esprima la mia posizione sui negoziati? Io non intendo trattare con dei criminali o dei banditi". Decisa. Intransigente. Spietata. Un grande errore provocarla. Per informazioni, chiedere al Generale Galtieri, uno dei più efferati criminali che partecipò al golpe militare argentino nel 1976, che ebbe la "brillante idea" di rivendicare la territorialità delle isole britanniche Falkland, occupandole militarmente, senza però aver fatti i conti con l'allora inquilina del numero 12 di Downing Street, il Primo Ministro Margaret Thatcher (Meryl Streep). Sì, proprio lei, la lady di ferro come veniva chiamata ovunque nel mondo. Una leonessa pronta a muovere battaglia contro chiunque osasse sfidare il Regno Unito o intaccarne gli interessi. The Iron Lady (2011, di Phyllida Lloyd). "Le Falkland appartengono alla Gran Bretagna e le rivoglio indietro".

Dalla storia al grande schermo, passando per il calcio e i Mondiali 2026 (FIFA World Cup). Mercoledì 15 luglio è il giorno della semifinale Argentina-Inghilterra, una partita che non potrà mai essere come le altre da quel lontano 1986, quando nell'aria c'erano ancora gli attriti per lo scontro sulle Falkland. A quel tempo, allo stadio Azteca di Città del Messico la squadra sudamericana si prese la sua rivincita morale sugli inglesi, sebbene la vittoria per 2-1 sia stata viziata dalla reta segnata di mano dal controverso numero 10, Diego Armando Maradona. L'aspetto più incredibile di questa vicenda è che mentre Margaret Thatcher è sempre stata criticata in modo anche spietato per la missione militare nelle Falkland (poi potremmo anche discutere che non dovessero essere britanniche ma di fatto all'epoca battevano bandiera non argentina, ndr), per un certo mondo sinistrorso è lei la cattiva in una vicenda che vide un dittatore, portato alla sbarra per crimini contro l'umanità, tentare la carta fasulla dell'orgoglio patriottico, in una pausa dagli omicidi e dalle torture, leggasi desaperidos. Volenti o nolenti, la guerra delle Falkland contribuì alla fine di quell'epoca di orrore in Argentina e il merito in parte fu anche degli inglesi.

Margaret Thatcher (1925-2013) è stata e rimarrà per sempre una figura imponente nel mondo della politica d'Oltremanica con cui chiunque si dovrà confrontare. Prima donna a ricoprire il ruolo di Premier britannica e per di più nell'ultimo decennio di Guerra Fredda, periodo durante il quale fu molto vicina alle posizioni dell'omologo americano Ronald ReaganThe Iron Lady (2011, di Phyllida Lloyd) è la storia di una donna ormai anziana e alle prese con le bizze della memoria, la cui vicenda si srotola a suon di flashback del passato tra successi, drammi e vita familiare. Figlia di un droghiere, Margareth era decisa a imporsi nella politica inglese. Premio Oscar come Migliore attrice protagonista, Meryl Streep (La mia Africa, Il Diavolo veste Prada, The Post) imprime forza, integrità e ferreo decisionismo al suo personaggio: "Staremo in piedi sui nostri principi o non ci reggeremo affatto", dice. La sceneggiatura al contrario non è altrettanto incisiva. Vengono mostrati più segmenti della vita della Thatcher senza mai approfondire abbastanza, e la sensazione è sempre quella, che manchi qualcosa. La pellicola vuole chiaramente rendere omaggio alla donna politica ma si affida troppo alla sua protagonista, capace di far passare in secondo piano persino Margaret Thatcher, The Iron Lady.

The Iron Lady - Rivoglio le Falkland!

The Iron Lady (2011, di Phyllida Lloyd).

sabato 23 maggio 2026

Pravettoni, sindaco di Venezia

Carcarlo Pravettoni (Paolo Hendel) e la tessera Golden Vote
Venezia si prepara a eleggere il suo primo cittadino. Chiunque vinca, non sarà mai all'altezza di Carcarlo Pravettoni (Paolo Hendel)... e la Repubblica Marinara affonda!

di Luca Ferrari

"[...] I giovani industriali fanno tesoro del suo credo: essere e non avere, lavorare e non apparire ma soprattutto, dire sempre un sacco di palle!" Si concludeva così la scheda di presentazione del mitico Walter Fontana per introdurre lo spietato magnate Carcarlo Pravettoni (Paolo Hendel) nella puntata in cui annunciò la sua intenzione di candidarsi come sindaco di Milano. Pravettoni sì, proprio lui, il rivoluzionario che ebbe il coraggio di lanciare la lista Asfalto che ride, realizzata da quei geniacci di Topo Gigio, Maciste, Provolino e perfino Zorro direttamente dagli States. Pravettoni, l'uomo che disse con la massima onestà di voler essere il sindaco solamente di quei cittadini con reddito annuo di almeno 500 milioni (di lire... eh sì, questo spaccato risale alla fine degi anni '90, ndr). Chi a Ca' Farsetti avrebbe il coraggio di proferire simili dichiarazioni? Tutti pronti a spendere parole sulla residenzialità, senza mai preoccuparsi di quella "minoranza piena de skei" che specula sul turismo, comprando case ovunque e cacciando i residenti a calci nel sedere.

Eppure la soluzione è così semplice e chi ci ha pensato? Carcarlo Pravettoni, ovviamente, proponendo quello che nessun politico ha mai avuto l'ardore di ammettere, cioè che il suffragio universale non è altro che una trovata demagogica (e come dargli torto? ndr). "Il povero vota con acredine, con rabbia". Lui invece propone il sistema elettorale a punteggio:
  • se il tuo reddito è di 100 milioni annui, vale 1
  • se il tuo reddito è di 200 milioni annui, vale 2
  • se il tuo reddito è di 300 milioni annui, vale 3
  • e se poi il tuo reddito superasse il miliardo, c'è la scheda GOLDEN VOTE. "Tu, miliardario, puoi votare quanto vuoi, anche 100 volte nella stessa elezione" spiega Pravettoni, "Tutto per telefono, in divano, comodamente senza andare al seggio. Telefoni e dici: voto, rivoto, rivoto, rivoto, ecc.
Se questa scheda è già una rivoluzione, il capolavoro indiscusso è il bonus, come spiega lo stesso magnate: "Con la tessera ci sono 3 reati comunali gratis mensili". Ad esempio potresti parcheggiare in mezzo alla strada, mandare a ca***e un vigile urbano. Lasciar fare i bisogni al tuo cane senza raccoglierli, cosa che a Venezia per altro fanno in moltissimi senza la minima remora. "Se poi volessi fare il tuo BISOGNONE, lo puoi fare, ma solo uno al mese" chiarisce Pravettoni. Se invece la marachella fosse più grave, non c'è problema. Parafrasando il diretto interessato, se stessi andando a tutta velocità per la laguna col tuo barchino a motore e travolgessi una barca a remi... "e che sarà mai? Sei un cliente privilegiato. Chiami l'ufficio comunale prestabilito e in 24 ore ti forniremo un alibi di ferro, mettendo in carcere un poveraccio al posto tuo" spiega Carcarlo.

Bei tempi per la comicità quando alla corte della Gialappa's Band impazzavano personaggi dello spessore di Paolo Hendel, appunto, il trio Aldo, Giovanni e Giacomo, Bebo Storti, Maurizio Crozza. Era una comicità dissacrante. Colpivano tutti nel modo più scorretto possibile. Raccontavano cose che ci sembrava impossibile potessero diventare reali e invece? Oggi Pravettoni sarebbe considerato un moderato rispetto a ciò che si vede in Italia e in giro nel modo. Ci manchi Carcarlo. Ci manca la tua leggerezza nel demolire le ideologie più nobili e nel modo più cinico possibile. Ci mancano i tuoi programmi allucinanti che all'epoca nessuno avrebbe mai immaginato di vederli diventare molto più che reali. Oggi, per spodestare certe logiche e ideologie, ci vorrebbe meno ideali e più spietato decisionismo. Più "essere carogna", proprio come sapeva fare il mitico Carcarlo Pravettoni... e il bitcoin va su Marte!

Carcarlo Pravettoni si candida sindaco