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Visualizzazione post con etichetta Jamie Foxx. Mostra tutti i post
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mercoledì 30 aprile 2014

Il potere di Spider-Man

The Amazing Spider-Man 2 - Peter Parker/Spider-Man (Andrew Garfield)
Solo contro tutti. Ma se il potere di Spider-Man potrà bastare per salvare New York City, quello di ciascuno di noi non lo è nemmeno per la propria vita.

di Luca Ferrari

Tutti i giorni mi sveglio ed è solo questione di tempo prima che mi scontri con chi ha più potere di me, dice un preoccupato ma deciso Peter Parker (Andrew Garfield). Ha inizio una nuova avventura dell'Uomo Ragno, The Amazing Spider-Man 2 - il potere di Electro (2014, di Marc Webb). Peter è sempre più deciso e convinto della propria missione super-eroica. La sua scelta. La sua strada. La sua forza deve servire il Bene e combattere contro il Male.

Tre i grandi cattivi di questo secondo capitolo: Harry Osborn/Green Goblin (Dane DeHaan), Aleksei Sytsevich/Rhino (Paul Giamatti) e Max Dillon/Electro (Jamie Foxx). Forse un po' troppi per un solo film, ma non abbastanza per la vita reale. Quelli non hanno effetti speciali e non servono occhiali in 3D per vederli. Molti usano carta e carne, altri covano ed esplodono dentro di noi.

Senza ragnatele speciali la battaglia di ciascun essere umano sarà sempre impari e continua imperterrita. La sopravvivenza sembra diventata la sola aspirazione a cui la maggior parte del mondo possa tendere. Una schiavitù sempre più sottile e infima penetra e sgorga senza una vera identità.

Il problema per noi razza umana è proprio questo. Spider-Man conosce i suoi nemici. Di volta in volta si presentano e sanno che lui per primo è l'ostacolo alla loro realizzazione. Presto tutti in questa città sapranno cosa si prova a vivere in un mondo senza potere, senza pietà... senza Spider-Man, sentenza il temibile Electro.

Anche Spider-Man è solo nella sua battaglia. Nessuno ha le sue capacità. Però è anche conscio di quello che è in grado di fare. Lotta per il Bene e la Giustizia. Lotta sapendo che può lottare e vincere. Noi lottiamo, ma sappiamo che nella maggior parte dei casi ci dovremo accontentare di aver partecipato. Loro: i politici corrotti, la non-democrazia, l'ingiustizia  la xenofobia invece, quelli vinceranno sempre.

Guarda il trailer di Spider-Man 

The Amazing Spider-Man 2 - Electro (Jamie Foxx)
The Amazing Spider-Man 2 - il potere di Electro (2014, di Marc Webb)

martedì 6 novembre 2012

Socialcapitalocrazia, non cambia un cazzo

Come ammazzare il capo... e vivere felici (2011, di Seth Gordon)
Datori di lavoro sempre più spietati, incapaci e/o approfittatori. Naturale dunque che alcuni dipendenti pensino a Come ammazzare il capo... e vivere felici (2011).

di Luca Ferrari

Mobbing. Sfruttamento. Una volontà costante di lasciarci al palo. Siamo le puttane dei datori di lavoro. Siamo nell’epoca dove si ringrazia chi ci paga (poco o niente). Dove i diritti firmati sono più insignificanti del liquame nauseabondo che lasciamo ogni giorno dentro qualche cesso. E loro, i pezzi grossi? Tranquilli se ne stanno al caldo delle banconote. Fregandosene atalmente di quello che accade. Ci conoscono bene. Ci hanno studiato. Noi, misere rotelline di un ingranaggio distorto. Ci convincono di essere pezzi cambiabili. E se proviamo ad alzare la testa, scatta la minaccia e il ricatto. A chi crederebbe tanto la cosiddetta giustizia?

Nel 2011 il regista Seth Gordon diresse la commedia Come ammazzare il capo... e vivere felici (Horrible Bosses). Un viaggio non certo fantasioso dove tre amici Nick (Jason Bateman), Dale (Charlie Day) e Kurt (Jason Sudeikis) hanno rispettivamente a che fare con subdoli datori di lavoro che li vessano senza tregua, e sono rispettivamente lo spietato businessman Dave Harken (il premio Oscar, Kevin Spacey), la dentista ninfomane Julia Harris (Jennifer Aniston) e il tossico Bobby Pelliy (un fantastico Colin Farrell, pelato con riporto).

Esauriti, i tre compari assoldano un presunto killer, Dean "Fottimadre" Jones (Jamie Foxx) per sbarazzarsi dei rispettivi despoti ma alla fine saranno loro a doversela cavare, con il neoassunto che si limita al massimo a dare loro qualche consiglio pagato però cinquemila dollari. Equivoci, sbagli colossali e fortuna per un film esilarante che si conluderà con happy end, o quasi, ma nella realtà da ridere c’è ben poco.


L’Italia ormai è un insulto per i più basilari diritti costituzionali della classe lavoratrice. Donne messe alla porta perché vogliono avere figli. Possibilità ridotte allo zero di avanzamento di carriera a prescindere da ciò che uno sia in grado di fare. E cosa peggiore, siamo divisi. Schifosamente e cannibalmente divisi. Come un sol uomo, spronava Massimo Decimo Meridio (Russel Crowe) nell'arena del Colosseo. Pochi gladiatori contro un destino che li voleva tutti morti. Solo tutti uniti sarebbero sopravvissuti.

Dopo simili parole immagino già i commenti. Perchè è questo che succede in Italia. Ognuno ha sempre la ricetta. La medicina. Inapplicabile, però ce l’ha. Ognuno è il salvatore. Che sia un partito o qualsiasi altra realtà. E anche la mia generazione che crede di cambiare le cose solamente in base all’anagrafe, non ha ancora capito o forse lo sa benissimo ed è ciò che vuole, che entrando a far parte di questo marciume, ne diventerà portatrice, produttrice ed esportatrice. Non si cambia un sistema dalla punta.

E adesso che si fa? Potremmo fare un’altra inutile manifestazione in modo da far guadagnare un po’ di visibilità a qualche associazione. O magari estraiamo un bel capro espiatorio e gli/le facciamo fare la parte dell’ariete e appena le cose si complicano lo lasciamo nella merda? Ciao mondo, ho quasi 36 anni e sei la più grande delusione della mia vita. Non tanto per quello che hai fatto, ma per quello che non farai mai.

Fanculo.

Il trailer di Come ammazzare il capo... e vivere felici 

Come ammazzare il capo... e vivere felici - i tre amici pronti per colpire: (da sx),
Dale (Charlie Day), Kurt (Jason Sudeikis) e Nick (Jason Bateman)

mercoledì 22 agosto 2012

Quentin Tarantino, Django con riserva

Quentin Tarantino sul set del western Django Unchained
Troppo splatter e sbruffone alle volte. Il regista Quentin Tarantino conosce alla perfezione le regole dello show biz e le sfrutta a suo piacimento.

di Luca Ferrari

È arrivato a un punto tale della propria carriera (già da un pezzo ormai) che sa di poter fare ciò che vuole. Costruisce puzzle incredibilmente pazzeschi unendo generi impossibili, con facce di attori che siamo abituati a vedere in ruoli totalmente diversi. Un sarto della celluloide digitale. Un artigiano della telecamera.

Il risultato non sempre è troppo convincente. Ma ci sa fare. È  indubbio. In Bastardi senza gloria (2009) ha letteralmente lanciato nell’Olimpo degli attori lo sconosciuto (al grande pubblico) austriaco Christoph Waltz, oggi tra i personaggi più richiesti e protagonista insieme a Jamie Foxx e Leonardo DiCaprio del suo nuovo lungometraggio di prossima uscita, Django Unchained.

Il regista dichiaratamente innamorato del cinema sta tornando. È già tornato. Ho iniziato a dubitare da un pezzo dei film di cui le riviste specializzate parlano ossessivamente, ma questo di certo non m'impedirà di essere in prima fila quando sarà il momento della nuova pellicola di Quentin.