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Visualizzazione post con etichetta Brit Marling. Mostra tutti i post
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lunedì 25 marzo 2013

La frode, niente vale più dei soldi

La Frode – Brooke (Brit Marling) e Robert Miller (Richard Gere)
Fino a che punto si è disposti a spingersi nel nome dei soldi? Wall Street non basta mai. La frode dei tempi più moderni prosegue.

di Luca Ferrari

Se io li prendo, quanto valgo come persona?
domanda preoccupato Jimmy (Nate Parker) al magnate Robert Miller (Richard Gere). Svegliato da quest'ultimo nel cuore della notte per toglierlo da un “grave impiccio”, il giovane è il figlio del suo ex-autista. Il ricco finanziere lo ho ha sempre aiutato economicamente. Adesso è il momento di ricambiare il favore. La frode (Arbitrage –2013, di Nicholas Jarecki).

Un uomo (potente) e i suoi segreti. Familiari e finanziari. Un banale colpo di sonno sulla strada notturna di un fine settimana con l’amante Julie (Laetitia Casta) e il castello di bugie inizia a mostrare le prime crepe. Questa volta c’è di mezzo anche la morte della giovane ragazza, e sul luogo del delitto arriva lo scafato detective Michael Bryer (Tim Roth). Un uomo sveglio, e disposto a tutto pur di mandare dietro le sbarre chiunque si creda al di sopra della legge in nome del proprio ampio conto in banca.

Inizia una nuova sfida per Robert. Chiudere un affare da milioni di dollari e nel contempo impedire alla polizia di collegare il cadavere alla sua persona. Il danaro potrà anche vincere, ma l’affetto e la stima non si comprano. È il destino degli uomini che credono di avere tutto. A gettare (inconsapevole) benzina sul fuoco, la figlia Brooke (Brit Marling), intelligente e capace erede dell’azienda di famiglia che scopre un buco nel bilancio di cui è responsabile il padre.

Robert Miller come Yuri Orlov (Nicolas Cage, Lord of War). Uomini di successo segnati da un eguale destino. E nonostante il secondo sia un trafficante d’armi sovvenzionato dai lati oscuri dei tanti buoni governi, il peggio tocca al distinto gentleman abituato a Business Class e serate filantrope. La bella moglie Ellen (una Susan Sarandon sempre più affascinante) arriva al punto di non ritorno.

Il giogo dei soldi si ritorce contro il marito. O la galera o addio al suo patrimonio. E all’ennesima serata di gala all’insegna del successo infine, la giovane Brooke lo presenta come amico, padre e ispirazione. Ma nel suo vero (ultimo?) sguardo che gli lancia, c’è rigidità, disprezzo e quel che è peggio, il vuoto di chi è stata tradita. 

Niente vale più dei soldi, un credo che ha sempre fatto e continuerà fare proseliti. La legge potrà anche fare sconti ai suoi “figli” più benestanti e non appoggiare mosse illecite da parte dei tutori dell’ordine per farli comunque affondare, ma le relazioni della vita vera conoscono una sola giurisdizione.

Il trailer de La frode

La Frode – Jimmy Grant (Nate Parker)

La Frode – il detective Michael Bryer (Tim Roth)
La Frode – Ellen (Susan Sarandon), Brooke (Brit Marling) e Robert Miller (Richard Gere)

sabato 8 settembre 2012

Le regole della verità, dello scoop e del silenzio

La regola del silenzio - Nick Sloan/Jim Grant (Robert Redford)
Gli anni della Contestazione si ripresentano con il conto da pagare. Ispirato all'omonimo romanzo di Neil Gordonm, La regola del silenzio (di Robert Redford).

di Luca Ferrari

Sono lontani, a prescindere da quanti siano, I tre giorni del Condor. Gli uomini del Presidente intanto si sono moltiplicati. Clonati. Non li distingui più. I media non sono meno volgari della politica. Fino a che punto ci si può e si deve spingere? E se lo fai, è per amore della verità o del sensazionalismo da scoop? Reporter in erba ti dicono serenamente che quando vengono chiamati sono felici all’idea ci possa essere un cadavere, così hanno una storia da seguire. Si può fare il proprio mestiere e in modo superlativo senza oltrepassare quella sogna di umanità. E fanculo anche un articolo e il Premio Pulizter se a rimetterci deve essere una vita.

I veri ideali non cambiano. Si aggiornano. Nell’attivismo come nell’espressione artistica. Negli anni della guerra in Vietnam, Nick Sloan (Robert Redford) prese parte al movimento di contestazione Weather Underground. Quando però ci scappa il morto durante una rapina im banca e una guardia padre di famiglia muore, scatta la caccia all’uomo. I quatto presenti si danno alla fuga, e cambiando identità riescono a farla franca ai Servizi Segreti.

Questo per trent’anni fino a quando Sharon Solarz (Susan Sarandon) decide volontariamente di costituirsi. La storia riscuote molto eco su tutta la stampa e l’interesse del giovane e scafato giornalista di una piccola testata locale, Ben Shepard (Shia LaBeouf), che inizia un certosino lavoro investigativo degno del Watergate ma non senza una certa voglia di protagonismo.

Ispirato all'omonimo romanzo di Neil GordonLa regola del silenzio (di Robert Redfordè stato presentato nella sezione Fuori Concorso alla 69° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (29 agosto – 8 settembre 2012).

Jim Grant oggi è vedovo. Sua figlia Isabel (Jackie Evancho) è una normale studentessa di 11 anni. Lui è un avvocato. Tutto scorre liscio, ma qualcuno (Shepard) vuole di più di un misero lavoro da articolista di cronaca. Vuole la prima pagina sul giornale locale di Albany NY alla cui direzione c’è Ray Fuller (l’istrionico Stanley Tucci). Grazie a una sua ex-fiamma che lavora all’FBI, Diana (Anna Kendrick), inizia a mettere insieme i pezzi del puzzle fino a scoprire in modo del tutto autonomo, e decisamente meglio dei servizi segreti, che Nick Sloan è Jim Grant, anch’esso accusato della morte della guardia.

Ma questi in realtà non c’era. La sua sola speranza di far venire a galla la verità a questo punto è trovare Mimi Lurie (Julie Christie), anch’essa a scomparsa nel nulla. Ma per raccontare la storia, dovrebbe costituirsi. “Chi è il terrorista?” chiede la donna a uno stremato Sloan, “Uno stato che commette un genocidio o chi si ribella a tutto questo arrivando anche ad atti estremi?”.

Il giornalismo e la verità. Quando la moda dei supereroi non era ancora dilagata, il regista Mark Steven Johnson (Ghost Rider) portò sul grande schermo Daredevi (2003) con protagonista Ben Affleck, spalleggiato dalla sua futura moglie (ed Elektra) Jennifer Garner, opposto alla temibile coppia Colin Farrell alias Bullseye, e il recentemente scomparso Michael Clarke Duncan, nelle parte del boss mafioso Wilson Fisk/Kingpin.

Matt Murdock (Daredevil) incappa spesso nel giornalista Ben Urich (Joe Pantoliano), giornalista investigativo deciso a far luce su questo fantomatico eroe mascherato. Scoperta l’identità segreta e con l’articolo terminato, non resta che schiacciare invio e mandarlo in stampa. Ma ualcosa lo boocca. Non mi voglio arrendere a un sistema che disprezzo, dice ancora Mimie. E così sia. Ma se i risultati fin’ora raggiunti non hanno cambiato nulla, forse è ora di cercare un’altra strada. L’essere umano è avvisato. La verità non disseta l’orgoglio.

Curiosità del film. Per la seconda volta dopo L'uomo che sussurrava ai cavalli (1998)sempre diretto e interpretato da Redford, anche in La regola del silenzio, lui e l’attore Chris Cooper sono fratelli. Nel caso della pellicola tratta dall’omonimo libro di Nicholas Evans, come Tom e Frank Booker, in questa presentata in laguna come Nick e Daniel Sloan.

La regola del silenzio - Sharon Solarz (Susan Sarandon)
La regola del silenzio - Ben Shepard (Shia LaBeouf)
La regola del silenzio - Rebecca Osborne (Brit Marling)
La regola del silenzio - Nick Sloan/Jim Grant (Robert Redford)