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Visualizzazione post con etichetta Jake Gyllenhaal. Mostra tutti i post
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mercoledì 7 giugno 2017

Rendition, sparizioni forzate e torture

Rendition Detenzione illegale - Anwar El-Ibrahim (Omar Metwally) viene torturato senza pietà
Le sparizioni forzate nella cosiddetta "lotta al terrorismo". Un viaggio nell'orrore più tragicamente angosciante e reale. Rendition - Detenzione illegale (2007, di Gavin Hood).

di Luca Ferrari

Film per chi ha scorza. Qui non c'è lo splatter di qualche improbabile horror. Qui c'è una pagina nerissima della cronaca recente. Qui si parla delle sparizioni forzate autorizzate dall'amministrazione Bush nel dopo-11 settembre nella guerra al terrorismo. Ecco dunque innocenti catturati ovunque con la complicità di tanti governi (Italia inclusa), portati in prigioni segrete per essere torturati fino a confessare dove si trova Osma Bin Laden. Rendition - Detenzione illegale (2007, di Gavin Hood).

Tutto questo  accade all'ingegnere Anwar El-Ibrahim (Omar Metwally), di rientro a dal Sudafrica a Washington per ricongiungersi con la moglie americana Isabella (Reese Whiterspoon). Sbarcato però in terra statunitense, viene fatto accomodare in una stanza appartata e interrogato. Il suo nome viene poi (abilmente) fatto scomparire dalla lista dei passeggeri di quel volo e per l'innocente Anwar ha inizio un altro viaggio, dentro le maglie dell'inferno più atroce.

In parallelo ha inizio una lotta disperata e angosciante dove Isabella si scontra con la più spietata politica del capo dei Servizi Segreti, Corrine Whitman (Meryl Streep). Neanche il supporto dell'amico Alan (Petere Sarsgaard), braccio destro del senatore Hawkins (Alan Arkin) farà mutare il destino di dolore che sta subendo il proprio marito. Dalla CIA alla CIA, la palla per estorcere informazioni arriva all'agente speciale Douglas Freeman (Jake Gyllenhaal). Ma anche chi applica la legge arriva a un punto in cui non può più supportare una simile vista di sopraffazione e abusi.

In programmazione questa sera (h. 21) su Iris canale 22, Rendition - Detenzione illegale (2007, di Gavin Hood) non è per niente una pagina chiusa. Un film da vedere ma che non tutti saranno in grado di reggere. Guantanamo e Abu Grahib sono i nomi più noti delle prigioni segrete, ma il mondo è pieno di buchi neri da cui nessuno è mai riuscito a far ritorno e di cui nessuno sa nulla, Amnesty International e le tante associazioni che lottano per i diritti umani incluse.

Nessuno è al sicuro al giorno d'oggi. Pazzi furiosi da una parte etichettati con nomi dall'appeal più allucinante, Stati irresponsabili incapaci di comprendere il mondo. Le politiche di controllo del neo-presidente Donald Trump fanno poi pensare che sempre meno gente (turisti inclusi) avranno tanta voglia di venire negli Stati Uniti dovendo aprire profili social e fornendo password delle proprie email. La vera minaccia è una cosa, i sospetti e l'abuso della privacy un'altra.


Il trailer di Rendition - Detenzione illegale 

Rendition Detenzione illegale - il volto angosciato di Isabella (Reese Whiterspoon) 

giovedì 17 novembre 2016

Animali notturni, il noir della vendetta

Animali notturni - lo sceriffo Bobby Andes (Michael Shannon)
Paura e morte. Buio e sabbia. Gli animali notturni colpiscono senza pietà. Se la giustizia non agisce abbastanza, è giunto il tempo della vendetta... di Tom Ford.

di Luca Ferrari

Un tranquillo viaggio familiare si trasforma nel peggiore degli incubi. Storia vera o la trama di un nuovo e impeccabile romanzo? Uomo contro uomo. Dolore contro (in)giustizia. Lacrime violentate sotto la sabbia del deserto più spietato. Quale che sia l'esito, l'amore è destinato a essere immolato. Presentato in concorso a Venezia 73 e distribuito da Universal Pictures, sbarca oggi sul grande schermo Animali notturni (2016, di Tom Ford).

Susan Morrow (Amy Adams) ed Edward Sheffield (Jake Gyllenhaal) sono stati fidanzati ai tempi del college. Complice anche l'ingombrante e giudicante presenza della madre  di lei, Anne (Laura Linney), tra i due è finita e ora la donna vive una statica relazione d'alto rango con il ricco Walker Morrow (Armie Hammer). Un'ombra dal passato però ora è giunta tra le mani di Susan, il nuovo manoscritto dell'ex, Tony. Un libro che la proietterà in una dimensione di puro orrore dove l'essere umano è carnefice senza scrupoli né pietà. Un libro dedicato proprio a lei.

Il volume racconta la triste vicenda della famiglia Hastings: Tony (Gyllenhall), la moglie Laura (Isla Fisher) e la loro figlia adolescente India (Ellie Bamber). Stanno viaggiando nel cuore dell'oscurità texana fino a quando sulla loro strada incontrano l'auto di tre sbandati capitanati dal sadico Ray Marcus (Aaron Taylor-Johnson). Non c'è nessuno cui chiedere aiuto. Un padre di famiglia proteso a difendere le sue due “ragazze” è carne da macello per i balordi, e ancora di più India e Laura, fragili farfalle stritolate nella soffocante e volgare ragnatela.

L'indomani ha inizio una nuova caccia. Al fianco di Tony prende posto lo scafato sceriffo Bobby Andes (Michael Shannon), malato di cancro ai polmoni, e deciso a risolvere il caso in un modo o nell'altro. Non sembra così deciso a credergli in principio. Vuole capire bene con cosa abbia a che fare. Se deve dare la caccia a qualcuno del posto, è bene che la verità sia quella ascoltata. Bobby è solo guardingo. Raccoglie la deposizione e poi passa ai fatti. La giustizia la farà qualcun altro, lui ha ben altro in mente... e nella fondina.

Presentato in concorso alla 73° edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (31 agosto - 10 settembre 2016) a sfilare sul red carpet e a rispondere alle domande della stampa mondiale c'erano il regista, Tom Ford e gli attori Amy Aadams (in laguna anche per l'anteprima di Arrivals), Aaron Taylor-Johnson e Jake Gyllenhall.

Dici Tom Ford e pensi alla moda. Vedi Animali notturni di Tom Ford e capisci di avere a che fare con qualcosa di diverso e ancor più spietato. Il buio del Texas vomita autentico terrore. Ti penetra dentro. Vorresti accendere la luce e salvare le vittime ma non è così. C'è solo il freddo balbuziente del risveglio dove le tenaglie del rimorso mordono ogni sinolo nervo della propria anima, lasciando al tiepido sangue un fragile sentiero tra la fine e l'abisso.

Più che un noir o un thriller, Animali notturni è un autentico dramma umano. Il dramma di chi non è in grado di difendersi mentre lì fuori la giungla dell’abuso è la normalità più accettata. Un mondo dove l’ordine è un'utopia e la sola medicina per lenire la atroci ferite riportate sia niente di più niente di meno che la vendetta. È il mondo dell'indifferenza e dell'ignoranza, che oggi più che mai ti sputa da qualsiasi direzione.

Michael Shannon è monumentale. Stanco. Logorato. Cattivo. Deciso. È stufo delle cazzate dei burocrati. È stufo di vedere innocenti cadere sotto i fendenti di grassi avvocati. Non alza mai la voce. Il suo Bobby Andes non è un cowboy dal cuore immacolato. La sua vita terrena è stata scandita dal sole crudele del sud degli Stati Uniti e migliaia di pacchetti di sigarette. Non vederlo vincitore alla prossima edizione dei Globe e degli Oscar, sarà da considerarlo un atto di pura cine-blasfemia.

Michael Shannon è un attore eclettico come pochi. Classe '74 di Lexington (Kentucky), si è definitivamente fatto conoscere al grande pubblico interpretando il generale Zod nel L'uomo d'acciaio (2013, di Zack Snyder). Già in laguna due anni fa nei panni del "GordonGekkiano" Rick Carter nel sottovalutato e molto attuale 99 Homes, ha cambiato del tutto pelle nel più recente Freeheld - Amore, giustizia e uguaglianza, sostenendo la collega lesbica e malata, per poi sfidare il Presidente Kevin Spacey nelle vesti di Re del Rock in Elvis & Nixon (2016, di Liza Johnson).

I riflettori della 73° Mostra del Cinema si sono spenti da un pezzo ma non il battito sbandato di Animali notturni. Trama a tratti molto semplice ma ben avviluppata nel dubbio finzione/realtà e sostenuta da recitazioni di primissimo livello. Shannon a parte, Gyllenhall incarna l'uomo che nessuno vorrebbe mai essere mentre Taylor-Johnson è quanto di più viscidamente crudele ci possa essere al mondo. Un giorno toccherà anche a noi incontrarlo, come reagiremo griderà al mondo chi saremo da quel giorno in poi.


Animali notturni, di Tom Ford

Animali notturni (2016, di Tom Ford)
Animali notturni -  un devastato Tony Hasting (Jake Gyllenhall)

sabato 3 settembre 2016

Venezia 73, Animals & Bleeders

Amy Adams e Jake Gyllenhall, protagonisti di Nocturnal Animals (di Tom Ford) © Federico Roiter
Liev Rocky Schreiber. I nocturnal Amy Adams e Jake Gyllenhaal. Mr Horror Dario Argento. L'uomo dietro la macchina fotografica, Federico Roiter, immortala Venezia 73.

di Luca Ferrari

Tom Ford è tornato a Venezia. Dopo A Single Man, il celebre stilista americano ha presentato Nocturnal Animals. Se l'obiettivo dell'instancabile fotografo veneziano Federico Roiter si posava dolcemente sullo sguardo intenso di Amy Adams e la sobria eleganza di Jake Gyllenhall e il perfido (nel film) Aaron Taylor-Johnson, nulla ha potuto con il grande assente della pellicola: Michael Shannon, in una delle migliori interpretazioni della carriera. Già, proprio Shannon che solo due anni fa bazzicava per il Lido in occasione dell'anteprima del sottovalutato 99 Homes (di Ramin Bahrani).

Sullo schermo veneziano si dava a droga e mazzate (tirate e prese), nella vita è un gentleman. Uno dei migliori attori in circolazione. Lui è Liev Schreiber, protagonista insieme a Naomi Watts di The Bleeder (di Philippe Falardeau), e vincitore del Persol Tribute to Visionary Talent Award 2016. E tra i tanti personaggi che stanno elettrizzando Venezia 73, lui, il maestro dell'horro Dario Argento non poteva certo mancare. E mentre si boccheggia nella cappa estiva di umidità, Gabriele Muccino se ne sta sotto il fresco delle fronde dell'Hotel Excelsior.

Il cast di Nocturnal Animals: Aaron Taylor-Johnson, il regista Tom Ford, Amy Adams
e Jake Gyllenhall © Federico Roiter
Il regista italiano Dario Argento e l'attore Liev Schreiber © Federico Roiter
The Bleeder (da sx): Liev Schreiber, Naomi Watts e il regista Philippe Falardeau © Federico Roiter 
Nei giardini dell'Hotel Excelsior ecco "premiare" il regista Gabriele Muccino © Federico Roiter

lunedì 9 novembre 2015

La vita, Billy Crystal e il compleanno

Scappo dalla città - Mitch (Billy Crystal) e la moglie Barbara (Patricia Wettig)
Sono le 5.16 del mattino del 9 novembre e come accadeva al depresso Mitch (Billy Crystal) in Scappo dalla città (1991), qualcuno mi sta augurando “buoni 39 anni”.

di Luca Ferrari

Viaggio dentro il cult Scappo dalla città – La vita, l’amore e le vacche (1991, di Ron Underwood). Oggi il sottoscritto Luca Ferrari, ideatore e autore di cineluk - il cinema come non lo avere mai letto, compie 39 anni e in questo preciso istante, le 5.16 del mattino, il mio valente collega cine-fotografo Federico Roiter mi ha appena chiamato. Da cosa nasce tanta premura? La risposta è semplice.

Mi sta facendo la stessa epica telefonata della madre (voce originale di Jayne Meadows) del depresso Mitch Robbins (Billy Crystal) che lo sveglia per augurargli buon compleanno. Lui ovviamente sta dormendo insieme a sua moglie e conosce bene la storia, ma non ha importanza. La mammina gli sta riproponendo per l’ennesima volta la tiritera di come andarono le cose in quel fatidico giorno.

- "5.16 – Ooooh. È l’8 settembre 1952. Stiamo tornando a casa in macchina dal cinema. Mi si rompono le acque. Tuo padre fa un’inversione a U sulla superstrada. Mi porta a tutta velocità all’ospedale di zona e ha ha ha ha, alle 5.16 minuti arrivi tu. Ah ah ah, buon compleanno tesoro mio. Ooooh, ti passo papà.

- Ciao figliolo, buon compleanno
- Ciao papà come stai?
- Non mi sento più la gamba sinistra. Ti passo tua madre

- Non ti preoccupare, sta bene. Allora, cosa farà di bello adesso il nostro festeggiato?
- Beh, se ne resta a letto altre tre ore e mezzo e poi va a lavorare
- Barbara (
Patricia Wettig) è lì con te?
- No, batte il marciapiede. Di solito fa colazione con il suo pappa. Torna qui verso le 7,30
- Trattamelo bene il mio bambino, oooh. Non ci posso credere che il mio cucciolo adorato ha già 39 anni, oh oh oh (
e giù di lacrime, ndr)
Ciao mamma (
dice un esausto Mitch)
Ciao amore, piccolo della mamma. Ah ah ah


In questa scena di Scappo dalla città – La vita, l’amore e le vacche Billy Crystal supera se stesso, mimando con la bocca le esatte parole della madre, ormai imparate (tragicamente) a memoria, pianto e risate incluse. In realtà c’è ben poco da ridere. Mitch è un uomo statico. Si sente rassegnato e finito. Ha più di mezza vita davanti a sé ma in questo momento della propria esistenza non vede alcuna prospettiva se non ammalarsi e morire. Ha perso l’entusiasmo per tutto, famiglia inclusa.

Il caso vuole però che i due suoi storici amici, Ed (Bruno Kirby) e Phil (Daniel Stern), gli abbiano regalato qualcosa di davvero speciale: una vacanza in sella a cavallo per guidare una mandria di vacche nel selvaggio West. Basterà per ridare a Mitch la forza di riprendere le redini della propria vita? In apparenza no.

L’incontro/scontro con il capo spedizione, il ruvido cowboy Curly (Jack Palance) e qualche imprevisto lungo il percorso però, porteranno il decadente ometto di mezza età a riflettere e capire finalmente quale sia il suo segreto della vita. Quel qualcosa che anche se tutto va a puttane, ti tiene comunque a galla. Ti fa guardare deciso dentro il cuore della tempesta e agire.

Scappo dalla città - il segreto della vita

Scappo dalla città_La vita, l'amore e le vacche - ... squilla il telefono
Scappo dalla città - Mitch (Billy Crystal) e la moglie Barbara (Patricia Wettig)
Scappo dalla città_La vita, l'amore e le vacche - Curly (Jack Palance)
Scappo dalla città_La vita, l'amore e le vacche - (da sx)
Phil (Daniel Stern), Mitch (Billy Crystal) ed Ed (Bruno Kirby)

martedì 28 febbraio 2012

Scappare tra le vacche e ritrovare l'amore

Scappo dalla città - Mitch (Billy Crystal)
Mitch (Billy Crystal) ha appena compiuto 39 anni ed è più depresso che mai. Resta un'unica soluzione Scappare dalla città per una vacanza con gli amici tra le vacche.

di Luca Ferrari

A cavallo tra i suoi due maggior successi Harry ti presento Sally (1989, di Rob Reiner) e Forget Paris (1995, di cui è attore, regista, produttore e sceneggiatore), un Billy Crystal in forma smagliante regala una indimenticabile performance consigliata a chi crede che la vita sia arrivata al capolinea o quantomeno in un vicolo cieco, ma allo stesso tempo sa che da qualche parte, dentro di sé, c’è ancora una minima parte capace poter cambiare il corso del proprio destino.

In questa avventura diretta da Ron Underwood, Scappo dalla città - La vita, l'amore e le vacche (City Slickers, 1991), Crystal è Mitch Robbins, venditore di spazi pubblicitari in una stazione radiofonica ma in totale crisi di mezza età. L’orologio segna i 39 anni di vita e Mitch è più depresso che mai. La consueta telefonata alle 5 del mattino della madre che in viva voce gli rifà la cronistoria della sua nascita, con lui a letto che mima le parole materne, sono epica pura.

Il suo desolante monologo sull’iter della Vita nel giorno dei genitori che raccontano il proprio lavoro nella classe del figlio Danny (un giovanissimo Jake Gyllenhaal) è da cineteca. La sfida culinaria con Barry Shalowitz (Josh Mostel) sull’abbinamento cibo/gelato è puro cult. 

Podio anche per altre due scene memorabili di questa divertente commedia. Il litigio tra l’adultero Phil (Daniel Stern) e l’odiosa moglie Arlene (Karla Tamburrelli) durante la festa di compleanno di Mitch e ovviamente il lancio del pugnale davanti alle parte intime di un arrogante cowboy da parte del veterano Curly (Jack Palance), con tanto di minaccia mostrando la punta acuminata dell'arma, scandita dalle parole “…che non succeda mai più!”, e ghigno ruggente finale.

Un Palance che grazie a questa perfomrance si guadagnò il premio Oscar come Miglior attore non protagonista.

Scappo dalla città, il deprimente monologo di Mitch

Scappo dalla città - Curly (Jack Palance) e Mitch (Billy Crystal)