!-- Codice per accettazione cookie - Inizio -->
Visualizzazione post con etichetta Via da Las Vegas. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Via da Las Vegas. Mostra tutti i post

domenica 25 marzo 2012

Cineluk 19-24 marzo, soli e contro tutti

l'incompreso regista Ed Wood
La solitudine Ozpekiana alla ricerca di un mondo in cui credere e da cui ripartire. Le luci hollywoodiane tra manager da strapazzo e l’ex-coppia tarantiniana Travolta/Thurman che torna a ballare. La sempre contemporaneità di Jerry Maguire, dove le voci fuori dal coro lottano contro tutto e tutti. Il dramma dell’abbandono e degli abusi di Via da Las Vegas, nell’ipocrita perbenismo delle società che schiacciano senza pietà chi non s’immola all’apparenza.

Sul blog CINELUK - il cinema come non lo avete mai letto
 
20.03.12 – Fantasmi reali o demoni incastrati nel nostro subconscio? Nel suo ultimo film, Magnifica presenza (2012), il regista turco Ferzan Ozpetek non lo rivela. Perché d'altronde dovrei rinunciare ai miei sogni, o visioni che siano, solo perché hai visto uscire un po’ di sangue dal mio corpo? ... cineluk: Ferzan, ergo Ozpetek
 
21.03.12 – “Sai cosa si dice di un uomo con due occhi neri? Niente. Gliel’hanno già detto due volte" ... cineluk: Be Cool, attento a ciò che ti hanno già detto
 
22.03.12 – Che cosa vuole la gente dal cinema? Vuole i sogni che non è capace di vivere? Perché s'interessa così tanto alla vita sentimentale degli attori e attrici? Ogni giorno emergono nuove futili notizie. Guardatemi un po'. Non riesco nemmeno a fare causa a una nuova testata da quattro soldi che mi ha rubato illegalmente delle foto ... cineluk: Tom Cruise, non è più una relazione programmatica

24.03.12 – Nella pellicola diretta da Mike Figgis, con Elisabeth Shue e il premio Oscar, Nicolas Cage, non c’è solo il dramma di due anime sole. La prostituzione è una piaga ignorata. Molti italiani praticano il turismo sessuale. E a quelle ragazze/donne che subiscono, subiscono e subiscono ancora, non ci pensa nessuno ... cineluk: Via da Las Vegas, via dalla Brutalità

sabato 24 marzo 2012

Via da Las Vegas, via dalla brutalità

Via da Las Vegas - Sara (Elisabeth Shue)
Nicolas Cage vinse l'Oscar in Via da Las Vegas ma il vero dramma lo incarnò Elisabeth Shue nelle vesti di una prostituta sfruttata, stuprata e disprezzata.

di Luca Ferrari

La vita di una donna conclusa col peggiore degli abusi. Picchiata e violentata da un gruppo di giovincelli viziati in una camera di motel nella capitale del gioco d’azzardo. Schernita da un tassista per le sue difficoltà a poggiare il fondoschiena sul sedile dopo aver provato la disumanità del branco e privata infine dell’uomo cui era teneramente legata, devastato dall’alcol. Forse Sara riuscirà ad andare via da Las Vegas ma quella brutalità subita resterà sempre dentro di lei.

Sara racconta la storia di Ben, con la disperazione di una donna che è sempre stata sola al mondo. Una donna che ha conosciuto solo il lato più schifoso della vita. I capelli scompigliati le coprono parte del viso. Cerca di farsi forza ma le lacrime hanno la meglio. Si regge a stento il viso con le mani. Mike Figgis dirige Via da Las Vegas (1995, Leaving Las Vegas), tratto dall'omonimo romanzo di John O’Brien (1960-1994), scrittore americano morto sucida all’età di 34 anni.

Ma più che il dramma di Ben Sanderson (Nicolas Cage) che decide di andarsene affidandosi a superalcolici dalla mattina alla sera, arrivando perfino a mangiare il ghiaccio o bere vodka sotto la doccia, la telecamera tratteggia il drammatico ritratto di una donna. A dare i connotati a Sara, la ragazza costretta a prostituirsi, c'è Elisabeth Shue, l'indimenticabile Ali Mills, “fidanzatina” di Daniel Larusso (Ralph Macchio) nel cult movie anni ’80, The Karate Kid.

Nella società contemporanea le lucciole continuano a far parte della casta degli ultimi degli ultimi. La violenza sulle donne così come la prostituzione è un problema che non è mai stato realmente affrontato. Eserciti di donne, anche minorenni, cedono ai ricatti e prepotenze di persone senza scrupoli e squallide società cui non interessa nulla del loro destino, Italia inclusa fra le massime esportatrici di turismo sessuale verso Brasile e altre nazioni, dove giovani e più anziani porci cercano minorenni a poco prezzo.

Ma questo ai perbenisti non interessa. L’importante è che si mantenga l’apparenza. E lo sanno fare bene. Da dietro lo spioncino controllano che il proprio giardino in comune non risenta dell’immagine traumatizzata di qualcuno di noi. E quando Sara torna a casa picchiata e stuprata, l’ipocrisia moralista le dà il colpo di grazia. Sbattendola fuori perché poco in linea con i giudizi inalienabili.

La storia di Sara sembra in parte ripresentarsi nel videoclip della canzone Turn the page (Garage Inc., 1998) dei Metallica, dove una donna ricorre alla prostituzione pur di mantenere la propria figlioletta, e puntuale dopo un rapporto, arriva la solita razione di botte.

Di diverso spessore e con quell'enfasi provocatoria-incazzata, nell’album In Utero (1994) dei Nirvana, il cantante/chitarrista Kurt Cobain gridava “rape me, do it and do it again”, leggendo tra le righe un messaggio quasi di futura giustizia cosmica con una base vendicativa: “stuprami pure, tanto succederà anche a te – la violenza che io sto subendo, ti tornerà indietro come un boomerang”.

Adesso tocca a me dire quello che penso, dedicato a te Sara.

"Non c’è tanto da dire
finché saremo sempre qua...
Tutto quello che mi porto appresso
non ha fatto progressi dal giorno
che mi hanno sbattuto per terra
ancora una volta... Non riesco a osare
di cambiare vita... Sono riusciti a farmi credere
di non poter nemmeno pensare
di osare... non ricordo più nemmeno il perché
fossi uscito... non ricordo nemmeno perché
ti abbia detto di poter entrare… e le mie mani adesso
le uso solo per raccogliere
i pezzi graffiati del mio volto
pieno di punture delle api allevate dagli altri... e
adesso mi aspetta un altro viaggio
dove non posso nemmeno usare
la mia vita per rendere il cuore
l’unico un punto di riferimento
di ogni fine giornata"

Vorrei sapere di te, Sara. Ho bisogno di credere che le cose siano cambiate per te. Voglio avere la certezza che hai trovato un uomo che ti ami e ti rispetti. Non posso più vivere sapendo che tante e troppe Sara sono ancora sole al mondo.

Il trailer di Via da Las Vegas

Via da Las Vegas - Sara (Elisabeth Shue)
Via da Las Vegas - Ben (Nicolas Cage)
Via da Las Vegas - Sara (Elisabeth Shue) e Ben (Nicolas Cage)
Via da Las Vegas - Sara (Elisabeth Shue) attorniata dai suoi futuri stupratori
Via da Las Vegas - Sara (Elisabeth Shue) cammina male dopo essere stata violentata
Via da Las Vegas - Sara (Elisabeth Shue) disperata