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Visualizzazione post con etichetta Ribelle - The Brave. Mostra tutti i post
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martedì 14 maggio 2013

Ratatouille, la nuova prospettiva PIXAR

Ratatouille (2007, di Brad Bird)
Tutti alla tavola del cinema. Cucina un simpatico topolino di nome Remì. Il piatto del giorno? Un'insuperabile porzione di Ratatouille. 

di Luca Ferrari

La favola di John Lasseter e la sua creatura Pixar Animation Studios ha narrato alcune delle più creative pagine della moderna cinematografia, a cominciare dal primo Toy Story (1995), passando per i successivi Monsters & Co. (2001), Alla ricerca di Nemo (2003), Cars (2006), fino ai più recenti Ribelle - The Brave e Monsters University (2013).
 
Altri titoli lì nel mezzo. Altre fiabe a portata dei migliori sogni da immaginare all’infinito dentro e fuori di noi. Lì nel mezzo, tra formiche coraggiose, normali supereroi, robot e intrepidi anziani amanti di palloncini, c’è anche il topolino Rémi. Insuperabile cuoco, che grazie alla collaborazione dell'umano Linguini, darà vita a qualcosa che si era mai vista nelle cucine di Parigi. Insieme i due riusciranno nell’impossibile. Trasformare il più spietato dei critici culinari in un poetico amante dell’ottima (superlativa) cucina.

Come? Ma con una porzione di Ratatouille (2007, di Brad Bird e Jan Pinkava), ovviamente. Nella solitudine della propria altezzosa dimora, Anton Ego (voce originale del premio Oscar alla carriera, Peter O’Toole), scrive qualcosa che non aveva mai osato neppure pensare prima:

“Per molti versi la professione del critico è facile. Rischiamo molto poco pur approfittando del grande potere che abbiamo su coloro che sottopongono il proprio lavoro al nostro giudizio. Prosperiamo grazie alle recensioni negative che sono uno spasso da scrivere e da leggere. Ma la triste realtà cui ci dobbiamo rassegnare è che nel grande  disegno delle cose, anche l’opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale.

Ma ci sono occasioni in cui un critico qualcosa rischia davvero, ad esempio nello scoprire e difendere il nuovo. Il mondo è spesso avverso ai nuovi talenti e alle nuove creazioni. Al nuovo servono sostenitori. Ieri sera mi sono imbattuto in qualcosa di nuovo. Un pasto straordinario di provenienza assolutamente imprevedibile.

Affermare che sia la cena sia il suo artefice abbiano messo in crisi le mie convinzioni sull’alta cucina, è a dir poco riduttivo. Hanno scosso le fondamenta stesse del mio essere. In passato non ho fatto mistero del mio sdegno per il famoso motto dello chef Gusteau, chiunque può cucinare, ma ora, soltanto ora, comprendo appieno ciò che egli intendesse dire.

Non tutti possono diventare dei grandi artisti, ma un grande artista può celarsi in chiunque. È difficile immaginare origini più umili di quelle del genio che ora guida il ristorante Gusteau e che secondo l’opinione di chi scrive, è niente di meno che il miglior chef di tutta la Francia. Tornerò presto al ristorante Gusteau di cui non sarò mai sazio”.

Ratatouille - il critico culinario Anton Ego
Ratatouille - il topolino Remi ai fornelli
il piatto Ratatouille (2007) preparato da Rémi

sabato 29 settembre 2012

The Brave (2012), più Disney che Pixar

Merida, la coraggiosa protagonista di Ribelle - The Brave
Dopo tanti eroi-maschi-protagonisti, in casa Pixar è arrivata l'ora del gentil sesso con la coraggiosa Merida, protagonista di Ribelle - The Brave (2012).

di Luca Ferrari

Generazioni a confronto. Le aspettative dei genitori e la legittima sete di libertà dei figli. Uno scontro che non conosce sosta. Non importa di quanto mettiamo indietro le lancette dell’orologio e verso quale latitudine facciamo direzione, la dinamica è la sempre la stessa. E continuerà. Sempre e comunque. A cambiare sono gli esiti semmai.

L’incomprensione può durare il tempo di un litigio, di qualche anno o di una vita intera. Ne sa qualcosa la giovane Merida, per nulla intenzionata a maritarsi come vorrebbe la regina madre Elinor, e molto più propensa a cavalcare il suo possente destriero e scagliare frecce nel bosco. Lei vuole decidere per sé il proprio futuro, e nessuno potrà mai obbligarla a fare diversamente dal proprio volere. 

Per il suo tredicesimo lungometraggio, la Pixar Animation Studios ha finalmente scelto come protagonista una fanciulla. Seppur siano indimenticabili le performance del gentil sesso in Alla ricerca di Nemo (2003) con il pesce smemorato Dory, passando per il terzetto degli Incredibili (2004) formato da Elastigirl, Violetta ed Edna “E” Mode, per poi andare dalla determinata e romantica cuoca Colette di Ratatouille (2007), una prima donna in assoluto non c’era ancora stata. 

L’onore è toccato alla dolce e caparbia principessa Merida, al centro della vicenda di Ribelle - The Brave (2012), per la regia di Mark Andrews e Brenda Chapman.

“Mi ha molto colpito il tema trattato” racconta la danzatrice Viviana Ammannato, la cui immagine del profilo su Facebook in questo momento rappresenta proprio la principessa  boccolona rossa con cui condivide, per sua stessa ammissione, quella ribellione giovanile che a suo tempo la fece soprannominare dal padre la Ribelle o l’Ultima dei Moicani, “ciò verso cui ci scagliamo, quello che crediamo sia all’esterno un ostacolo al nostro Divenire (e magari in parte lo è), è in realtà uno specchio di ciò che ci portiamo Dentro, che ci impedisce di crescere”.

La primogenita di Re Fergus e della Regina Elinor, rispettivamente con le voci originali Billy Connolly e di Emma Thompson, pur di non doversi sposare con uno dei figli degli altri tre clan del regno, ricorre alla magia di una strega con la passione di intagliare il legno. Offerto così alla madre in segno di pace un dolce “corretto”, con immensa incredulità la regina si trasforma in una gigantesca orsa. Non proprio l’animale più amato dal consorte, che anni prima, per difendere la sua famiglia, incrociò la lama con una creatura simile perdendo anche un piede. 

Preceduto dal poetico cortometraggio animato La luna (2012, di Enrico Casarosa), la pellicola non ci mette molto a entrare nella pericolosa dimensione del “già visto”, “banale” e soprattutto dello “speriamo che il prossimo non sia a questi livelli”. 

Merida è un portento. Ma di quei dialoghi (e annessa sceneggiatura) che hanno reso grandiosa la Pixar non v’è quasi mai traccia, spazzata via dal filone moralistico disneyano fin troppo accentuato. Se le similitudini tra la strega Braveiana e la maga Yubaba del premio Oscar La città incantata (2001, di Hayao Miyazaki) sono evidenti, ciò che appare ancor più esageratamente simile è la somiglianza dello sviluppo della storia con Koda, fratello Orso (Disney, 2003).

Lo sguardo della regina tramutata nel possente felino è quello di Kenai versione animalesca. Le musiche di sottofondo paiono uscite da Biancaneve o la principessa addormentata. Nessuna azione che possa far pensare a un finale diverso dall’happy end più scontato. Lacrime facili, e sorrisi da luna park. E le tradizioni secolari cancellate in un baleno dalla richiesta di una ragazzina non sono credibili. È troppo.

Ma è necessariamente coraggiosa la ribellione? O è il coraggio a essere sempre ribelle? Differenti approcci. Pensieri diversi. I colori perfetti della fabbrica creativa pixariana sono stati soggiogati da uno spirito fatuo e con poco spessore. Sarà perché il giorno che ho deciso di cambiare vita non ho mai avuto un segno che tutte le mie lacrime sconosciute avrebbero potuto trasformarsi in un giorno di festa, e così la giovinezza della mia storia risente ancora il peso dell’incomprensione. Forse è per questo che ho sempre sentito il peso di una leggenda che cercava e sta ancora cercando il suo spazio.

Le mele cadute ai miei piedi non sono state divise da una freccia, ed è per questo che adesso ho bisogno di  cercare l’esistenza della fantasia altrove.

Il trailer di Ribelle - The Brave

The Brave - la principessa Merida si ribella alla regina Elinor © 2012 Disney/Pixar
The Brave (2012), Merida si raggrappa alla mamma-orso © 2012 Disney/Pixar
The Brave (2012), Merida si aggira nel bosco con la mamma-orso © 2012 Disney/Pixar
Merida è pronta per fare centro nel nome della propria indipendenza © 2012 Disney/Pixar

mercoledì 18 luglio 2012

The Brave, il cuore femminile e ribelle della PIXAR

Merida, la protagonista di Ribelle - The Brave
Come nella vita, anche sul grande schermo la donna ha meno dell’uomo. Adesso però è arrivato il momento della Pixar con Ribelle - The Brave.

di Luca Ferrari

In uscita il 5 settembre 2012 nelle sale italiane, il lungometraggio animato Ribelle - The Brave vede protagonista Merida, giovane principessa scozzese dalla chioma rosso fuoco. Non si piega ai voleri dei genitori e annesse tradizioni, e va per la sua strada, nornsenza consguenze. Quanti nella vita vera fanno come la piccola Merida?

Quanti nella vita vera fanno come la piccola Merida? Quante si sentono ribollire il sangue, e hanno la forza di ribellarsi a una strada già scritta? La giovane principessa prende l’arco e scaglia le sue frecce, la donna moderna quali armi ha per combattere pregiudizi, misoginia e spesso la totale assenza di rispetto?

Nel 2012 parliamo ancora di prostituzione senza nemmeno pensare al dramma cui è sottoposta la donna. In Italia siamo a livelli indecenti, ma la questione non è mai stata presa davvero sul serio. Per qualcuno d’altronde avete voi colto la mela del peccato (...).

Nei lungometraggi della Pixar, di personaggi femminili ce ne sono stati, ma mai a raccogliere la luce dei riflettori principali. La più grintosa? La cuoca Colette (Ratatouille, 2007). La più simpatica? Il pesce smemorato Dory (Finding Nemo, 2003). La più spigliata? Edna “E” Mode (Gli Incredibili, 2004), doppiata in italiano da Amanda Lear. La più romantica? Sally (Cars, 2006). Personaggi notevoli, ma mai veri protagonisti. Coraggio Merida, adesso tocca a te. Fa loro vedere di che pasta è fatta una “rossa” ribelle.

Curiosità. Se a doppiare la protagonista nella versione originale c’è una scozzese purosangue originaria di Glasgow, l’attrice classe ’76 Kally Macdonald, in quella italiana la voce, al momento di cantare, è quella di Noemi.

Ribelle - The Brave
l'ingresso agli Studios della PIXAR