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Visualizzazione post con etichetta Thor: The Dark World. Mostra tutti i post
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lunedì 16 dicembre 2013

Benicio Del Thor, il collezionista

Thor: The Dark World - Taneleer, il Collezionista (Benicio Del Toro)
Da Alan Taylor a Guy Ritchie. Nel cameo del poco entusiasmante Thor: The Dark World (2013), Benicio Del Toro ci riporta a Snatch – Lo strappo (2000).

di Luca Ferrari

Cos’hanno in comune il trafficante di diamanti e scatenato giocatore d’azzardo Franky dettp "Quattro dita" e Taneleer detto “Il Collezionista”? In apparenza nulla. Nemmeno l’appartenenza allo stesso mondo. Il primo opera sul Pianeta Terra, il secondo nel Regno di Asgard. Ad accomunarli c’è il medesimo interprete cinematografiico, il portoricano Benicio Del Toro, premio Oscar come migliore attore non protagonista in Traffic (2000, di Steven Soderbergh).

Per chi non è scappato subito dopo la fine del deludente Thor: The Dark World (2013, di Alan Taylor), non avrà avuto difficoltà nel riconoscere sotto la cresta platinata di Taneleer il Collezionista, l’ex-Che Guevara, Benicio Del Toro. Non so però in quanti hanno abbiano avuto la mia stessa sensazione e ciòè quella di essersi ritrovati anche dinnanzi al malavitoso Franky "Quattro dita", sempre interpretato dal suddetto nel corale Snatch – Lo strappo (2000, di Guy Ritchie).

I doppiatori sono diversi. Francesco Pannofino per "Benicio Quattro Dita" e Massimo Lodolo per "Taneleer Del Toro". Sarà stata la viscida pacatezza nel modo di parlare del "Blly Idol di Asgard", ma per un attimo ho sentito abbandonata la dimensione intergalattica (...) e ho riassaporato con estremo piacere l’odore di bische e pallottole della vecchia Inghilterra. 

Snatch - Franky "Quattro Dita" (Benicio Del Toro)

sabato 7 dicembre 2013

Thor, non so proprio se tornerò ad Asgard

Thor: The Dark World - Loki (Tom Hiddleston) e Thor (Chris Hemsworth)
Sceneggiatura fiacca. Inutile ed esoso 3D. Thor senza carisma. Loki poco valorizzato. Benvenuti nel mondo di Thor: The Dark World (2013).

di Luca Ferrari

No, non so proprio se avrò voglia di tornare nel Regno di Asgard. Dovrei incontrarmi in separata sede con Loki, auspicando di ricevere garanzie sulle proprie intenzioni degne di una vera storia. I saggi muscoli di Thor saranno anche nobili ma non dicono nulla che d’immacolato compimento non sia già passato sul grande schermo. No, non so proprio se tornerò ad Asgard.

E il tanto atteso giorno di Thor: The Dark World (2013, di Alan Taylor) alla fine è arrivato. Nessuno dei presenti era lì per assistere a baci appassionati tra il dio del tuono (Chris Hemsworth) e la scienziata terrestre Jane (Natalie Portman). Gli occhi degli spettatori erano tutti concentrati su di lui, l’infido Loki (Tom Hiddleston).

Già si sapeva che sarebbe uscito dalla prigione di Asgard per volontà stessa del fratellastro Thor, ma come si sarebbe comportato? Fin dal primo capitolo della saga (2011, di Kenneth Branagh) e ancor di più poi con The Avengers (2012, di Joss Whedon), era chiaro (…) che fosse il figlio adottivo di Odino il cavallo su cui puntare per il sequel delle vicende d’ispirazione norrena.

Invece no. Alan Taylor ha sospinto Thor: The Dark World (2013) in tutt’altra direzione. Quella collaudata. Il film è stato pompato. Incensato nell’anticipazione dei vari Comics. Un’attesa eccessiva per poi constatare l’ennesimo prodotto confezionato senza qualità. Una scialba vicenda con il possente Thor a dieta stretta di carisma e il mezzo antagonista Loki a cercare di tappare le troppe carenze di script con ghigni, qualche divertente mutazione e battutine adolescenziali.

In Thor The Dark World il reietto asgardiano gioca le sue carte. Nasconde i sentimenti e si dimostra spigoloso. In apparenza senza cuore, ma nei fatti distrutto per l’uccisione della donna che gli fecce da madre, la regina Frigga (Rene Russo).

Ma il cuore dell’azione non è l’auspicato scontro tra i due fratelli bensì tra Thor e Odino (Anthony Hopkins). E come nel primo episodio, è in questo mobile solco umano che s’insinua Loki e i suoi piani. Con l’arrivo degli Elfi Oscuri, Thor è costretto a liberarlo. Una scelta questa per nulla gradita né condivisa dai fidi amici guerrieri.

Ancora una volta Thor mette in discussione l’autorità del “primo cittadino” del regno di Asgard , arrivando perfino a macchiarsi di alto tradimento con la complicità del leale Heimdall (Idris Elba) pur di salvare l’amata Jane, qui in trasferta extraterrestre poiché malata a causa dell’Aether, penetratole dentro.

Questi è un pericoloso materiale fluido capace di regalare a chiunque lo possegga un incredibile potere distruttivo. Malekith (Christopher Eccleston), un tempo sconfitto dal padre di Odino, lo sa bene ed è pronto per la sua vendetta e annessa invasione del regno di Asgard, colpendo al cuore gli odiati nemici. Sarà sufficiente il martello di Thor a respingere la letale minaccia?

Il sempre più azzeccato trailer ci mostrava un Thor alle prese con chissà quale mondo oscuro in procinto di devastare l’universo. Potranno anche raccontarcela, ma se le navi del cattivone di turno avevano pericolose sembianze spielberghiane formato Guerra dei Mondi, il finale appare fin troppo prevedibile.

Qualcuno poi mi dovrebbe spiegare perché gli spietati invasori, pur inseguendo minacciosi con fucili laser (o simili) in mano Darcy (Kat Dennings), il suo stagista non pagato Ian (Jonathan Howard) e il Dr. Erik Selvig (Stellan Skarsgård), non provino mai nemmeno a sparare. Conversione gandhiana causa fuso orario terrestre?

Veniamo poi al 3D. Oltre a un prezzo a dir poco esoso, gli effetti tridimensionali di Thor The Dark World sono pochi, per niente particolari né spettacolari e togliendomi di tanto in tanto gli occhiali specifici, ho constatato che in molte scene si poteva farne a meno.

Immancabile la presenza di Mr. Stan Lee che ormai tutti si aspettano, e che sarebbe bello variare. Magari celandolo sotto mentite spoglie così da lanciare una sorta di contest per riconoscerlo. La sua ennesima battutina da 2 secondi è come la tiepida sorpresa che sai trovare nell’uovo di cioccolato.

Un consiglio per i Marvel Studios. Se il livello cinematografico è questo, suggerisco caldamente di sospendere la produzione supereroica o quanto meno affidarla a persone più competenti. Dopo i mezzi flop di Iron Man 3 e Thor: The Dark World, i prossimi Captain America: The Winter Soldier (2014) e Avengers: Age of Ultron (2015) avranno ancor più responsabilità. Auguri a registi e sceneggiatori.

 
Il trailer di Thor: The Dark World

Thor: The Dark World (2013, di Alan Taylor)
Thor: The Dark World - il martello di Thor (Chris Hemsworth)
Thor: The Dark World - Il regno di Asgard

mercoledì 9 ottobre 2013

Marvel, il giorno di Loki

Thor: The Dark World - Loki (Tom Hiddleston)
Nella saga del dio del tuono Thor, il fratellastro “cattivo” Loki (Tom Hiddleston) si meriterebbe uno spin off a regola d’arte. Marvel, mi ricevi?

di Luca Ferrari

Prima presuntuoso e arrogante, poi valoroso e pronto perfino a sacrificarsi per i neo-amici terrestri. Nel giro di una mezz’ora  cinematografica, il dio del tuono Thor (Chris Hemsworth) passa da testa calda a eroe immacolato. Chi invece comincia e rimane detestabile, doppiogiochista e rancoroso, è il fratellastro Loki (Tom Hiddleston). La saga del dio norreno prende il via nel 2011, con Thor di Kenneth Branagh.

Passa appena un anno (2012) e le liti familiari si spostano sul Pianeta Terra nel successivo The Avengers di Joss Whedon dove, parola di Tony Stark (Robert Downey Jr.), Loki riesce nell’impresa "di far incazzare il semi-dio fraterno, un supersoldato, una leggenda vivente che vive nella leggenda, un uomo con grossi problemi nel gestire la propria rabbia e due assassini provetti".

E veniamo al presente. Il 20 novembre 2013 sbarca sul grande schermo Thor – The Dark Wolrd (2013, di Alan Taylor). Aldilà della liaison tra il possente dio scandinavo e la bella scienziata Jane (Natalie Portman), nel cui trailer è già cult lo schiaffo che rifila a Loki con le parole, questo è per New York!, c’è grandissima curiosità di vedere come e soprattutto quanto durerà l’alleanza tra un Thor indebolito e appunto Loki, fino ad allora sotto chiave per i ben noti empi atti compiuti su e giù per il cosmo.

Il suo discorso "avengerante" sul servilismo terrestre ha fatto epoca, ma ora è tempo di una nuova sfida e aldilà dello sviluppo della storia, spero all’altezza e non fragile come la terza avventura di Iron Man, non credo proprio di essere il solo ad auspicare che i Marvel Studios si mettano al lavoro per un film interamente incentrato su di lui.

“Premesso che non ho mai visto The AvengersThor, perché dovrei essere così affascinata da un personaggio di cui in realtà ho nel mio bagaglio solo pochissimi frame in qualche trailer?” a porsi questa domanda e rispondere in esclusiva per cineluk, la giornalista milanese Desirée Sigurtà. “D’istinto direi perché mi sta simpatico e perché l’attore Tom Hiddleston è riuscito a tracciare un profilo talmente perfetto di villain moderno, che non si può restare indifferenti”.

L’analisi di Desirée si spinge sempre più a fondo. Nei meandri psicologici del personaggio creato nel 1962 da Stan Lee, Larry Lieber e Jack Kirby.

“Non sono un’amante del cinema quindi mi baso spesso su quello che leggo in giro, ma quando parlo di villain moderno (e penso al Joker di Heath Ledger, forse anche al forzuto Bane), non mi riferisco a cattivi e basta, un po’ alla Spectre di James Bond. Intendo cattivi che lo sono diventati per un motivo. Potrei dirti che il primo villain moderno è il Dottor Male di Austin Powers, anche se la carica drammatica ovviamente è tramutata in demenziale e caricaturale.

Dietro questi personaggi c'è sempre una storia di abbandono. Abbandono di affetti, speranze e ideali. Loki in fondo non si sente abbandonato perché Odino (Anthony Hopkins) non è il suo vero padre e si reputa inferiore rispetto al figlio naturale Thor? I cattivi cercano visibilità con azioni eclatanti (ai nostri occhi, crudeli), perché vogliono far vedere che valgono, che sono qualcuno. Soprattutto agli occhi di chi non li considera (o non li considera a dovere). I buoni saranno anche buoni ma hanno un profilo psicologico un po’ piatto.

Sono come quelli della Spectre, buoni e basta. Perfetti. Indomiti. Coraggiosi. Valori a cui vorremmo tutti tendere e aspirare, ma noi siamo umani, non supereroi (The Avengers, ma anche Batman). Per questo i figli (de)relitti sono simili a noi, perché rispecchiano di più le sfumature dell’anima.

Forse l'unico eroe moderno non tutto d'un pezzo è il Bond di Daniel Craig, ma lì è un'altra storia. Certo, ci sarebbe anche l'uomo-pipistrello, ma non ho un giudizio esatto. La trilogia del Cavaliere Oscuro non l'ho vista, Casino Royale (2006, di Martin Campbell), si.

Forse è tutto merito dei registi e degli sceneggiatori che sanno studiare e descrivere bene le cose. Ma senza un buon attore non si fa nulla. Nel trailer di Thor: The Dark World, quando il “biondone" va nella cella in stile Hannibal Lecter, lo sguardo di Loki è magnetico e sofferente. Poi magari è tutta una finta. Poi è cattivo lo stesso. Ma come si fa a non amarlo?”.

Thor: The Dark World (2013, di) - Loki (Tom Hiddleston)

lunedì 3 giugno 2013

Angry Dark Thor

Thor: The Dark World - il possente Thor (Chris Hemsworth)
Il trailer di Thor: The Dark World (2013, di Alan Taylor) sta già facendo impazzire i fan. Ma il reietto Loki si alleerà davvero col fratellastro Thor?


“Alcuni credono che prima dell’Universo ci fosse il nulla. Ma sbagliano. C’era l’Oscurità. Ed è sopravvissuta”. A impresa conclusa insieme ai colleghi Avengers, il dio del tuono Thor (Chris Hemsworth) faceva ritorno ad Asgard insieme al prezioso (e pericoloso) Tesseract e il fratello Loki (Tom Hiddleston), ammanettato e pronto per essere consegnato alla giustizia.

Un anno dopo una nuova sfida attende l’ex-esiliato spaccone, ora valoroso e saggio e alle prese con la ferocia distruttiva di un’anticha razza guidata da Malekith (Christopher Eccleston). In questa nuova avventura Marvel, Thor: The Dark World (2013, di Alan Taylor), non sarà lui a combattere in trasferta, ma l’amata astrofisica Jane Foster (Natalie Portman).

E se nemmeno l’intervento di Odino (Anthony Hopkins) riuscirà a sistemare le cose, a mali estremi, estremi rimedi. Una volta “qualcuno”, rivolgendosi al capo dello SHIELD, Nick Fury (Samuel L. Jackson), disse: “Devi essere molto disperato per rivolgerti a creature smarrite (Hulk, Thor, Iron Man, Captain America, ndr) come loro”. 

Cambia il dirimpettaio ma non la sostanza. “Devi essere veramente molto disperato per chiedermi aiuto” sibila il detenuto semi-divino Loki. “Sappi che se dovessi tradirmi” replica deciso il fratello Thor, senza alcuna voglia di scherzare, “io ti ucciderò”. Ancora due sole parole da parte di Loki che sanno di alleanza. Di promessa.  

Quando cominciamo? Una sfida, si. Ma a chi?

Thor e Loki a confronto...

Thor: The Dark World - la risata beffartda di Loki (Tom Hiddleston)
Thor: The Dark World (2013, di Alan Taylor)