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Visualizzazione post con etichetta Peppone. Mostra tutti i post
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lunedì 13 gennaio 2020

Peppone non voterebbe mai Lega

Il compagno Don Camillo - il sindaco Peppone (Gino Cervi)
Senatore Salvini, se ne faccia una ragione e ci risparmi la sua propaganda, Peppone non avrebbe mai votato né voterebbe mai Lega. Si metta comodo, ora le spiego perché.

di Luca Ferrari

Peppone votare Lega? Peggio di una bestemmia, o meglio una calunnia. Una bugia bella e buona. Ad alzare l'ennesimo (voluto) social-media-polverone, il senatore Matteo Salvini che a zonzo per l'Emilia Romagna in vista delle imminenti elezioni regionali, ha ben pensato di fermarsi a Brescello e così farsi immortalare a fianco della statua bronzea di Peppone postandola poi sui social con le parole: "Scommetto che Peppone oggi voterebbe Lega!." Gent.mo Matteo Salvini, mi consenta di spiegarle che lei ha clamorosamente torto e se avesse visto i film, forse lo avrebbe capito da solo, cosa che sono sicuro ha fatto perché stupido non è. Quindi?

Gli episodi in cui Peppone le dimostrerebbe coi fatti (e non con le parole né coi post) che mai sarebbe arrivato a (s)vendersi al partito che lei rappresenta, sono innumerevoli ma ce n'è uno in particolare che sembra proprio fatto per smentirla clamorosamente. Le faccio allora un piccolo ripasso con il film Il compagno Don Camillo (1965, di Lugi Comencini), l'ultimo purtroppo con i grandiosi protagonisti dei romanzi ideati dalla penna di Giovannino Guareschi.

Anni Sessanta. Il piccolo comune reggiano di Brescello guidato da anni dalla giunta "rossa" di Giuseppe Bottazzi detto Peppone (Gino Cervi) è in procinto di gemellarsi con una cittadina dell'Unione Sovietica. La sola idea che ciò avvenga per l'altra faccia del paese, Don Camillo (Fernandel), è puro orrore. Cosa fare? Riuscito nel tentativo di far indire un referendum, come vincere se la gran parte dei cittadini vota comunista? Il caso vuole che alla sua porta si presentino un uomo e una donna: Sonia (Rosemarie Lindt) e Sasha (Mirko Valentin). Dicono di essere in visita in Italia come esperti agricoli. Lasciato il gruppo internazionale di cui fanno parte, vogliono chiedere asilo politico tradendo la madrepatria Russia.

Un colpo anti-URSS così Don Camillo non se lo lascia sfuggire e promettendogli vitto, alloggio e silenzio, li manda in giro dai contadini del posto dove i due raccontano di tutte le angherie subite in Unione Sovietica (unghie strappate e pipistrello da mangiare, incluso). La bomba mediatica ha il suo effetto sulla coscienza della gente ed eccoli che al momento di votare il Sì o il No per il gemellaggio, il consenso precipita a zero. Alla fine però Peppone riesce a scoprire cosa si nasconde dietro il rifiuto, e senza perdere tempo si precipita come un treno dal parroco del paese, pretendendo in qualità di Pubblico Ufficiale, che "gli vengano consegnati" i due fuggiaschi.

Don Camillo è alle strette ed è costretto a cedere. O almeno così fa credere al rivale. Ma non è l'unico. Quello che il Compagno intende fare non sempre va a braccetto con ciò che l'uomo sente nel proprio cuore. Ed eccolo il buon Peppone fare dietrofront e proporre un piano per garantire la libertà ai due "rinnegati sovietici." Ha capito senatore Salvini? Peppone va contro il suo stesso Partito pur di proteggere due persone. Peppone va contro i suoi stessi interessi. Peppone va contro la sua stessa fede (politica) per un valore supremo: l'umanità. Lei invece, il suo partito e il suo ex-governo, quando avete fatto soffrire oltre modo persone in mare per quale altrettanto nobile valore lo avete fatto? No, sig. Matteo Salvini, Peppone non avrebbe mai votato né voterebbe mai Lega.

Il ritorno di Don Camillo - I due fuggiaschi russi

Il compagno Don Camillo - un arrabbiato Don Camillo (Fernanded)
Il compagno Don Camillo - Don Camillo (Fernanded) a colloquio col Cristo,
e a fianco i due "russi" Sonia (Rosemarie Lindt) e Sasha (Mirko Valentin)
Il compagno Don Camillo - Don Camillo (Fernanded), Sonia (Rosemarie Lindt) e Sasha (Mirko Valentin)
Il compagno Don Camillo - Don Camillo (Fernanded) e Peppone (Gino Cervi)
Il compagno Don Camillo - Peppone (Gino Cervi) fa ritorno da Don Camillo (Fernandel)
per far fuggire i
 due "russi" Sonia (Rosemarie Lindt) e Sasha (Mirko Valentin)
Il compagno Don Camillo - Peppone (Gino Cervi) fa ritorno da Don Camillo (Fernanded)
per far fuggire i
 due "russi" Sonia (Rosemarie Lindt) e Sasha (Mirko Valentin)

domenica 26 marzo 2017

Peppone, cuore di padre e compagno

Don Camillo - Peppone (Gino Cervi) con neonato Libero Camillo Antonio... Camillo!
Compagni, un compagno di più, ah ah! dice orgoglioso il sindaco rosso Peppone (Gino Cervi) dalla propria abitazione dopo la nascita dell'ultimo figliolo. Don Camillo (1952, di Julien Duvivier).

venerdì 17 giugno 2016

I mental coach Don Camillo e Peppone

Don Camillo - l'allenatore Peppone (Gino Cervi) prepara i suoi ragazzi
Non c'è partita di calcio che tenga. Che si tratti di un impegno della Nazionale o una sfida di Champions League, per motivare i giocatori a dovere ci sono solo Peppone e Don Camillo.

di Luca Ferrari

Tattica pre-partita? Ma per carità! Lavoro psicologico sulle proprie capacità? Lo facciano pure gli altri! Letture appropriate e illuminanti come "L'arte della guerra"? Ma dove siamo, in trincea?!? Andiamo, andiamo. Qui ci vuole decisione e fermezza. Niente giri di parole. Pelo sullo stomaco e un innato desiderio politically scorrect di fare a pezzi il proprio avversario. Qui ci vogliono due autentici motivatori. Due personaggi che si mangerebbero a colazione i tanti fallaci mental coach del terzo millennio. Si, proprio loro. Gli unici e soli Peppone Don Camillo.

Il calcio sul grande schermo non ha mai davvero lasciato il segno come altre discipline sportive. Salvo qualche rara eccezione come il recente e bellissimo Il maledetto United (2009, di Tom Hooper) e lo storico Fuga per la vittoria (1981, di John Huston), la maggioranza delle pellicole realizzate sono piuttosto modeste. Nel Bel paese al contrario ancora impazziscono per commedie come L'allenatore nel pallone con protagonista Lino Banfi o peggio le miserevoli partite tra scapoli e ammogliati nelle vicende del ragioniere Ugo Fantozzi (Paolo Villaggio).

Quando la sfera rotola nel gps di cineluk invece, uno dei primi nomi a balzare alla mente è la brillante commedia anglo-hindu Bend it like Beckham (2002, di Gurinder Chadha). Le fondamenta però sono di tutt'altro spessore e soprattutto epoca. Se si parla di calcio sul grande schermo ho in mente solo due  uomini e un unico grande film, Don Camillo (1952, di Julien Duvivier), liberamente ispirato ai personaggi creati da Giovannino Guareschi. Il primo di cinque film (più un sesto mai ultimato causa scomparsa di uno dei protagonisti) che li consacrerà nel mito della settima arte italiana ed estera.

Giugno 1946. Nell'estate del Dopoguerra italiano il piccolo paese agricolo di Brescello (Re), nella Bassa emiliana, vede due fronti politici contrapposti. Da una parte c'è il sindaco comunista Giuseppe Bottazzi (Gino Cervi) detto Peppone che ha la maggioranza della popolazione dalla sua parte. Sponda opposta, il prete reazionario Don Camillo (Fernandel), un uomo di Chiesa che non si tira indietro se c'è da menare le mani.

Don Camillo e Peppone se le danno senza colpo ferire. Sono però amici, ma questo non deve essere troppo sbandierato né condiviso (alla faccia dei futuri social network, ndr). Hanno conosciuto insieme l'amarezza della guerra e anche se ognuno è esponente di una specifica ideologia, entrambi alla fine danno ascolto alla propria coscienza, ed è questo a renderli due esseri umani prima ancora che un uomo politico e un ministro clericale.

Così, mentre in città fervono i preparativi per la costruzione della “rossa” Casa del Popolo e la “bianca” Città Giardino, il parroco ha la bella idea di voler inaugurare subito il campo da calcio con una partita tra Diavoli e Angeli. Dopo aver fatto visita all'arbitro l'uno all'insaputa dell'altro, entrambi gli allenatori sono certi di poter vincere. La partita farà il suo corso ma ciò che davvero importa in questa sede sono gli attimi prima dell'inizio della sfida. Un momento di “placide espressioni” dei due mental coach Don Camillo e Peppone da prendere a imperituro modello.

Peppone è paonazzo di rabbia. Sembra un vulcano sul punto di esplodere. Il suo giocatore di punta, Mariolino della Bruciata (Franco Interlenghi), è in ritardo. Quando finalmente arriva, viene letteralmente scaraventato in riga dall'energico sindaco oggi in veste di allenatore. Le sue parole incarnano al meglio il filo tagliente di una falce e il fuoco impetuoso battuto dal martello. Don Camillo al contrario è più pacato. Non strilla ma il suo messaggio arriva comunque forte e chiaro, tale da intimidire (non poco) i propri giocatori.

Finalmente le porte degli spogliatoi si aprono. I giocatori escono. Inizia la partita.


Don Camillo - L'arringa motivazionale di Peppone

Don Camillo - Peppone (Gino Cervi) in veste di mental coach prima della partita
Don Camillo - Peppone (Gino Cervi) è un vulcano. Tagliente come la falce, pesante come il martello
Don Camillo - il parroco  (Fernandel) sprona "gentilmente" la sua squadra...
Don Camillo - il parroco  (Fernandel) li avvisa che in caso di sconfitta...
Don Camillo - il parroco  (Fernandel) è stato chiaro!