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Visualizzazione post con etichetta The Family Man. Mostra tutti i post
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venerdì 5 febbraio 2021

The Family Man, il regalo di anniversario

The Family Man - Kate (Tea Leoni) attende entusiasta il suo regalo da Jack (Nicolas Cage)

Il giorno dell'anniversario è un momento di condivisione e tanto amore. E se d'improvviso ce lo dimenticassimo? Succede anche questo, ai romantici protagonisti di The Famliy Man.

di Luca Ferrari

Felice. Passionale. Innamorata. Kate Reynolds (Téa Leoni) è una donna fortunata. Vive un vita semplice insieme all'amato marito Jack Campbell (Nicolas Cage) e i loro due figli. Il suo lavoro non le regala troppe soddisfazioni a livello economico ma è comunque soddisfatta. L'amore con Jack va avanti dai tempi del college. Oggi è un giorno speciale. Il giorno del loro anniversario. Kate e Jack hanno avuto un battibecco pochi giorni prima, qualcosa che succede tra chi condivide la vita ed è legato da un sentimento autentico. Succede tra chi condivide le gioie e le difficoltà della vita, come appunto è raccontato nel romantico-commovente The Family Man (2000, di Brett Ratner).

Jack è sempre stato il primo a darle il regalo di anniversario, quest'anno però c'è qualcosa che non va. Jack è turbato. Non sembra più il romantico marito di una volta. Kate invece è sempre la stessa. E' una delle tante mattine nel New Jersey innevato. Jack tutto assonnato è al piano inferiore a cambiare e dare il latte al piccolo Josh. Appena sentito il marito andare giù, Kate si sveglia tutta felice e da sotto il letto, tira fuori un grande pacco regalo. Lì dentro c'è la copia a buon mercato di una giacca che Jack aveva visto. Avere/essere in una famiglia significa anche saper rinunciare "ai propri giocattoli", specie per gli adulti. Kate è travolgente nella sua sprizzante felicità. Consegnato il regalo, allunga le braccia con gli occhi chiusi, in attesa di ricevere il proprio, e lì accade.

Kate è lì, bella e solare nel suo pigiama felpato. Entusiasta della vita. Non ha paura di esprimere la sua felicità. Kate d'improvviso capisce che il suo amato Jack ha dimenticato il giorno del loro matrimonio. Per lei è un colpo al cuore. Si sente ferita. Il suo sorriso si trasforma in una maschera di tristezza, lancinante. Non è il regalo mancato a ferirla, è il constatare che Jack abbia dimenticato il giorno più importante della loro vita. Saprà rimediare. Saprà mettere a fuoco ciò che davvero conta, come lo spirito Cash (Don Cheadle) gli aveva detto che avrebbe dovuto imparare prima di tornare alla sua vita. Una vita però, quella di Jack Campbell, che non sarebbe più stata la stessa. A ben guardare però, è stato proprio così... dal giorno che Jack s'innamorò di Kate Reynolds. 

The Family Man, la scena dell'anniversario

The Family Man - un'amorevole Kate (Tea Leoni) 
The Family Man - Kate (Tea Leoni) consegna il regalo a Jack (Nicolas Cage)

martedì 25 dicembre 2018

Buon natale dai tetti verdi

Pallina natalizia direttamente dal mondo di Anna dai capelli rossi © Luca Ferrari
Il giorno tanto atteso è arrivato! Dai tetti verdi dipinti sopra una pallina giunta direttamente dal mondo di Anna Shirley e la cine-rassegna qui narrata, vi auguro buon natale.

di Luca Ferrari

Buon natale 2018 a tutti! Nel mio cuore e sul mio albero c'è sempre un po' di Canada e nello specifico, una pallina direttamente arrivata da quella sempre più amata casa dai tetti verdi dove abitano Anna Shirley, Marilla e Matthew Cutberth (di cui quest'anno è uscita anche la 2° stagione della serie televisiva canadese). Mai come quest'anno ho voluto raccontarvi il natale con quelli che per me sono i migliori cinque film natalizi. Storie accomunate dalla magia di queste fiabe contemporanee di come la festa del 25 dicembre dovrebbe essere vissuta. Buona cinevisione natalizia con:
L'albero di natale con un tocco finale di Anne of Green Gables © Luca Ferrari
L'albero di natale con un tocco finale di Anne of Green Gables © Luca Ferrari

sabato 1 dicembre 2018

The Family Man (2000), io scelgo Noi

The Family Man - Jack Campbell (Nicolas Cage) e sua figlia, la piccola Annie (Makenzie Vega)
Vai a dormire scapolo milionario a New York, ti risvegli con moglie e figli nella provincia americana. Io scelgo noi. A natale io scelgo sempre The Family Man (2000, di Brett Ratner).

di Luca Ferrari

Gli sfavillanti agi del capitalismo prima, la dolcezza di una vita semplice circondata dagli affetti più autentici poi. Uno dei tanti dualismi dell'essere umano cui prima o poi in molti si trovano a dover scegliere anche se, dentro di sé, ognuno conosce già l'unica risposta. Qualcosa che spesso non corrisponde a ciò che si sta vivendo nell'effettiva realtà. Ma cosa succederebbe se avessimo davvero la possibilità di sospenderne una e vivere per un po' di tempo nell'altra? E una volta ritornati, che cosa sceglieremmo? Preparate i fazzoletti, è il momento del cult natalizio The Family Man (2000, di Brett Ratner).

Jack Campbell (Nicolas Cage) è un pezzo grosso di Wall Street. Abita in un lussuoso attico e ha appena trascorso l'ennesima calda serata in dolce compagnia. Sposato con il suo lavoro, è l'inossidabile braccio desto dell'ancor più "dollaroso" Peter Lasseter (Josef Sommer) e pronto all'ennesima fusione a nove zeri. Siamo alla sera della vigilia di natale e mentre tutti sono già con la testa al cenone, incluso il suo vice Alan Mintz (Saul Rubineck), Jack non pensa ad altro che alla buona riuscita dell'operazione. Nel rientrare in casa però, si mette in mezzo a un battibecco per pochi dollari, ed è così che fa la conoscenza di Cash (Don Cheadle).

In apparenza è un ladruncolo. Non è così, e nel tentativo da parte del business-man di offrirsi ad aiutarlo prospettandogli la tipica lezione americana del "lavora duro e anche tu avrai ciò che ho io (tutto, ndr)", Jack pecca d'innocente presunzione e ciò che lo aspetta al suo risveglio non lo potrebbe neanche lontanamente immaginare. L'indomani infatti, la mattina di natale, Jack Campbell non è più solo nel proprio letto king size della Grande Mela, ma dorme in una modesta abitazione del New Jersey a fianco dell'ex-fidanzata Kate Reynolds (Tea Leoni) con cui è sposato e hanno due figli: Annie (Makenzie Vega) e Josh (Jake/Ryan Milkovich), che immancabili li svegliano urlanti e festanti per aprire i regali.

Jack è incredulo per non dire scioccato. La sola idea che gli viene in mente è prendere la macchina e con ancora indosso il pigiama andare a New York City, credendo di ritrovare appartamento e posto di lavoro. Non è così. Non lo è più, almeno per il momento. L’incontro con Cash a bordo della sua ormai ex-Ferrari non lo aiuta a inquadrare meglio la cosa. Ci dovrà arrivare da solo a capire tutto. Quanto gli ci vorrà, non è un problema. Si rimette dunque al volante per tornare a quella che è una nuova vita. Una vita dove lo aspetta una moglie preoccupata (mattinata di natale sparito da ore, fate un po’ voi) e due bambini.

Jack comincia una vita di cui non sa nulla e dovrà rapidamente unire i pezzi per aggiornarsi, lavoro incluso. Qui è un venditore di gomme per auto presso la ditta del  suocero Ed (Harve Presnell). Per fortuna che in suo soccorso c’è sempre l’amico di una vita, Arnie (Jeremy Piven). Basterà a trasformare un uomo abituato a vivere in grande stile in un modesto uomo di famiglia che si veste ai Grandi Magazzini? L’imprese è dura. Sotto quel modesto tetto però, c’è una donna fantastica di cui Jack era innamorato e che ancora oggi è una moglie fedele e sinceramente realizzata per il semplice fatto di aver costruito una famiglia insieme a lui.

Jack alterna momenti di estrema dolcezza a ripensamenti e rimpianti, tanto da "rischiare" di tradire Kate con l'avvenente Evelyn Thompson (Lisa Thornhill), e riuscendo un po' per caso a ritornare al cospetto di Lasseter e il mite Minz, oggi più agguerrito e ringhioso che mai. Ma questo non è il tempo della spietata New York. Questo è il momento del caldo New Jersey e Jack Campbell, giorno dopo giorno, sta diventando qualcosa di diverso. Una persona migliore? Troppo facile dirlo. Di sicuro una persona che è in grado di mettere nella giusta prospettiva ogni aspetto della propria esistenza e prendere ogni decisione non guidato dal solo verde dei dollari.

La vita scorre placida. Siamo alle battute finale della sua vita familiare. Jack ha capito che la "sbirciatina" è al suo epilogo. Va nella cameretta dei suoi figli. Li carezza. Li bacia. Semplicemente li osserva con tenerezza. Si siede accanto a sua moglie. Esce di casa e inizia a nevicare. Uno dopo l'altro, i fiocchi si posano tutt'intorno e sopra di lui. Jack chiude gli occhi e se ne va a dormire. Al suo risveglio la sua vita tornerà ad essere ciò che era per davvero. Non ha sognato. Lo ha vissuto per davvero. Se adesso qualcosa potrà cambiare e ritornare sui binari di ciò che gli è stato appena concesso, adesso dipende tutto da lui.

Ho amato The Family Man fin dalle prime volte che lo vidi, in parte per Nicolas Cage (Via da Las Vegas, Face Off, Lord of War) che ho sempre apprezzato, ma soprattutto per il calore di una storia che anno dopo anno non smette di commuovere. Non sono mai stato neanche vicino a essere uno spregiudicato uomo d'affari che smuove milioni di dollari ma per molti anni ho barcollato convinto di appartenere a una vita fatta di sacrifici senza nessun legame sentimentale, seppur desiderandolo dentro. Semplicemente non ero pronto. Semplicemente dovevo fare la mia strada. Semplicemente dovevo fare la mia inevitabile e lunghissima sbirciatina nell'oscurità ancora incompresa.

The Family Man non è solo un film immerso nella calda atmosfera natalizia, e ha sempre molto da insegnare. Jack Campbell è sicuro di sé ma qualcosa di fragilmente sentimentale è rimasto dentro di lui. Qualcosa di quando era solo innamorato della sua Kate e sognava una vita insieme a lei. Quell'uomo adesso ha la sua chance ma dovrà ricominciare da zero e riabituarsi a un mondo che non pensava gli sarebbe mai più capitato. Giorno dopo giorno però, si renderà conto che un vestito di alta sartoria non è la felicità agognata. Giorno dopo giorno, capirà che il calore di una donna che ti ama davvero non è neanche paragonabile al fruscio sonante di un superattico a New York City.

Con la sceneggiatura di David Diamond e David Weissman, cui è fin troppo evidente la strizzatina d'occhio a un altro cult natalizio, La vita è meravigliosa (1946, di Frank Capra), il film si snoda come un metafora esistenziale. Tutti abbiamo una vita che abbiamo abbandonato in favore di un'altra e forse tutti vorremmo poterla vivere per un periodo. Ma che succederebbe se dovesse succedere per davvero, oltre tutto senza averlo chiesto? Molte le scene toccanti, a cominciare dalla piccola Amy, che non riconoscendo più il suo affettuoso papà, gli tocca la faccia convinta che sia un alieno, con la speranza quanto meno che le sappia preparare il cioccolato caldo.

Kate poi, è il trionfo della femminilità. Una Donna nel senso totale. Lavora e guadagna poco ma non si arrende mai. Sinceramente innamorata, conscia dei tanti sacrifici fatti, non si fa abbindolare dalla superficialità del mondo. Tutto ciò che chiede è invecchiare nella casa in cui sta vedendo crescere i suoi figli. La delusione sul volto quando Jack non le consegna il regalo di anniversario è una pugnalata al cuore, poi attenuata dall'amore che suo marito riesce davvero a farle sentire, e così dicendogli gli rivolge: "Ti amo. E questo è più importante per me del nostro indirizzo”. A darle dolcezza e forma, la newyorchese Tea Leoni (Holliwood Ending, Dick e Jane operazione furto, Tower Heist - Colpo ad alto livello)

Natale 2018. Inutile pensare al proprio credo e simili, il natale non passa mai inosservato dentro ciascuno di noi. Possiamo aver dimenticato tanti giorni della nostra vita ma saremmo tutti in grado di ricordare molti natali e il farsi ispirare da The Family Man (2000, di Brett Ratner) di sicuro è uno dei migliori regali che ciascuno potrebbe fare a se stesso/a. E se un giorno, magari proprio in aeroporto, vi troverete dinnanzi a una decisione cruciale per la vostra vita, ricordate cosa disse Jack a Kate: "So che possiamo continuare con le nostre vite, ce la caveremmo benissimo, ma io ho visto quelle che potremmo essere insieme e scelgo Noi". E a quel punto, tu cosa risponderesti?

The Family Man, il trailer

The Family Man - Jack (Nicolas Cage) e Kaye (Tea Leoni) all'inizio della loro storia
The Family Man - Jack Campbell (Nicolas Cage), uomo potente a Wall Street
The Family Man - il misterioso Cash (Don Cheadle)
The Family Man - la famiglia Campbell al risveglio nella mattina di natale  
The Family Man - un Jack (Nicolas Cage) pensieroso cerca di adattarsi alla sua nuova vita
The Family Man - Jack Campbell (Nicolas Cage) e la figlia Annie (Makenzie Vega)
The Family Man - Kate (Tea Leoni) e Jack (Nicolas Cage) all'inizio di una nuova giornata insieme
Dal cinema di The Family Man alla più meravigliosa realtà familiare... © Luca Ferrari
The Family Man - gli amici di Jack al bowling, da sx Arnie (Jeremy Piven)
The Family Man - Peter Lasseter (Josef Sommer) e Alan Mintz (Saul Rubineck)
The Family Man - Jack (Nicolas Cage) carezza teneramente il piccolo Josh (J./R.Milkovich)
The Family Man - Jack Campbell (Nicolas Cage) guarda commosso la sua famiglia
The Family Man - Annie (Makenzie Vega), dinnanzi a lei il suo papà premuroso
The Family Man - Kate (Tea Leoni) e Jack (Nicolas Cage) nella loro calda camera da letto
The Family Man - Jack Campbell (Nicolas Cage) ha capito che il suo nuovo mondo sta svanendo...
The Family Man - Jack Campbell (Nicolas Cage) si lascia portare via
The Family Man - Jack Campbell (Nicolas Cage) si addormenta. Al suo risveglio tutto sarà come prima
The Family Man - Jack Campbell (Nicolas Cage) fa i conti con la propria anima
The Family Man - Kate Reynolds (Tea Leoni) e Jack Campbell (Nicolas Cage)... si ritrovano

giovedì 20 dicembre 2012

La cavalcata dei miei film di Natale

 Love Actually (2003, di Richard Curtis)
Natale davanti al grande schermo? Ovviamente si. Ma ci sono film e film. E ce ne sono alcuni che anno dopo anno continuo sempre a rivedere.

di Luca Ferrari

Io riparto da qua. Dalle mie personali fondamenta. 10 imperdibili film da vedere e rivedere, finché Natale non ritorni ancora. 
  • Una poltrona per due (1983, Trading Places) – di John Landis con Eddie Murphy, Dan Aykroyd, Don Ameche, Ralph Bellamy, Jamie Lee Curtis. Visto e stravisto. Cult movie per il sottoscritto e il mio collega fotografo Federico Roiter con cui da anni seguo la Mostra del Cinema di Venezia. La frase emblematica, il cameriere Ezra (Avon Long) che ricevuta una misera gratifica natalizia, se ne esce con un epico “5 dollari, magari ci vado al cinema, però da solo” … e subito dopo, sibilando: fanculo! (fantastica la versione spagnola: hico de puta!).
  • Mamma, ho perso l’aereo (1990, Home Alone) – di Chris Columbus, con Macaulay Culkin, Joe Pesci, Catherine O’Hara, John Candy. Lasciato nel dimenticatoio per molto tempo, poi in una gelida sera del 2006, in un mix europeo (insieme a un’amica croata, una slovena e una macedone), quattro pizze fanno da anticamera alla mitica pellicola e ritorna la magia. “si faccia avanti un regista, armato di almeno una mongolfiera e qualche calco fotografico/...  e quale incredibile capacità di trasformismo di due semplici colori di fronte a frullatori arcobalenici... cos’altro mi posso ricordare oltre a dolcissimi sorrisi che confondono la mia padronanza lunare con quello che si vedrà dopo?”… tieni il resto, lurido bastardo!
  • Bufera in Paradiso (1994, Trapped in Paradise) – di George Gallo con Nicolas Cage, Mädchen Amick, Jon Lovitz. La dolce protagonista per cui il buon Bill Firpo (Cage) perde la testa e cambia definitivamente vita, si chiama Sarah e ha i delicati lineamenti della Shelley Johnson del telefilm I segreti di Twin Peaks. Una pellicola legata alla mia storia privata. “non ha molto senso usare un passamontagna per portare lo zucchero caramellato/… ma che ne poteva capire Proust di dolciumi? Una gabbia di neve resterà sempre la sola speranza nella mia mente/…tutte le strade sono aperte”.
  • Serendipity - Quando l’amore è magia (2001) – di Peter Chelsom, con John Cusack, Kate Beckinsale, Jeremy Piven, Molly Shannon. Una delle più belle storie d’amore mai raccontate, con lo sfondo le nevicate della Grande Mela e il natale, all’inizio e alla fine della pellicola. Per chi crede ancora al romanticismo e che l’amore non sia solo un’invenzione del Cinema ma pretende di viverlo nella propria vita, “quelle penne nere non ci hanno mai abbandonato…cos’è poi che non saremmo in grado di generare/… pensieri,  desideri,  emozioni, scelte...Un po’  il Tempo del Sogno/… vado a frazioni rallentate perché quello che voglio è arrivare lì insieme…e non  mi sorprende sapere che la spada della nostra dolcezza più contenuta ha trovato spazio in una visione i cui arretrati si fanno sempre desiderare al momento di sentirvi amorevolmente vicini”.
  • The Family Man (2000) – di Bret Ratner, con Nicolas Cage, Tea Leoni, Don Cheadle. Cage sublime. Spietato businessman si ritrova catapultato in una dimensione familiare di provincia. Il suo sguardo sotto la nevicata è da pelle d’oca. “Cosa posso fare   per convincermi che sono sempre stato amato? Non ho ancora visto che cosa potremmo essere insieme, e se io scegliessi oggi domani potrei anche riuscire a sognare/… il campanello della bicicletta ti pensa e guarda anche quando non dormi,  anche quando non sei innamorato”…
  • The Polar Express (2004) – di Robert Zemeckis, con Tom Hanks. Una grossa pecca averne mancato la visione al cinema. E in effetti è un film che ho visto molto tempo dopo. Però la sua magia è indiscutibile. Talmente potente da meritarsi la poesia È una cosa magica, che fine ha fatto?, pubblicata nel libro Frenetica Storia Infinita (2004, La Versiliana Editrice): “… può esistere un’unità di misura per le meraviglie o per le lusinghe d’inverno?…vedo così tante tazze vuote che solo il più improbabile dei viaggi al Polo Nord/ saprebbe spingermi a salire sul tetto di un treno/, per aspettare che un angelo/ si avvicini e mi offra una cioccolata calda”.
  • La neve nel cuore (2005, The Family Stone) – di Thomas Bezucha, con Sarah Jessica Parker, Clair Danes, Luke Wilson, Diane Keaton, Rachel McAdams. È iniziata l’era veneziana del cinema da più di un anno ormai, e martedì 7 febbraio 2006 sono al Palazzo di Mestre per assistere a una dolce commedia tra incontri/scontri di un cosmo familiare hippy, con cui la snob acidula e inizialmente decisa Meredith (S. J. Parker) arrivata come futura sposa del primogenito Everett (Dermot Mulroney), inciampa fino a un dolce e condivisibile epilogo.
  • L'amore non va in vacanza (2006, The Holiday) – di Nancy Meyers con Jude Law, Cameron Diaz, Kate Winslet, Jack Black, Eli Wallach. Sarà che ho sempre adorato gli estremi incontrarsi. Io sono quello capace di creare cassette con insieme Mariah Carey e i Megadeth, e oggi playlist con Spice Girls e Pearl Jam. Sarà che vedere un'incasinata mangia-uomini holliwoodiana scambiarsi di casa con un’insicura inglese, diventare amiche e alla fine giorie del rispettivo trionfo nei sentimenti con due persone meritevoli (un Jude Law tenerissimo nella parte di un giovane vedovo con due bimbe al seguito), mi ha sempre infuso speranza e serenità. Sarà che è l’ultima commedia sentimentale natalizia degna di questo nome, e riesce a far trionfare la poetica della campagna innevata britannica su tutta la frenesia del mondo moderno, anche senza rinunciarvi.
  • A Christmas Carol (2009) – di Robert Zemeckis, con Jim Carrey, Gary Oldman. Giovedì 14 gennaio 2010 assisto per la prima volta a un film in 3D. Natale è passato da più di tre settimane ma non fa differenza. Sono uno dei pochi spettatori all’ultima proiezione dello spettacolo serale al cinema Excelsior, e sebbene con l’avvicinarsi della mezzanotte, il mio occhio tenda a crogiolarsi nel tepore della sala cinematografica mestrina, non si può non restare incantati da un regista che ha votato la propria cretività alla più nobile delle arti: far sognare l’uomo… “sembra che l'ultima lettera sia stata giudicata indigesta a chi non ha mai eseguito tre dichiarazioni di canti/... è stato un ritardo quasi non credibile visto lo scrigno da cui non mi sono mai separato/... ci sarà mai posto per gli uomini nuovi nel vecchio mondo?...è sempre quello in cui viviamo...i pesi che avvinghiano la superficie dei nostri desideri nutre ancora quel vuoto che si appiccica sulle suole quando non siamo più in grado di far circolare un primitivo incontro fra carezze/... perché fuori non c'era nessuno che imprimesse al ghiaccio lontano una strada con cui confrontarmi fino a dove voglia arrivare/... non me lo so ancora troppo spiegare”.
  • Dickens - L'uomo che inventò il natale (2017, di Bharat Nalluri con Christopher Plummer, Dan Stevens, Jonathan Pryce). Può un libricino di poche pagine cambiare il corso di una vita, o più di una? La risposta è sì, ancor di più se di mezzo c'è al festa per antonomasia dove tutto è possibile: il natale. Un'ispirazione sgorgata dai vicoli più oscuri della propria più rivoluzionaria immaginazione. Un'ispirazione che dovrà fare i conti con le lacrime abbandonate del proprio passato. Un'ispirazione che troverà la forza di mutare il corso della vita e della storia, imparando dalla dolcezza di chi ci sta accanto.
La neve nel cuore (2005, di Thomas Bezucha)
The Family Man (2000, di Bret Ratner) con Nicolas Cage, Tea Leoni, Don Cheadle
Serendipity (2001) - Sarah (Kate Beckinsale) e Jack (John Cusack)