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Visualizzazione post con etichetta Frank Langella. Mostra tutti i post
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mercoledì 8 aprile 2020

Captain Fantastic (2016), racconto la Vita

Captain Fantastic - Ben Ross (Viggo Mortensen) e i suoi sei figli
Un padre controcorrente vive fuori dalla società insieme ai suoi sei figli. Alla morte della madre lontana, la sfida per tutti sarà crescere ed evolversi. Captain Fantastic (2016, di Marc Ross).

di Luca Ferrari

Bambini e adolescenti che conoscono la Costituzione meglio di chi sta a Washington e forse anche alla Casa Bianca. Bambini e ragazzetti capaci di leggere libri con passione, imparando a ragionare usando la propria testa. Bambini e adolescenti un po' troppo lontani dall'esasperato consumismo della società. Nel verde dei boschi dello stato di Washington, sulla costa occidentale, vive Ben Cash (Viggo Mortensen) e i suoi sei figli. Ben li addestra. Ben li istruisce. Ben li mette al prova. Ben li tiene al riparo da un mondo ormai privo di sogni e umanità. Captain Fantastic (2016, di Marc Ross).

Cultura (esasperata) da una parte, ipocrisia e controllo dall'altra. Perché non ci può mai essere posto per una via di mezzo? Ben è un padre e prende con molta serietà la propria responsabilità di genitore. Non abbandona i suoi figli davanti a un monitor delegando a qualche messaggio subliminale la vera educazione. Ben non svende la propria vita riempiendo le corporazioni digitali con i sorrisi dei propri figli. Ben Cash non combatte il sistema, semplicemente lo ignora perché ne conosce bene i perversi meccanismi. Lui però è un uomo fatto, che ha capito tutto questo vivendo. E i suoi figli, invece?

Dal più grande Bodevan (George MacKay) al più piccolo Nai (Charlie Shotwell), lì nel mezzo anche Kielyr (Samantha Isler), Rellian (Nicholas Hamilton), Vespyr (Annalise Basso) e Zaja (Shree Crooks). Se i più piccini vivono ancora il tutto come un'avventura o un gioco senza fine, per coloro i quali l'età inizia a far sentire gli sbalzi di umore e la voglia di conoscere un mondo diverso (natale e coca-cola inclusi), il rischio è l'implosione della famiglia Cash. A gettare benzina globalizzata sul fuoco, l'ingombrante presenza di Jack Bertrang (Frank Langella), padre della loro mamma, Leslie Abigail (Trin Miller), e deciso a riprendersi i nipoti con le buone o con le cattive.

Ma cosa potrà mai fare un "hippy" contro un potente uomo del terzo millennio? E se gli dovesse venire meno l'affetto di alcuni dei suoi figli? Talvolta la perfezione è la capacità di rompere anche con se stessi. Dialogare con il proprio piedistallo, permettendo di andare oltre una visione che in apparenza sembra migliore. Comunque la decisione finale non spetterà mai solo a noi stessi quando si tratta di terzi e il vero amore (e la democrazia) consiste proprio in questo, lasciar liberi gli altri di pensare. Nostro compito, quello di fornire tutti gli elementi per imparare a usare la propria testa. Nostro compito, non assecondare il mondo solo per fare star bene gli altri.

Presentato in anteprima al Sundance Film Festival 2016, Captain Fantastic si aggiudicò il premio per la miglior regia nella sezione "Un Certain Regard" al Festival di Cannes 2016, e in seguito anche il Premio del pubblico BNL all'11° edizione della Festa del Cinema di Roma. Come il suo personaggio principale avrebbe voluto e gradito, Captain Fantastic è un film che fa pensare e ragionare. Ti spinge oltre. Ti fa anche piangere (e non c'è niente di male) regalandoti la forza di tendere una mano e toglierla di mezzo quando è il momento necessario. Captain Fantastic racconta la vita. Captain Fantastic racconta una scelta. Captain Fantastic ti guarda con sincerità nell'anima chiedendoti solo di fare altrettanto e poi agire.

Venezia, 8 aprile 2020. Nella medesima giornata in cui è stato pubblicato l'articolo, il film è stato trasmesso su Rai Movie. Prima dell'inizio della pellicola e a ogni spot pubblicitario (pochi per fortuna, ndr) è stato sempre evidenziato come il film fosse consigliato a un pubblico adulto. Mai suggerimento è stato più sbagliato, non solo perché Captain Fantastic è un film che al contrario, sarebbe stato molto interessante che fosse visto da un pubblico più giovane visto non solo perché i loro corrispettivi del grande schermo sono tra i protagonisti, ma anche e soprattutto perché così agendo, il canale è venuto meno al significato dell'opera stessa, il tutto ben evidenziato da un paio di scene in particolare.

Sulla strada per andare al funerale, Ben e i suoi figli si fermano a cena dalla sorella di lui, Harper (Kathryn Hahn), suo marito Dave (Steve Zahn) i loro due figli adolescenti, Justin (Elijah Stevenson) e Jackson (Taddy Van Ee). Come ogni madre iperprotettiva occidentale, Harper vuole tenere a bada i propri "cuccioli", impedendo che le verità possano entrare nelle loro orecchiette sante, preferendo quindi l'ignoranza e la play station a un confronto sincero, schietto e maturo. Ben al contrario spiega ai suoi figli cosa sia il crack, i suoi effetti e la vera fine che ha fatto la loro mamma (suicidio). Stizzita la donna arriva addirittura ad abbandonare la tavola. Il "peggio" però deve ancora arrivare.

Forte di una imprecisata superiorità educativa figlia dell'American Dream che incarnano alla perfezione, la coppia decide di salire in cattedra affrontando Ben per fargli capire senza mezzi termini che sta sbagliando tutto come padre. Senza la minima alterazione, l'uomo allora chiama i due nipoti ponendogli delle banalissime domande scolastiche, sotto lo sguardo borghese-compiaciuto dei loro genitori. Le loro risposte saranno però quanto di più imbarazzante (ignorante) ci possa essere, venendo poi letteralmente ridicolizzati dalla cultura della sua figlioletta Zaja, di soli 7 anni.

L'Italia non è troppo diversa dalla cultura globalizza-lobotomizzante dei cugini d'Oltreoceano. La dimostrazione viene proprio dal grande schermo, dove prodotti super-commerciali hanno sempre la meglio su di un cinema più colto e stimolante. Nel 2020 crediamo ancora che bendare i nostri figli e tenerli all'oscuro di ciò che è il mondo, sia la strada ideale per prepararli alla vita. Ben Ross è di sicuro un'estremista nel modus educandi della sua prole, ma pensare che sia così in torto rispetto a una mentalità da "acqua avvelenata", è alquanto discutibile. E di certo la scelta della Rai di fare di Captain Fantastic un film da adulti, ha miseramente tradito il significato dell'opera di Matt Ross.

Il trailer di Captain Fantastic
Captain Fantastic - Ben Ross (Viggo Mortensen)

martedì 27 maggio 2014

Grace di Monaco, Hollywood affonda de Gaulle

Grace di Monaco - la principessa Grace (Nicole Kidman)
Charles de Gaulle vinse molte battaglie ma quando cercò di prendersi il Principato, la principessa Grace (Kelly) di Monaco gli rispose in Hollywood style.

di Luca Ferrari

Sofferente. Irrequieta. Non più diva del grande schermo. Solo mamma, moglie e Principessa (di Monaco). La nuova fiabesca vita di Grace Kelly non fu come la sognava. A complicare il quotidiano ci si mise di mezzo anche la politica, con la Francia del presidente Charles de Gaulle a minacciare invasione o sottomissione. Il generale però non aveva fatto i conti con il moderno star system. Un fatale errore di valutazione.

Il regista transalpino Olivier Dahan (I fiumi di porpora 2, Le vie en rose) porta sul grande schermo il mito di Grace di Monaco (2014).

Europa occidentale, anni '60. Sempre più aziende francesi spostano la propria sede legale nel Principato di Monaco dove non si pagano tasse. Con in corso l'azione militare in Algeria, il Presidente Charles de Gaulle (André Penvern) non ha tempo da perdere con il Principe Ranieri III (Tim Roth) e dalla iniziale via diplomatica per chiarire la situazione, si passa rapidamente alla minaccia di un'invasione se la piccola casa reale non farà come paventato dall'Eliseo.

Moglie di Ranieri, è la diva del cinema americana Grace Kelly (Nicole Kidman). Nel Principato l'attrice è un pesce fuor d'acqua. Regina poco riconosciuta dal popolo (parla male il francese). A disagio con la superficialità delle altezzose donne monegasche, in prima linea tra le conversazioni politiche degli uomini. L'armatore greco Onassis (Robert Lindsay), amico di Ranieri, gradisce molto poco le sue intromissioni e auspica il pugno duro del marito. Ancora desiderosa di recitare, quando Alfred Hitchcock (Roger Ashton-Griffiths) le propone un nuovo copione, il richiamo di Hollywood senza più le maglie del formalismo monarchico, sono ben più di un capriccio da star.

Ranieri, inizialmente benevolo ma esasperato dalla difficile situazione politica, non ha più pazienza con Grace, la quale giorno dopo giorno è sempre più isolata. Figli a parte, il solo conforto le viene dall'amicizia di Padre Francis Tucker (Frank Langella) e la cantante Maria Callas (Paz Vega), moglie di Onassis. Troppo poco comunque. Dentro di lei c'è ancora molta Grace Kelly e assai meno Grace di Monaco. Deve fare una scelta.

Tutto sembra precipitare a livello personale e politico, ma certe favole hanno davvero la forza di durare per sempre così Grace accetta di recitare la parte più difficile della propria carriera. Consigliata dall'amichevole Conte Fernando D'Aillieres (Derek Jacobi), scatta la rivoluzione. Entra in campo la Principessa, e con sé ha un formidabile asso nella manica per salvare (la sua) Monaco, mettere KO de Gaulle, che erroneamente sottovaluta la donna, e diventare attrice protagonista della sua nuova vita.

“Nessuno è più con Ranieri, ma sono tutti con Grace” dice preoccupato un ministro al Presidente francese. E così è. L'attrice premio Oscar 1954 per La ragazza di campagna (di George Seaton) mostra al valoroso eroe della II Guerra Mondiale che gli anni Sessanta non sono i Quaranta e oggi, a dettare legge in Occidente, non sono più gli eserciti. C'è una forza nuova sempre più dirompente capace di spostare l'opinione pubblica e incidere nelle decisioni dei loro leader. È lo show business.

Ma dove ti eri nascosta Nicole? Dal non certo memorabile Ritorno a Cold Mountain (2003, di Anthony Minghella) in poi, l'attrice australiana premio Oscar per The Hours (2002, di Stephen Daldry) non ha fatto che collezionare prove sbiadite e/o pellicole appena degne di un minimo di spessore. Ci voleva una grandissima attrice da interpretare per farla tornare davvero sotto i riflettori. E così è stato. La magia della regina monegasca ha “fenicizzato” Nicole Kidman.

In Grace di Monaco, film di apertura del 67° Festival di Cannes, Nicole Kidman è a dir poco sontuosa, con al suo fianco un Tim Roth nobile co-protagonista. Qualche (sconsolato) tratto di “satiniana” memoria (Moulin Rouge!) nella sua Grace, prima di lasciar esplodere tutta la propria fibra di prima donna. Grace di Monaco. Attrice. Compagna di vita. La scena è sua. L'emozione è sua. Lo charme è suo. Il destino è il suo. Il Principato non è più stato lo stesso con l'arrivo di Grace di Monaco.

Il trailer di Grace di Monaco

Grace di Monaco - Padre Francis Tucker (Frank Langella) e la principessa Grace (Nicole Kidman)
Grace di Monaco - la principessa Grace (Nicole Kidman)
Grace di Monaco - la principessa Grace (Nicole Kidman) e il principe Ranieri (Tim Roth)