!-- Codice per accettazione cookie - Inizio -->
Visualizzazione post con etichetta Via dall'incubo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Via dall'incubo. Mostra tutti i post

sabato 17 marzo 2012

Jennifer Lopez, scusami per la mancata intervista

l'attrice Jennifer Lopez
Può capitare a tutti di scordarsi le domande nell'intervistare una diva, no? Accadeva a Hugh Grant a Notting Hill e così fu per me con Jennifer Lopez... o quasi! 

di Luca Ferrari

Chi di voi non si ricorda della ridicola figura che fece sotto mentite spoglie il buon William Thacker (Hugh Grant), proprietario di una modesta libreria in un celeberrimo quartiere londinese, dovendosi improvvisare giornalista della rivista Cavalli e segugi, per avvicinare la bella star del cinema Anna Scott (Julia Roberts)? E trovandosi così nel bel mezzo di un’anteprima stampa con l’obbligo d’intervistare tutto il cast del film di fantascienza Helix, totalmente ignaro della trama finiva per chiedere al co-protagonista maschile il perché non si rispecchiasse in un terribile mostro mangia-uomini? 

Era la delicata commedia Notting Hill (1999, di Roger Michell). Fantasia o realtà? Credete non possa succedere a nessuno? A me è appena capitato. Proprio questa notte. Di ritorno dagli Stati Uniti. O almeno credo. Forse era un sogno. Si, era decisamente un sogno. Ecco come si sono svolti i fatti. Ero in coda. Pure io. Per intervistare una grande diva del cinema: Jennifer Lopez. Finalmente entrato in una stanza tale quale quella dove William incontrava Anna, l’attrice mi parla gentilmente in italiano. Nella mie mente però, il vuoto totale. E non perché fossi imbarazzato o emozionato, semplicemente realizzavo di non sapere il perché mi trovassi lì. 

Che cosa stava presentando? Un film, un nuovo disco o magari una fragranza a lei ispirata? Non avevo il mio consueto laptop portatile. Non avevo nessun comunicato stampa tra le mani. Quel che ricordo è che alla fine riuscivo a farle solo un paio di domande generiche e poi me ne andavo via infastidito come non mai, dovendomi recare poi a Belgrado (il perché, lo ignoro). Non facevo tempo a salire in macchina, che subito iniziavo a parlare di quanto fosse sottovalutata l’attrice americana.

Jennifer Lopez non è solo la protagonista di commedie sentimentali come Un amore a 5 stelle (2002, di Wayne Wang), Shall we dance? (2004, di Peter Chelsom) o Quel mostro di suocera (2005, in coppia con una perfida Jane Fonda che la farà ammattire). Ha lavorato anche con grossi attori del calibro di Antonio Banderas, Morgan Freeman e Robert Redford in pellicole differenti, a cominciare dal drammatico Via dall’incubo (2002) dove è una moglie picchiata dal marito, Il vento del perdono (2005, di Lasse Hallström) e Bordertown (2006, di Gregory Nava).

In quest'ultimo J.Lo è una giornalista decisa a far luce sui continui omicidi di donne nella cittadina messicana di Ciudad Juarez. Il film è basato su una storia vera, dove le stime ufficiose parlano di poche centinaia di decessi mentre i dati della gente raccontano di cifre a tre zeri ed è stato realizzato proprio per cercare di far luce su una drammatica realtà tutt’ora in corso, e che Amnesty International continua a denunciare.

Alla prossima allora Miss Lopez, spero vivamente ci rincontreremo anche nella realtà. E stia pur certa che sarò preparato al meglio.



l'attrice Jennifer Lopez
l'attrice Jennifer Lopez

lunedì 5 marzo 2012

Jennifer Lopez, l’incubo della violenza

Via dall'incubo - il volto impaurito di Erin (Jennifer Lopez) e la figlia Gracie (Tessa Allen)
Non si deve mai subire violenza. Erin (Jennifer Lopez) era una vittima, poi reagì e non smise più di attaccare. Via dall’incubo (2002, di Michael Apted).

di Luca Ferrari

Troppe leggi in materia di violenza sono ancora sbagliate e superficiali. La cultura è distorta e ancora di chiaro stampo machista. I soli eroi che ricordiamo è la gente con il fucile mentre tutte quelle vittime spazzate via dalla brutalità sono messe al bando dalla memoria, in particolare le donne. Diciamo una volta per tutte che combattere la violenza sulle donne deve essere un impegno quotidiano di entrambi i generi e non una "crociata in rosa" che catalizzi l'attenzione per un paio di giorni dopo l'ennesimo omicidio. La violenza sulle donne scorre drammatica nelle vene di Via dall’incubo (2002, di Michael Apted).

Erin “Slim” Miller (Jennifer Lopez) è una donna come tante altre. Innamorata, si sposa con l'affascinante Mitch Hiller (Billy Campbell) salvo poi scoprire a sue spese (sberle e pugni) che il marito è tutto fuorché ciò che spacciava di essere. Scoperta infatti una relazione extra-coniugale di lui, l'uomo reagisce nel peggiore dei modi. Ha inizio così un autentico incubo per Erin fatto di sorde burocrazie e fughe insieme alla figlioletta Gracie (Tessa Allen) fino alla disperazione più totale e la convinzione che si possa solo soccombere. Chiesto aiuto al padre, Jupiter (Fred Ward), dopo un iniziale rifiuto, l'uomo la spinge verso l'unica soluzione possibile: reagire e lottare.

Siamo davvero arrivati a questo punto? I benpensanti occidentali parlano di clausura femminile nel mondo arabo dimenticandosi quanto la donna abbia patito (e stia patendo tra le mura domestiche) di cultura occidentale. E in mezzo a salotti e frotte di parole, loro subiscono ancora. Loro hanno ancora paura e sono in (troppo) poche quelle che davvero riescono a ricominciare senza il peso eccessivo delle cicatrici. Le donne sono ancora vittime di ciò che le lega(va) a uomini violenti e società superficiali che fanno ancora troppo poco per spezzare le catene della paura.

Jennifer Lopez (Shall We Dance?, Quel mostro di suocera, L'era glaciale 4) star, gossip, bla bla bla. Non è la prima volta che l'attrice di origini portoricane scende in campo (e davanti alla telecamera) per parlare di violenza contro le donne. E' lei infatti la protagonista di Bordertown (2007, di Gregory Nava), basato sul femminicidio della cittadina messicana di Ciudad Juarez. Ed è sempre lei la protagonista della recente serie televisiva Shades of Blue dove interpreta la tosta e corrotta poliziotta newyorchese Harlee Santos nel cui passato c'è la violenza subita dal proprio compagno.

Fin dalla mia prima visione di Via dall’incubo (2002, di Michael Apted), le gesta d'iniziale vittima indifesa di Erin mi lasciarono nella testa tante domande. Com’è possibile che una donna possa essere prigioniera nella sua stessa casa? Com’è possibile che si debba arrivare alla tragedia perché le istituzioni si decidano a fare qualcosa? E perché mi dovrei sorprendere di tutto questo se ci facciamo forti del vivere in società che lascia bambine prostituirsi per le strade? Iniziamo col dire chiaramente come la piaga della violenza domestica (ben rappresentata nella recente serie televisiva Big Little Lies) sia un cancro ignorato dagli effetti di atroce agonia ancora non del tutto quantificabili nel futuro.

Nel 1999 le Nazioni Unite hanno istituito il 25 novembre come Giornata Mondiale contro la violenza sulle Donne. Quasi vent'anni dopo questa piaga si è drammaticamente evoluta contagiando sempre di più anche la rete. Ne sa qualcosa anche la Presidente della Camera dei Deputati, on. Laura Boldrini, vittima di violenti e vergognosi attacchi online. Come Erin, anche Laura ha deciso di reagire, spingendo ogni donna a fare lo stesso. Reagire, denunciare e combattere. Il prossimo 25 novembre la Presidente Boldrini aprirà le aule di Montecitorio per ascoltare le testimonianze di donne. Un momento di sicuro i

Via dall’incubo (2002, di Michael Apted) è un film che merita di essere sempre (ri)visto. Non è una storiellina. Non è l'auto-celebrazione di una diva Hollywoodiana. Via dall’incubo è la vicenda di una delle tantissime donne che subisce e davanti a sé vede solo silenzio e indifferenza, a cominciare dalla madre (Janet Carroll) del diretto interessato. La soluzione non può essere una e sappiamo bene quale sia. Si deve arrivare davvero a questo? Millenni di Storia ci hanno portato a non avere altre soluzioni? Se così fosse, non c'è più tempo da perdere. Bisogna agire e sul serio. Bisogna agire ora.

Il trailer di Fuga dall'incubo


Via dall'incubo - Erin (Jennifer Lopez) affronta il suo aggressore
Via dall'incubo - Erin (Jennifer Lopez)
Via dall’incubo (2002, di Michael Apted),