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Visualizzazione post con etichetta Anna Kendrick. Mostra tutti i post
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mercoledì 16 novembre 2016

The Accountant, l'incomunicabilità uccide

The Accountant - il misterioso Christian Wolff (Ben Affleck)
Dramma. Vendetta. Un genio autistico dei calcoli sa insolitamente usare le mani e le armi come nessuno. The Accountant (2016, di Gavin O’ Connor).

di Luca Ferrari

Christian Wolff è un contabile. Un lavoro noioso e ordinario. Almeno in apparenza. Tra i suoi clienti ci sono alcuni dei più efferati criminali del pianeta. Affetto da autismo fin da giovanissima età, le sue capacità di analisi e calcolo sono fuori dal comune. La sua è un’esistenza solitaria e molto ben protetta. Qualcuno però si è accorto della sua esistenza e vorrebbe incastrarlo. Ma aldilà delle sue indubbie capacità, non sarà un compito facile per più e complesse ragioni. The Accountant (2016, di Gavin O’ Connor).

Il fior fiore della criminalità di alto lignaggio ha qualcosa in comune, anzi, qualcuno. È un uomo in apparenza normale, tale da passare inosservato. Qualcun però si è accorto di lui. È l’agente Raymond King (J. K. Simmons), prossimo alla pensione, e deciso ad arrestarlo prima di appendere il distintivo al chiodo. Ad aiutarlo in questa caccia più o meno limpida, l’analista Medina Marybeth (Cyntia Addai-Robinson). Un curriculum impeccabile se non fosse per qualche peccatuccio che credeva crittato.

Ha inizio la ricerca, e il primo passo è capire le proprie generalità. Prenderlo verrà dopo. Tecnologia e acume umano uniscono le forze fino a far emergere. Il suo nome è Christian Wolff (Ben Affleck). Il mestiere lo ha imparato in un carcere federale, diventando il protetto dell’esperto di riciclaggio Francis Silverberg (Jeffrey Tambor). Una misteriosa voce gli dice dove operare. Compreso l’interesse della legge, il suo nuovo lavoro è un incarico di tutto rispetto, la Living Robotics di cui è titolare Lamar Blackburn (John Lithgow).

Christian è un contabile e come tale le sue mansioni vengono richieste per la verifica di alcuni conti che non tornano, come ha scoperto la giovane Dana Cummings (Anna Kendrick). La doppia identità dell’uomo dei numeri è ignara a Lamar, un qualcosa che presto scoprirà. Lui e il suo esercito di mercenari che lo proteggono, capitanati Braxton (Jon Benthal), un uomo quest’ultimo che ha qualche conto in sospeso proprio con il rivale che volente o nolente dovrà affrontare.
The Accountant non è un film sull’autismo. In questa pellicola si parla anche du questo problema ma potrebbe essere un altro. Ben Affleck (Pearl Harbor, Daredevil, Argo) sa dividere come pochi. La massa muscolare messa su per calcare le vesti dell’uomo-pipistrello in Batman v Superman, Dawn of Justice  (2016) si vede ancora. Il vocabolario limitato nel film lo rendono quasi più robotico che umano, tale da immaginarmelo già nei panni Schwarnzeggeriani di Terminator.

Anna Kendrik (1985) è uno degli indubbi volti nuovi di Hollywood. Minuta e dalla bellezza acqua e sapone della porta accanto, ha saputo calarsi nell’ennesimo ruolo diversificato della sua giovane ma già molto prolifica carriera. Abbandonate le vesti vampiresche della saga di Twilight, è stata svezzata al lavoro sporco da George Clooney in Tra le nuvole (2005) per poi diventare la Cenerentola in fuga del corale Into the Woods (2014).

Da molti etichettato come un film sulla falsariga di A Beautiful Mind (2002, di Ron Howard), incentrato sulla figura del genio matematico e autistico John Nash (inetrpretato da Russell Crowe), l’opera di O’ Connor non potrebbe essere più differente, Difficile classificare The Accountant in un unico genere. Alla base c’è l’incomunicabilità di un ragazzo e il disperato tentativo di un padre di non lasciarlo al di fuori del mondo. Il risultato sarà un'infallibile macchina da calcolo-guerra sotto la cui piattaforma batte però ancora un cuore.

The Accountant - Dana Cummiongs (Anna Kendrick)
The Accountant - Christian (Ben Affleck) e il suo mentore Franics (Jeffrey Tambor)

lunedì 13 aprile 2015

Si deve essere in due into the Woods

Into the Woods - i fornai Emily Blunt e James Corden nel bosco
Alcuni dei più celebri personaggi dei fratelli Grimm si ritrovano tutti nello stesso bosco (e musical, Into the Woods) con la complicità di Rob Marshall.

di Luca Ferrari

Nella vita come dentro il bosco bisogna essere in due o più per venirne fuori alla grande. Molto più della Cenerentola (2015) di Kenneth Branagh, la trasposizione teatrale di Into the Woods per mano dell'esperto Rob Marshall (Chicago, Memorie di una geisha, Nine) è un autentico viaggio in un'altra dimensione. Manco fossimo noi quelli che si arrampicano sulla pianta dei fagioli magici per arrivare nel castello del “grande schermo”, il film-musical è ben orchestrato e con ottimi interpreti multi-generazionali.

C'è la star, in tutti i sensi. La miglior attrice vivente e colei che da inizio alla storia. Meryl Streep, la strega. Si presenta senza essere stata invitata da un fornaio ( James Corden) e la sua dolce metà (Emily Blunt), colpiti senza saperlo da una maledizione che impedisce alla donna di restare incinta. Non sono due eroi ma sono pronti a rischiare per il loro più grande desiderio: avere un figlio. Ma come ci insegneranno, per uscire dalle disavventure si deve essere in due.

Per rompere il maleficio dovranno procurare alla fattucchiera quattro fondamentali oggetti. Una mucca bianca come il latte che troveranno accompagnata al mercato dal piccolo Jack (Daniel Huttlestone). Una scarpina dorata, che manco a dirlo dovranno riuscire a sfilare dal futuro piedino principesco della bella Cenerentola (Anna Kendrick). Non meno complicata sarà l'impresa di farsi consegnare il caldo mantello di Cappuccetto Rosso (Lilla Crawford), sempre ovviamente che il famelico lupo (Johnny Depp) non arrivi prima. Infine, una ciocca bionda come il grano che si potrebbe trovare nella lunghissima chioma di Rapunzel (MacKenzie Mauzy).

Sembra un labirinto questo bosco, un labirinto piuttosto affollato. Ci s'incontra. Ci si perde. Si ritrova la strada. Ogni tanto appare infastidita la strega per strigliare il fornaio e consorte. I due comuni mortali infatti hanno solo tre giorni di tempo per recuperare il tutto, dopodiché addio per sempre al sogno di essere genitori. Incantesimi a parte, sembra più una vecchia scorbutica che non una creatura del male.

Cenerentola è più buffa del solito e gran merito va dato alla sua interprete. Vederla inseguita dal tronfio principe (Chris Pine) è al limite di una comica alla Benny Hill. E lui, il figlio del re, si merita una standing ovation quando nel tentativo di baciare la bella moglie del fornaio, se ne esce con una perla dal sapore “Jessica-Rabbittiano”: Mi hanno insegnato a essere affascinante, non sincero
Dopo qualche (dis)avventura, la quiete torna nel regno ma qualcosa è cambiato e non tutti torneranno nelle rispettive case. Ma pazienza se il futuro non sarà come lo avevamo sognato, questa nuova realtà appare molto più convincente. Dopo tutto, nessuno è mai stato davvero solo nel bosco. Adesso semplicemente lo abbiamo capito tutti. 

Il trailer di Into the Woods

Into the Woods - il fornaio (James Corden) e Cappuccetto Rosso (Lilla Crawford)
Into the Woods - Rapunzel (MacKenzie Mauzy
Into the Woods - Cenerentola (Anna Kendrick)
Into the Woods - il principe (Chris Pine)
Into the Woods - la strega (Meryl Streep)