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mercoledì 9 ottobre 2013

Marvel, il giorno di Loki

Thor: The Dark World - Loki (Tom Hiddleston)
Nella saga del dio del tuono Thor, il fratellastro “cattivo” Loki (Tom Hiddleston) si meriterebbe uno spin off a regola d’arte. Marvel, mi ricevi?

di Luca Ferrari

Prima presuntuoso e arrogante, poi valoroso e pronto perfino a sacrificarsi per i neo-amici terrestri. Nel giro di una mezz’ora  cinematografica, il dio del tuono Thor (Chris Hemsworth) passa da testa calda a eroe immacolato. Chi invece comincia e rimane detestabile, doppiogiochista e rancoroso, è il fratellastro Loki (Tom Hiddleston). La saga del dio norreno prende il via nel 2011, con Thor di Kenneth Branagh.

Passa appena un anno (2012) e le liti familiari si spostano sul Pianeta Terra nel successivo The Avengers di Joss Whedon dove, parola di Tony Stark (Robert Downey Jr.), Loki riesce nell’impresa "di far incazzare il semi-dio fraterno, un supersoldato, una leggenda vivente che vive nella leggenda, un uomo con grossi problemi nel gestire la propria rabbia e due assassini provetti".

E veniamo al presente. Il 20 novembre 2013 sbarca sul grande schermo Thor – The Dark Wolrd (2013, di Alan Taylor). Aldilà della liaison tra il possente dio scandinavo e la bella scienziata Jane (Natalie Portman), nel cui trailer è già cult lo schiaffo che rifila a Loki con le parole, questo è per New York!, c’è grandissima curiosità di vedere come e soprattutto quanto durerà l’alleanza tra un Thor indebolito e appunto Loki, fino ad allora sotto chiave per i ben noti empi atti compiuti su e giù per il cosmo.

Il suo discorso "avengerante" sul servilismo terrestre ha fatto epoca, ma ora è tempo di una nuova sfida e aldilà dello sviluppo della storia, spero all’altezza e non fragile come la terza avventura di Iron Man, non credo proprio di essere il solo ad auspicare che i Marvel Studios si mettano al lavoro per un film interamente incentrato su di lui.

“Premesso che non ho mai visto The AvengersThor, perché dovrei essere così affascinata da un personaggio di cui in realtà ho nel mio bagaglio solo pochissimi frame in qualche trailer?” a porsi questa domanda e rispondere in esclusiva per cineluk, la giornalista milanese Desirée Sigurtà. “D’istinto direi perché mi sta simpatico e perché l’attore Tom Hiddleston è riuscito a tracciare un profilo talmente perfetto di villain moderno, che non si può restare indifferenti”.

L’analisi di Desirée si spinge sempre più a fondo. Nei meandri psicologici del personaggio creato nel 1962 da Stan Lee, Larry Lieber e Jack Kirby.

“Non sono un’amante del cinema quindi mi baso spesso su quello che leggo in giro, ma quando parlo di villain moderno (e penso al Joker di Heath Ledger, forse anche al forzuto Bane), non mi riferisco a cattivi e basta, un po’ alla Spectre di James Bond. Intendo cattivi che lo sono diventati per un motivo. Potrei dirti che il primo villain moderno è il Dottor Male di Austin Powers, anche se la carica drammatica ovviamente è tramutata in demenziale e caricaturale.

Dietro questi personaggi c'è sempre una storia di abbandono. Abbandono di affetti, speranze e ideali. Loki in fondo non si sente abbandonato perché Odino (Anthony Hopkins) non è il suo vero padre e si reputa inferiore rispetto al figlio naturale Thor? I cattivi cercano visibilità con azioni eclatanti (ai nostri occhi, crudeli), perché vogliono far vedere che valgono, che sono qualcuno. Soprattutto agli occhi di chi non li considera (o non li considera a dovere). I buoni saranno anche buoni ma hanno un profilo psicologico un po’ piatto.

Sono come quelli della Spectre, buoni e basta. Perfetti. Indomiti. Coraggiosi. Valori a cui vorremmo tutti tendere e aspirare, ma noi siamo umani, non supereroi (The Avengers, ma anche Batman). Per questo i figli (de)relitti sono simili a noi, perché rispecchiano di più le sfumature dell’anima.

Forse l'unico eroe moderno non tutto d'un pezzo è il Bond di Daniel Craig, ma lì è un'altra storia. Certo, ci sarebbe anche l'uomo-pipistrello, ma non ho un giudizio esatto. La trilogia del Cavaliere Oscuro non l'ho vista, Casino Royale (2006, di Martin Campbell), si.

Forse è tutto merito dei registi e degli sceneggiatori che sanno studiare e descrivere bene le cose. Ma senza un buon attore non si fa nulla. Nel trailer di Thor: The Dark World, quando il “biondone" va nella cella in stile Hannibal Lecter, lo sguardo di Loki è magnetico e sofferente. Poi magari è tutta una finta. Poi è cattivo lo stesso. Ma come si fa a non amarlo?”.

Thor: The Dark World (2013, di) - Loki (Tom Hiddleston)

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