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Visualizzazione post con etichetta Chris Pine. Mostra tutti i post
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venerdì 5 gennaio 2024

Ho un desidero: "Wish", sparisci per sempre!

Wish - Re Magnifico
Wish è nauseabonda ostentazione di superlativi. Un prodotto confezionato che ha l'originalità di un pranzo della domenica. Tra meno di un anno, nessuno si ricorderà neanche il titolo.

di Luca Ferrari

Ma che fine ha fatto Crudelia De Mon? Dove sono i vari Dory e Scorza? Ma in quale isola che non c'è, hanno confinato l'animazione più autentica? Un tempo c'erano i concetti da mimetizzare nelle storie, adesso è l'opposto. Oggigiorno c'è solo un esasperato tentativo di spingerci in gola e conficcarci nella mente buonismo e inclusività. Una ricetta narcotica per farci dimenticare il tracollo umano-sociale in cui viviamo, e relegando al web le nostre rivoluzioni. Lì, sulle storie del grande schermo invece, la sceneggiatura nuda e pura ha un ruolo talmente marginale da apparire fuori luogo. Per le feste è sbarcato sul grande schermo Wish (2023). Diretto da Mr "Frozen" Chris Buck, fin dalle prime battute si percepisce un messaggio talmente dolciastro da far apparire più digeribile un pandoro al mascarpone condito da panettone al pistacchio. Un film tra l'altro, da cui traspare già il sequel scontato: lo specchio si rompe nelle segrete (molto diseducativo questo messaggio, ndr), il re si libera e mette in atto la sua vendetta, la nuova lotta e trionfo dei buoni.

Doppiata nell'originale dalla Premio Oscar Ariana DeBose, Asha rasenta la perfezione assoluta (ennesima esasperazione da sbattere in faccia ai più piccoli, ndr). Non ha difetti. Coraggiosa, leale, dal cuore immacolato. Intrappolata tra le perfide grinfie di Re Magnifico, dà il via alla rivolta contro la tirannia. Un personaggio che incarna quei sogni irrealizzabili. Un sogno che solo gli ingenui possono credere siano realistici. Ogni persona ha diritto di avere i propri sogni, anche se non li realizzerà mai. I bambini hanno diritto ai loro sogni, e questo è indubbio. Forse sarebbe più educativo raccontargli che non basta una canzonetta da quattro soldi per piegare una persona malvagia.

E' curioso poi come il produttore della suddetta pellicola, la Disney, abbia messa in atto da tempo una dittatura animata, fagocitando uno dopo l'altro i vari studi cinematografici, e dunque voglia propinarci lezioni su "coloro i quali voglino comandare". E la qualità sempre più bassa, è palese, come ha rimarcato di recente anche che lo stesso CEO, Bob Iger. Ma prima di pensare al botteghino, uno studios come la Disney forse dovrebbe pensare alle storie. Sono passati più di 60 anni da La carica dei 101 e più di 20 da Alla ricerca di Nemo, eppure sono pronto a scommettere che tra un secolo i bambini e bambine di tutto il mondo ancora li guarderanno. Wish sarà al massimo un buco da tappare in qualche festività, concedendo una risatina di dolcezza con la presenza della stella Star, e nulla di più. Tra un anno e anche meno, Wish sarà già stato sepolto da storie anemiche col solo obiettivo di educarci a qualcosa

Il trailer di Wish

giovedì 26 aprile 2012

Una spia non basta per Reese Whiterspoon

Una spia non basta - la bellissima Lauren Scott (Reese Whiterspoon)
Sempre più incantevole la premio Oscar Reese Witherspoon nel film Una spia non basta (2012, di McG) in compagnia dei maschiacci Tom Hardy e Chris Pine.

di Luca Ferrari

Va bene, lo ammetto. Da quando ho iniziato ad andare al cinema per fare qualcosa di più di passare due ore del mio tempo libero, ho sempre cercato una cosa. Vedermi uno spettacolo interamente da solo. A dispetto di una media di 40 film annui davanti al Grande Schermo, ancora non ci sono riuscito. E dire che le condizioni, ci sarebbero tutte.

Le proiezioni cui partecipo sono al 95 per cento condensate tra il lunedì e giovedì, in particolare i primi due giorni della settimana. E anche nella mia ultima incursione, Una spia non basta (This Means War), di McG con protagonisti Tom Hardy, Chris Pine e l'incantevole Reese Witherspoon, non ho raggiunto il mio obbiettivo. Cosa normale visto che sono andato questa volta di sabato. La spiegazione è presto detta. Era il primo weekend della coppia Allen & Benigni. Nelle mie previsioni tutti sarebbero andati lì, lasciandomi tranquillo. Così è stato.

Quando infatti sono passato dinnanzi al cinema in cui lo proiettavano, proprio nel momento in cui la gente iniziava a sfollare, un polveroso e scomposto ciarlare ha provato a investirmi. Pur senza lo scudo di Capitan America (che voglia di The Avengers, maremma celluloide) per proteggermi, sono rimasto concentrato su quanto io avevo appena visto. 

Una commedia rilassante, dove la biondissima Reese presta bellezza e sex appeal a Lauren Scott, decisa a rimettersi in carreggiata nella propria vita sentimentale, e in questo viene aiutata dall’amica fedele Trisha (Chelsea Handler). 

Se nel romantico Se solo fosse vero (2005, di Mark Waters), la bella Elizabeth (Reese Whiterspoon) aveva lo stesso problema sociale ma gli sviluppi della sua vicenda erano a metà strada tra la vita e la morte, qui la protagonista si dimena tra due bellocci agenti della CIA, Tuck Henson (Tom Hardy) e Franklin Delano Roosevelt "FDR" Foster (Chris Pine). Ne emergerà un conflitto tra i due colleghi-amici per la pelle molto Otelliano, con l’inevitabile happy end e la scelta della fanciulla verso uno di loro senza che questo sancisca alcuna fine. Anzi, l’esatto contrario.

Esilarante i modi in cui ciascun agente speciale cerca di sabotare gli appuntamenti dell’altro con la pulzella. Il pezzo migliore di queste gag resta sicuramente quando Tuck è in macchina con Lauren al volante di un auto d’epoca e si accorge che un aereo spia modellino li sta seguendo, con tanto di telecamera. Il dito medio che gli mostra seguito da colpi di pistola per spazzare via il nemico, è fenomenale.

Una spia non basta - Foster (Chris Pine), Lauren (Reese Whiterspoon) e Tuck (Tom Hardy)