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Visualizzazione post con etichetta Shades of Blue. Mostra tutti i post
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venerdì 14 ottobre 2016

Shades of Blue, la “corrotta” Jennifer Lopez

Shades of Blue - il detective Harlee Santos (Jennifer Lopez)
Investigatore indomita. Madre apprensiva. Pubblico ufficiale corrotto. Jennifer Lopez è la (convincente) protagonista della nuova mini-serie televisiva Shades of Blue.

di Luca Ferrari

Una donna sconvolta si confessa davanti a un monitor. È distrutta. Rassegnata. Le sue lacrime le graffiano il viso ma la voglia di lottare forse non è ancora del tutto compromessa. Si chiama Harlee Santos (Jennifer Lopez), detective del Dipartimento della Polizia di New York. Inizia così la miniserie televisiva Shades of Blue (13 puntate), sbarcata il 7 gennaio scorso sulla NBC. A interpretare la protagonista, una più che convincente Jennifer Lopez.

Harlee ha cominciato come “sbirro di pattuglia”. Le sue doti l’hanno fatta salire di grado. Sotto la guida del navigato tenente Wozniak (Ray Liotta) cerca di far rispettare la legge, cedendo però a pratiche non esattamente legali e facendosi pagare tangenti per chiudere un occhio. Tutto ciò con l’avvallo di Woznack, autentico fac totum di questa rete di corruzione. Sulle loro tracce però ci sono i Federali, e durante l’ennesima trattativa, Santos cade nella trappola dell’agente speciale Stahl (Warren Kole).

Harlee è il poliziotto su cui ha puntato l’FBI per prendere il pesce più grosso e far venire a galla tutto il marcio della polizia della Grande Mela. La domanda è: che cosa farà Harlee? Collaborerà tradendo il paterno Woznak, l’agente Tess Nazario (Drea de Matteo), madre anch’essa, e gli altri fraterni colleghi o farà la pura andando in galera e così abbandonando l’amata figlia adolescente Cristina (Sarah Jeffery)? Un dilemma non da poco. Una situazione a dir poco complicata che metterà a dura prova il cuore e l’anima di Harlee.

Stare dietro a tutte le serie televisive è praticamente impossibile al giorno d’oggi. Quantità e qualità fanno a gara a chi ha più carne al fuoco. Dopo aver scoperto nuovi orizzonti con House of Cards e la mefistofelica coppia presidenziale formata da Kevin Spacey e Robin Wright, ho potuto ammirare tutta la prima e fin’ora unica stagione di Billions con protagonista Paul Giamatti. A Venezia73 sono state addirittura mostrate in anteprima le prime due puntate del grandioso The Young Pope (di Paolo Sorrentino). Adesso la mia attenzione è rivolta al “mai troppo amato genere” poliziesco di Shades of Blue la cui visione mi è stata "suggerita" dalla curiosità di vedere la protagonista in questo inedito ruolo.

Seguo da tempo immemore Jennifer Lopez e sono sempre stato dell'idea che avrebbe dovuto concedere più spazio al cineme a meno alle note. Anni or sono la scintilla d'amore per la settima arte sgorgò grazie alle commedie sentimentali,
su tutte Shakespeare in Love (1998, di John Madden) e Moulin Rouge! (2001, di Baz Luhrmann). Inevitabile dunque che il mio primo incontro cinematografico con Miss Lopez fosse avvenuto a contatto con quel genere (The Wedding Planner, Un amore a 5 stelle, Quel mostro di suocera).

A dispetto dei film leggeri interpretati, ebbi sempre la netta impressione che J. Lo avesse molto da offrire alla settima arte, opinione questa rafforzata dalla successiva visione dell'attrice di origini portoricane in pellicole di ben altro spessore a cominciare da Via dall’incubo (2002, di Michael Apted), Il vento del perdono (2005, di Lasse Hallstrom con Robert Redford e Morgan Freeman), Bordertown (2006, di Gregory Nava).

In tempi in cui si parla sempre troppo poco di femminicidio e violenza domestica sulle donne, le opere di Apted e Nava andrebbero riviste. Nel primo film Jennifer Lopez è una donna alle prese con un marito violento, abbandonata dalla società e da chi la dovrebbe proteggere, arrivando così alla decisione di difendersi da sola, realtà onnipresente in quasi ogni paese del mondo. Il secondo si basa sul caso accertato di strage femminile avvenuta nella cittadina messicana di Ciudad Juarez. Un dramma purtroppo molto ridimensionato nel numero delle vittime e tutt'oggi lungi dall'essere archiviato.

Altra prova interessante della Lopez, la raffinata commedia Shall We Dance? (2004, di Peter Chesolm) al fianco di Richard Gere, Susan Sarandon e uno strepitoso Stanley Tucci. Attrice versatile e ancora molto sottovalutata causa esplosiva e morbida bellezza, nonché status da superstar, non ha saputo resistere al richiamo dell'animazione. Nella versione in lingua originale della saga de L'era glaciale infatti, è sua la voce della tigre bianca dai denti a sciabola Shira.

Oggi Jennifer Lopez è la protagonista della miniserie cosiddetta “police procedural” Shades of Blue, e ancora una volta lascia il segno. 13 puntate in tutto che devo ancora terminare ma che mi hanno fatto fremere più di una volta con suspense e colpi di scena. Sontuoso copotagonista Ray Liotta (Quei bravi ragazzi, Abuso di potere, Sin City 2), in questi giorni sul grande schermo nei terribili panni di Blackway. Lopez-Liotta, una coppia davvero ben assortita che sono sicuro porterà il sottoscritto e i tanti altri spettatori di Shades of Blue a sperare in una seconda stagione della serie.

Il promo sottotitolato di Shades of Blue

Shades of Blue - il tenente Matt Wozniack (Ray Liotta)
Shades of Blue - la giovane Cristina (Sarah Jeffrey) con la madre Harlee (Jennifer Lopez)

lunedì 5 marzo 2012

Jennifer Lopez, l’incubo della violenza

Via dall'incubo - il volto impaurito di Erin (Jennifer Lopez) e la figlia Gracie (Tessa Allen)
Non si deve mai subire violenza. Erin (Jennifer Lopez) era una vittima, poi reagì e non smise più di attaccare. Via dall’incubo (2002, di Michael Apted).

di Luca Ferrari

Troppe leggi in materia di violenza sono ancora sbagliate e superficiali. La cultura è distorta e ancora di chiaro stampo machista. I soli eroi che ricordiamo è la gente con il fucile mentre tutte quelle vittime spazzate via dalla brutalità sono messe al bando dalla memoria, in particolare le donne. Diciamo una volta per tutte che combattere la violenza sulle donne deve essere un impegno quotidiano di entrambi i generi e non una "crociata in rosa" che catalizzi l'attenzione per un paio di giorni dopo l'ennesimo omicidio. La violenza sulle donne scorre drammatica nelle vene di Via dall’incubo (2002, di Michael Apted).

Erin “Slim” Miller (Jennifer Lopez) è una donna come tante altre. Innamorata, si sposa con l'affascinante Mitch Hiller (Billy Campbell) salvo poi scoprire a sue spese (sberle e pugni) che il marito è tutto fuorché ciò che spacciava di essere. Scoperta infatti una relazione extra-coniugale di lui, l'uomo reagisce nel peggiore dei modi. Ha inizio così un autentico incubo per Erin fatto di sorde burocrazie e fughe insieme alla figlioletta Gracie (Tessa Allen) fino alla disperazione più totale e la convinzione che si possa solo soccombere. Chiesto aiuto al padre, Jupiter (Fred Ward), dopo un iniziale rifiuto, l'uomo la spinge verso l'unica soluzione possibile: reagire e lottare.

Siamo davvero arrivati a questo punto? I benpensanti occidentali parlano di clausura femminile nel mondo arabo dimenticandosi quanto la donna abbia patito (e stia patendo tra le mura domestiche) di cultura occidentale. E in mezzo a salotti e frotte di parole, loro subiscono ancora. Loro hanno ancora paura e sono in (troppo) poche quelle che davvero riescono a ricominciare senza il peso eccessivo delle cicatrici. Le donne sono ancora vittime di ciò che le lega(va) a uomini violenti e società superficiali che fanno ancora troppo poco per spezzare le catene della paura.

Jennifer Lopez (Shall We Dance?, Quel mostro di suocera, L'era glaciale 4) star, gossip, bla bla bla. Non è la prima volta che l'attrice di origini portoricane scende in campo (e davanti alla telecamera) per parlare di violenza contro le donne. E' lei infatti la protagonista di Bordertown (2007, di Gregory Nava), basato sul femminicidio della cittadina messicana di Ciudad Juarez. Ed è sempre lei la protagonista della recente serie televisiva Shades of Blue dove interpreta la tosta e corrotta poliziotta newyorchese Harlee Santos nel cui passato c'è la violenza subita dal proprio compagno.

Fin dalla mia prima visione di Via dall’incubo (2002, di Michael Apted), le gesta d'iniziale vittima indifesa di Erin mi lasciarono nella testa tante domande. Com’è possibile che una donna possa essere prigioniera nella sua stessa casa? Com’è possibile che si debba arrivare alla tragedia perché le istituzioni si decidano a fare qualcosa? E perché mi dovrei sorprendere di tutto questo se ci facciamo forti del vivere in società che lascia bambine prostituirsi per le strade? Iniziamo col dire chiaramente come la piaga della violenza domestica (ben rappresentata nella recente serie televisiva Big Little Lies) sia un cancro ignorato dagli effetti di atroce agonia ancora non del tutto quantificabili nel futuro.

Nel 1999 le Nazioni Unite hanno istituito il 25 novembre come Giornata Mondiale contro la violenza sulle Donne. Quasi vent'anni dopo questa piaga si è drammaticamente evoluta contagiando sempre di più anche la rete. Ne sa qualcosa anche la Presidente della Camera dei Deputati, on. Laura Boldrini, vittima di violenti e vergognosi attacchi online. Come Erin, anche Laura ha deciso di reagire, spingendo ogni donna a fare lo stesso. Reagire, denunciare e combattere. Il prossimo 25 novembre la Presidente Boldrini aprirà le aule di Montecitorio per ascoltare le testimonianze di donne. Un momento di sicuro i

Via dall’incubo (2002, di Michael Apted) è un film che merita di essere sempre (ri)visto. Non è una storiellina. Non è l'auto-celebrazione di una diva Hollywoodiana. Via dall’incubo è la vicenda di una delle tantissime donne che subisce e davanti a sé vede solo silenzio e indifferenza, a cominciare dalla madre (Janet Carroll) del diretto interessato. La soluzione non può essere una e sappiamo bene quale sia. Si deve arrivare davvero a questo? Millenni di Storia ci hanno portato a non avere altre soluzioni? Se così fosse, non c'è più tempo da perdere. Bisogna agire e sul serio. Bisogna agire ora.

Il trailer di Fuga dall'incubo


Via dall'incubo - Erin (Jennifer Lopez) affronta il suo aggressore
Via dall'incubo - Erin (Jennifer Lopez)
Via dall’incubo (2002, di Michael Apted),