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Visualizzazione post con etichetta Mia Wasikowska. Mostra tutti i post
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venerdì 27 maggio 2016

Il tempo di Alice attraverso lo specchio

Alice attraverso lo specchio - Alice Kingsleigh (Mia Wasikowska)
L'amico Cappellaio è malato. Basta avventure marinaresche allora, Alice è pronta per tornare in Wonderland attraverso lo specchio (2016 diretto da James Bobin).

di Luca Ferrari

Amicizia. Destino. Coraggio. Mondi paralleli. Esseri umani o creature fatate, siamo tutti fatti di sentimenti e paure. Tutti desideriamo essere amati e stare insieme ai nostri cari, e quando qualcosa non va come dovrebbe, le reazioni non sempre sono le stesse. Basato sul romanzo Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò (di Lewis Carroll), a distanza di sei anni dal primo Burtoniano Alice in Wonderland, James Bobin dirige Alice attraverso lo specchio (2016).

Rientrata dal paese delle Meraviglie, Alice Kingsleigh (Mia Wasikowska) è da anni una coraggiosa donna di mare. Capitano del vascello Wonder, degna erede dell'amato padre passatto a miglior vita. Al suo rientro a Londra però ad attenderla, oltre a mamma Margareth (Jemma Powell) c'è una gran brutta sorpresa per mano e potere del suo ex-spasimante Hamish (Leo Bill), oggi maritato con Lady Ascot (Geraldine James).

Qualcosa però nell'altra dimensione sta accadendo. L'amico Cappellaio Matto (Johnny Depp) è in pericolo, e il Brucaliffo (la cui voce originale fu l'ultima interpretazione di Alan Rickman), è nella City alla ricerca di Alice per indicarle la strada. Al suo arrivo, gli amici di sempre: lo Stregatto, il Bianconiglio, Humpty Dumpty, Mirana la Regina Bianca (Anne Hathaway). Nel vero senso della parola, sarà una corsa contro il tempo per salvare l'amico. Esattamente, il tempo qui è una persona (Sacha Baron Cohen).

Il Cappellaio è triste perché nessuno gli crede. Sostiene che la sua famiglia sia viva quando lui stesso ha sempre detto ad Alice che era morta. Per la ragazza umana dunque si spalancano le porte di una nuova grandiosa avventura che la farà viaggiare indietro nel tempo, scoprendo così anche certe impensabili verità come la ragione del perché la Regina Rossa (Helena Bonham Carter) sia così perfida, perché abbia la testa così grossa e perché ce l'avesse tanto con il Cappellaio.

Quando la Disney fa la Disney senza mettersi a contaminare la Pixar che già possiede una struttura cine-narrativa del tutto differente, i risultati sono all'altezza per entrambe. Dopo i recenti Maleficient (2014, di Robert Stromberg) e Cenerentola (2015, di Kenneth Branagh), eccola rituffarsi nell'universo Carolliano, in attesa (magari) di uno spin off dedicato a lei e solo lei, Helena “Iracebeth” Carter.

Ricevere il testimone da Tim Burton con cui il il proprio lavoro verrà messo a confronto, non è impresa facile. James Bobin (Muppet, Muppets 2 – Ricercati, MIB23) accetta la sfida e il risultato è una storia piacevole, capace di scorrere tanto sui binari delle interpretazioni attoriali e la loro alchimia, quanto su varie sfaccettature dell'umanità (o comunque delle creature), debolezze incluse.

Rigido demiurgo, il Tempo col passare dei minuti si fa sempre più malleabile pasticcione, a tratti “HugoCabretteschi” (il cui ispettore Gustav è sempre interpretato da Coen). Ma come nel primo capitolo, a salire in cattedra è sempre lei Iracebeth, la Regina Rossa. Donna capricciosa? Si. Ma anche giovane ferita e umiliata dal popolo che avrebbe dovuto accoglierla come monarca, non lasciandole altra strada che il risentimento e la vendetta.

Già lupo “Disneyano” in Cenerentola, Johnny Depp riprende un ruolo che ben si sposa con la proria bizzarra natura. Meno mattatore ma più delicato. Tragico e giullare. Doloroso e allegro. Il suo Cappellaio vive, cade e cresce. Al suo fianco Alice è la risorsa che fa la differenza nella propria vita. Un pugno ben assestato allo stomaco della rigida e maschilista società inglese, a cominciare dal coloratissimo abito indossato al party degli Ascot.

Tutti almeno una volta avremmo voluto tornare indietro nel tempo per sistemare le cose ed evitare magari qualcosa che ci ha segnato la vita per sempre. E se invece non si potesse proprio fare? Certo, è così ma allora perché ci facciamo tentare da queste facili paludi che non portano a nulla se non a un crogiolante rimpiangersi addosso? Non sarebbe più semplice imparare da ciò che è già stato e iniziare a scrivere subito una nuova pagina del presente?

Nulla è deciso per sempre. Non esistono libri in cui il nostro futuro sia incatenato in un sentiero ordito da chissà quali poteri oscuri o superiori. Il passato si, quello è immutabile. E il tempo che passa non è per forza un nemico verso cui sfogare le frustrazioni del passato, ma potrebbe diventare un giardino dove far germogliare i sogni del domani. Lo specchio si può attraversare in qualsiasi momento. Basta decidere di voler riconoscere un Brucaliffo e sancire cosa davvero è per ciascuno di noi.

Il trailer di Alice attraverso lo specchio

Alice attraverso lo specchio - il Cappellaio (Johnny Depp)
Alice attraverso lo specchio - la Regina Rossa (Helena Bonham Carter)

venerdì 30 agosto 2013

Tracks (2013), The Camel Lady

Tracks - Robyn (Mia Wasikowska)
Tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Robyn Davidson, è sbarcato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, Tracks di John Curran.

di Luca Ferrari

Nessuna bandiera da piantare. Un vuoto interiore da comprendere. Il deserto australiano da attraversare a piedi. Non c’è il desiderio di rottura con la società di Christoper McCandless. Non c’è l’enigmatica inquietudine della "jasminetrincana" Augusta di Un giorno devi andare. Robyn (Mia Wasikowska) vuole attraversare il deserto a piedi (2.700 km). Da Alice Springs a Uluru, fino all’Oceano Indiano. È stufa della negatività auto-compiaciuta della propria generazione. 

Qualunque cosa tu stia cercando, trovala e torna a casa, le dice affettuosa l’amica. A dispetto di qualche imprevisto (un proprietario scorretto), riesce comunque ad avere la materia prima, ossia i cammelli. Quello che ancora le manca sono i soldi per le provviste.

In suo soccorso arriva un fotografo del National Geographic, Rick Smolan (Adam Driver), che interessato al suo viaggio, ne parla al giornale facendo sì che la ragazza abbia quanto le serva, in cambio di qualche sessione di scatti on the road. Sebbene poco incline, alla fine accetta e ha inizio il suo lungo cammino. Oltre a lei e i quadrupedi, il suo amato cane Diggity.

Il viaggio è lungo e ci sono zone dove una donna non può entrare se non accompagnata da un anziano. A dispetto del comportamento scorretto del fotografo che non visto, raccoglie materiale durante una cerimonia sacra, il buon aborigeno Mister Eddy (Rolley Mintuma) le evita un copioso allungo di tragitto, e si unisce alla ragazza.

Mi piace pensare che una persona qualunque possa fare qualsiasi cosa, dice sincera la giovane. Robyn non sorride spesso. Quasi mai. Taccia di falso giornalismo Rick quando le chiede di sorridere per i suoi scatti. Avanza. Sotto il sole. Senza lasciare filosofie al prossimo. Senza inzuppare un diario di facili espressioni.

Tracks va vis(su)to sul grande schermo. Il problema è uscire. Il problema è quando si arriva all’oceano. I viaggi coi cammelli non finiscono né iniziano. Semplicemente cambiano forma, disse l’autrice.

C’è un viaggio che aspetta ciascuno di noi. C’è un viaggio dove ogni piccola sofferenza deve trovare la propria casella. C’è un viaggio solitario che solo in pochi fortunati avranno la fortuna d’intraprendere. Qualcuno si fermerà sicuramente prima. Qualcuno non incontrerà nessuno da ricordare. Qualcuno arriverà fino alla fine e ne ricomincerà un altro. Qualcuno verrà risucchiato nell’essere stanziale del mondo. Il viaggio di Robyn Davidson è stato il suo.

 Guarda il trailer di Tracks

Tracks - Robyn (Mia Wasikowska)