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Visualizzazione post con etichetta The Avengers. Mostra tutti i post
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venerdì 13 maggio 2016

Civil War, il sangue degli Avengers

Civil War –  Captain America (Chris Evans) vs. Iron Man (Robert Downey Jr.)
Obbedienza ai poteri istituzionali o libera missione di salvare il mondo? Gli Avengers si dividono e il sangue sgorgherà. Captain America: Civil War (2016, di Anthony e Joe Russo).

di Luca Ferrari

Può un supereroe agire solo ed esclusivamente con il beneplacito della Legge istituzionale? E se dietro il potere ci fosse l’interesse, che succederebbe? È ciò che si trovano a dover scegliere/decidere perfino gl’integerrimi Avengers, i Vendicatori, baluardo della razza umana contro le minacce più letali. E se poi in mezzo a siffatti dilemmi si mettesse di traverso pure l’amicizia, la frittata è fatta. Anzi, lo scontro è servito. Captain America: Civil War (2016, di Anthony e Joe Russo).

Sono tutti degli eroi: Steve Rogers-Captain America (Chris Evans), Tony Stark-Iron Man (Robert Downey Jr.), l’agente special Natasha Romanoff-Vedova Nera (Scarlett Johansson), Sam Wilson-Falcon (Anthony Mackie), James Rhodes-War Machine (Don Cheadle), il “pensionato” Clint Barton-Occhio di Falco (Jeremy Renner), Visione (Paul Bettany), Wanda Maximoff-Scarlet (Elizabeth Olsen) e Scott Lang-Ant-Man (Paul Rudd).

La loro ultima missione (di alcuni di essi) in Nigeria però ha avuto delle gravissime conseguenze in fatto di morti civili. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU scende allora in campo per mettere la museruola ai Vendicatori, facendo in modo che operino solo ed esclusivamente quando richiesto. Non usa mezze parole il Segretario di Stato Thaddeus Ross (William Hurt) ma le risposte/reazioni dei supereroi non sono tutte uguali. A peggiorare le cose, un attacco alle Nazioni Unite stesse, pare, per mano del Soldato d'Inverno Bucky Barnes (Sebastian Stan), amico d’infanzia di Rogers.

Si formano due fazioni capeggiate da Captain America e Iron Man. Non tutti però mantengono posizioni definite. Non c’è solo un ideale di giustizia tra loro, c’è anche un legame umano e non è ammissibile che da un momento all’altro tutto ciò venga spazzato via. Ma quando lo scontro pare inevitabile, ecco arrivare pure dei volti nuovi, a cominciare dal giovanissimo e spregiudicato Spider-Man (Tom Holland) e una misteriosa Pantera Nera, alla ricerca di vendetta contro Bucky.

Gli Avengers vengono messi sulla graticola. Tony Stark neanche ribatte alla decisione (imposizione) politica. "Abbiamo degli ordini, dovremmo obbedire!" diceva severo Cap nella sua prima missione a fianco di Iron Man, il quale ribatteva spregiudicato "Obbedire non è nel mio stile!". Totale capovolgimento di fronte. Il soldato diventa idealista, l'egocentrico china la testa. Com'è possibile?

Difficile credere che il geniale inventore (playboy, filantropo) non si fosse mai posto la domanda se le sue azioni non avessero causato morti innocenti. Cade quasi dalle nuvole quando una mamma col figlio deceduto gli sbatte in faccia la truce realtà. Di lì in poi si piega senza colpo ferire, spazzando via tutta la propria eccentrica anarchia in un baleno. È capibile, ma difficilmente credibile in un lasso di tempo così ridotto.

Può aver ragione Visione nel dire che il potere dei Vendicatori attiri l’ego di tanti super-criminali, cosa per altro che già ribadita da Thor davanti ai colleghi e Nick Fury (Samuel L. Jackson), specificando a chiare lettere che fu proprio il lavoro terrestre sul famigerato Tesseract ad aver attirato il suo pazzo fratello Asgardiano e i suoi alleati, “È un segnale a tutti i regni che la Terra è pronta per nuove forme di guerra più evolute” ammoniva. Eppure, dinnanzi all’ennesima minaccia, che cosa fanno le Nazioni Unite? Invece di prendersela e agire sui cattivi, stringono il cerchio a chi difende la gente.

Cola il sangue. Gli amici diventano nemici. Casualità o abile piano di terzi? La forza degli Avengers è sempre stata il gruppo e adesso invece? Non sono imbianchini con un compito preciso. I Vendicatori non operano per trarre vantaggi a titolo personale. Si sono dovuti unire anni addietro e non fu facile agli esordi. Sono cresciuti insieme e adesso è tempo di dimostrare ancora una volta che sono dei super uomini e donne per una ragione: sanno respingere gli attacchi e colpire uniti. O almeno questa è la speranza.

Captain America: Civil War è più storia. Meno effetti speciali rispetto all’esagerato e anemico Age of Ultron (2015), lontano anni luce dal corale e notevole The Avengers (2012, di Joss Whedon). E visto che non è che tutti siamo fumettari incalliti come Howard Wollowitz o Sheldon Cooper, io e moltissimi altri vorremmo capire perché non ci sono Thor e Hulk. Non facevano parte anche loro della squadra dei Vendicatori? Si parla appena dell’assenza del gigante verde mentre del dio normanno nemmeno una parola.

Rispetto ai capitoli precedenti le sinergie tra personaggi cambiano. Al centro, la contrastata amicizia tra Bucky e Rogers, di cui quest’ultimo si sente ancora responsabile per quanto gli accadde agli albori del suo essere diventato Captain America. Il “bimbo Ragno” è il classico adolescente che vuole impressionare l’adulto talent scout (Iron Man). Infine è al limite del “vorrei ma non posso” la protettiva vicinanza tra Visione e Scarlet.

Più che sugli scontri fisici, la pellicola ambisce a essere un contrasto tra prospettive diverse ma il cattivo alla fine c’è e per quanto Helmut Zemo (Daniel Brühl) faccia appello a tutta la propria sete di rivalsa mortale e giochetti per imbrigliare i Vendicatori in uno scontro fratricida, non è minimamente paragonabile al mefistofelico Loki. Può sembrare un discorso trito e ritrito, ma qualunque filmone Marvel con tanti personaggi non potrà mai esimersi dal confrontare il proprio villain con il semidio incarnato in modo superbo da Tom Hiddleston.

Il film complessivamente è lento e forse sarebbe stato il caso di operare una mezz’ora buona di tagli. Non oso immaginare il 3D. Spendere soldi per vedere Captain America: Civil War in tridimensionale è al limite del non senso. Il dialogo ha la meglio sull’azione e i tanti scontri corpo a corpo non hanno bisogno di nessuna particolare magia digitale. La Marvel ha smarrito la strada dell’originalità da un pezzo ma finché la gente paga il biglietto, perché smettere? La curiosità fa si che il demerito passi in secondo piano.

Tanti personaggi e molte sfaccettature in Captain America: Civil War, alla fine però la lezione è una e unica. Lo capiva l’agente speciale Johnny Utah (Keanu Reeves) nello scontro con il ricercato-amico Bodhi (Patrick Swayze) in Point Break (1991, di Kathryn Bigelow). A dispetto dei colpi bassi, lo sapevano sempre i due rivali guareschiani Don Camillo e Peppone. Si confronteranno al riguardo anche i supereroi Marvel.

Captain America: Civil War ci regala lezione che ognuno deve trovare dentro di sé. Tutti saremo chiamati un giorno a dover decidere tra cosa è giusto e cosa è meglio, e non è detto che tutti apprezzeranno la strada su cui c’incammineremo. Avere davanti a sé una persona che ha/aveva la nostra stima di certo darà un tono diverso alla sfida ma non sono queste d’altronde le vere missioni umane? Il resto non è che uno scornarsi senza esito. Potremo anche incrociare i pugni e versare sangue ma sarà sempre e solo l’anima a dover avere l’ultima parola.

Guarda il trailer di Captain America: Civil War

Civil War – Iron Man (Robert Downey Jr.) soccorre l’amico War Machine (Don Cheadle)
Civil War – Scarlet (Elizabeth Olsen), Captain America (Chris Evans
e il Soldato d’inverno (Sebastian Stan)

mercoledì 12 agosto 2015

Incontri ravvicinati di cinema all’aperto

Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977, di Steven Spielberg)
Cinema all’aperto al Grande Albergo Ausonia & Hungaria del Lido di Venezia. Per tutto il mese d’agosto, proiezioni dal venerdì alla domenica (h. 21).

di Luca Ferrari

Il cinema all’aperto è tornato al Lido di Venezia. Dai campioni d'incasso Avatar e The Avengers ai cult Spielberghiani E.T. l’extraterrestre e Incontri ravvicinati del terzo tipo. Sono solo alcuni dei titoli presenti nella rassegna cinematografica che si terrà al Lido di Venezia a partire da venerdì 14 agosto presso il rinomato Grande Albergo Ausonia & Hungaria.

Lido di Venezia, terra di cinema. Una volta forse, quando in questi pochi km (12) galleggianti il territorio era "tinteggiato" da più cinema all’aperto. Oggi ve n’è solo uno, classico chiuso, l’Astra. E la stessa Mostra del Cinema, poco amata dalla maggior parte dei residenti, è un mondo a parte. Confinato in uno spazio definito senza alcun legame. Un bagliore nel quasi cine-nulla.

Da due anni poi, Venezia è orfana del cinema all’aperto in campo San Polo. La musica però, anzi la visione per fortuna è cambiata. A riportare la settima arte en plen air ci ha pensato il Grande Albergo Ausonia & Hungaria in collaborazione con la Municipalità del Lido-Pellestrina, allestendo un cinema all’aperto e proponendo una rassegna durante i weekend lunghi del mese di agosto. Un appuntamento che si spera possa diventare una costante nelle future estati veneziane.

Si comincia con la magica animazione di Gianni Trotter.Venerdì 14 agosto è di scena la meraviglia dei Corti, quindi la sera di ferragosto i grandi premi internazionali con:

  • Pierino e il lupo (di Suzie Templeton), Premio Oscar 2008
  • La gazza ladra (di Lele Luzzati e Giulio Giannini), Premio Oscar 1966
  • Florian et Malena (di Anita Killi) 1° Premio dei Festival Internazionali di Annecy, New York e Berlino
  • Manipulation (di Daniel Greaves), Premio Oscar 1992

Cinema d’oltralpe invece domenica 16 con Azur e Asmar (2006, di Michel Ocelot). Dal 21 al 23 agosto è di scena il cinema fantascientifico. Un viaggio in tre cult che hanno fatto la storia di questo genere, segnando generazioni che ancora oggi tornano bambini nel vedere siffatte avventure. Un trend questo che si protrarrà anche nel weekend successivo con la visione di pellicole più recenti.

  • Venerdì 21 agosto: Frankenstein Junior (1974, di Mel Brooks)
  • Sabato 22 agosto: Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977, di Steven Spielberg)
  • Domenica 23 agosto: E.T. l’extraterrestre (1982, di Steven Spielberg)

Se con il sig. Brook le risate sono assicurate, con i due film di Spielberg , prossimamente di nuovo sul grande schermo con il politico Il ponte delle spie (protagonista Tom Hanks), si rischia di esagerare con la commozione. Sono passati quasi quarant’anni da quegli incontri ravvicinati e più di trent'anni dallo sbarco alieno più innocente che ci sia, ma una lacrimuccia ci scappa semore. Spazio poi a:

  • Venerdì 28 agosto: Guida galattica per autostoppisti (2005, di Garth Jennings)
  • Sabato 29 agosto: Avatar (2009, di James Cameron)
  • Domenica 30 agosto: The Avengers (2012, di Joss Whedon)

Avatar
è attualmente il film che deteniene il recordo d’incassi della storia del cinema. L’emblema di un mondo che premia gli effetti speciali (incredibili, non c’è che dire) a dispetto di una storia vista e stravista, versione digitale del pluri-premiato Balla coi lupi (1990, di Kevin Costner).

In epoca di dominio dei cinecomics, non poteva mancare un film della suddetta scuderia. La scelta è caduta su quello che forse è il migliore: The Avengers. Un film che fu una sfida ma grazie a una sceneggiatura degna di questo nome, permise di uscirne alla grande in particolare grazie allo scontro di personalità tra l’ironico ed egocentrico buono Iron Man (Robert Downey Jr.) e il megalomane assetato di conquista Loki (Tom Hiddleston).

A chiudere l’appuntamento con il cinema sotto le stelle, spettacolo di Lanterna Magica di Gianni Trotter con musiche di Rosaria De Filippis.

Al costo di 5 euro, i biglietti sono acquistabili un’ora prima della proiezione direttamente presso il cinema dell’hotel; 8 euro per il solo evento finale. Biglietti in omaggio per coloro che acquisteranno prima della proiezione uno o più libri della casa editrice El Squero. Ogni sera infine, prima della proiezione, vi sarà una sigla con le animazioni realizzate da Lorenzo Bussi e musiche realizzate da Rosaria de Filippis

Cinema all'aperto al Lido? SI... PUÒ... FARE!!!

Frankenstein Junior (1974, di Mel Brooks)
The Avengers - il perfido Loki (Tom Hiddleston)
E.T. l'extra-terrestre - la piccola Gertie (Drew Berrymore) bacia E.T.
Avatar (2009, di James Cameron)

mercoledì 22 aprile 2015

Avengers, il giorno di Ultron

Avengers: Age of Ultron (2015, di Joss Whedon)
“Volete proteggere il mondo ma non volete cambiarlo”. Ultron lancia la sua sfida ai Vendicatori. Avengers: Age of Ultron (2015, di Joss Whedon).

di Luca Ferrari

E il gran giorno di Avengers: Age of Ultron alla fine è arrivato. Un passo importante questo per la Marvel Studios. Il sequel di The Avengers (2012, di Joss Whedon), il terzo film col maggiore incasso nella storia del cinema (dietro Avatar e Titanic, entrambi di James Cameron). Ma a prescindere da ciò che dirà il botteghino, la domanda cruciale è: sarà all'altezza del primo film? La sceneggiatura avrà qualcosa di nuovo da raccontare?

“Fin dalla visione del trailer, il secondo capitolo dei Vendicatori sembra contenere tutte le caratteristiche tipiche e bramate del precedente: ironia, adrenalina, effetti speciali e scene culto di alcuni tra gli eroi Marvel più amati” analizza la collega giornalista Giada Chicca (Seesound.it) “ma rincarare la dose, aggiungendo personaggi (Ultron stesso, Quicksilver e Scarlet, ndr) e dinamiche che solleticano la nostra immaginazione (come nel caso di Hulk/Banner), approfondimenti psicologici e introspezioni filosofiche, rischiano di deviare un po’ troppo dalla via maestra del film”.

Esplosa la cine-superhero mania, nessun sequel è mai stato il degno erede del precedente a cominciare dallo stesso Iron-Man, ormai già arrivato al terzo capitolo, quest'ultimo (Iron-Man 3, di Shane Black) entusiasmando ancor meno. Peggio ha fatto Thor, che al contrario dell'uomo di latta (come lo apostrofava proprio il dio normanno in The Avengers) aveva un reale e grandioso dirimpettaio (Loki), e invece il tanto atteso The Dark World (2013, di Alan Taylor) ha fatto storcere ai più il naso. Sarà il carisma non sconfinato di Chris Evans/Captain America, ma è indubbio che il probo soldato a stelle e strisce funzioni meglio in gruppo che non da solo.

Ecco la parola decisiva, “squadra”. È questa la chiave di volta con cui i Vendicatori salvano il pianeta Terra. Allo stesso modo fu questo il contesto che io per primo rifiutai, bollando in principio The Avengers come minestrone pop e poco altro. La vista del trailer direttamente in sala mi fece però cambiare idea e il film poi mi conquistò senza se e senza ma.

The Avengers però aveva un asso nella manica, il viscido Loki (Tom Hiddleston). Deciso a far piegare l'umanità al suo volere. Un villain d'altri tempi. Senza pietà né buoni sentimenti. È lui (e i chitauri) contro tutti. Sembra quasi riuscire nel proprio intento fino a quando Hulk, stufo delle sue farneticazioni di essere superiore, lo sbatacchia violentemente per terra rendendo la suddetta scena cult puro. Anche i battibecchi tra l'anarchico Iron Man e il ligio Captain America hanno avuto il loro peso così come un Bruce Banner finalmente perfetto grazie a Mark Ruffalo a differenza dei precedenti Eric Bana e Edward Norton.

In conclusione, The Avengers è andato oltre le più rosee aspettative. Adesso però Whedon non potrà proporci la stessa minestra, non di meno l'antagonista non è un frustrato Asgardiano  ma un robot sfuggito al controllo del geniale Tony Stark. Una scelta questa che mi fa temere in esagerati effetti speciali e meno sostanza al vetriolo. Saprò se ho ragione nei prossimi giorni davanti ad Avengers: Age of Ultron, ma ovviamente spero di sbagliarmi.

“L’impressione generale potrebbe essere quella di aver voluto mettere troppa carne al fuoco con l’inconveniente di trovarsi a mangiarla poco condita, il che sarebbe un peccato” conclude Giada, “le premesse perché Avengers: Age of Ultron sia un’esplosione in fieri di gag, sfide e colpi di scena ci sono tutte. Un po’ difficile arrivi a superare il primo capitolo, ma in fondo siamo ottimisti e ormai le caramelle le abbiamo comprate”.

Il trailer di Avengers: Age of Ultron

Avengers: Age of Ultron - Quicksilver (Aaron Taylor-Johnson) e Scarlet (Elizabeth Olsen)
Avengers: Age of Ultron - Mark Ruffalo è ancora Hulk
Avengers: Age of Ultron (2015, di Joss Whedon)

giovedì 5 settembre 2013

Scarlett “divina” Johansson

70° Mostra del Cinema – l'attrice Scarlett Johansson © Biennale foto Asac
Splendente più che mai, la bellissima Scarlett Johansson ha incantato il pubblico  della 70° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

di Luca Ferrari

Ha tenuto testa a quelle teste calde di The Avengers. È stata l’immortale Janet Leigh a fianco di Anthony Hopkins nella sua mutazione Hitchcockiana. Ha vestito larghe e sudate camicie per aiutare Matt Damon nella sua folle impresa di La mia vita è uno zoo (2012, di Cameron Crowe). Scarlett Johansson è arrivata alla 70° Mostra del Cinema di Venezia, sprizzando charme e bellezza per l’anteprima di Under the Skin (di Jonathan Glazer).

70° Mostra del Cinema – l'attrice Scarlett Johansson © Biennale foto Asac
70° Mostra del Cinema – l'attrice Scarlett Johansson © Federico Roiter
70° Mostra del Cinema – l'attrice Scarlett Johansson © Federico Roiter
70° Mostra del Cinema – l'attrice Scarlett Johansson © Biennale foto Asac
70° Mostra del Cinema – l'attrice Scarlett Johansson © Federico Roiter
70° Mostra del Cinema – l'attrice Scarlett Johansson © Biennale foto Asac

martedì 7 maggio 2013

Supereroi a New York, Stan Lee?!?

The Avengers - I vendicatori
"Come li blocchiamo?" - Come una squadra, sentenzia Captain America. Il messaggio dei Vendicatori (The Avengers) è chiaro.

di Luca Ferrari

Dinnanzi a una minaccia non si può agire disuniti. Ci vuole comunità d’intenti. Ci vuole decisione e follia. Anche se sarà un plausibile viaggio di sola andata. Mettete in contro scontri e incomprensioni. Non tutti siamo subito pronti per condividere lo stesso sforzo. Alcuni di noi ci mettono un po’ a riscaldarsi. Jarvis, quando vuoi, le presentazioni.

Un geniale inventore dall’ego smisurato che arriva al punto di rischiare la propria vita per gli altri con le lacrime agli occhi. Uno scienziato dalla mostruosa e sovrumana forza capace di controllare la sua forza bruta e metterla al servizio degli indifesi. Un rigido eroe capace di comprendere ragioni oltre gli ordini. Due spie che d’improvviso scendono in campo per una causa precisa. Un semi-dio di un altro mondo che combatte fianco a fianco degli umani. 

Loro sono rispettivamente Iron Man (Robert Downey Jr.), Hulk (Mark Ruffalo), Captain America (Chris Evans), Vedova Nera (Scarlett Johansson), Occhio di Falco (Jeremy Renner) e Thor (Chris Hemsworth). Loro sono The Avengers (2012, di Joss Whedon)

Sono tutti cavalli sciolti. Solitari. Ognuno compie azioni soprannaturali per delle ragioni personali ma quando c’è da guardarsi le spalle, il pavimento scricchiola e il male ne approfitta. Allora bisogna cadere. E allora c’è da capire che solo loro possono fare la differenza. C’è bisogno che qualcuno che credeva nel loro essere uniti, Phil Coulson (Clark Gregg), muoia  perché qualcosa si accenda e faccia emergere quel senso comune di lotta unita. 

Nel clan dei vendicatori tutti si scontrano, ma alla fine tutti imparano. E a farne le spese sarà il “buon” Loki (Tom Hiddleston), che per il momento dovrà mettere da parte le sue mire dispotiche e accettare l’ironico drink che Tony Stark gli aveva offerto preannunciandogli la fine.

Da soli non potranno mai farcela. Uniti si. Ma lo devono capire tutti, e ciascuno a modo proprio. E quando questo avviene, nulla fa più paura e a quegli urli di viscide creature spaziali venute per sottomettere il genere umano, la risposta è il poderoso ruggito di Hulk capace d’incarnare il pensiero comune di quel manipolo di supereroi. Lottare e vincere. 

La divisione dei compiti organizzata da Capitan America tra le macerie della Grande Mela è puro manuale vendicativo: “Ascoltatemi, finché non chiuderemo il portale faremo contenimento. Barton, ti voglio sul tetto. Occhi su tutto. Schemi e azioni isolate. Stark, a te il perimetro. Ogni cosa oltrepassi i tre isolati, la incenerisci o la rimandi indietro. Thor, bisogna restringere quel portale. Rallentali. Hai i fulmini. Brucia quei bastardi. Noi due invece resteremo a terra. Combatteremo qui, e Hulk. Spacca”.

Inizia la resa dei conti e a missione completata c’è perfino lo sguardo soddisfatto di un padre che ha trasformato i suoi figli in una vera famiglia. Lui è Nick Fury (Samuel L. Jackson), direttore dello S.H.I.E.L.D., capace di contravvenire a ordini superiori pur d’impedire un disastro nucleare e perché convinto che la squadra dei Vendicatori (The Avengers) saprà trionfare.

Eppure nonostante l’evidenza, c’è chi non crede proprio ai supereroi. Nemmeno se c'è Alan Silvestri a scrivere la colonna sonora delle loro imprese. Ma questo è il passato. Non è più tempo di affermazioni. È l’ora delle promesse, vero Stan Lee?

La squadra Avengers è pronta a colpire

The Avengers - Thor, Occhio di falco, la Vedova Nera, Hulk, Iron Man e Captain America
The Avengers - il viso commosso compiaciuto di Nick Fury (Samuel L. Jackson)
The Avengers (2012) - la furia di Hulk (Mark Ruffalo)
The Avengers (2012) - Clint Barton/Occhio di falco (Jeremy Renner)
The Avengers - Natasha Romanoff/Vedova Nera (Scarlett Johansson)
The Avengers - Tony Stark/Iron Man (Robert Downey Jr.)
The Avengers - Tony Stark/Iron Man (Robert Downey Jr.)
The Avengers - Loki (Tom Hiddleston) messo ko da Hulk
The Avengers - c'è chi (...) non crede proprio ai supereroi e lo dice alla televisione

venerdì 11 maggio 2012

Il segreto di Hulk, sono sempre arrabbiato

The Avengers - Hulk (Mark Ruffalo)
È possibile contenere quello che si ha dentro? È possibile passare un’esistenza trattenendo la forza brutale che avanza dentro di noi e metterla al servizio di una nobile causa?

di Luca Ferrari

Ho smesso di leggere i quotidiani. Ho smesso di credere che un mio disegno stilizzato su di un pezzo di carta possa cambiare il mondo. I ciarlatani dei grandi uffici protetti hanno infettato il mondo con le loro menzogne.

Sento parlare di Costituzioni, Diritti dell’Uomo e perfino di diritti alla felicità, ma nella realtà poi che cosa succede? Nella realtà quanti bambini muoiono ancora di fame senza che il pensiero intacchi la serenità dell’ennesima cravatta perfettamente stirata? Voglio confessarvi una cosa: mi sorprendo ogni giorno di più nel vedere come la gente riesca a trattenere il proprio materiale disappunto verso un mondo sempre più in mano a vergognosi despoti. 

Mi nutro del Grande Schermo come se fosse una droga per sopperire alle carenze della giustizia della vita reale. Almeno lì qualcosa funziona. Grazie sceneggiatori e registi. Dei quattro Avengers il gigante verde (Mark Ruffalo) è quello in apparenza meno sbruffone (Iron Man, Robert Downey Jr.), meno patriottico (Capitan America, Chris Evans) e meno soprannaturale (Thor, Chris Hemsworth).

Eppure senza di lui non ci sarebbe partita contro Loki (Tom Hiddleston) e il suo esercito dei Chitauri. Non ha fretta di entrare in azione. Sa che al momento giusto qualcosa succederà. Sa di far parte di qualcosa d’incontrollabile. Sa di averlo dentro. Ma alla fine, è l’accettare la propria natura che lo porta ad avere il controllo delle sue stesse azioni.

Il suo urlo scomposto verso una terribile minaccia piovuta dall’universo è un monito per tutti. Non ci saranno più vili aggressioni. Non ci dovranno più essere. La forza bruta che si nasconde dentro di me è appena agli inizi di quello che deve ancora accadere. Non ho accettato di restare nel mondo solo per farvi credere che i vostri ridicoli mezzi di convincimento abbiano avuto la meglio. 

Adesso ho un messaggio per ciascuno di voi. Potrai anche sventolarmi la tua fantomatica missione divina. Potrai anche minacciarmi ostentando il tuo essere prole di un’altra estensione ma questo non m’impedirà di collocarti allo stesso livello della terra più furiosamente convessa. 

Può darsi che la brutalità che si cela dentro la mia quiete immaginaria sia la spinta a pensare che quello che è accaduto sia un fasto a cui non ho mai preso parte. Un giorno i Vendicatori (The Avengers) spariranno e a quel punto? La Terra ha bisogno di 6 miliardi di eroi.

Sono il primo che non intende dimettersi dal proprio incarico di Essere Umano.

The Avenegers - il ritorno di Hulk

The Avengers - la furia distruttiva di Hulk (Mark Ruffalo)

mercoledì 9 maggio 2012

Iron Man, le promesse dei Vendicatori

The Avengers - Iron Man (Robert Downey Jr.)
Che cosa si fa di fronte a una minaccia così malvagiamente invasiva come quella di Loki? Si va a trattare? Si rinuncia a combattere? O se si hanno i mezzi, si risponde?


La logica del mondo contemporaneo punta per una soluzione diplomatica da una parte e all’attacco preventivo dall’altra. I Vendicatori (The Avengers) appartengono a un’altra specie. Di chi risponde per legittima difesa a una minaccia di morte.

Io ho un piano, attacco” dice sbrigativo Tony Stark/Iron Man (Robert Downey Jr.). Eroe vecchio stile. Egocentrico, ma sotto sotto con un altissimo valore della Giustizia, incapace di vedere gli uomini piegarsi a un dittatore. Iron Man è una sorta di predestinato. Vecchio sogno americano, dove le azioni dell’uomo nascono dall’ingegno a servizio della volontà. 

Tony Stark indossa un’armatura non convenzionale. Ma la sua forza è soprattutto nella propria testardaggine. Alle volte ha bisogno di qualche piccolo colpetto per mantenere la giusta tariettoria, dicasi Pepper Pots (Gwyneth Paltrow), o dal coraggioso sacrificio di un amico, dicasi Phil Coulson (Clark Gregg), ma la sua missione resta una e unica, quella di rendere squallidi mercenari mere figurine del passato.

Iron Man è l’uomo delle public relations. È quello che sfida apertamente Loki (Tom Hiddleston) e la sua sete di potere. Nasce come singolo per comprendere l’importanza di essere parte di una squadra. Rispetto ai compagni di squadra Vendicatori, Tony Stark ha un altro modo di pensare. Ironico al limite della presunzione. Ha un cuore da difendere. Non ha nulla da decidere. Il suo posto è lassù. La sua eredità, più ancora del talvolta ambivalente Nick Fury (Samuel L. Jackson), è: Dobbiamo agire, chiunque sia rimasto.

Si, è probabile che siamo nati per essere dominati. Esattamente come per ribellarci. Ora me lo state cavando dalla bocca. Non volevo che si sapesse, ma se qualcuno crede di poter fare a meno delle scialuppe di salvataggio, non ha capito nulla di quello che sta accadendo da queste popolate parti. Prendete appunti tiranni passeggeri, se verrete armati, nessuno sarà rassicurante con voi.

The Avengers - Iron Man si sacrifica per gli amici

The Avengers - Iron Man (Robert Downey Jr.)

martedì 8 maggio 2012

Loki, la menzogna della libertà

The Avengers - Loki (Tom Hiddleston)
"Voi bramate l'asservimento. Siete nati per essere governati", sentenzia l'asgardiano Loki (Tom Hiddleston) minacciando l'umanità e i vari Vendicatori (The Avengers).

di Luca Ferrari

Profetico. Tragicamente naturale. Doloroso nel suo modo di sbattere in faccia la cruda e spietata verità. Loki (Tom Hiddleston) ha il più totale disprezzo dei terrestri. Li considera inferiori. Li uccide senza il benché minimo rimorso. Delle romanzine da avvocato dei diritti umani Nick Fury (Samuel L. Jackson) non sa che farsene.

Sfida tutti, conscio della sua potenza divina. Il presuntuoso Iron Man. Il ligio Captain America. L'imprevedebile e fortissimo Hulk. Tutti, nessuno escluso. Viene sulla Terra per vedere il mondo inchinarsi ai suoi piedi. Trascurando un evidente complesso d’inferiorità nei confronti del forzuto fratello Thor (Chris Hemsworth), Loki intima le linee da eseguire. È il prototipo della dittatura vecchio modello, anche se con nobili esempi nel mondo contemporaneo.

Ma queste sono solo le facce più evidenti dell’oppressione. Ci sono poi quelle di cui tutti noi siamo complici. E il non ribellarsi ci fa essere colpevoli con la coscienza sporca di sangue, lasciando a qualche martire passeggero la gloria della memoria e il silenzio delle loro tombe. Eccoci, siamo i supporter di ideologie e logiche che mettono ai margini le persone meno in linea con i dettami della società.

Un mondo dove i suicidi per disperazione sono la nuova cicatrice pulsante. Un mondo fatto di partiti antidiluviani che non hanno nulla da dire. E lui, Loki, ha ben capito cosa troverà sulla Terra. Un potere mimetizzato ed esercitato da altri che si professa come linea democratica da eseguire. Per sfortuna sua però, sulla propria strada si troverà persone straordinarie (The Avengers, i vendicatori) che agiscono come una vera squadra.

Questo mi ha fatto guadagnare tempo. Con un approccio prettamente distruttivo mi sono guadagnato il diritto a dire per l’ultima volta quello che penso. Adesso voglio che ci pensi. Cosa faresti se potessi per l’ultima volta essere sincero con quello che ti è accaduto?

Il discorso dittatoriale di Loki

The Avengers - Loki (Tom Hiddleston)

sabato 28 aprile 2012

Vendicatori, è quasi l’ora

The Avengers (2012, di Joss Whedon)
 Ci siamo quasi. Con la speranza che la febbre mi sia passata, il momento di The Avengers (2012, di Joss Whedon), è quasi arrivato. 


Prima di ciò, nella giornata della festa dei lavoratori mi diletterò con Woody Allen. Precisando che non sono stato per nulla entusiasta di Midnight in Paris (2011), film che si è aggiudicato l’Oscar come miglior sceneggiatura originale (…), temo che To Rome with Love non mi farà uscire troppo soddisfatto. 

Comunque, l'ultima parola la lascio allo schermo. Fui scettico anche su Carnage (2011) di Roman Polanski, e oggi lo reputo una delle migliori pellicole degli ultimi anni. Ma torniamo ai supereroi. Il film giusto al momento giusto. Con il sangue ingolfato dal veleno dello scorpione astrale, il sentimento di vendetta è qualcosa che conosco molto bene. Ignorarlo? Impossibile. Il malvagio Loki (Tom Hiddleston) è l’emblema dell’ingiustizia. 

A lui e il suo esercito si opporranno in quattro. Tutti con personalità diverse. Tutti con i propri demoni interiori. Una sfida al nostro stesso egoismo. Mettere da parte qualcosa di noi stessi, e fare scudo e spada insieme. Forse non lo faranno, non lo so. Ma di sicuro ci proveranno Thor (Chris Hemsworth), Captain America (Chris Evans), Iron Man (Robert Downey Jr.) e Hulk (Mark Ruffalo).

Giovedì sera. Cinema Excelsior. In questo caso aggiungo volentieri 2,50 euro per vedere il 3D. Poco più di 36 ore dopo, e sarò in partenza per Roma. L'adrenalina giusta per andare a conquistare la capitale.

venerdì 30 marzo 2012

La furia dei Vendicatori, sgomento e passione

The Avengers (2012, di Joss Whedon)
Una frase, un'immagine, una canzone. Basta una scintilla e anche il più improbabile dei film diventa un imperdibile appuntamento sul grande schermo.

di Luca Ferrari

Fino a ieri, mai e poi mai avrei pensato di andare vedere La Furia dei Titani (2012, di Jonathan Liebesman con Liam Neeson, Ralph Fiennes e Sam Worthington) e The Avengers (2012, di Joss Whedon con un cast formato, tra gli altri, da Robert Downey Jr., Chris Evans, Samuel L. Jackson, Scarlett Johansson, Mark Ruffalo e Paul Bettany). Mi sembravano e mi sembrano tutt’ora dei polpettoni pieni di effetti speciali senza una vera trama e/o sceneggiatura degne di questo nome.

Giovedì sera però, aspettando di gustarmi The Raven (2012) di  James McTeigue con Luke Evans, John Cusack e Alice Eve al Cinema Excelsior di Mestre (Ve), mi sono imbattuto per la prima volta nei trailer di entrambe le pellicole sopracitate, e ho subito provato un’irrefrenabile desiderio di piazzarmi davanti allo schermo anche a costo di mettermi gli occhiali in 3D. Di chi il merito? A parte la fantastica versione di Sweet Dreams di Marilyn Manson per l'inizio del film mitologico, per come la vedo io, le possibilità sono tre:
  • Sono una fava perché mi faccio abbindolare
  • Gli autori dei trailer sono dei fottutissimi geni
  • Adoro talmente il grande schermo che mi basta sentire una frase azzeccata associata a una sequenza supereroica che m’innamoro follemente della pellicola, e devo andarla a vedere

Il trailer di La Furia dei Titani (2012, di Jonathan Liebesman)

La Furia dei Titani (2012, di Jonathan Liebesman)