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Visualizzazione post con etichetta Space Jam. Mostra tutti i post
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venerdì 30 giugno 2017

Il basket di Chi non salta bianco è... "anche" al Lido

Chi non salta bianco è - il cestista bianco Billy Hoyle (Woody Harrelson)
Brillante commedia anni '90 ambientata sui campi da basket, già mi pregusto le sfide di Chi non salta bianco è (di Ron Shelton) nel Torneo dei Sestieri al Lido di Venezia.

di Luca Ferrari

Sport, cinema e realtà. La vita ispira, la telecamera riprende e il presente mescola l'insieme. Nello stesso anno in cui il mitico Dream Team americano incantò il mondo alle Olimpiadi di Barcellona, uscì Chi non salta bianco è (1992, di Ron Shelton). Tralasciando il consueto abominio italiano sul titolo (molto meglio e più esplicativo l'originale White Men Can't Jump), il film seppe mescolare con garbo amicizia, pregiudizi, azioni spettacolari, leggerezza e maturità. Il film ideale prima di scendere in campo al Torneo dei Sestieri, l'evento cestistico più celebre di Venezia che ha sede ogni anno nell'isola del Lido.

Sui campetti di basket a Venice Beach California il talentuoso Sidney Deane (Wesley Snipes) arrotonda lo stipendio sfidando (e truffando) tutti i malcapitati che incrocino la palla a spicchi con lui. Sulla sua strada però, o meglio sotto il suo canestro, incontra il bianco Billy Hoyle (Woody Harrelson), della sua stessa pasta e per niente intimorito dall'avversario che sostiene (addirittura) di aver fatto canestro a Michael Jordan, rifiutando di giocare con l'NBA. L'inedita coppia inizia a fare squadra puntando al piatto più grosso.

Debiti, presunzione e pregiudizi condiscono una storia ben diretta e senza chissà quale appeal da modelli. Il risultato è una storia dove, se è vero che i bianchi non sanno schiacciare con quella mano dentro il canestro come i neri, non significa che non sappiano fare sul serio. E sarà lo stesso Sidney a rendersene conto, non riservando a ogni modo colpi bassi al neo-compare e aiutandolo quando si tratta di far accettare la ragazza di lui, Gloria (Rosie Perez), al quiz Jeopardy! Da Venice Beach, negli Stati Uniti, all'unica e inimitabile Venezia italiana. Nella dirimpettaia isola del Lido, sede ogni anno della Mostra del Cinema, sta per prendere il via una nuova edizione del Torneo dei Sestieri.

Cinema e sport, il binomio spesso si è rivelato vincente. Chi più chi meno, s'intende. Bypassando il penoso Wimbledon (2004, di Richard Loncraine), il tennis si è risollevato con l'avvincente Borg vs McEnroe (2017, di Janus Metz), incentrato sulla prima finale del torneo inglese disputata tra il campione svedese (Sverrir Gudnason) e quello americano (Shia Labeouf). Ancor di più con la storia (anch'essa vera) che vide protagonisti uomo contro donna, La battaglia dei sessi 2017, di Jonathan Dayton e Valerie Faris) con Emma Stone a interpretare la campionessa Billy Jean King e Steve Carell in quelli dell'ex-numero 1, Bobby Riggs.

Risultati e lungometraggi molto diversi nel mondo del calcio dove Fuga per la vittoria (1981, di John Houston) ha saputo ben mescolare storia, sport e politica con un cast capace di annoverare Michael Caine e Sylvester Stallone da una parte, Pelè e Bobby Moore dall'altra. Molto amato dal pubblico, Febbre a 90° (1997, di David Evans) con il futuro premio Oscar, Colin Firth.

A inizio terzo millennio con Londra sempre più capitale economica europea, ecco sbarcare l'ottima commedia anglo-hindi Bend It Like Beckham (2002, di Gurinder Chadha) con Parminder Nagra e una giovanissima Keira Knightley. In tempi più recenti, opera pregevole Il maledetto United (2007, di Tom Hooper) con un cast all English da brividi: Michael Sheen, Colm Meaney e Timothy Spall, questi ultimi di nuovo insieme e protagonisti indiscussi del recente Il viaggio (The Journey).

Tra le varie incursioni del basket sul grande schermo invece, oltre al frizzante Forget Paris (1995 di Billy Crystal) con camei dei vari campioni Isiah Thomas, Kareem Abdul-Jabbar, David Robinson e Charles Barkley, tra i film meglio riusciti e per certi versi sorprendenti visto il genere umano-animato, c'è di sicuro Space Jam  (1996, di Joe Pitka). Al centro della scena, "semplicemente" quel giocatore considerato il migliore di tutti i tempi, Michael Jordan, in campo, o meglio in squadra con i mitici Looney Tunes. Non va dimenticato il cult anni Ottanta Voglia di vincere (1985) con protagonista Michael J. Fox.

Sarà dal millennio scorso che non vedo questo film e la notizia del Torneo dei Sestieri mi ha messo una voglia folle di rivedere Chi non salta bianco è (1992, di Ron Shelton) ma devo aspettare che ripassi sul piccolo schermo o magari buttare l'occhio in qualche bel negozietto di DVD. Intanto mi rifaccio l'umore gustandomi qualche divertente scenetta su Youtube, spostandomi poi direttamente al Lido di Venezia a vedere che combinano i giocatori in carne e ossa. Ci vediamo lì.

Chi non salta bianco è, una scena

Lido di Venezia, il torneo dei Sestieri
Chi non salta bianco è - il cestista nero Sidney Deane (Wesley Snipes)

martedì 18 settembre 2012

Michael Jordan sfida Angelina Jolie

L'attrice Angelina Jolie e il cestista Michael Jordan
Più forte del vendicatore Hulk (Mark Raffalo). Più cliccato della poetica di E.T. Più diabolico (nell'andare a segno) della saga di Twin Peaks. Lui è l'attore Michael Jordan.

di Luca Ferrari

Dal giorno del suo primo sbarco nel web a fine estate 2011 (gli articoli precedeti a quella data sono stati collocati perché non andassero perduti), Cineluk, blog giornalistico-cinematografico, ha visto alcuni post in particolare godere di estrema popolarità. Strane logiche quelle della rete. Magari basta un buon titolo perché i motori di ricerca li sparino in orbita, mentre altri anche più meritevoli, li leggono in quattro gatti.

Dopo più di un anno, due edizioni della Mostra del Cinema seguite, gli Oscar 2012 e tantissime recensioni scritte, mi sono buttato a guardare le statistiche e vedere così quale fosse l’articolo più letto. Cosa per altro visibile da chiunque andando a fine homepage, o aprendo qualsiasi pezzo. A dominare è lei, la Diva. Il primo della lista riguarda il cinema e i diritti umani, Angelina Jolie - quelle immagini gelano il sangue, a cui segue La Bosnia stuprata di Angelina Jolie non interessa al cinema italiano, inerente il suo primo film da regista, Nella terra del sangue e del miele (In the Land of Blood and Honey, 2011).

Un pezzo questo per il quale sono stato anche attaccato su Facebook dove, presumibilmente un nazionalista serbo mi suggeriva di “svegliarmi”. Un commento a cui ho preferito evitare di rispondere visto che non sarò certo io a dovergli spiegare come si siano comportati molti suoi connazionali tra il 1991 e il 1995 in Bosnia, in particolare verso la popolazione bosgnacca.

Risultato prevedibile? Non saprei. Quello che di sicuro non mi aspettavo è che quatto quatto nella top ten fosse entrata una pellicola umano-animata di più di quindici anni fa che ho recensito lo scorso 20 luglio. Giorno dopo giorno infatti, ha scavalcato sempre più posizioni arrivando addirittura a mettersi alle spalle uno dei più grandi capolavori di Steven Spielberg e una delle pellicole campione d’incassi di questa stagione, The Avengers (2012, di Joss Whedon).

Il film in questione è Space Jam (1996, di Joe Pytka), con protagonista His Airness, Michael Jordan, il più grande giocatore di basket di sempre, in compagnia di tanti celebri amici quali Bugs Bunny, Duffy Duck, Gatto Silvestro e camei eccellenti di attori e compagni di sfide sotto canestro: da Bill Murray a Charles Barkley, da Wayne Knight a Larry Bird.

Morale, su Cineluk l'articolo Michael Jordan, we need a new Space Jam si sta avvicinando sempre più al podio dei servizi più letti. Prima della coppia Jolieniana ne è rimasto ormai uno solo da superare: Emile Hirsch potrebbe essere Layne Staley. Riuscirà dunque Jordan nell'impresa impossibile di detronizzare la regina Angelina? Per uno che sapeva letteralmente volare sul campo, è solo una sfida. Ci risentiamo a fine anno per sapere a che punto siamo. Outsider permettendo s’intende.

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venerdì 20 luglio 2012

Space Jam, Michael Jordan e i Looney Tunes

Space Jam - Bugs Bunny, Bill Murray, Michael Jordan e Lola
La scatenata (e minacciata) combriccola animata dei Looney Tunes chiama e lui, His Airness Michael Jordan risponde. Space Jam (1996, di Joe Pitka).

Era l'indiscusso re dell’NBA. Nel suo palmares vantava tre titoli consecutivi con i Chicago Bulls (1991-93), la medaglia d’oro alle Olimpiadi 1992 e una cascata di riconoscimenti individuali. Poi il ritiro per ragioni personali, e il tentativo di rilanciarsi nel baseball. Ed è lì, dalla vera storia del campionissimo Michael Jordan che parte il film Space Jam (1996, di Joe Pitka), una divertente commedia capace di mescolare attori in carne e ossa e personaggi animati, in questo caso i Looney Tunes al gran completo. 

Catturati con la forza dai temibili abitanti del pianeta Swackhammer, il cui omonimo presidente (con la voce originale di Danny DeVito) li vuole a tutti costo come richiamo per il proprio parco a tema Moron Mountain, i personaggi animati terrestri mettono in palio la propria libertà sfidando  gli alieni in una partita basket, convinti di poterli umiliare a causa delle loro ridotte dimensioni (il problema è che hanno armi micidiali con cui essere persuasivi). 

Non ci sarebbe match se non fosse che gli svegli alieni fanno una capatina sulla Terra per rubare le doti di alcuni dei più grandi cestisti viventi come il possente centro dei NY Nicks, Pat Ewing, o Charles Barkley dei Phoenix Suns, diventando così creature gigantesche e fortissime. Praticamente imbattibili. A quel punto, per Bugs Bunny & Co. non resta che una cosa da fare, chiamare l’unico che possa cambiare il corso del loro destino: Michael Jordan. Ma c’è un problema. Lui ormai ha mollato la pallacanestro. Riuscirà la banda animata a convincerlo?

Realtà e fantasia, insieme. La partita finale dove in campo c’è anche una sensuale coniglietta, Lola Bunny, farà in qualche modo tornare la voglia a His Airness di riprendere la strada maestra, e terminata l'avventura spaziale, un amichevole match con gli ex-rivali cestisti di un tempo, rientrati finalmente in possesso delle loro qualità, farà tornare Jordan il signore dei campi. Come poi la storia è andata, lo sappiamo bene. Un altro three-peat (1996-98) con i Bulls, e un’altra indimenticabile pagina di gloria, successi e soprattutto di basket.

Adesso è un’altra epoca. E chi sta muovendo “guerra” a Jordan, Barkley & co., non sono misteriose creature giunte da un'altra dimensione, ma i loro stessi eredi. Con l’arrivo delle Olimpiadi di Londra (27 luglio – 12 agosto 2012) è cominciata l’era dei confronti dell’inimitabile squadra del 1992, il Dream Team, e la possente formazione del 2012. C’è chi si è esposto nel giudizio. Lo stesso presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha detto la sua.

E pochi giorni fa, il fuoriclasse dei Los Angeles Lakers, Kobe Bryant si è lasciato andare a una pubblica dichiarazione di superiorità della propria squadra rispetto a quella di vent’anni fa, evidenziando anche le (presunte) lacune del Dream Team. Non si è fatta attendere la replica piccata di Michael Jordan. Una cosa però è certa, quelle due squadre non s’incontreranno mai. Se non nella fantasia. Hollywood, mi ricevi forte e chiaro?

Space Jam (1996) - i Looney Tunes e Michael Jordan
Space Jam (1996) -
Space Jam (1996) - Bugs Bunny e Lola Bunny
Space Jam (1996) - Daffy Duck e Michael Jordan
Space Jam (1996)
Michael Jordan schiaccia in Space Jam