Bufera in Paradiso - Il bacio appassionato tra Sarah (Mädchen Amick) e Bill (Nicolas Cage)
Vorrei un mondo dove esistessero strade aperte e seconde possibilità per tutti. Vorrei che il mondo assomigliasse di più a Bufera in Paradiso (1994, di George Gallo).
Una piccola comunità derubata da tre lestofanti. Una piccola comunità non perde la fede nelle "persone." Una piccola comunità accoglie tre forestieri anche se gli indizi sembrerebbero portare a loro. Una piccola comunità di onesti lavoratori, quelli che pagano le tasse rischiando di essere sbranati da Fisco e Multinazionali, lavorano ogni giorno per tenere vivo quel sogno e speranza americana (umana) di vivere e crescere i propri figli in un posto e tra la gente che amano. Un mondo dove è ancora possibile cambiare. Un mondo dove una gentilezza viene prima del dubbio. Un mondo dove le strade sono ancora aperte. Questo è il mondo di Bufera in Paradiso (1994, di George Gallo) e vorrei che "sta roba qui fuori" gli assomigliasse un po' di più.
Dave (Jon Lovitz) e Alvin Firpo (Dana Carvey) sono due incalliti ladruncoli newyorchesi, bugiardo il primo e cleptomane il secondo. Riottenuta la libertà con le classiche promesse di filare dritti, vengono affidati al fratello maggiore Dave (Nicolas Cage), ladro redento e oggi manager di un ristorante in città. Una lettera di un compagno galeotto, Vic Mazzucci (Vic Manni), che brama di rivedere sua figlia, spingono i tre a partire per la Pennsylvania in fretta e furia (...) per consegnare il prezioso messaggio. A dispetto dei dubbi di Dave, perfino mamma Edna (Florence Stanley) sembra trovarla una buona idea.
Arrivati così nella graziosa cittadina di Paradise, i fratelli Firpo fanno la conoscenza di Sarah Collins (Mädchen Amick), impiegata nella banca cittadina che i tre scoprono essere una facile preda, coi sistemi di allarme disattivati e soprattutto un sostanzioso gruzzolo appena depositato. Un'occasione davvero ghiotta e irripetibile, perfino per il retto Dave. Comprati i passamontagna, la combriccola mette subito in atto il piano, grattando tutto il contante non senza qualche "provinciale" complicazione. Tutto filato liscio? Non esattamente. Nel tentativo di fuggire col malloppo, hanno un incidente. Il paese però non è diffidente ed ecco che a dargli un passaggio e portarli al caldo è proprio il nipote del direttore della banca, Clifford Anderson (Donald Moffat), appena rapinato.
Le autorità intanto si mettono in moto. A supporto dello sceriffo locale Burnell (Sean McCann), e alcuni pseudo-aiutanti come il ruvido e imbranato Ed Dawson (John Ahston), viene mandato sul campo l'agente federale Shaddus Peyser (Richard Jenkins). Ora dopo ora intanto, i Firpo entrano sempre più in contatto con l'accogliente comunità di Paradise. Come se non fosse già abbastanza la calda accoglienza ricevuta dagli Anderson, con tanto di regali e condivisione della cena della vigilia, prima Bill si vede regalare i soldi mancanti per prendere l'autobus per tornare a casa (col malloppo) dall'impiegata stessa della biglietteria, poi Alvin viene coraggiosamente salvato per mezzo di una catena umana mentre rischia di annegare (e morire) nelle gelide acque del fiume che attraversa la città.
Il cerchio si stringe attorno ai Firpo e complice anche l'arrivo di papà Collins, le cose sembrano mettersi davvero male per tutti. La comunità di Paradise però è forte e unita, e al momento opportuno sa bene per chi e cosa schierarsi. "Venite qui" dice un esaurito Peyser ai Firpo, "Non so cosa sia successo in questa città ed è ovvio che qui nessuno me lo dirà ma ho il sospetto che vi stiano dando la più grossa opportunità della vostra vita. Non la sprecate." Le occasioni capitano nella vita ma bisogna anche saperle cogliere. Sarà così anche per i Firpo, o per lo meno per qualcuno di loro?
Riavvolgiamo il nastro e torniamo a quando la storia era ancora in fase di sviluppo. Bill, Dave e Alvin sono a cena dagli Anderson. Nel corso delle conversazioni a tavola, cercano di minimizzare l'accaduto. Non è di questo avviso il padrone di casa che con pacata gentilezza spiega loro che "Questa rapina molto probabilmente porterà al fallimento della nostra piccola banca" ammette sospirando, "Sono anni ormai che la grandi banche di città minacciano di venire qui ad assorbirci e ora dopo questa faccenda arriverà un controllo del Deposito Federale. Faranno delle indagini e scopriranno che concedo prestiti alla gente solo con una stretta di mano senza alcuna garanzia collaterale e questo inevitabilmente segnerà la fine di tutto."
Bill allora, cercando di alleviarsi il peso della coscienza, chiede il percome ci fosse tutto quel contante in cassa. La risposta arriva subito ed è ancora più dolorosa. "Bene, questa è la parte peggiore della storia" ammette con le lacrime agli occhi insieme alla moglie "Mi ero dato da fare per persuadere tutti in città ad aprire un conto natalizio. Sapete, niente d'importante ma alla fine dell'anno tutti avevano qualche dollaro da parte. Potevano contarci. Ci dava a tutti una piccola sicurezza e un pizzico di orgoglio in più. Le strade erano piene di allegria". Non quest'anno, replica il nipote. No, non quest'anno.
Come sono andate le cose a Paradise, lo sappiamo bene (e chi non lo sapesse, recuperi subito Bufera in Paradiso e se lo guardi). Ma il Paradiso è davvero qualcosa di irraggiungibile nella vita terrena o è solo nei sogni di qualche benpensante con gli occhi foderati di cuoricini? La risposta è soggettiva e spetta a ciascuno di noi. Certo mi chiedo cosa succederebbe se ognuno (tutti) iniziasse a deporre le armi (fisiche e mentali) per costruire qualcosa di migliore per sé e in parte anche gli altri? Tutto il male alla fine non ha mai portato a nulla e non ha arricchito nessuno. La grande umanità unita potrebbe cambiare il proprio corso con un semplice gesto di autentica unione.
Agli sgoccioli del 2020 viviamo ancora in un mondo lacerato da egoismi e disparità sempre più tragiche e marcate. Ho sempre amato la fiaba di George Gallo, Bufera in Paradiso (1994), e a più di 25 anni dalla sua uscita mi ritrovo a desiderare fortemente di essere parte di quel mondo. Una dimensione dove a dominare è l'altruismo più sincero capace di far emergere in modo naturale il cambiamento al momento giusto della propria vita. Bufera in Paradiso (1994, di George Gallo) è quel nuovo inizio che tutti ci portiamo nel cuore ma che in pochi abbiamo l'ardire (e la possibilità) di seguire (cominciare). Quel tempo adesso è arrivato per tutti. I know I'm just a dreamer but I'm not the only one, vero John?
Bufera in Paradiso, clip
Bufera in Paradiso - ha inizio la rapina in banca
Bufera in Paradiso - il rapinatore Bill Firpo (Nicolas Cage) e Mrs Anderson (Angela Paton)
Bufera in Paradiso - la famiglia Anderson durante la cena della vigilia di natale
Bufera in Paradiso - il direttore della banca di Paradise, Clifford Anderson (Donald Moffat)
Bufera in Paradiso - l'altruismo dei cittadini di Paradise
Bufera in Paradiso - i fratelli Firpo, Dave (John Lovitz) e Alvin (Dana Carvey)
Bufera in Paradiso - i rapinatori si disfano del malloppo
Bufera in Paradiso - la generosità dei cittadini di Paradise
Bufera in Paradiso - i fratelli di Firpo: Bill (Nicolas Cage), Dave (John Lovitz) e Alvin (Dana Carvey)
Bufera in Paradiso - l'Agente dell'FBI, Shaddus Peyser (Richard Jenkins)
Bufera in Paradiso - la dolce Sarah Collins (Mädchen Amick)
Non siamo certo i puri, eppure sarebbe spaventoso pensare che il nostro unico pensiero avesse già depositato nel nulla la morte di ogni comunicato natale/… Non siamo certo i puri, però mi sorprende come una persona possa sobbarcare il fato di una simile effige salvo poi menomarlo con la propria martellante esistenza, trascurando quell'angolo di terra dove i sogni non possono che essere equiparati a desideri… e allora avanti Laura Sogos, continua tu la storia.
“Quando due fatti separati vengono a coincidere durante lo svolgimento di una stessa indagine, bisogna sempre prestare la massima attenzione. Nel corso di un’indagine così intricata, la via più breve fra due punti non è necessariamente una linea retta”. È ancora una volta la lucidità dell'agente Dale Cooper (Kyle MacLachlan) che, come il filo di Arianna nel labirinto del Minotauro, aiuta a non smarrirsi. A cercare di venire a capo delle indagini per l'ancor irrisolto assassinio di Laura Palmer.
Nella quarta puntata della serie, L’uomo con un solo braccio, si va sempre più delineandosi un forte e inquietante parallelismo tra quella che è la mente del killer della ragazza e il tessuto sociale della cittadina: entrambi sono perversi. Non esiste aggettivo che meglio descriva tutti i complessi e corrotti rapporti che animano questo luogo. Ci si ritrova così su di un terreno accidentato, che costringe chi lo pratica ad avere una coscienza di sé forte per non perdere l'equilibrio e ritrovarsi tragicamente coinvolti in questo marasma di vizio latente.
Dominano gli interni, ma l'apertura è tutto un richiamo ad Amityville Horror (1979, di Stuart Rosen). Come non notare che la casa dei Palmer ha la stessa facciata di quella dei Lutz? Inquietante non tanto perché è stato uno dei primi film horror, ma perché tratto da una storia vera. Una casa posseduta che porta gli abitanti alla follia omicida. Visioni e sogni sono molto più utili di ogni concretezza logica a Twin Peaks, soprattutto quando si confermano l'uno l'altro.
In casa Palmer il vice-sceriffo Andy Brennan (Harry Goaz) schizza il ritratto di quell'uomo che aveva terrorizzato Sara e, ovviamente è Bob, lo stesso personaggio che l'agente Cooper ha sognato. In più la madre della povera Laura rivela come abbia anche visto una mano con un guanto sottrarre il mezzo ciondolo a forma di cuore che Dana e James avevano prontamente nascosto dopo la morte dell’amica. O almeno così credevano.
Ma chi ha preso il ciondolo e perché?
In questo nuovo viaggio Linchano tutte le scene apportano un contributo significativo alla risoluzione del caso e non solo. Aprono anche prospettive sugli sviluppi delle vicende tra i personaggi di questa tumultuosa tragedia. Si viene così a sapere durante l'interrogatorio del dottor Jacobi, che Laura gli aveva spesso parlato di un uomo con una Corvette rossa, la macchina di Leo Johnson, che si ritrova poco più avanti nell'episodio in mezzo al bosco. In un insolito rendez-vous tra Leo stesso e Benjamin Horne.
Cos’hanno in comune questi due personaggi a parte essere loschi, ingannatori e bugiardi cronici? Sono legati da affari e soldi per causare catastrofi come l'incendio della segheria, così tanto agognato anche dalla perfida Catherine Martell, e che mettano a tacere persone scomode, come Bernard Renault, che si intravede in un sacco ai piedi di un albero.
In questa puntata c’è una spaccatura profonda tra uomini e donne. Siano essi cattivi e le mogli, figlie, amanti buone, o viceversa. Un canyon d'incomprensione pare dividerli, sempre e comunque. “Nel grande disegno le donne sono state dipinte con pennelli diversi” dice sempre l'agente Cooper. Esemplari le parole di Norma (Peggy Lipton) a Shelly, “4 maschi in due e non sappiamo che farcene”, o la stessa Shelly (Mädchen Amick) “ho conosciuto un uomo di troppo e l'ho sposato!”.
Una telefonata dal Quartier Generale dell'FBI va confermando dettagli dell'autopsia di Laura: i segni sulla spalla della ragazza sono beccate d'uccello, e quel pezzo di plastica nello stomaco con sopra una J, altro non è che un pezzo di fish del One Eyed Jacks. Si allarga così l'orizzonte delle indagini e si arriva a un altro luogo. Un altro albergo, o per meglio dire un Motel, il Timber Falls, proprio fuori Twin Peaks, dove si trova l'uomo con un braccio solo: nuovo, eppure già visto personaggio di questo dramma. Si è visto nei corridoi dell'ospedale subito dopo la tragedia.
La polizia lo stava assiduamente cercando, ma una volta scovato nella stanza 101 del Timebr Falls, non pare essere quello che si poteva pensare che fosse; il signor Gerard altri non è che un rappresentante di scarpe che ha perso un braccio in un tragico incidente automobilistico. Ma è anche il miglior amico del dottor Lydeker, il veterinario che ha curato tale Ualdo, una gracula religiosa di proprietà di Jaques Renault (Walter Olkewicz). Che i segni sulla spalla della povera Laura siano proprio di Ualdo?
Appostata fuori dal motel c'è anche Josie (Joan Chen), armata di macchina fotografica che cerca di documentare la perversa e pericolosa liaison tra Benjamin e Catherine. Altra donna misteriosa la vedova Packard, che pare avere un passato molto più nascosto e controverso di quello che si possa vedere. La pedina del domino che la lega al marito galeotto di Norma, Hank Jennings (Chris Mulkey), che vorrà mai dire? E quella minaccia poi? A cosa si riferirà mai?
Rimangono poi i giovani liceali di Twin Peaks che sembrano non voler lasciare l'investigazione in mano agli esperti della polizia e dell'FBI. La scaltra Audrey s’ingrazia la fiducia del padre, concordando un lavoro part-time al reparto profumeria dei grandi magazzini di sua proprietà, luogo anch'esso che ha qualcosa da nascondere, o almeno sempre pare, visto che proprio in questo reparto lavoravano sia Laura che Ronette. Anche Dana offre il suo supporto alla giovane Horne, mentre il suo fidanzato, James, pare farsi distrarre dalla cugina di Laura, Maddy, che già si era vista alle esequie e che sicuro tornerà come parte attiva della vicenda.
Un altra notte cala su Twin Peaks. Il vento scuote i pini del bosco. Un doppio 3 sulla pedina del domino. Si brancola nel mistero.
I segreti di Twin Peaks, L’uomo con un braccio solo - il mezzo cuore di Laura Palmer
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