The Family Man - Kate (Tea Leoni) attende entusiasta il suo regalo da Jack (Nicolas Cage)
Il giorno dell'anniversario è un momento di condivisione e tanto amore. E se d'improvviso ce lo dimenticassimo? Succede anche questo, ai romantici protagonisti di The Famliy Man.
di Luca Ferrari Felice. Passionale. Innamorata. Kate Reynolds (Téa Leoni) è una donna fortunata. Vive un vita semplice insieme all'amato marito Jack Campbell (Nicolas Cage) e i loro due figli. Il suo lavoro non le regala troppe soddisfazioni a livello economico ma è comunque soddisfatta. L'amore con Jack va avanti dai tempi del college. Oggi è un giorno speciale. Il giorno del loro anniversario. Kate e Jack hanno avuto un battibecco pochi giorni prima, qualcosa che succede tra chi condivide la vita ed è legato da un sentimento autentico. Succede tra chi condivide le gioie e le difficoltà della vita, come appunto è raccontato nel romantico-commovente The Family Man (2000, di Brett Ratner).
Jack è sempre stato il primo a darle il regalo di anniversario, quest'anno però c'è qualcosa che non va. Jack è turbato. Non sembra più il romantico marito di una volta. Kate invece è sempre la stessa. E' una delle tante mattine nel New Jersey innevato. Jack tutto assonnato è al piano inferiore a cambiare e dare il latte al piccolo Josh. Appena sentito il marito andare giù, Kate si sveglia tutta felice e da sotto il letto, tira fuori un grande pacco regalo. Lì dentro c'è la copia a buon mercato di una giacca che Jack aveva visto. Avere/essere in una famiglia significa anche saper rinunciare "ai propri giocattoli", specie per gli adulti. Kate è travolgente nella sua sprizzante felicità. Consegnato il regalo, allunga le braccia con gli occhi chiusi, in attesa di ricevere il proprio, e lì accade.
Kate è lì, bella e solare nel suo pigiama felpato. Entusiasta della vita. Non ha paura di esprimere la sua felicità. Kate d'improvviso capisce che il suo amato Jack ha dimenticato il giorno del loro matrimonio. Per lei è un colpo al cuore. Si sente ferita. Il suo sorriso si trasforma in una maschera di tristezza, lancinante. Non è il regalo mancato a ferirla, è il constatare che Jack abbia dimenticato il giorno più importante della loro vita. Saprà rimediare. Saprà mettere a fuoco ciò che davvero conta, come lo spirito Cash (Don Cheadle) gli aveva detto che avrebbe dovuto imparare prima di tornare alla sua vita. Una vita però, quella di Jack Campbell, che non sarebbe più stata la stessa. A ben guardare però, è stato proprio così... dal giorno che Jack s'innamorò di Kate Reynolds.
The Family Man, la scena dell'anniversario
The Family Man - un'amorevole Kate (Tea Leoni)
The Family Man - Kate (Tea Leoni) consegna il regalo a Jack (Nicolas Cage)
The Family Man - Jack Campbell (Nicolas Cage) e sua figlia, la piccola Annie (Makenzie Vega)
Vai a dormire scapolo milionario a New York, ti risvegli con moglie e figli nella provincia americana. Io scelgo noi. A natale io scelgo sempre The Family Man (2000, di Brett Ratner).
Gli sfavillanti agi del capitalismo prima, la dolcezza di una vita semplice circondata dagli affetti più autentici poi. Uno dei tanti dualismi dell'essere umano cui prima o poi in molti si trovano a dover scegliere anche se, dentro di sé, ognuno conosce già l'unica risposta. Qualcosa che spesso non corrisponde a ciò che si sta vivendo nell'effettiva realtà. Ma cosa succederebbe se avessimo davvero la possibilità di sospenderne una e vivere per un po' di tempo nell'altra? E una volta ritornati, che cosa sceglieremmo? Preparate i fazzoletti, è il momento del cult natalizio The Family Man (2000, di Brett Ratner).
Jack Campbell (Nicolas Cage) è un pezzo grosso di Wall Street. Abita in un lussuoso attico e ha appena trascorso l'ennesima calda serata in dolce compagnia. Sposato con il suo lavoro, è l'inossidabile braccio desto dell'ancor più "dollaroso" Peter Lasseter (Josef Sommer) e pronto all'ennesima fusione a nove zeri. Siamo alla sera della vigilia di natale e mentre tutti sono già con la testa al cenone, incluso il suo vice Alan Mintz (Saul Rubineck), Jack non pensa ad altro che alla buona riuscita dell'operazione. Nel rientrare in casa però, si mette in mezzo a un battibecco per pochi dollari, ed è così che fa la conoscenza di Cash (Don Cheadle).
In apparenza è un ladruncolo. Non è così, e nel tentativo da parte del business-man di offrirsi ad aiutarlo prospettandogli la tipica lezione americana del "lavora duro e anche tu avrai ciò che ho io (tutto, ndr)", Jack pecca d'innocente presunzione e ciò che lo aspetta al suo risveglio non lo potrebbe neanche lontanamente immaginare. L'indomani infatti, la mattina di natale, Jack Campbell non è più solo nel proprio letto king size della Grande Mela, ma dorme in una modesta abitazione del New Jersey a fianco dell'ex-fidanzata Kate Reynolds (Tea Leoni) con cui è sposato e hanno due figli: Annie (Makenzie Vega) e Josh (Jake/Ryan Milkovich), che immancabili li svegliano urlanti e festanti per aprire i regali.
Jack è incredulo per non dire scioccato. La sola idea che gli viene in mente è prendere la macchina e con ancora indosso il pigiama andare a New York City, credendo di ritrovare appartamento e posto di lavoro. Non è così. Non lo è più, almeno per il momento. L’incontro con Cash a bordo della sua ormai ex-Ferrari non lo aiuta a inquadrare meglio la cosa. Ci dovrà arrivare da solo a capire tutto. Quanto gli ci vorrà, non è un problema. Si rimette dunque al volante per tornare a quella che è una nuova vita. Una vita dove lo aspetta una moglie preoccupata (mattinata di natale sparito da ore, fate un po’ voi) e due bambini.
Jack comincia una vita di cui non sa nulla e dovrà rapidamente unire i pezzi per aggiornarsi, lavoro incluso. Qui è un venditore di gomme per auto presso la ditta del suocero Ed (Harve Presnell). Per fortuna che in suo soccorso c’è sempre l’amico di una vita, Arnie (Jeremy Piven). Basterà a trasformare un uomo abituato a vivere in grande stile in un modesto uomo di famiglia che si veste ai Grandi Magazzini? L’imprese è dura. Sotto quel modesto tetto però, c’è una donna fantastica di cui Jack era innamorato e che ancora oggi è una moglie fedele e sinceramente realizzata per il semplice fatto di aver costruito una famiglia insieme a lui.
Jack alterna momenti di estrema dolcezza a ripensamenti e rimpianti, tanto da "rischiare" di tradire Kate con l'avvenente Evelyn Thompson (Lisa Thornhill), e riuscendo un po' per caso a ritornare al cospetto di Lasseter e il mite Minz, oggi più agguerrito e ringhioso che mai. Ma questo non è il tempo della spietata New York. Questo è il momento del caldo New Jersey e Jack Campbell, giorno dopo giorno, sta diventando qualcosa di diverso. Una persona migliore? Troppo facile dirlo. Di sicuro una persona che è in grado di mettere nella giusta prospettiva ogni aspetto della propria esistenza e prendere ogni decisione non guidato dal solo verde dei dollari.
La vita scorre placida. Siamo alle battute finale della sua vita familiare. Jack ha capito che la "sbirciatina" è al suo epilogo. Va nella cameretta dei suoi figli. Li carezza. Li bacia. Semplicemente li osserva con tenerezza. Si siede accanto a sua moglie. Esce di casa e inizia a nevicare. Uno dopo l'altro, i fiocchi si posano tutt'intorno e sopra di lui. Jack chiude gli occhi e se ne va a dormire. Al suo risveglio la sua vita tornerà ad essere ciò che era per davvero. Non ha sognato. Lo ha vissuto per davvero. Se adesso qualcosa potrà cambiare e ritornare sui binari di ciò che gli è stato appena concesso, adesso dipende tutto da lui.
Ho amato The Family Man fin dalle prime volte che lo vidi, in parte per Nicolas Cage (Via da Las Vegas, Face Off, Lord of War) che ho sempre apprezzato, ma soprattutto per il calore di una storia che anno dopo anno non smette di commuovere. Non sono mai stato neanche vicino a essere uno spregiudicato uomo d'affari che smuove milioni di dollari ma per molti anni ho barcollato convinto di appartenere a una vita fatta di sacrifici senza nessun legame sentimentale, seppur desiderandolo dentro. Semplicemente non ero pronto. Semplicemente dovevo fare la mia strada. Semplicemente dovevo fare la mia inevitabile e lunghissima sbirciatina nell'oscurità ancora incompresa. The Family Man non è solo un film immerso nella calda atmosfera natalizia, e ha sempre molto da insegnare. Jack Campbell è sicuro di sé ma qualcosa di fragilmente sentimentale è rimasto dentro di lui. Qualcosa di quando era solo innamorato della sua Kate e sognava una vita insieme a lei. Quell'uomo adesso ha la sua chance ma dovrà ricominciare da zero e riabituarsi a un mondo che non pensava gli sarebbe mai più capitato. Giorno dopo giorno però, si renderà conto che un vestito di alta sartoria non è la felicità agognata. Giorno dopo giorno, capirà che il calore di una donna che ti ama davvero non è neanche paragonabile al fruscio sonante di un superattico a New York City.
Con la sceneggiatura di David Diamond e David Weissman, cui è fin troppo evidente la strizzatina d'occhio a un altro cult natalizio, La vita è meravigliosa (1946, di Frank Capra), il film si snoda come un metafora esistenziale. Tutti abbiamo una vita che abbiamo abbandonato in favore di un'altra e forse tutti vorremmo poterla vivere per un periodo. Ma che succederebbe se dovesse succedere per davvero, oltre tutto senza averlo chiesto? Molte le scene toccanti, a cominciare dalla piccola Amy, che non riconoscendo più il suo affettuoso papà, gli tocca la faccia convinta che sia un alieno, con la speranza quanto meno che le sappia preparare il cioccolato caldo.
Kate poi, è il trionfo della femminilità. Una Donna nel senso totale. Lavora e guadagna poco ma non si arrende mai. Sinceramente innamorata, conscia dei tanti sacrifici fatti, non si fa abbindolare dalla superficialità del mondo. Tutto ciò che chiede è invecchiare nella casa in cui sta vedendo crescere i suoi figli. La delusione sul volto quando Jack non le consegna il regalo di anniversario è una pugnalata al cuore, poi attenuata dall'amore che suo marito riesce davvero a farle sentire, e così dicendogli gli rivolge: "Ti amo. E questo è più importante per me del nostro indirizzo”. A darle dolcezza e forma, la newyorchese Tea Leoni (Holliwood Ending, Dick e Jane operazione furto, Tower Heist - Colpo ad alto livello)
Natale 2018. Inutile pensare al proprio credo e simili, il natale non passa mai inosservato dentro ciascuno di noi. Possiamo aver dimenticato tanti giorni della nostra vita ma saremmo tutti in grado di ricordare molti natali e il farsi ispirare da The Family Man (2000, di Brett Ratner) di sicuro è uno dei migliori regali che ciascuno potrebbe fare a se stesso/a. E se un giorno, magari proprio in aeroporto, vi troverete dinnanzi a una decisione cruciale per la vostra vita, ricordate cosa disse Jack a Kate: "So che possiamo continuare con le nostre vite, ce la caveremmo benissimo, ma io ho visto quelle che potremmo essere insieme e scelgo Noi". E a quel punto, tu cosa risponderesti?
The Family Man, il trailer
The Family Man - Jack (Nicolas Cage) e Kaye (Tea Leoni) all'inizio della loro storia
The Family Man - Jack Campbell (Nicolas Cage), uomo potente a Wall Street
The Family Man - il misterioso Cash (Don Cheadle)
The Family Man - la famiglia Campbell al risveglio nella mattina di natale
The Family Man - un Jack (Nicolas Cage) pensieroso cerca di adattarsi alla sua nuova vita
The Family Man - Jack Campbell (Nicolas Cage) e la figlia Annie (Makenzie Vega)
The Family Man - Kate (Tea Leoni) e Jack (Nicolas Cage) all'inizio di una nuova giornata insieme
In tempi di precariato e tragica disoccupazione, ecco Tower Heist - Colpo ad alto livello (2011, di Brett Rattner), un film capace di regalare un po’ di speranza a quelle centinaia di migliaia di lavoratori che hanno perso tutto per colpa degli squali della finanza senza che lo Stato fosse (e sia) capace di tutelare chi paga veramente le tasse. Una rivincita “operaia” dal finale un po’ troppo smielato (dorato) e ingenuamente ottimistico per questi tempi
Nell’era moderna, quelli che cercano il riscatto sono gli uomini ordinari come lo sconsolato Chase Fitzhugh (un ingrassato Matthew Broderick), fallito agente di borsa senza più nulla e costretto a raccontare ai propri figlioletti di fare il campeggio in casa perché la banca gli ha pignorato anche i mobili. O il portiere Lester (Stephen Henderson), prossimo alla pensione che arriva a tentare il suicidio dopo aver scoperto che non rivedrà più i contributi di più di trent’anni di onesto lavoro, soldi che aveva affidato al potente uomo di Wall Street, Artur Shaw (Alan Alda), titolare dell’attico nel palazzo dove lavora.
Drammi. Tragedie universali di persone anziane e giovani che dovranno ricominciare da zero, come la granitica cameriera Odessa (Gabourey Sidibe) o Rick (Michael Peña), presunto esperto elettronico che passa da un lavoro a Burger King ad altri impieghi senza futuro.
Anime disperate nella giungla metropolitana che trovano in Josh Kovacs (Ben Stiller), frodato anch’esso, il Robin Hood newyorkese. Deciso ad assoldare il pseudo-criminale Slide (un ritrovato Eddie Murphy) per derubare chi li ha derubati in una forma di “giustizia fai da te”, dove la Legge è un’istituzione fallita che sa solo applicare senza rendersi conto di quello che sta succedendo nella realtà di tutti i giorni.
Ovunque guardiamo fuori dal Grande Schermo, la massa non è mai sufficientemente protetta e per questo arriva a commettere azioni ardite anche al di fuori della legalità. Bisogna aprire gli occhi. Nella vita reale, salvo rarissime eccezioni, gli Artur Shaw non finiscono mai in galera. Brindano al loro successo, e anzi fanno causa ai solitari Josh Kovacs, abbandonati nella loro battaglia di sopravvivenza.
Kovacs, Kovacs. Dove l'ho già sentito? Forse il regista ha voluto omaggiare il sindacalista Johnny Kovac interpretato da Sylvester Stallone in F.I.S.T. (1978, di Norman Jewison) e ispirato alla vera storia di Jimmy Hoffa (1913-1975)? Potrebbe essere. Entrambi dopo tutto lottavano contro l’ingiustizia e sono finiti dietro le sbarre. Restando in tema di protagonisti, anche in Tower Heist - Colpo ad alto livello, il simpatico Ben Stiller è un po’ sempre lui. Impacciato e alla ricerca del ruggito.
Qualcosa di visto e stravisto un’infinità di volte. Da Tutti pazzi per Mary (1998, di Bobby e Peter Farrelly), passando per la triplice saga familiare con Robert De Niro fino ai più recenti …e alla fine arriva Polly (2004, di John Hamburg) e Lo Spaccauori (2007, dei fratelli Farrelly), solo per citare alcuni dei più famosi. Fantastica invece Tea Leoni, nella parte della tosta agente dell’FBI Gertie Fiansen, ma deliziosamente “umana” quando si ubriaca al bar con Kovacs, entrando nei dettagli delle proprie conquiste alcolico-amorose nei confronti di un pompiere.
Consiglio spassionato al mondo del cinema italiano. Decidetevi: o
lasciate i film in lingua originale e mettete i sottotitoli o evitate
di cambiare doppiatori a ogni nuova produzione. Risparmiato Ben Stiller,
ogni volta che si sentiva parlare Casey Affleck con la voce di Alessandro Quarta, pareva di rivedere J.D. (Zach Braff) nel telefilm Scrubs (2001-2010).
Guarda il trailer di Tower Heist - Colpo ad alto livello
Tower Heist (2011) - da sx: Rick (Michael Peña), Charlie (Casey Affleck) e Josh (Ben Stiller)
davanti al potente ladro Artur Shaw (Alan Alda)