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Visualizzazione post con etichetta In the Land of Blood and Honey. Mostra tutti i post
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lunedì 8 marzo 2021

Storie di donne violentate dalla guerra

Nella terra del sangue e del miele - la giovane Ajla (Zana Marjanovic)
Viaggio nella violenza disumana degli stupri di guerra. Oggi, 8 marzo festa delle donne, ho guardato con disperazione Nella terra del sangue e del miele (2011, di Angelina Jolie).

di Luca Ferrari

"Tu fotti?". È questa l'atroce domanda che un soldato serbo rivolge a una donna musulmana appena arrivata nel campo di prigionia, dove aver visto uccidere tutti i maschi del proprio condominio a Sarajevo. Passano pochi secondi e la donna viene violentata nel gelo davanti a tutte le altre prigioniere e il resto della milizia. Per la prima volta dietro la telecamera in un lungometraggio, Angelina Jolie non usa mezze misure e ci scaraventa subito nell'incubo degli stupri della Guerra dell'ex-Jugoslavia Nella terra del sangue e del miele (In the Land of Blood and Honey, 2011).

Ajla Ekmecic (Zana Marjanovic) è una giovane donna bosgnacca (musulmana di Bosnia), col sogno di diventare una pittrice. Un suo dipinto raffigurante la sorella Lejla (Vanessa Glodjo) è esposto nella galleria municipale di Sarajevo. Saltuariamente si prende cura del suo piccolo nipotino, non stasera. Ha un appuntamento con un giovane ufficiale di polizia, Danijel Vukojevic (Goran Kostic). Si incontrano in un locale. Ballano. Si guardano intensamente negli occhi. Lei è di origine musulmana, lui serbo. Sono entrambi bosniaci. Sono entrambi jugoslavi. In un attimo tutto questo viene spazzato via. Una bomba distrugge il locale. Loro sopravvivono, la loro terra (Nazione) no.

Nella sporca e ignorata guerra dei Balcani le milizie serbe (in particolare) non si limitarono a uccidere e a cercare di sterminare i bosgnacchi (dicasi genocidio), ma praticarono in modo sistematico lo stupro come forma di annientamento. Nel macello quotidiano in uno dei tanti campi detentivi ci finisce anche Ajla, scoprendo che a dirigerlo, è proprio Danjiel Vukojevic. Il suo Daniel. Quell'uomo così gentile e appassionato con lei, adesso d'improvviso è diventato il suo carnefice, o almeno così sembra. Daniel non ha dimenticato i suoi sentimenti e fa l'impossibile per salvarla dalla violenza cui sono soggette in modo brutale le sue compagne di (spietata) sventura.

Il giovane Vukojevic è un uomo conteso tra la lealtà verso l'amata Serbia di cui l'ingombrante padre è il generale Nebojsa Vukojevic (Rade Šerbedžija, il russo Boris Lametta di The Snatch), e l'amore per una donna la cui stessa esistenza è l'antitesi del proprio credo. Anche dopo essere stato trasferito al fronte, trova il modo per riavvicinarsi a lei, sfruttando le sue doti pittoriche. Le chiacchiere però girano anche in mezzo ai cadaveri, e quando la notizia giunge alle orecchie di Vukojevic senior, la reazione sarà oltre modo vendicativa. Dovere e sentimenti si scontreranno, e l'esito non sarà diverso da ciò che è accaduto in questa terra così martoriata. 

Dieci anni e non sentirli. Dieci anni fa usciva sul grande schermo Nella terra del sangue e del miele, primo lungometraggio diretto dalla Premio Oscar, Angelina Jolie, e "misteriosamente" mai arrivato sui cinema italiani per mancanza di distributori. Oggi 8 marzo 2021 si celebra la Festa delle Donne ma c'è davvero poco di che essere felici. Avrei voluto scrivere qualcosa di più allegro. Avrei voluto imprimere sulle pagine di cineluk - il cinema come non lo avete mai letto una storia di intraprendenza femminile, come Miss Potter (2006, di Chris Noonan con Renèe Zellweger), invece ho scelto il dolore. Quello più efferato. Il dolore ancora troppo poco riconosciuto. Il dolore che si vuole nascondere per far finta che non ci sia un problema.

Si soffre, e molto, Nella terra del sangue e del miele (2011, di Angelina Jolie). Pochi preamboli. Angelina Jolie (Tomb Raider, The Tourist, Maleficent) ci scaraventa nell'inferno della violenza più laida e vigliacca. Mostra la guerra dei Balcani per quello che è stata: una mattanza cieca e indistinta. Nello sguardo e le azioni del personaggio interpretato da Goran Kostic, l'indimenticabile guardia del corpo psicopatica della Volpe nell'intenso The Hunting Party (2007, di Richard Shepard), film presentato a Venezia e incentrato (anche) sulla ricerca dei criminali della guerra balcanica, c'è l'ansia e l'angoscia per qualcosa di orribile che possa succedere ad Ajla. "Perché non sei nata serba", dice Danjiel, a metà tra l'amore e il dovere "etnico".

Nell'era del covid la violenza domestica non si è fermata. Le donne ancora oggi tacciono sulle violenze, impotenti dinnanzi a un Sistema e una Società che fa ancora troppo poco. All'inizio degli anni Novanta il sogno del multiculturalismo slavo fu stuprato dall'orrore dei campi di sterminio, con l'aggravante di abominevoli violenze sulle donne. Ho iniziato a guardare Nella terra del sangue e del miele (2011, di Angelina Jolie), disponibile su Amazon Prime Video, con l'angoscia di chi si stava coscientemente inoltrando in un incubo di cui, temo, continuerò a rivedere le immagini nella mente. Quelle donne invece furono strappate alle loro vite, private dell'amore dei loro mariti e dei loro figli. Quelle donne furono uccise due volte. Condannate, chi sopravvisse, a vivere una vita nel tormento eterno della violenza più agghiacciante.

Il trailer di Nella terra del sangue e del miele 

Nella terra del sangue e del miele - donna vittima di stupro
Nella terra del sangue e del miele - Danjiel Vukojievic (Goran Kostic)
e il Generale Nebojsa Vukojevic (Rade Serbedzija)
Nella terra del sangue e del miele - campi di concentramento

venerdì 22 giugno 2012

La Bosnia stuprata di Angelina Jolie non interessa al cinema italiano

In the Land of Blood and Honey - Ajla (Zana Marjanović)
Balcani massacrati e subito dimenticati. La premio oscar Angelina Jolie ci riporta nella Bosnia con la sua prima regia Nella terra del sangue e del miele.

di Luca Ferrari

L’Europa è capace di interessarsi alla presunta mattanza di cani avvenuta in Ucraina in occasione degli Europei 2012 di calcio, e con altrettanta facilità dimenticare che nel suo ventre più multietnico esiste ancora una terra flagellata dalle mine antiuomo. Una disattenzione cronica. Una linea e una volontà precisa. 

Un velo (veto?) posto sopra l’ex-Jugoslavia. E nell’Italia vicina di casa l'attenzione è poca. Ulteriore dimostrazione, la prova d’italiano per i maturandi dell’anno 2012. Il cui tema storico ha avuto a che fare per l’ennesima volta con lo sterminio ebraico. Dall’anno dello scoppio delle ostilità oltre confine, mai la guerra balcanica è arrivato sui banchi di scuola.

Sarebbe interessante scoprire quanti dei giovani che hanno scelto la tematica dell’Olocausto siano al corrente che vent’anni fa esatti, per la precisione il 5 aprile 1992, iniziava il più lungo assedio nella storia bellica moderna, ossia quello di Sarajevo, tragedia che si sarebbe conclusa quasi quattro anni dopo, il 29 febbraio 1996.

Qualche mese fa è uscito un nuovo film. Nella terra del sangue e del miele (In the Land of Blood and Honey, 2011) dietro la cui macchina da presa c'è l'attrice premio Oscar, Angelina Jolie, da anni ambasciatrice dell’UNHCR, il programma dei rifugiati delle Nazioni Unite, qui al suo debutto alla regia. 

Calcolando che una porcheria inguardabile come The Tourist (con protagonista proprio la Jolie) ha avuto pagine su pagine sulla stampa e proiezioni in tutte le sale possibili e immaginabili, è strano che con un nome così altisonante sia stato ignorato del tutto dalle case di distribuzione italiane, non trovando al momento ancora nessuno interessato.

Il legame cinematografico del Belpaese con gli Stati Uniti è evidente sotto molto aspetti, e nonostante la pellicola abbia ricevuto buone critiche dal New York Times, l’Hollywood Reporter e il Los Angeles Times, tutto questo non è bastato a far emergere un concreto interesse.

In the Land of Blood and Honey, ambientato durante la guerra dei Balcani (1991-95), racconta della storia d’amore tra Ajla (Zana Marjanović), bosgnacca (musulmana bosniaca) tenuta prigioniera in un campo di concentramento, e Danijel (Goran Kostić), soldato serbo, il cui padre è un generale dell’esercito che rapisce un gruppo di donne per usarle come schiave sessuali, cose accadute per davvero durante la guerra. 

La domanda sorge spontanea: perché tutto questo silenzio? Com’è possibile che una donna (Angelina Jolie) il cui anche minimo gusto viene sbattuto in prima pagina su giornali cartacei e online, giri invece un film e abbia così tante difficoltà a trovare una distribuzione? Quale nervo scoperto tocca?

Sarajevo e i Balcani sono una pagina di sanguinosa storia che l’Europa ha voluto chiudere molto in fretta. La popolazione slava viene ancora etichettata come “zingara”, ma non nel romantico senso gitano bensì con accento spregiativo. 

E ci sono ancora tante vittime di quel conflitto che convivono ogni giorno con le cicatrici peggiori, alla stregua di quelle dello sterminio ebraico. “Love can change what we want; War can change who we are” viene scritto nel trailer in inglese. Ovviamente in italiano ancora non è disponibile. “L’amore può cambiare ciò che vogliano; la Guerra può cambiare chi siamo”.

Curiosità. Nella colonna sonora del film dove spicca il compositore libanese Gabriel Yared, autore di moltissime colonne sonore fra cui Il Paziente Inglese (1996), c’è anche spazio per la delicata Miss Sarajevo, il celebre brano realizzato dal compositore e produttore discografico Bran Eno insieme alla rock band irlandese U2 e con la partecipazione del tenore Luciano Pavarotti, scritta proprio per protestare contro l’immobilità della Comunità Internazionale dinnanzi alle atrocità degli scontri con la popolazione letteralmente abbandonata. Un trend questo che è continuato anche dopo.

...la Terra ha tremato, ma quella volta il sottosuolo non c’entrava per niente…era solo la risposta di assassini a un giorno quotidiano passato alla Storia come l’inizio di una delle tante fini

In the Land of Blood and Honey (2011, di Angelina Jolie)
In the Land of Blood and Honey (2011) - la regista Angelina Jolie
In the Land of Blood and Honey - Danijel (Goran Kostić) e Ajla (Zana Marjanović)
In the Land of Blood and Honey - Ajla (Zana Marjanović
In the Land of Blood and Honey - Ajla (Zana Marjanović) e Danijel (Goran Kostić)