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Visualizzazione post con etichetta Alba Rohrwacher. Mostra tutti i post
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venerdì 17 novembre 2017

The Place, il pasto dei mostri

The Place - Gigi (Vinicio Marchioni) e il misterioso uomo (Valerio Mastandrea) 
Tutti vogliono qualcosa ma fino a dove saremo in grado di spingerci per ottenerlo? Le catene sono limiti. I limiti sono valori. The Place (2017, di Paolo Genovese).

di Luca Ferrari

C'è un uomo che realizza i desideri della gente. Chi sia non ha importanza. Si rivolgono a lui come tanti peones disperati davanti a un dispensatore di miracoli. Tutti lo cercano e quando questi gli dice cosa devono fare per ottenerlo, la reazione è sempre la stessa. Inorriditi, poi però cercano un modo per realizzare e dunque tornare dal loro Salvatore. Enigmatico. Spietato. Metaforico. Fin troppo realistico, The Place (2017, di Paolo Genovese).

C'è un uomo (Valerio Mastandrea). Passa le giornate seduto in una locale indefinito. A turno persone di tutte le estrazioni vengono a parlare con lui. Tutti diversi ma accomunati dalla disperazione e lui sa come risolvere i loro problemi. Apre la sua agenda, li fa parlare e annota i loro pensieri. Poi gli chiede qualcosa in cambio. Non per lui. Devono svolgere un compito. Alcuni provano a protestare ma lui è inflessibile. O così o... puoi rifiutare, dice.

Uno dopo l'altro, vogliono tutti qualcosa. Il poliziotto Ettore (Marco Giallini). Il meccanico Odoacre (Rocco Papaleo). Il padre di famiglia Gigi (Vinicio Marchioni). L'anziana Marcella (Giulia Lazzarini). Suor Chiara (Alba Rohrwacher). La vanitosa Martina (Silvia D'Amico). Il cieco Fulvio (Alessandro Borghi). La moglie Azzurra (Vittoria Puccini) e il piccolo malavitoso Alex (Silvio Muccino). E poi c'è lei, la cameriera del bar, Angela (Sabrina Ferilli). Lei non chiede niente, anzi. Vorrebbe solo conoscere meglio questa persona che vede ogni dì ascoltare gli altri.

Compiti stravaganti, violenti. Perché proprio questo? Perché proprio a me? Ognuno pone delle domande a questo novello innominato. Qualcuno arriva anche a minacciare ma sono parole che trovano il tempo di pochi attimi. La pistola viene rimessa nella fondina e lui prosegue con le sue domande. Vuole sapere come ciascuno intenda procedere e una volta portato a termine l'impegno, cosa ha provato nel compierlo. Sadismo? Curiosità? I desideri prendono forma solo a missione compiuta.

Una fede perduta. Un marito malato. Una bellezza svanita. Una matrimonio da salvare. Un senso da riacquistare. Una donna da conquistare. Tutti nel nostro cammino abbiamo perduto qualcosa e non abbiamo più avuto la forza (o la voglia) di riprendercelo. Ma invece di tirarci su le maniche, che cosa abbiamo fatto? Abbiamo comprato prodotti. Abbiamo puntato il dito. Abbiamo usato filosofie attendiste. Abbiamo permesso che altri ci dicessero cosa fare. Abbiamo lasciato che gli altri decidessero per le nostre vite.

Paolo Genovese cambia registro, e apre l'agenda. La generazione delle menzogne di Perfetti sconosciuti (2016) è scomparsa. Oggi tocca a chi proprio non ce la fa. A chi è disposto a tutto pur di vedere la propria vita cambiare. Oggi siamo dinnanzi a imbonitori di ogni sorta. Una volta le religioni promettevano il paradiso, oggi invece è sufficiente un rossetto, un'adesione politica, un silenzio, una slot machine. C'è chi comanda e chi non deve fare domande e obbedire. Nulla è gratis al mondo. Nulla. Tutto ha un prezzo.

The Place è un luogo reale e metafisico. The Place è dentro ciascuno di noi. The Place ci pone dinnanzi a quelle domande a cui abbiamo volutamente scelto di non rispondere. E se incontrassimo qualcuno capace di darci ciò che vogliamo, quanto saremmo disposti a tollerare? Contro cosa e chi ci dovremmo scontrare? E soprattutto, perché abbiamo dovuto attendere che qualcuno arrivasse per dirlo?

Voglio essere sincero, con voi tutti e il regista. Non ero troppo convinto di andare al cinema e confrontarmi con gli inevitabili spettri di The Place. Un giro di parole con un'amica ed eccomi in sala del cinema Rossini di Venezia (ancora in programmazione fino a mercoledì 22 novembre). In pochissimi fino a quasi all'inizio del film, e poi l'arrivo della massa. Una metafora interessante anch'essa. Uno spunto ulteriore su cui cominciare a riflettere. Un piglio da cui lasciar cadere ogni pregiudizio.

The Place (2017, di Paolo Genovese) apre le porte del girone contemporaneo ai novelli dott. Faust alla disperata ricerca di qualcosa che gli è sfuggito o gli sta sfuggendo. Valerio Mastandrea (Notturno bus, La prima cosa bella, Fai bei sogni) è un perfetto Mefistofele senz'anima né apparenti sentimenti. Gran burattinaio ed esecutore di chissà cosa/chi. Non si fa impressionare dalle suppliche e non ha tempo da perdere. Ma se le sue richieste fossero davvero così impossibili o insostenibili da eseguire, allora nessuno accetterebbe mai... Nessuno, appunto.

Il trailer di The Place

Venezia, dentro e fuori il cinema Rossini a vedere The Place ... insieme a Ciak!© Luca Ferrari
The Place (2017, di Paolo Genovese)

giovedì 5 dicembre 2013

Ciak, SOS Pianeta Terra

Think Forward Film Festival 2013
A Venezia sbarca il cinema “green” del Think Forward Film Festival (5-6 dicembre). Tutti uniti per raccontare (e salvare) il Pianeta Terra.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer 

Lo dicono gli studiosi. Lo dice il presente. Lo si evince dai sempre più palesi “cataclismi” che si abbattono in tutti i continenti. Può negarlo solamente chi vuole arricchirsi sulle spalle di quelle generazioni ancora verdi. Il Pianeta Terra è in pericolo. Urgono rimedi. I potenti latitano. Il cinema dice la sua.

“Il cinema da sempre osserva il Mondo e prova a raccontarlo com’era, com’è e spesso anche come sarà” analizzano i direttori artistici del Think Forward Film Festival 2013, Alberto Crespi e Rocco Giurato, “In questo processo di osservazione e riflessione non poteva non occupare uno spazio sempre più importante il rapporto dell'uomo con l'ambiente che lo circonda”.

Venerdì 6 e sabato 7 dicembre è di scena a Venezia la III edizione del Think Forward Film Festival, un evento organizzato dall’International Center for Climate Governance (ICCG), che si terrà come al solito presso la Fondazione Querini Stampalia (campo S. Maria Formosa), a pochi minuti a piedi dal ponte di Ri’ Alto.

Revolution (di Rob Stewart)
“Il Pianeta Terra sta sempre più subendo la presenza umana. Ecco perché abbiamo accolto con entusiasmo la sfida di dirigere un Festival cinematografico che parlasse di cambiamenti climatici, energie rinnovabili e di buone pratiche per un futuro sostenibile” sottolineano i direttori.

L’edizione 2013 si svolge nello stesso anno in cui è stato pubblicato il Quinto rapporto sulle basi fisiche dei cambiamenti climatici, uno dei più importanti eventi nel dibattito internazionale sui cambiamenti climatici degli ultimi anni.

Il rapporto IPCC, frutto di una vasta serie di osservazioni e modelli di nuova generazione mostra che con estrema probabilità (95 per cento), la causa dominante del riscaldamento osservato fin dalla metà del XX secolo è costituita da attività umane.

Nessuno si vuole illudere che il cinema possa salvare il Pianeta Terra, ma è indubbio che possa diventare motore per le coscienze (soprattutto quelle più giovani e attente) e contribuire alla soluzione di problemi partendo dal basso, dal quotidiano, dal tetto di casa che produce energia, all'orto irrigato grazie alla grondaia intelligente e così via. 

Per il secondo anno all’interno del Think Forward Festival, il TFFF ha lanciato un Concorso Internazionale Cortometraggi. Dei circa 50 pervenuti da diversi paesi (Uzbekistan, Macedonia, Giappone, Germania etc.) ne sono stati selezionati 17. La giuria che sceglierà il vincitore è composta da illustri studiosi e ricercatori in materie scientifiche, e da volti noti del cinema italiano.

Alba Rohrwacher © Biennale foto Asac
Nel dettaglio:
  • Luigi Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale di Legambiente
  • Michele Emmer, professore di matematica all’Università’ di Roma “La sapienza, nonché realizzatore di 18 film della serie “Arte e matematica”
  • Chiara Mio, professore ordinario presso il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia e Delegata del rettore alla sostenibilità ambientale e responsabilità sociale dell’ateneo
  •  Luigi Lo Cascio (La meglio gioventù, Romanzo di una strage): attore vincitore del David di Donatello 2001 come migliore attore protagonista per I cento passi
  • Alba Rohrwacher (Io sono l'amore, Bella addormentata) : attrice due volte vincitrice del David di Donatello come Miglior attrice protagonista (2009, Il papà di Giovanna) e Miglior attrice non protagonista (2008, Giorni e nuvole)
Tra le tante proiezioni e i vari appuntamenti, nel corso delle due giorni cinematografica ci saranno:

Quattro eventi speciali - lungometraggi:

• Revolution (di Rob Stewart, 85‘, documentario, Canada, 2013) – Venerdì 6 dicembre h. 20.30
• Echo Planet Kompim Kemgumnird (animazione, 81’, Thailandia, 2012) – Sabato 7 dicembre h. 14.30
• Peak – Un mondo al limite (Hannes Lang, 86’, documentario, Germania e Italia, 2013) – Sabato 7 dicembre h. 16.30
• La città ideale (Luigi Lo Cascio, 105’, drammatico, Italia, 2012) – Sabato 7 dicembre h. 20.30


Echo Planet Kompim Kemgumnird
Tre cortometraggi fuori concorso

• Dust to dust (Francesco Paolo Paladino, 26’18”, fantascienza, Italia) – Venerdì 6 dicembre h. 16.45
• Black Inside - Three Women's Voices (Rodney Rascona, 11’53”, documentario, USA, 2012 ) – Sabato 7 dicembre h. 18.15
• Super Zoo (classe 5^A della scuola primaria "Bernardo Canal" di Venezia, 4’28”, animazione, 2013
• Il Giardino Floreale (classe 5^B della scuola primaria "Bernardo Canal" di Venezia, 4’25”, animazione, 2013) – Sabato 7 dicembre h. 14.30

I video sono stati realizzati durante il laboratorio di regia di animazione tenuto da Daniele Lunghini, nell'ambito della seconda edizione del Think Forward Film Festival.


1 mediometraggio fuori concorso

• Con il fiato sospeso (Costanza Quatriglio, 35', drammatico, Italia, 2013) – Venerdì 6 dicembre h. 18.30


“Dove non arriva il linguaggio accademico o la divulgazione, può arrivare un buon film. Sia esso di finzione o derivante dall'osservazione di un fenomeno reale (dai danni di un'alluvione alla desertificazione di un'area)” concludono Crespi e Giurato, “oppure può riuscirci un'animazione che preconizzi un futuro grigio (magari con uno spunto di speranza sempre a portata di mano), o ancora un lavoro di video-arte che indichi nuove vie concrete verso la sostenibilità”.

Appuntamento al Think Forward Film Festival. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

alt="il Pianeta Terra ha la febbre

giovedì 6 settembre 2012

Dio non è indispensabile per avere fede

Bella addormentata - Rossa (Maya Sansa)
Morte. Suicidio. Solitudine. Amore. Coscienza. Rinascita. Disperazione. Marco Bellocchio porta a Venezia 69. Bella addormentata.

Parlare della Fine non è facile per nessuno. Con una prova da libero artista invece, il regista romagnolo ci riesce. Per di più avventurandosi tra le anarchiche forche caudine dell’eutanasia. Bella Addormentata è un’introspezione corale che ruota attorno agli ultimi giorni di vita di Eluana Englaro. 

Lo spessore culturale e umano del regista fa sì che il film non scada mai in quei salottini "Vespaioli", dove parlano solo gli interessi. Marco Bellocchio parla di morte, sì. Ma lo fa con i delicati sentimenti rabbiosi delle persone, e le contraddizioni delle rispettive vulnerabilità.

 “Il film svela quello che io penso sull’argomento in modo complesso. Bella addormentata è fatto di risvegli e non risvegli. È un film semplice ed essenziale” ha spiegato il regista in conferenza stampa, insolitamente iniziata con una standing ovation dei giornalisti ai protagonisti, “All’origine della pellicola non c’è stato niente di voluto. Quello che vedevo e sentivo su Eluana mi è rimasto dentro. Ho cominciato ad avere delle immagini, personaggi e storie. Le ho lasciate depositare per un po’. Fino a quando, insieme agli sceneggiatori Veronica Raimo e Stefano Rulli, abbiamo iniziato la sceneggiatura”.

Se Isabelle Huppert è un’attrice di cinema ormai votata alla sofferenza più totale per la figlia ridotta in stato vegetativo e prega tutto il giorno, Toni Servillo è il politico Uliano Beffardi, iscritto al Pdl ma stufo di sottostare a ideali in cui non crede. O meglio, non crede più. Ma il personaggio più controverso, è sua figlia Maria (Alba Rohrwacher). 

Orfana di madre. Ignora (…) che sia stata lei stessa a chiedere al marito di farla finita. Manifesta per la sopravvivenza di Eluana Englaro, però s’innamora di chi è lì per la ragione opposta, ossia Roberto (Michele Riondino). Tra loro è colpo di fulmine. E tutto il resto passa quasi in secondo piano. Il cuore è dolcemente egoista. Ed è giusto che sia così.

Dopo Buongiorno Notte (2003), Maya Sansa torna a farsi dirigere da Bellocchio. Buchi da tossica. Sfregi sulle braccia. Una bellezza meno mediterranea e più Tomeiana (Marisa, ndr) formato The Wrestler (2008, Darren Aronofsky). 

È il suo personaggio a regalare un’impensabile speranza, e far virare il film verso un’atmosfera alla The Burning Plain (2007, di Guillermo Arriaga) inveceo del classico naufragio sugli anfratti di un'Italia perennemente e inconsolabilmente depressa. La pioggia della veglia lascia spazio a un sole leggero. C’è voglia di vivere. La finestra aperto è un passaggio verso il mondo da cui non si vuole più fuggire.

E come nello struggente Million Dollar Baby (2004), dove Frankie Dunn (Clint Eastwood) acconsentiva a spegnere Maggie Fitzgerald (Hilary Swank), così Uliano compie la medesima azione con la sua dolce metà. Ormai esangue e stufa di cure invasive, è costretta a ripetersi tre volte. Quasi che lui non volesse veramente sentire quella richiesta finale. 

Ma non è forse il più grande e doloroso atto d’amore rinunciare a qualcuno che sta soffrendo, e che ti sta chiedendo di lasciarla andare? Chi lo nega, o non sa cos’è l’amore o è talmente egoista da mettere un’idea astratta davanti all’essere umano.

 Bella addormentata - Divina Madre (Isabelle Huppert)
 Bella addormentata - Uliano Beffardi (Toni Servillo)
Bella addormentata - Roberto (Michele Riondino) e Maria (Alba Rohrwacher)