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Visualizzazione post con etichetta Birdman. Mostra tutti i post
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martedì 24 febbraio 2015

Oscar 2015, stay different stay Venezia71

la notte degli Oscar 2015
Il film di “apertura veneziana” Birdman trionfa agli Oscar 2015. Dal palco dei vincitori, parole forti e decise di Patricia Arquette e Graham Moore.

di Luca Ferrari

La troppo spesso criticata Mostra del Cinema di Venezia li ha messi tutti in riga, incluso l'arrembante festival di Toronto. Non solo il suo film di apertura Birdman (di Alejandro G. Iñárritu) si è portato a casa quattro premi Oscar (che si vanno a sommare ai due Golden Globes), ma anche il suo presidente di giuria della sezione “concorso”, il compositore francese Alexandre Desplat, ha scritto il proprio nome nell'elenco dei vincitori per la Miglior colonna sonora nel film Grand Budapest Hotel.

“Nelle ultime due edizioni della Mostra del Cinema di Venezia i film di apertura hanno fatto messe di Oscar” ha dichiarato soddisfatto il Presidente della Biennale, Paolo Baratta, “quest’anno Birdman, l'anno scorso Gravity (2013) di Alfonso Cuarón ne aveva ottenute sette (tra cui quella per la miglior regia). Se la più qualificata e dinamica industria cinematografica del mondo affida a Venezia il lancio in prima mondiale di film proiettati verso gli Oscar, a me pare un segno importante del prestigio internazionale di cui gode attualmente la Mostra”.

E così anche l'87° edizione degli Oscar è stata archiviata. La copertina non può che essere per lui, Birdman, e non perché condivide ex equo il maggior numero di statuette vinte per quest'anno, ma perché si è accaparrato alcune delle più importanti: Miglior film, Miglior regia, Miglior sceneggiatura originale e Miglior fotografia. Il collega Grand Budapest Hotel (di Wes Anderson) invece si è “accontentato” degli Academy per i Migliori costumi (all'italiana Milena Canoneri), Migliore scenografia, Miglior trucco e il già citato Desplat.

Si è rotta (finalmente) la maledizione dei premi per The Imitation Game (di Morten Tyldum), adattamento cinematografico della biografia Alan Turing: The Enigma. Dopo la strapazzata subita ai BAFTA (9 nomination, 0 vittorie) e ai Golden Globes (5 nomination, 0 vittorie), agli Oscar è arrivata la statuetta per la Miglior sceneggiatura non originale consegnata a Graham Moore. Sul palco il giovane sceneggiatore di Chicago (classe '81) ha lasciato il segno con parole concise ma toccanti (Stay weird, stay different).

Forti del successo ai Globes, posso presumere che Boyhood (di Richard Linklater)  e La teoria del tutto (di James Marsh) sperassero di uscire dal Dolby Theatre con la pancia più piena. A ogni modo l'Oscar conquistato rispettivamente da Patrica Arquette (applauditissima da Meryl Streel e Jennifer Lopez dopo il suo discorso sulla parità dei diritti delle donne) come Miglior attrice non protagonista ed Eddie Redmayne come Miglior attore protagonista, non sono certo di seconda categoria, anzi. Quasi scontato l'altro premio femminile, andato a Julianne Moore (Still Alice), meno previsto quello consegnato a J. K. Simmons (Whiplash).

Birdman dunque ha vinto come Miglior film. C'erano pellicole che avrebbero meritato di più. A dispetto di un ottimo cast, il film non si discosta troppo dalla versione “attoriale” di The Wrestler (2008, di Darren Aronofski). E guarda a caso entrambi i protagonisti principali (di sicuro più Mickey Rourke di Michael Keaton) erano assenti da un pezzo dalle luci della ribalta e ancor più curioso, entrambi i lungometraggi “hanno scaldato i motori” in laguna.

Così, invece di esaltare un film fine a se stesso sui malesseri di una “povera star” che fa i conti con la superficialità del proprio passato e gli ingranaggi ingolfati del presente, sarebbe stato (forse) più utile "brindare" e riflettere sulla straordinaria figura del fisico Stephen Hawking e ancor di più sul dramma umano di Alan Turing, ghost-saver degli Alleati nella II Guerra Mondiale e “per questo” ricompensato nel modo più barbaro. Un'occasione persa visto e considerato che la discriminazione degli omosessuali è ancora all'ordine del giorno, a Hollywood come ovunque nel mondo.

Oscar 2015, il discorso di Graham Moore

Oscar 2015 - il regista Alejandro G. Iñárritu e Michael Keaton
Oscar 2015 - Meryl Streep, Jennifer Lopez e di spalle Jennifer Aniston

Oscar 2015 (da sx) J.K. Simmons (Miglior attore non protagonista), Patricia Arquette (Miglior attrice
non protagonista), Julianne Moore (Miglior attrice protagonista) ed Eddie Redmayne (Miglior
attore protagonista) © Ciak Magazine
Oscar 2015 - le toccanti parole dello sceneggiatore statunitense, Graham Moore
Arrivederci all'anno prossimo caro sig. Oscar... cheers!

mercoledì 11 febbraio 2015

Birdman, un supereroe di troppo

Birdman - Riggan Thompson (Michael Keaton)
Un attore da block-buster sulla via del tramonto cerca un difficile rilancio nel mondo teatrale. Un cast eccellente per il film di apertura di Venezia 71, Birdman.

di Luca Ferrari

Il bel tempo che fu ormai non c’è più. Ma più che bello si dovrebbe dire “della celebrità”. È quanto accade a Riggan Thompson (Michael Keaton), protagonista negli anni Novanta del supereroe alato Birdman, e ora a un passo dalla fine. Senza più un soldo e lanciatosi in una difficile carriera teatrale. La sua ultima chance di gloria è ormai relegata a uno spettacolo di Broadway.

Ad aggiungere complicazioni alla già pesante situazione, ci si mette l’arrivo del co-protagonista Mike Shiner (Edward Norton), la figlia uscita dalla disintossicazione Sam (Emma Stone) e Laura (Andrea Riseborough), anch’essa nello show, sua compagna da due anni e con buone probabilità di essere incinta.

Riggan convive da tempo con una voce, quella di Birdman, che senza peli sulla lingua lo stimola di continuo a riprendere la strada della fama superficiale, tralasciando la recitazione per un pubblico ricercato. Come se la vita non fosse già abbastanza dura, sulla sua strada c’è l’implacabile giornalista del Times,Tabitha Dickinson (Lindsay Duncan), decisa a stroncare lo spettacolo ancor prima di vederlo per il semplice fatto che “lei non è un attore, è una celebrità”. Dalla parte del protagonista, solo l’amico e produttore, Jake (Zack Gallinakis).

È il terzo millennio dove un filmato su Youtube virale vale più di mille pubblicità. A dispetto del suo odio per blogger e social network, lo scoprirà anche Riggan quando, causa banalissimo incidente, sarà costretto a correre in mezzo alla folla in mutande per ritornare in scena durante la prima dello spettacolo,

Scena ovviamente che sarà ripresa dagli smartphone dei vari passanti e puntualmente postata. Cambia la tecnologia ma non il motto in quel di Hollywood: “Non importa se si parla bene o male, l’importante è che se ne parli”. Lo diceva anche il morente Bela Lugosi al peggior regista del mondo Ed Wood (1994), in quella che fu la prima collaborazione Burton/Depp.

Ma non c’è solo lo show da portare avanti. Prima di andare in scena ci sono le vicende umane. Un padre (Riggan) che cerca di (ri)costruire il rapporto con la figlia. Un uomo (Mike) capace di essere sincero (e non stronzo) solo sul palcoscenico, erezioni sessuali incluse dalle quali nella vita normale è ormai avulso. Due donne (Laura e Lesley) che si confidano le proprie delusioni sentimentali arrivando a baciarsi, deluse e amareggiate dalla superficialità dei rispettivi partner.

Film di apertura della 71° Mostra Internazionale Cinematografica di Venezia, la pellicola ha ricevuto subito un convinto applauso alla proiezione inaugurale della stampa. A svettare su tutti, i siparietti tra il redivivo Keaton e Norton, quest’ultimo (quasi) sempre garanzia di qualità. Un cast corale abilmente orchestrato e dove New York non è che uno scorcio di case e grattacieli da una terrazza.

Un film, Birdman (2014, di Alejandro González Iñárritu) che non è solo uno spunto per tutti quei folli inseguitori delle luci della ribalta. Vale anche per i comuni esseri umani. Che dobbiamo fare? Cedere alla nostra foga interiore di volare sopra la massa sentendoci come divinità dai superpoteri oppure confrontarci con le difficoltà delle relazione umane e comprendere che la migliore delle recensioni possibili che potremo ottenere sarà l’affetto e l’onestà delle persone a noi vicine?

Un finale per nulla scontato. Birdman, un viaggio tra realtà, fantastico e metafora. Arriva un giorno in cui tutti avremo le luci puntate addosso. Puntate da noi stessi e dovremo allora capire se rifugiarci in surreali scorciatoie in attesa che il mondo intero si accorga di noi, oppure se decideremo di volare verso un nuovo capitolo della realtà. Comportandoci così come un vero supereroe.

Il trailer di Birdman

Birdman - Mike (Edward Norton) e Sam (Emma Stone)

giovedì 10 luglio 2014

Birdman, la prima virtù della 71. Mostra del Cinema

Birdman - l'attore Michael Keaton sul set del film
Birdman - Le imprevedibili virtù dell’ignoranza (2014, di Alejandro G. Iñárritu) è il fim di apertura della 71. Mostra del Cinema di Venezia.

Luca Ferrari
, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer  


Opening act col botto per la 71. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (27 agosto – 6 settembre 2014). L'ex-Batman "burtoniano" Michael Keaton
, Zach Galifianakis, Edward Norton, Andrea Riseborough, Amy Ryan, Emma Stone e Naomi Watts, tutti davanti alla telecamera di AlejandroG. Iñárritu in Birdman - Le imprevedibili virtù dell’ignoranza (2014), film distribuito da Fox Searchlight Pictures / New Regency. 

La pellicola sarà proiettata in anteprima mondiale, sez. Concorso, la sera di mercoledì 27 agosto nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido, a cui seguirà la cerimonia di apertura condotta dalla madrina della rassegna lagunare, l'attrice napoletana Luisa Ranieri.

Black comedy, Birdman racconta la storia di  Riggan Thomson (
Keaton), attore in declino e  famoso per aver interpretato un mitico supereroe, e oggi alle prese con le difficoltà e gli imprevisti della messa in scena di uno spettacolo a Broadway che dovrebbe rilanciarne il successo. Nei giorni che precedono la sera della prima però, deve fare i conti però con il suo irriducibile ego e gli sforzi per salvare la propria famiglia, la carriera e soprattutto se stesso.

Per il presidente di giuria, il compositore francese Alexandre Desplat, ecco dunque il primo film tra dovrà visionare. E da un regista come Alejandro G. Iñárritu, Premio alla miglior regia al Festival di Cannes 2006 per Babel, di certo c'è da aspettarsi qualcosa di notevole. Dopo i flash di Venezia, Birdman uscirà prima nel Nord America il 17 ottobre quindi nel resto del mondo lo sbarco sul grande schermo è previsto per l'inizio del 2015.

Il trailer in lingua originale di Birdman

Birdman - (da sx) gli attori Michael Keaton e Edward Norton