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Visualizzazione post con etichetta Eddie Redmayne. Mostra tutti i post
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martedì 22 febbraio 2022

The Aeronauts - Abbiamo fatto avvicinare le stelle

The Aeronauts - James (Eddie Redmayne) e Amelia (Felicity Jones)

"Non ho idea di cosa tu abbia fatto là fuori, ma non ho dubbi che sia stata una grande impresa" dice il meteorologo James Glaisher (Eddie Redmayne) alla coraggiosa Amelia Wren (Felicity Jones), mentre sono ancora a volteggiare su di un pallone aerostatico, per superare il record del mondo di altitudine. Diretto da Tom Harper, The Aeronauts (2019) è disponibile su Amazon Prime Video. I due attori britannici sono tornati a recitare insieme per la prima volta dopo il pluripremiato La teoria del tutto (2014).

"Oggi noi due insieme abbiamo fatto avvicinare le stelle" - The Aeronauts.

sabato 10 dicembre 2016

Animali fantastici e dove trovarli

Animali fantastici e dove trovarli - lo snaso a zonzo per New York
Poetico e dolorosamente contemporaneo. Dall'universo HarryPotteriano è sbarcato sul grande schermo Animali fantastici e dove trovarli (2016, di David Yates).

di Luca Ferrari

Fanatismo oscurantista da una parte, il desiderio di vivere in pace, senza nascondersi e in un mondo libero dall'altra. Lì nel mezzo, interessi abilmente mascherati che qualcuno prima o poi scoverà. o per lo me questa è la speranza. Trattasi di una delle tante pagine politiche contemporanee? No, più poeticamente dicasi Animali fantastici e dove trovarli (2016, di David Yates), film ispirato all'omonimo libro di J. K. Rowling, spin-off della serie cinematografica di Harry Potter e incentrato sul magizoologo Newt Scamander.

La magia si aggira per il mondo. Come ai tempi del Medioevo però, non è troppo gradita. I comizi contro di essa si moltiplicano ben "tuonati" dalla fanatica Mary Lou Barebone (Samantha Morton). Intanto a New York è sbarcato un personaggio fuori dal comune, con un passato un po' turbolento. Il suo nome è Newt Scamander (Eddie Redmayne). È arrivato in America via nave e ha con sé una sola valigia dal contenuto alquanto insolito: tante piccole creature, a cominciare dallo snaso, una sorta di paperottolo nero e ghiotto di tutto ciò che tintinna e luccica.

I guai non ci mettono molto ad arrivare e la sua valigia dal prezioso contenuto viene scambiata con quella dell'umile Jacob Kowalski (Dan Fogler), operaio infelice col sogno di aprire una pasticceria. Un desiderio che resterà tale scontrandosi in modo brutale col rigido mondo bancario. È lì, nel tempio del denaro, che i due si scambiano le valigie. È lì che l'ex-membro del Ministero della Magia (in gergo HarryPotteriano, auror) Porpentina "Tina" Goldstein (Katherine Waterston) si mette sulle tracce di Scamander.

Pesando di trovare i ferri (dolci) del mestiere, nella sua valigia, il buon Jacob apre la valigia con le inevitabili conseguenze. Una situazione questa che insieme al mago inglese non gli farà guadagnare troppa simpatia agli occhi dell'indifo Percival Graves (Colin Farrell), direttore della Sicurezza Magica del MACUSA e la presidente del Congresso Magico degli Stati Uniti d'America, Madame Seraphina Picquer (Carmen Ejogo). In attesa di dimenticare tutto ed essere obliviato, Jacob viene portato a casa di Tina insieme a Newt, dove abita anche la sorella di lei, Queenie (Alison Sudol), sguardo amorevole e con la capacità di leggere il pensiero. Gentile e premurosa.

Intanto il senatore Henry Shaw Jr. (Josh Cowdery), figlio del potente magnate della stampa Henry Shaw Sr. (John Voight), viene ucciso da una misteriosa creatura. Le accuse vanno tutte in direzione di Scamander e i suoi animali a zonzo nella Grande Mela. Non è esattamente così. E per capire cosa stia davvero accadendo, bisognerebbe andare dai figli adottati (e maltrattati) della Barebone, in particolare Modesty (Faith Wood-Blagrove) e Credence (Ezra Miller). Qualcosa di ancor più imprevedibile e spaventoso sta per accadere.

Non posso dire di essere un grande conoscitore dell'universo di Harry Potter, anzi. Ci è voluto il poetico e ispirante post di un collega per convincermi ad affrontare questo viaggio cinematografico, pertanto il mio ingresso in sala ha assunto ancor più significato proprio per la poca dimestichezza col suddetto mondo. Animali fantastici e dove trovarli è un film molto piacevole i cui effetti speciali non sono di sicuro la parte più interessante della pellicola, anzi. Sono i rapporti umani tra umani e maghi a toccare l'animo dello spettatore.

Fantasia o realtà che sia, la paura dell'ignoto porta sempre alla medesima conclusione: la messa al bando. Un discorso lacrimevole che non smette di fare proseliti anche nel terzo millennio digitale. Così, dopo aver costruito ad hoc fantomatiche guerre ideologiche, qualcuno è sempre pronto ad approfittarne lasciando vittime sul proprio cammino e cementando nel profondo della massa che esista, l'idea di due schieramenti opposti, incapaci di dialogare e convivere sotto la stessa volta celeste.

Eddie Redmayne sembra non sbagliare più. Strepitoso come in tutte le sue più recenti interpretazioni. Ha gli occhi languidi ma vivaci. Decisi e amorevoli. Lotta contro un mondo in estinzione che vuole preservare. La sua camminata per riportare dentro la propria valigia un gigantesco animale è commovente. Ottima anche la prova di Alison Sudl (classe '84), cantautrice e attrice originaria Seattle. Lo strudel che prepara con la bacchetta magica è da pur orgasmo culinario.

Nel mondo esiste la magia e bisogna accettarlo, una forza che in molti non hanno. Tra di loro ci saranno malvagi esattamente come tra i nonmag. Il mondo che  Scamander si ostina a voler salvare e studiare, sembra strizzare l'occhio a La storia infinita. Scamander è il mondo che non si arrende all'inevitabile abominio dell'ignoranza. Alcuni lo combattono e lo combatteranno, altri lo comprendono e lo aiutano. È così che tutto può cambiare. Nella fantasia come nella realtà.

Entra nel magico di Animali fantastici e dove trovarli
Animali fantastici e dove trovarli - l'ambiguo Percival Graves (Colin Farrell)
Animali fantastici e dove trovarli - la dolce Queenie Goldstein (Alison Sudol)
Animali fantastici e dove trovarli - Tina Goldstein (Katherine Waterston) e Scamander (Eddie Redmayne)

mercoledì 7 dicembre 2016

Ispirazione fantastica e (so) dove trovarla

Animali fantastici e dove trovarli - il giovane mago Newt Scamander (Eddie Redmayne)
Animali fantastici e dove trovarli, in principio lo avevo snobbato. C'è voluto il casuale e ispirante intervento del collega Fabio Castano per iniziare a sognare e accomodarmi in sala.

di Luca Ferrari 
con il contributo & l'ispirazione di Fabio Castano

"In Animali fantastici la trovata di un nuovo mondo nella valigia è sensazionale. Una metafora visiva stupenda. Solitamente quando facciamo la valigia siamo pronti a vivere un nuovo mondo. Con nuovi occhi, anche magici". Postava così il 29 novembre scorso sul proprio profilo Facebook il giovane Fabio Castano. Per entrare in sintonia con un film l'interesse e la curiosità possono anche non bastare. Alle volte serve quel qualcosa in più, come ad esempio le parole di qualcuno che lo abbia già vis(su)to dentro, cogliendone l'essenza più pura e coinvolgente.

Un paio di righe lanciate nel web. Quanto basta per la scintilla. Amico a distanza ed ex-collega di reportage di viaggi, nel marasma della homepage Facebookiana l'occhio mi cade su Fabio Castano. Il suo ultimo post parla di Animali fantastici e dove trovarli (2016, di David Yates), un film che fino a quel momento avevo snobbato. D'accordo, la pellicola era stata protagonista di una delle mie rinomate cinecolazioni, peròla visione sul grande schermo non era in alcun modo programmata preferendo alla fantasia pre-HarryPotteriana il più solido e politico realismo di Snowden (di Oliver Stone) e La verità negata (di Mick Jackson).

Non sono certo avvezzo a creazioni figlie della mera fantasia, anzi, però è indubbio che negli ultimi tempi senta meno l'urgenza di scriverne in questa forma e devo ammetterlo, la cosa non mi piace per niente. Fu con Shakespeare in Love che scattò l'alchimia poesia-cinema, consacratasi poi con un intero libro dedicatogli: Frenetica storia infinita. Qualcosa insomma dentro c'era anche se oggi un po' sopito. Fabio però, con il suo post me l'ha prepotentemente risvegliato.

Fabio Castano sa usare bene la penna. Già apprezzato ai tempi de il reporter - raccontare oltre confine, quest'anno è uscito il suo primo libro, la silloge di racconti Trentasette passi e la luna (Giovane Holden Edizioni). Le sue parole su Animali fantastici e dove trovarl, film con protagonista il premio Oscar Eddie Redmayne (Marilyn, La teoria del tutto, The Danish Girl) mi hanno attirato come nessun articolo né trailer erano ancora riusciti a fare. L'anima ormai è toccata. Lascio la scintilla lievitare durante il weekend e finalmente lunedì sera, nell'ultimo giorno di programmazione, mi presento davanti al grande schermo del cinema Rossini di Venezia. Intanto però avviso il mio cineispiratore di una idea. Questa idea.

"Scrivimi qualcosa con sconfinata licenza poetica. Quanto e come vuoi. Prima dell'articolo-recensione (in uscita venerdì 9 dicembre) voglio pubblicare un tributo alla fantasia. Tu scrivi la tua parte, io la seconda. Saranno le tue stesse parole a ispirarmi oltre al film". Fabio accetta volentieri. Prendo il suo testo dalla chat di Facebook Messenger e dopo una secca operazione di copia & incolla su cineluk - il cinema come non lo avete mai letto, il resto sono le mie parole scritte un attimo dopo. Due volte grazie Fabio, a te e la tua valigia piena zeppa di ispiranti parole:

IL NUOVO MONDO DELLA MAGIA UMANA

Si spengono
le luci in sala
e nella notte
tra i fotogrammi
mobili
scopri che una valigia
ti apre un mondo,
un punto di vista nuovo,
sulla magia;
senti l'amore
del giovane mago
per i suoi
Animali Fantastici,
e l'obscuriale
che è in noi
può esser dissolto
solo con l'arte consapevole
o con la luce
sui propri poteri.
Si spengono
le luci in sala
e nella notte
tra i fotogrammi
si accende
la tua immaginazione,
la tua pesca arcaica,
favolosa
                 ...
abbozzo un giudizio,
non cerco intrusioni
ma com'è che il mondo
è sempre lì
a inscenare una guerra
che non c'è?... Una
nuova creatura
appena venuta al mondo
vorrebbe solo tornare
a casa, e tu cosa vorresti essere,
un custode
o un apprendista? ... ti
resta ancora
un po' di tempo prima
di vivisezionare
la mia anima oscurata,
eppure non sono certo
tu sia in grado
di voler davvero cambiare
il contenuto del tuo bagaglio
... fin'ora c'erano solo le stelle
poi vennero le parole
e adesso ci siamo tutti
noi... e tu, che mondo vorresti?
La valigia ce l'hai in mano
tu...
                                                  (Gallarate-Venezia, 6 Dicembre '16)

il post "ispirante" di Fabio Castano
La cinecolazione col mensile Ciak, Eddie Redmayne e il film Animali fantastici e dove trovarli © Luca Ferrari
Animali fantastici e dove trovarli al cinema Rossini di Venezia © Luca Ferrari

sabato 5 settembre 2015

The Danish Girl, il sogno di Lily

The Danish Girl - Lily Elbe (Eddie Redmayne)
In concorso a Venezia72, The Danish Girl racconta la storia di Lily Elbe, la prima transgender della storia. Il semplice sogno di una creatura che voleva essere se stessa.


“L’altra notte ho fatto il più bel sogno della mia vita” racconta Lily Elbe (Eddie Redmayne), “Ero una bambina e mia madre abbracciandomi mi chiamava Lily”. Sono le struggenti parole di una creatura che ha avuto il coraggio di scegliere se stessa e la propria felicità. La prima transgender della storia portata sul grande schermo dal regista Tom Hooper in The Danish Girl, in anteprima alla 72° Mostra del Cinema di Venezia.

Einar Wegener (E.R.)  un affermato paesaggista. I suoi quadri vengono esposti nelle più prestigiose gallerie danesi. Sorte differente invece per l’amata moglie Gerta (Alicia Vikander: Royal Affair, Anna Karenina, Operazione U.N.C.L.E.), ritrattista. Un innocente gioco di travestimento per farle finire un quadro prima e passare sotto mentite spoglie a un evento organizzato dall’amica Oola (Amber Heard), fanno emergere la vera natura di Einar, che è una donna. Una donna desiderosa di impossessarsi della sua anima.

Gerda lo capisce e sebbene sia comunque innamorata del marito, col passare del tempo Lily diventa sempre più presente e ad Einar non resta che regredire. In principio si rivolgono a specialisti col risultato di venire trattato come un anormale o peggio un pervertito, finendo per subire una fantomatica cura a base di radiazioni e rischiando in ultima di venire internato per schizofrenia.

Lily non è pazza. È solo una donna che per troppo tempo è rimasta sepolta in un corpo che non è il suo. A dispetto del ritrovato amico Hans (Matthias Shoenaerts), colui col quale ebbe una prima pulsione da bambino, quando incontra un medico che si dice disposto a tentare per la prima volta l’asporto dell’organo maschile e la costruzione di una vagina, Lily trova la sua pace. Lily è decisa ad andare incontro a quella felicità che la renderà completamente se stessa.

A dispetto dell’indubbio valore della pellicola, il contributo di Eddie Redmayne (The Good Shepered, Marily, La teoria del tutto) è straordinario. La sua timida goffaggine nel porsi dinnanzi ai collant femminili lasciano emergere una curiosità sempre maggiore e quando in teatro inizia a provarsi vestiti e parrucca è come un bambino in un negozio di caramelle. Ancor più imponente (e decisivo) l’attimo in cui nudo davanti allo specchio si nasconde il pene tra le cosce per vedersi come sarebbe se fosse stato una donna anche nel corpo e non solo nell’anima.

È impossibile guardare The Danish Girl senza essere attraversati da un sentimento di rabbia millenaria. Perché oggi, anche nel tanto libero Occidente, omosessuali e transgender hanno vita dura. Ancora oggi politiche bigotte e religioni folcloristiche (purtroppo con milioni di adepti che ne seguono i loro credi) condannano queste persone come sbagliati. Ed è questo il punto.

Che cosa hanno sbagliato? Di che colpa si sono macchiati? Perché i libri devono essere tutti votati all’unione uomo-donna? Chi l’ha deciso? Chi lo ha sancito? Nessuno. Al massimo una morale che non si risparmia di sfruttare gli esseri umani in ogni loro fibra, trattare le donne come oggetti e far morire persone come mosche. Un film importante The Danish Girl. Un film con un grande cast e diretto da un regista sensibile (Il discorso del Re, Les Miserabiles). The Danish Girl, un film dove il sogno diventa realtà. E lo sarà sempre di più.

Il trailer di The Danish Girl

The Danish Girl (2015, di Tom Hooper)

martedì 24 febbraio 2015

Oscar 2015, stay different stay Venezia71

la notte degli Oscar 2015
Il film di “apertura veneziana” Birdman trionfa agli Oscar 2015. Dal palco dei vincitori, parole forti e decise di Patricia Arquette e Graham Moore.

di Luca Ferrari

La troppo spesso criticata Mostra del Cinema di Venezia li ha messi tutti in riga, incluso l'arrembante festival di Toronto. Non solo il suo film di apertura Birdman (di Alejandro G. Iñárritu) si è portato a casa quattro premi Oscar (che si vanno a sommare ai due Golden Globes), ma anche il suo presidente di giuria della sezione “concorso”, il compositore francese Alexandre Desplat, ha scritto il proprio nome nell'elenco dei vincitori per la Miglior colonna sonora nel film Grand Budapest Hotel.

“Nelle ultime due edizioni della Mostra del Cinema di Venezia i film di apertura hanno fatto messe di Oscar” ha dichiarato soddisfatto il Presidente della Biennale, Paolo Baratta, “quest’anno Birdman, l'anno scorso Gravity (2013) di Alfonso Cuarón ne aveva ottenute sette (tra cui quella per la miglior regia). Se la più qualificata e dinamica industria cinematografica del mondo affida a Venezia il lancio in prima mondiale di film proiettati verso gli Oscar, a me pare un segno importante del prestigio internazionale di cui gode attualmente la Mostra”.

E così anche l'87° edizione degli Oscar è stata archiviata. La copertina non può che essere per lui, Birdman, e non perché condivide ex equo il maggior numero di statuette vinte per quest'anno, ma perché si è accaparrato alcune delle più importanti: Miglior film, Miglior regia, Miglior sceneggiatura originale e Miglior fotografia. Il collega Grand Budapest Hotel (di Wes Anderson) invece si è “accontentato” degli Academy per i Migliori costumi (all'italiana Milena Canoneri), Migliore scenografia, Miglior trucco e il già citato Desplat.

Si è rotta (finalmente) la maledizione dei premi per The Imitation Game (di Morten Tyldum), adattamento cinematografico della biografia Alan Turing: The Enigma. Dopo la strapazzata subita ai BAFTA (9 nomination, 0 vittorie) e ai Golden Globes (5 nomination, 0 vittorie), agli Oscar è arrivata la statuetta per la Miglior sceneggiatura non originale consegnata a Graham Moore. Sul palco il giovane sceneggiatore di Chicago (classe '81) ha lasciato il segno con parole concise ma toccanti (Stay weird, stay different).

Forti del successo ai Globes, posso presumere che Boyhood (di Richard Linklater)  e La teoria del tutto (di James Marsh) sperassero di uscire dal Dolby Theatre con la pancia più piena. A ogni modo l'Oscar conquistato rispettivamente da Patrica Arquette (applauditissima da Meryl Streel e Jennifer Lopez dopo il suo discorso sulla parità dei diritti delle donne) come Miglior attrice non protagonista ed Eddie Redmayne come Miglior attore protagonista, non sono certo di seconda categoria, anzi. Quasi scontato l'altro premio femminile, andato a Julianne Moore (Still Alice), meno previsto quello consegnato a J. K. Simmons (Whiplash).

Birdman dunque ha vinto come Miglior film. C'erano pellicole che avrebbero meritato di più. A dispetto di un ottimo cast, il film non si discosta troppo dalla versione “attoriale” di The Wrestler (2008, di Darren Aronofski). E guarda a caso entrambi i protagonisti principali (di sicuro più Mickey Rourke di Michael Keaton) erano assenti da un pezzo dalle luci della ribalta e ancor più curioso, entrambi i lungometraggi “hanno scaldato i motori” in laguna.

Così, invece di esaltare un film fine a se stesso sui malesseri di una “povera star” che fa i conti con la superficialità del proprio passato e gli ingranaggi ingolfati del presente, sarebbe stato (forse) più utile "brindare" e riflettere sulla straordinaria figura del fisico Stephen Hawking e ancor di più sul dramma umano di Alan Turing, ghost-saver degli Alleati nella II Guerra Mondiale e “per questo” ricompensato nel modo più barbaro. Un'occasione persa visto e considerato che la discriminazione degli omosessuali è ancora all'ordine del giorno, a Hollywood come ovunque nel mondo.

Oscar 2015, il discorso di Graham Moore

Oscar 2015 - il regista Alejandro G. Iñárritu e Michael Keaton
Oscar 2015 - Meryl Streep, Jennifer Lopez e di spalle Jennifer Aniston

Oscar 2015 (da sx) J.K. Simmons (Miglior attore non protagonista), Patricia Arquette (Miglior attrice
non protagonista), Julianne Moore (Miglior attrice protagonista) ed Eddie Redmayne (Miglior
attore protagonista) © Ciak Magazine
Oscar 2015 - le toccanti parole dello sceneggiatore statunitense, Graham Moore
Arrivederci all'anno prossimo caro sig. Oscar... cheers!

venerdì 30 gennaio 2015

Tutto è possibile, la teoria di Stephen Hawking

La teoria del tutto - Stephen Hawking (Eddie Redmayne) e Jane (Felicity Jones)
La sfida impossibile di un uomo alla sua gabbia corporea. James Marsh affonda la telecamera di La teoria del tutto nella mente e nel cuore di Stephen Hawking.

di Luca Ferrari

Tutto è possibile. Quante volte abbiamo sentito ripetere queste parole, in particolar modo quando la vita riserva brutte sorprese. Se a tramandare questa breve frase però è una persona malata di atrofia muscolare progressiva, che è stata comunque capace di laurearsi, sposarsi, mettere al mondo tre figli, diventare uno dei più importanti astrofisici del mondo e comunicare mediante un sintetizzatore vocale, ossia Stephen Hawking, allora “forse” bisognerebbe davvero credergli.

James Marsh dirige La teoria del tutto (2014, The Theory of Everything), adattamento cinematografico della biografia Verso l'infinito (Travelling to Infinity: My Life With Stephen), di Jane Wilde Hawking.

Il ventunenne Stephen Hawking (Eddie Redmayne) è un ragazzo come gli altri. Brillante, certo. Un giovane geniaccio di Cambridge esperto in cosmologia. A una tipica festa universitaria incontra una ragazza, Jane (Felicity Jones). Scocca subito la scintilla. Lui, un fisico ateo. Lei, credente e specializzata in letteratura e poesia. Due universi umani si avvicinano e si amano. Il mondo è davanti a loro fino a quando il giovane si ammala gravemente, con la tragica prospettiva di avere davanti a sé solo due anni di vita.

Chiunque crollerebbe, e così pure Stephen. Non è soprannaturale. Vorrà anche svelare i misteri dei buchi neri ma è pur sempre una persona con sentimenti e paure. Giorno dopo giorno la sua salute peggiora, a cominciare dai movimenti e passando in sequenza dalle stampelle alla sedia a rotelle. Jane però non lo abbandona. Lo ama e lui ama lei. Restano insieme. Non “tutto” degenera nella carne di Stephen, tant'è che riescono a mettere al mondo due figli a poca distanz, più un terzo anni dopo.

Da una parte c'è lo scienziato che studia e lavora, dall'altra c'è l'uomo che ha intenzione di lottare e smentire le previsioni mediche. Così è, ma la vita familiare è dura, anche per la sua dolce metà alle prese con un marito e le ovvie difficoltà del tutto, più di figli che vedono nel padre soprattutto un giocoso adulto. Ad attenuarle la pesantezza della vita arriva il giovane vedovo Jonathan Hellyer Jones (Charlie Cox), direttore del coro della chiesa.

Jonathan è solo e nella famiglia Hawking trova un posto dove sentirsi amato e per Jane è una risorsa, oltre che di aiuto disico anche di supporto mentale. Gli anni passano e qualcosa s'incrina nella coppia. Stephen rischia la vita a più riprese. Deve subire una tracheotomia urgente e non riuscirà più a parlare se non grazie a un'apparecchiatura. Il supporto di una specialista a quel punto risulterà vitale, ed ecco dunque entrare nella sua vita la brillante Elaine Mason (Maxine Peake).

Non solo profondità e coraggio. Ne La teoria del tutto c'è posto anche per il più classico humour British, a cominciare dalla voce artificiale di Hawking che ha la cadenza americana e non inglese. O quando un professore russo, dopo aver ascoltato il giovane prodigio, prende la parola e dice: “Ero venuto qui convinto di ascoltare un sacco di sciocchezze. Devo ammettere che tornerò a casa deluso”. Anche il fedele amico Brian (Harry Lyod) ci mette del suo. Dopo essersi assicurato delle prestazioni sessuali di Stephen, mentre gli prende la sedia a rotelle lo depone tra le braccia di una statua della Regina Vittoria.

"La teoria del tutto è un film imperdibile" ha commentato il dott. Nicola Di Monaco, giornalista e docente universitario di Storia, "Una commovente storia d'amore tra scienza e sfida all'impossibile". Un film già vincitore di due Golden Globe, di cui uno a Eddie Redmayne per la sua straordinaria interpretazione di Hawking, e candidato a cinque premi Oscar. Un film capace di andare oltre i buchi neri, lo studio e la mera voglia di sopravvivenza. Un film dove la teoria della vita umana approda sempre e solo all'unica conclusione possibile: l'amore, eterno e mutevole.

Guarda il trailer di La teoria del tutto

La teoria del tutto - Brian (Harry Llyod) e Stephen (Eddie Redmayne)
La teoria del tutto - Jane (Felicity Jones) e Stephen (Eddie Redmayne)
La teoria del tutto (2014, di James Marsh)