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Visualizzazione post con etichetta Virginia Madsen. Mostra tutti i post
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venerdì 22 marzo 2013

Sideways, in viaggio con Paul Giamatti

Sideways - Miles (Paul Giamatti) e Jack (Thomas Haden Church)
Viaggio bucolico di vita, amicizia, rimpianti e sapori di vigne. SidewaysIn viaggio con Jack (2004, di Alexander Payne) con Paul Giamatti.

di Luca Ferrari

“Ti faccio vedere come si fa. Per prima cosa alzi il bicchiere ed esamini il vino in controluce. Devi osservare colore e limpidezza, e valutarlo. Infilaci il naso. Posi il bicchiere e gli fai prendere aria. L’ossigenazione lo fa aprire, dischiude gli aromi, i profumi. Annusa di nuovo. Ora si può bere”.

Sono queste le soavi indicazioni di Miles Raymond (Paul Giamatti), frustrato insegnante e aspirante scrittore dall’infinita cultura e passione per il vino, rivolte all’amico Jack (Thomas Haden Church), alla prima tappa del loro tour nelle aziende vinicole californiane.

Poesia, commedia, risate, lacrime e ottimi vini. Sideways - In viaggio con Jack (2004, di Alexander Payne). Film vincitore del Premio Oscar, Premio BAFTA e Golden Globe per la Migliore sceneggiatura non originale (al regista e al sceneggiatore Jim Taylor), più un altro Globe come Miglior film commedia o musicale.  

Un viaggio della vita tra igrappoli. A dispetto delle imminenti nozze di Jack con Victoria (Jessica Hecht), questi ha ben altre intenzioni e si perde nella passione più totale con l'enologa Stephanie (Sandra Oh), mentre Miles approccia timidamente una vecchia conoscenza, Maya (Virginia Madsen), anch’essa amante ed esperta del sacro frutto di Bacco.  

Perché ami il vino? Le domanda Miles. “Il vino è un essere vivente” risponde lei, “Amo pensare alla vita di un vino. Amo immaginare l’anno in cui sono cresciute le uve di un vino. Se c’era un bel sole. Se pioveva. E amo immaginare le persone che hanno curato e vendemmiato quelle uve”.

Sideways, le prime degustazioni di Miles e Jack

Sideways - (da sx) Stepahnie (Sandra Oh), Jack (Thomas Hayden Church),
Maya (Virginia Madsen) e Miles (Paul Giamatti)

lunedì 25 aprile 2011

Cappuccetto rosso Twilight

Cappuccetto rosso sangue - Valerie (Amanda Seyfried)
Innocenza e immortalità. Solitudine e sacrificio. Echi Twilightiani e rimandi Shakespeariani in arte moderna. Cappuccetto rosso sangue, (2011, di Catherine Hardwicke).


Il romanticismo di nuova generazione è ancora impregnato di lune piene e artigli. Dopo aver diretto i nuovi eroi sentimentali di Twilight (2008), Catherine Hardwicke è ancora dietro la telecamera (e tra i boschi) per raccontare un amore impossibile. Cappuccetto rosso sangue, 2011). L’influenza della pellicola tratta dal romanzo di Stephenie Meyer però, è ancora molto forte in lei, senza dimenticare che tra i protagonisti c'è anche il "padre di Bella", l'attore Billy Burke

In questa nuova pellicola, prodotta fra gli altri anche da Leonardo DiCaprio, c’è un amor sofferto. Quasi Shakespeariano formato Baz Luhrmann. C’è un lupo mannaro che minaccia un villaggio. C’è un promesso sposo che la giovane Valerie (la biondissima Amanda Seyfried) non ama. Il suo cuore appartiene a un altro. Ma proprio quando i due innamorati sono pronti per la più classica delle fughe, la sorella di lei muore per mano della creatura selvaggia. I precari equilibri del villaggio saltano. 

A cercare di fermare la belva arriva e riportare la situazione sotto controllo, ci pensa Padre Solomon, un ambiguo cacciatore di mostri che ha i lineamenti e la maestria di Gary Oldman. Nel bene o nel male, segreti e debolezze si rivelano. Audacia e amicizia si manifestano. Un po’ esagerato il perenne contrasto del rosso della tunica di Valerie e la neve bianca: forse un tributo al duello tra Uma Thurman e Lucy Liu nelle scene finali di Kill Bill vol. 1 (2003) quando il sangue inzuppa la neve? 

Dietro l’apparente banalità della storia, c’è qualcosa di più. Una metafora. Il pericolo. Il vero pericolo non ha le sembianze di un mostro e non vive lontano dal mondo. È in mezzo a noi. Mangia con noi. È rispettato, perfino sopravvalutato. E allo stesso modo, basta che qualcuno venga etichettato, magari messo alla gogna con una maschera di ferro al centro della piazza, che subito il “popolo-pecora” abbandona il facile capro espiatorio. Qualcosa va infranto. 

La gente cerca involontariamente la speranza fino a quando la saggezza non li rimanda a una macchia più comprensibile. Qualcuno dovrà esprimersi partendo da questo risultato. Ogni minuto che passa in molti sapranno sempre meno accettare i propri laceranti segreti senza rivelarli. Credo che ciascuno, almeno una volta nella vita, abbia desiderato fare un ritorno. Qualcuno l’aveva promesso. E l’ha mantenuto.

Cappuccetto rosso sangue - Valerie (Amanda Seyfried)
Cappuccetto rosso sangue - Cesaire (Billy Burke), Valerie (Amanda Seyfried) e Suzette (Virginia Madsen)