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Visualizzazione post con etichetta Hugo Weaving. Mostra tutti i post
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mercoledì 24 aprile 2013

Captain America per Tony Stark Iron Man 3

Capitan America (Chris Evans) e Tony Stark (Robert Downey Jr.)
Nello scontro furioso tra i Vendicatori e Loki, ci fu anche spazio per i divertenti battibecchi tra Captain America e lo sbruffone Iron Man.


Portata a termine la missione, quale miglior modo di celebrare il terzo capitolo della saga dell’uomo corazzato di rosso (Iron Man 3, di Shane Black), in uscita oggi in mercoledì 24 aprile,  con il viaggio cinematografico del suo compare? Di Mr. Stark tanto, e delle sue imprese per salvare la bella Pepper (Gwyneth Paltrow), ne parleremo nei prossimi giorni

Non arrendersi mai. Per essere un vero eroe serve solo questo: non arrendersi mai, parola del primo vendicatore Captain America (2011, di Joe Johnston).

Il giovane Steve Rogers (Evans) vorrebbe arruolarsi nell’esercito e fare la sua parte nella II Guerra Mondiale, ma ha un fisico gracile e alle visite di arruolamento viene ripetutamente scartato. Non di meno nella vita privata è spesso vittima di grossi spacconi che lo malmenano, ma lui è sempre pronto a rialzarsi. Li sbeffeggia anche dopo essere stato colpito perché, se cominci a scappare non ti fermi più, ripete. Vuole una possibilità per dimostrare alla sua patria il proprio valore. Cerca un’unica occasione. La troverà. 

Un progetto top secret guidato dal dott. Abraham Erskine (un barbuto Stanley Tucci) lo trasforma in un super uomo per sgominare un’associazione malvagia, ancora peggiore dell’esercito nazista con cui gli Stati Uniti sono in lotta.

È l’Hydra, capitanata da Johann Schmidt/Red Skull (Hugo Weaving). Steve adesso è un trionfo di muscoli e vigore. Ma è solo l’esterno. Quello che ha dentro resta intatto. Un uomo che conosce il valore della forza e della comprensione. Lo scienziato intanto viene ucciso da una spia tedesca e del fantomatico esercito americano di super soldati rimane solo lui. Molto hollywoodianamente verrà quindi utilizzato come fenomeno da baraccone col nome di Captain America per attirare la gente a entrare nell’esercito. 

La farsa va avanti fino a quando non scopre che l’amico fraterno Bucky (Sebastian Stan) è dato per disperso nelle peggiori retrovie del nemico. Con l’aiuto del geniale ingegnere Howard Stark e la soldatessa Peggy Carter si fa paracadutare nella zona calda e inizia il suo viaggio di liberazione.

Captain America comincia la sua vera missione eroica. Insieme a un fidato gruppo di soldati sgominano tutte le basi segrete dell’Hydra fino allo scontro finale in cielo, con qualche incursione alla Sky Captain & The World of Tomorrow (2004, di Kerry Conran), e la scena del gigantesco aereo/astronave in caduta libera verso New York che non può non far tornare in mente il dramma dell’11 settembre. 

Ma nella pellicola diretta dal veterano Johnston, non c’è spazio per i nazionalismi. La bandiera sullo scudo è quella americana, certo. Ma potrebbe essere quella di qualunque altra nazione in lotta per la sopravvivenza. Invece che Capitan America, potrebbe essere Capitan Giustizia. Perché ci sono doveri che nascono dentro e a cui si può solo rispondere, presente.

Capitan America è l’erede della tradizione più umanamente valorosa, dove oltre alla nostra vita esiste qualcosa che dobbiamo compiere. Qualcosa che ci appartiene per torto (Eric Draven – The Crow), per eredità (Clark Kent – Superman) o per scelta consapevole (Peter Parker – Spiderman). Quello che conta è non arrendersi mai. Per salvare il mondo o annientare una minaccia serve solo ribellarsi. Che sia l’esercito nazista, un capo opprimente o qualcuno che non ha rispetto, quello che conta è non arrendersi mai.

E a modo suo non lo farà nemmeno Iron Man...

Captain America, Il primo Vendicatore - Red Skull (Hugo Weaving)
Captain America - Il primo Vendicatore (2011, di Joe Johnston)
Iron Man 3 (2013, di Shane Black)

lunedì 3 dicembre 2012

V for Vendetta, la paura e il terrore

V for Vendetta - V sotto mentite spoglie (Hugo Weaving)
Un piano diabolico per controllare il popolo con la paura e il terrore. Un uomo ispirerà col suo esempio, la gente farà il resto. V for Vendetta (2005, di James McTeigue).

di Luca Ferrari
 

Non vuoi sapere in che modo la tua storia ha iniziato a prendere una direzione sempre più violenta? Ci sarebbe voluto molto più riserbo per impedire a quello che stava accadendo di utilizzare le proprie briglia…

C’è chi sta cambiando governo. Chi ne ha già uno, ma non basta. In troppi parlano di democrazia affidandosi alla storia antica o alla pubblicità. Giorno dopo giorno il popolo umano è sempre più in pericolo, affidando le proprie buone intenzione a manifesti di promesse di vita (terrena e ultraterrena). 

...Per oggi potrei anche ritenermi soddisfatto se la sinfonia che si ripercuote al momento d’innalzare le nostre azzerate barriere, diventasse involucro consapevole di quello che più ci piace costruire anche per il giorno dopo, senza che un’idea abbia la necessità di non vedere mai il tramonto del giorno prima...

Il mondo è in subbuglio. Ideologie di violenza e razzismo si fanno sempre più strada. Arrivati da un pezzo nel Terzo Millennio, la paura è ancora usata per il fine supremo, la prevaricazione dell’uomo sull’essere umano. 

Gli scrupoli di un mondo in rivolta presto inizieranno a venire meno dinnanzi a qualsiasi richiesta, anche a costo di distruggere ogni specchio con la nostra maschera gettata via per sempre...

Il discorso alla nazione di V

V for Vendetta (2005, di James McTeigue)