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Visualizzazione post con etichetta Circuito Cinema Venezia Mestre. Mostra tutti i post
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sabato 11 aprile 2020

Cinema Venezia, il miglior film di Fellini è...

Il regista Federico Fellini
In carenza da grande schermo? Assolutamente, sì. Il Circuito Cinema Venezia Mestre ha trovato il modo di sopportare l'astinenza con un gioco dedicato al Maestro Federico Fellini.

di Luca Ferrari

L'arrivo sempre in super-anticipo per essere il primo a entrare in sala. La scelta del proprio posto preferito, 3-4 file in giù da quella superiore leggermente spostato sulla sinistra rispetto al centro della fila. La lettura di una rivista cinematografica in attesa dell'atteso momento dei trailer. Un curioso sguardo ai compagni/e di proiezione e poi lui, il momento più atteso. Lo spegnimento delle luci e i primi scampoli di film. Nessuno come "cineluk - il cinema come non lo avete mai letto" sente la mancanza del grande schermo e il contatto con la sala. Che fare allora per sopportare questa astinenza forzata?

Il mondo, lo sappiamo, è scombussolato per il diffondersi del coronavirus e chissà per quanto tempo ancora non potremo goderci un film in sala. Per ovviare a questo spiacevole inconveniente pandemico, il Cicuito Cinema Venezia Mestre ha trovato il modo di impegnare il nostro tempo con un gioco virtuale pubblicato sulla propria pagina Facebook, e dedicato al centenario della nascita di Federico Felini (1920-1993), per eleggere il miglior film del regista italiano con una democratica votazione online, e dunque assegnando la Coppa Gradisca. Siamo giunti ai quarti di finale e le sfide che attendono il nostro voto sono a dir poco entusiasmanti.

Votare è semplicissimo. Una volta pubblicato il post specifico della sfida, cliccare sull'immagine del film preferito. Un tabellone che mi ha subito riportato alla mente il leggendario torneo di braccio di ferro con Sylvester Stallone in "Over the Top". A cominciare da oggi, sabato 11 aprile 2020, si sfideranno: Amarcord (1973, di cui fu assistente alla regia Gerald Morin) vs Satyricon (969), il vincitore dei quali troverà in semifinale chi uscirà dallo scontro mortale tra Lo sceicco bianco (1952) opposto a La strada (1954). Nella parte bassa del tabellone invece, a cercare la strada della finalissima saranno le sfide tra Le notte di Cabiria (1957) vs La dolce vita (1960), quindi l'ultimo dei quarti: I vitelloni (1953) vs (1963).

Cineluk guarda già alla finale e questo è il mio pronostico: "La strada vs. La dolce vita." Adesso, non mi resta che votare e aspettare. Adesso tocca a voi.

Gioca con il Circuito Cinema Venezia Mestre e i film di Federico Fellini!
Il tabellone della Coppa Gradisca del Circuito Cinema Venezia Mestre per eleggere il miglior film di Federico Fellini

sabato 23 maggio 2015

La Venezia autentica del VideoConcorso Pasinetti

L’oro della laguna (di Irene Sollazzo)
Corti e micrometraggi raccontano la Venezia vera, attiva e vissuta. Su il sipario sulla 12° edizione del VideoConcorso Francesco Pasinetti (26-28 maggio).

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer

La vita veneziana di tutti i giorni ripresa tra/nei suoi luoghi più comuni, le tradizioni e la sua cruciale salvaguardia. “Venezia: luci ed ombre di oggi e di ieri”. È questo il tema della 12° edizione del VideoConcorso Francesco Pasinetti (26-28 maggio), il festival del cortometraggio e micrometraggio dedicato alla memoria dell'omonimo grande regista, sceneggiatore e critico veneziano.

“Il videoconcorso Pasinetti rappresenta un'ottima occasione per fare cultura in modo diverso” ha sottolineato Erminio Viero, presidente Municipalità di Venezia, “Non sono necessari grandi investimenti ma le buone idee e progetti originali. Troppo spesso il nostro centro storico viene utilizzato come mero contenitore di manifestazioni. Quando invece le cose partono dal basso e vengono fatte con attenzione, i risultati sono di grande valore”:

Organizzata dall’Associazione “Amici del Pasinetti” in collaborazione con Circuito Cinema Venezia Mestre, la nuova edizione del Festival prevede un programma ricco di proposte e iniziative che culmineranno con la cerimonia di premiazione giovedì 28 maggio (h. 10,30) nell’Aula Magna del Liceo Artistico Statale Michelangelo Guggenheim, durante la quale sarà anche presentata l'opera (fuori concorso) L’oro della laguna, della regista-sceneggiatrice Irene Sollazzo.

Nella giornata inaugurale di martedì 26 maggio è di scena “La notte lunga del corto”, a cura dell'associazione Cerchidonda, una maratona notturna (h. 16-24) dedicata ai cortometraggi che si svolgerà presso il Teatro ai Frari. I lavori selezionati sono in gara nelle sezioni Booktrailer (premio offerto dall’Ufficio Scolastico Provinciale di Venezia) e Corti in corsa (premio in collaborazione col TGS Eurogroup). 

La prima sezione è una delle novità di quest’anno ed è dedicata alla creazione di un video spot di un libro, italiano o straniero, sulla città di Venezia, o a un volume scelto autonomamente dalle scuole secondarie di primo e secondo grado della provincia di Venezia. “Gli studenti sono stati liberi di proporre un libro attraverso le immagini” ha spiegato Marina Nostran, rappresentante Ufficio Scolastico Provinciale, “Rispetto all’anno scorso sono aumentate le partecipazioni: 17 video da parte delle scuole superiori e 15 dalle scuole medie. È molto importante che ci siano insegnanti che promuovano la lettura, fenomeno questo sempre più in calo”.

“Il mezzo cinematografico-video esprime al meglio il disagio giovanile” ha poi aggiunto in sede di presentazione Marco Paladini, co-fondatore dell'associazione Cerchidonda, “quando si parla dei giovani a Venezia si fa riferimento in particolare agli universitari e molto meno ai liceali. Bisogna lavorare con loro. Vogliamo mostrare che i giovani hanno a cuore la città”.

I video di “Corti in corsa” (premio Su e Zo per i Ponti) invece, documentano con freschezza una Venezia particolare. Quella vista dai partecipanti alla maratona “Su e zo per i Ponti”. Saranno inoltre proiettati video musicali in collaborazione con l’Hard Rock Cafè e video sul tema “Salviamo le barene” in collaborazione con l’Istituzione Parco della Laguna. Dalle 19 in poi, è prevista una selezione di opere dedicate alla video arte, (premio “Maurizio Cosua"). Dalle 20 infine si parte con la proiezioni dei lavori in concorso.

La presentazione delle opere in gara proseguirà il giorno successivo, mercoledì 27 a partire dalle h. 17 presso la Casa del Cinema a San Stae. Sempre nella medesima giornata sarà presentato anche il corto fuori concorso Un mestiere tra le calli: gli arrotini di Carlos Ruzzene. Infine, come già anticipato, giovedì 28 maggio, spazio alla cerimonia di premiazione del Videoconcorso Pasinetti, dove oltre ai premi, per i vincitori verrà anche riservata una vetrina speciale in occasione della 72° edizione della Mostra del Cinema di Venezia (2-12 settembre).

VideoConcorso Francesco Pasinetti (Venezia, 26-28 maggio)

martedì 29 ottobre 2013

Cinemetal Venezia, Through the Never

Metallica: Through the Never (2013, di Nimród Antal)
Anche il Circuito Cinema di Venezia propone nelle giornate di martedì 29 e mercoledì 30 ottobre il film-evento Metallica: Through the Never (2013).

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – content writer

Metallica: Through the Never
(2013), il film concerto/lungometraggio diretto da Nimród Antal (Kontroll, Vacancy), è pronto a sbarcare anche in laguna. Tre spettacoli giornalieri (17.15 – 19.15 – 21.15) martedì 29 e mercoledì 30 ottobre al Cinema Multisala Rossini sala 1.

Protagonisti sul grande schermo, a fianco del giovane Dane Dehaan (Lincoln, Come un tuono, The Amazing Spider-Man 2) i four horsemen in persona: il cantante/chitarrista James Hetfied, il chitarrista Kirk Hammet, il batterista Lars Ulrich e l’ultimo arrivato nei Metallica, il bassista Robert Trujillo.

Lavorare per una rock band è il sogno di moltissimi di noi. Ma quando durante un concerto dei Metallica per l'appunto,  il giovane Trip (Dehaan) viene mandato a sbrigare una commissione urgente, quello che in apparenza doveva essere un normale compito di routine si trasforma in un’avventura al limite dell’incredibile.

Distribuito dalla Lucky Red, Metallica: Through the Never è un viaggio nell’ignoto 3D poderosamente accompagnato dalle note (heavy) live degl’intramontabili Metallica.

Metallica: Through the Never - Trip (Dane Dehaan)
Metallica: Through the Never - il cantante James Hetfield
Metallica: Through the Never - il bassista Robert Trujillo
Metallica: Through the Never (2013, di Nimród Antal)
Metallica: Through the Never (2013, di Nimród Antal)

lunedì 12 agosto 2013

Educazione veneziana

Educazione siberiana - Kuzya (John Makovich)
Clan mafiosi, regole d'onore, violenza e amore. Il sentiero non cambia. Vale anche per Educazione siberiana (2012, di Gabriele Salvatore).

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer

La settima arte ha fatto e farà sempre discutere. Per ogni annata cinematografia c'è sempre una pellicola più delle altre in grado di raccogliere tanti consensi quanta indifferenza. È capitato di recente a Educazione siberiana (2012), l’ultima fatica del regista napoletano Gabriele Salvatores, film tratto dall'omonimo romanzo di Nicolai Lilin

Uscito da più di cinque mesi ormai, chiunque incontrassi ne sentivo sempre parlare un gran bene. Tra i vari lungometraggi di cui mi stavo occupando devo ammettere che il suddetto m’ispirava poco e in me si era diffusa la convinzione dell’ennesima storia di clan, tatuaggi, onore e minestre riscaldate in salsa ex-sovietica, figlio illegittimo di Eastern Promises (La promessa dell'assassino, 2007 di David Cronenberg).

Finalmente ho avuto l’opportunità di vederlo, in occasione della rassegna Estate al Cinema, in campo San Polo a Venezia.

Graziati miracolosamente dal caldo afoso di quei giorni, la pellicola ha raccolto molto pubblico ma tutto questo gran clamore non l’ho poi riscontrato. Storia anche piuttosto banale. Due amici prendono strade diverse. Per salvarne uno, l’altro finisce in galera. L’amore della bella ma problematica Xenya (Eleanor Tomlinson) ci si mette di mezzo. E la violenza ovviamente. E tatuaggi come simbolo di appartenenza. 

Tra i due protagonisti, Kolima (Arnas Fedaravicius) e Gagarin (Vilius Tumalavicius), c’è il nonno del primo, Kuzya (John Makovich), portatore di un’inflessibile morale e precetti: Rubare alla polizia, usurai e banchieri è lecito, o ancora La fame viene e scompare ma la dignità una volta persa non torna mai più.

Inquadrature suggestive a parte, Kolima alle volte è fin troppo Butleriano con pericolose somiglianze a quel recente Mike Banning in missione Olympus Has fallen (Attacco al potere, 2013, di Antoine Fuqua). Perché nel finale Kolima carica la pistola prima di salire su di un camion che gli ha dato un passaggio? C’è qualcosa che ci vuol far capire? Kolima ha perso il suo amore, Xenya è stata violentata e uccisa dall’amico stesso. 

Forse oltre certi limiti non si può andare e se li superiamo non c’è più nulla da fare. Il futuro potrà solo essere un lungo peregrinare e nemmeno le regole di una cara figura, spina dorsale di una vita intera, potranno più far nulla per salvarci dalla dannazione.

Educazione siberiana (2013), Xenya (Eleanor Tomlinson) © Claudio Iannone
Educazione siberiana (2013, di Gabriele Salvatores)

mercoledì 24 luglio 2013

Venezia, cinema en plein air

Monsters University (2012, by PIXAR)
Nell'arena di Campo S. Polo a Venezia dal 24 luglio al 28 agosto è di scena il cinema all'aperto tra anteprime, animazione e i film della stagione. 

Il dramma degli stupri nella guerra dei Balcani. Lo schiavismo raccontato da Quentin Tarantino. Le nevrosi di Jennifer e Bradley. L’epica bellica di Lincoln. La risurrezione di James Bond. Le sfavillanti luci jazzate della Grande Mela negli anni ’20 secondo Baz Luhrmann. E ancora altre storie. Tante storie. I film premiati agli Oscar 2013. Gli ultimi successi del cinema nostrano. Lungometraggi in lingua originale (inglese e francese) con sottotitoli in italiano. Le anteprime e i tradizionali appuntamenti pre-Mostra del Cinema.

Tutto questo e ancor di più sarà narrato nell’inimitabile arena di campo San Polo a Venezia, all’interno della rassegna Estate al Cinema con inizio proiezioni h. 21.30 (a partire da lunedì 12 agosto invece, alle 21). 

Un assolo di 31 proiezioni en plen air da mercoledì 24 luglio fino a mercoledì 28 agosto, giorno d’inizio della 70° edizione del festival al Lido di Venezia,  Questi e altri successi dell’ultima stagione cinematografica saranno ri-distrubuiti nelle sale del Circuito Cinema Comunale del Lido (Astra) e Venezia (Rossini, Giorgione)... Signori, se ho attirato la vostra curiosità, spero ora avrò tuta la vostra attenzione.

Per gli amanti del buon vecchio proiettore all’aperto non poteva esserci titolo più eloquente per l’opening day della rassegna estiva: La grande bellezza di Paolo Sorrentino con Toni Servillo e Carlo Verdone. A raccoglierne subito il testimone, la poetica di Dustin Hoffman, cimentatosi con la regia di Quartet, trasposizione cinematografica dell'omonima pièce teatrale di Ronald Harwood. Venerdì 26 luglio è l’ora del Belpaese: Viaggio sola, di Maria Sole Tognazzi con Margerita Buy e Stefano Accorsi.

Prima proiezione in lingua originale (inglese), Silver Linings Playbook (Il lato positivo). Oltre a rivelare il talento drammatico del “belloccio” Bradley Cooper, il film ha consacrato la giovane Jennifer Lawrence (Golden Globe e premio Oscar 2013). 

Dalle nevrosi contemporanee a un classico della letteratura russa trasportato sul grande schermo. Martedì 30 luglio Joe Wright rilegge la storia di Anna Karenina facendola incarnare dalla sua musa Keira Knightley. Ultimo giorno del mese, uno dei film nostrani più apprezzati e vincitore di 6 David di Donatello, La migliore offerta di Giuseppe Tornatore con Geoffrey Rush.

Dopo il clamoroso successo dell’anno passato con la doppia anteprima di Madagascar 3, l’animazione torna nuovamente protagonista in laguna. Lunedì 29 luglio è di scena la favola preistorica dei Croods firmata DreamWorks Animation, seguita più in là, lunedì 5 agosto, dall’originale e divertente Hotel Transylvania.

Per assistere alle due anteprime bisognerà attendere fino a metà mese circa, quando lunedì 12 e martedì 13 agosto saranno proiettati rispettivamente Turbo (di David Soren) e l’atteso Monsters University, prequel di quel Monster Inc. (2001), uno degl’indiscussi capolavori della Pixar Animation Studios

Si continua all’insegna della significatività di pellicole. La magia (nel senso d’incanto) è servita prima con Il grande e potente Oz di Sam Raimi (con James Franco, Michelle Williams, Rachel Weisz e Mila Kunis)) giovedì 1 agosto, poi spazio al film premio Oscar 2013 per la miglio regia, Vita di Pi (di Ang Lee), sabato 3. Lì nel mezzo, viaggio nella dipendenza farmaceutica di Effetti collaterali (02.08) firmata Steven Soderbergh con Jude Law e Catherine Zeta Jones

La settimana successiva comincia martedì 6 con uno dei migliori film italiani realizzati negli ultimi anni, Venuto al mondo, ambientato durante la tragica e ancor oggi ignorata Guerra dei Balcani (1991-95). Dietro la telecamera c’è Sergio Castellitto, con un cast internazionale che vede oltre allo stesso regista, anche Penelope Cruz ed Emile Hirsh.

Seguono il poiù che apprezzato Educazione siberiana (07.08), di Gabriele Salvatores con John Malkovich. Giovedì 8 agosto: La frode, di Nicholas Jarecki con Richard Gere e Susan Sarandon. Venerdì 9 agosto: La parte degli angeli di Ken Loach. Sabato 10 agosto: Benvenuto Presidente! di Riccardo Milani con Claudio Bisio

Mercoledì 14 agosto si assapora la lingua francese (con sottotitoli in italiano) di Populaire (Tutti pazzi per Rose) di Régis Roinsard con Romain Duris e Déborah François. Per celebrare la scoppiettante giornata di ferragosto, la scelta era quasi d’obbligo. Dopo gli esordi di Romeo + Giulietta (1996), Leonardo DiCaprio torna a farsi dirigere dal gran maestro di cerimonie narrativo-cinematografiche, l’australiano Baz Luhrmann: alle h. 21 si alza il sipario per Il grande Gatsby (con Tobey Maguire e Carey Mulligan). 

Nuova anteprima venerdì 16: In Another Country di Hong Sang-soo con Isabelle Huppert e Yu Jun-Sang. Per chiudere la settimana in bellezza, ecco il 3 volte premio Oscar (ultimo dei quali ottenuto proprio con questa pellicola) Daniel Day-Lewis, qui affidatosi alla cinepresa di Steven Spielberg per l’epopea di Lincoln.

Dopo il riposo domenicale si riparte lunedì 19 con Viva la libertà, di Roberto Andò con Toni Servillo. Segue (martedì 20) il James Bond del terzo millennio (e non solo, attento allo scettro Sean), Daniel Craig che in Skyfall (di Sam Mendes) se la dovrà vedere con un viscido (e biondo platino) Javier Bardem per salvare il suo capo M (Judi Dench). Mercoledì 21, anteprima di Una canzone per Marion di Paul Andrew Williams con Vanessa Redgrave e Terence Stamp. Giovedì 22 agosto: Miele, di Valeria Golino con l’intensa Jasmine Trinca (Il grande sogno, Un giorno devi andare). 

Il venerdì 23 agosto si tinge di rosa con Amiche da morire, di Giorgia Farina con il terzetto Claudia Gerini, Cristiana Capotondi e Sabrina Impacciatore. Sabato 24 agosto, a dispetto delle ridicole sparate polemiche di Spike Lee che ne accompagnarono l’uscita, torna sul grande schermo Django Unchained con Jamie Foxx, Christoph Waltz, Samuel L. Jackson e un "terribile" Leonardo DiCaprio, dove il regista Quentin Tarantino affonda in modo personale la sua lama vendicativa contro il Ku Klux Klan e i negrieri schiavisti.

Ultime tre proiezioni all’insegna delle novità. Lunedì 26 agosto, anteprima di Foxfire di Laurent Cantet con Raven Adamson e Katie Coseni. Martedì 27 agosto l’appuntamento a inviti della Biennale, “Aspettando la Mostra”. Infine, mentre i riflettori del cinema mondiale saranno puntati sul Lido di Venezia per la prima di Gravity con George Clooney e Sandra Bullock, l’arena di campo San Polo si congeda con la versione originale di To Be or Not to Be (inglese con sottotitoli in italiano) di Ernst Lubitsch con Carole Lombard e Jack Benny.

Django Unchained - Django Freeman (Jamie Foxx)
Skyfall - James Bond (Daniel Craig)

venerdì 30 novembre 2012

Venezia Cinesociale, Notti Disarmate 2012

Uomini contro (1970, di Francesco Rosi)
Solidarietà sociale. Difesa della patria. Impegno civile. Cooperazione tra i popoli. Il cinema delle Notti disarmate irrompe a Venezia.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer 

Solidarietà sociale. Difesa della patria. Impegno civile. Cooperazione tra i popoli. Sono questi i temi scelti dai volontari del Servizio Civile di Venezia per la III edizione della rassegna cinematografica Notti disarmate (5 dicembre '12 - 30 gennaio '13), in programma alla Videoteca Pasinetti (Palazzo Mocenigo) di Venezia.

Un appuntamento con un significato speciale, poiché realizzato nell’anno del 40° anniversario della legge 772/1972, normativa che approvò e regolamentò per la prima volta il Servizio Civile in Italia in sostituzione di quello militare (sebbene lo trattasse ancora come una punizione, obbligando gli obiettori di coscienza a un surplus di sei mesi: 18 invece di 12).

Oggi le cose son cambiate. Da nove anni Servizio Militare e Civile vengono realizzati da volontari in diversi settori della vita sociale. Nello specifico, all’interno della Videoteca Pasinetti del Comune di Venezia, i volontari si dedicano  all'archiviazione di opere filmiche, la catalogazione di libri e riviste dedicati al cinema, alla promozione e all'assistenza al pubblico.

Ad accompagnare le cine-Notti Disarmate, il mondo della fotografia con la mostra Volentieri, realizzata da Giovanna Bison, volontaria del servizio civile per l’anno 2012-2013 nel progetto Immigrazione a Venezia: Intrecci di Cittadinanza, presso il Comune di Venezia. Gli scatti della giovane inquadrano e raccontano frammenti delle giornate dei volontari del servizio civile, facendo emergere i legami che nascono e crescono nutriti dalla solidarietà sociale, dall’amore per la cultura e dal rispetto per l’ambiente.

Per Notti Disarmate i volontari, ispirandosi alla suddetta legge, hanno selezionato sette pellicole, tutte programmate alle h. 20.30 a eccezione dell’evento di chiusura il 30 gennaio prossimo. Ad aprire la rassegna giovedì 5 dicembre, Uomini contro (1970, di Francesco Rosi), ambientato negli scenari della Grande Guerra sull'altopiano di Asiago dove un giovane tenente assiste alle assurdità della guerra, vivendo un forte conflitto con i suoi valori che lo portano a maturare una scelta di diserzione.

Ancora sul tema della difesa della patria l’ultimo appuntamento, mercoledì 30 gennaio 2013, Per mano ignota. Peteano: una strage dimenticata (2012, di Cristian Natoli). Questo film documentario ripercorre il triste episodio della strage avvenuta il 31 maggio 1972 nella provincia goriziana attraverso le testimonianze di coloro che hanno vissuto i fatti.

Sul tema alla solidarietà sociale, spazio a Precious (2009, di Lee Daniels), in programma mercoledì 12 dicembre; qui la protagonista diciassettenne vive una condizione di estremo disagio familiare dalla quale riesce a riscattarsi mediante l’aiuto di un’insegnante e di un'assistente sociale, iniziando così un percorso verso una vita più umana e più felice. Nel medesimo solco scolastico-sociale, La classe – Entre les murs (2008, di Laurent Cantet), che sarà proiettato mercoledì 23 gennaio.

Per il tema dell'impegno civile, mercoledì 19 dicembre, il drammatico Fortapàsc (2008, di Marco Risi) incentrato sugli ultimi giorni di vita del giornalista Giancarlo Siani, ucciso dai camorristi nel 1985 poiché colpevole solo di aver svolto in maniera rigorosa il proprio lavoro.

Due i film con al centro la cooperazione tra i popoli: L’ospite inatteso (2007, di Thomas McCarthy) e Come un uomo sulla terra (2007, di Andrea Segre e Dagmawi Yimer), in programma rispettivamente mercoledì 9 e 16 gennaio 2013. Mentre nel primo un annoiato docente universitario ritrova lo slancio vitale grazie allo scontro/incontro con una coppia di clandestini che occupano il suo appartamento, nel secondo, si accendono i riflettori sui flussi migratori tra l'Africa e l'Italia attraverso la Libia.

 Fortapàsc (2008, di Marco Risi)

giovedì 23 agosto 2012

Madagascar 3 - Ricercati a Venezia

Madagascar 3 – Ricercati in Europa (2012)
La nuova avventura di Alex il leone, Gloria l’ippopotamo, Marty la zebra e Melman la giraffa, sbarca al cinema all'aperto di Venezia.

di Luca Ferrari

Storie di valori, amicizia e verità. L’animale non è chi cammina a quattro zampe, ma chi si comporta in modo crudele con chiunque. E se a insegnarlo è la simpatia contagiosa di una zebra, un leone, un ippopotamo, una giraffa e tanti nuovi amici, allora si può solo che prendere appunti. Nell’anima e nel cuore.

Venezia, 22 agosto 2012. Mancano ancora tre quarti d’ora all’inizio dell’anteprima di Madagascar 3 – Ricercati in Europa (2012, di Conrad Vernon, Eric Darnell e Tom McGrath), e l’arena di campo San Polo, sede della rassegna “Estate al Cinema”, è già traboccante di spettatori e voci. Non c’è un filo d’aria. L’umidità non allenta la morsa. Ma è solo un dettaglio.

La gente sta già entrando, e la coda è un’ordinata striscia verticale e orizzontale che arriva fin quasi sotto i portici. Un flusso costante. Il pubblico è quanto di più eterogeneo si possa immaginare. Si vai dai classici piccini accompagnati dai genitori, agli adolescenti, passando per quella fascia di età intermedia cresciuta con Steven Spielberg e “trafitta” dalla rivoluzione animata made in Pixar & DreamWorks, fino agli over 50, che nipotino o non nipotino, questa pellicola non se la vogliono proprio perdere.

Arrivano le 9, ma le luci sono ancora accese e nessun trailer viene proiettato. Ci sono ancora posti (pochi) disponibili. Si continua a entrare, e nell'attesa c'è chi mangia una pizza, e chi qualche biscotto bucaneve. Una giovane invece è immersa nella lettura di Hunger Games (2008, di Suzanne Collins). Dallo staff chiedono di avere pazienza ancora per qualche minuto. La risposta, scherzosamente (e prevedibilmente) è un buuuu divertito, presto spodestato da un incitamento di tutta la platea con un “COMINCIA, COMINCIA, COMINCIA!!!” fino a che i riflettori si spengono, e modello concerto rock, la risposta del pubblico è un sonoro boato di gradimento.

Così, dalle acque lagunari, si passa agli scenari africani dove avevamo lasciato Alex il Leone (Ben Stiller), Gloria l’ippopotamo (Jada Pinkett Smith), Marty la zebra (Chris Rock) e Melman la giraffa (David Schwimmer), nel precedente Madagascar 2 (2008).

Nostalgia di casa per il leone buono. Sogna New York City. Sogna ancora la bella vita nello zoo della Grande Mela dove era la star. Inutile aspettare che i Pinguini tornino a prenderli. Bisogna agire. E allora, maschera e boccaglio in bocca, i quattro amici per la pelle si mettono in marcia per raggiungere i pennuti in smoking, nel Principato di Monaco, e prendere insieme il loro aereo. Un piano perfetto? Assolutamente, sì. Se non fosse che crollando sui tavoli da gioco di un casinò, fanno scoppiare il panico e l’intervento della gendarmeria locale con a capo la Crudelia De Mon del terzo millennio, il Capitano Chantel DuBois (la cui voce è data nell’originale dal Premio Oscar, Frances McDormand).

Non solo un poliziotto implacabile e segugio infallibile, ma una vera collezionista di teste di animali. E tra i suoi trofei manca solo il re della foresta: Melman dunque è avvisato. Scampato provvisoriamente il pericolo, la combriccola scapestrata riesce a nascondersi all’interno di un treno di animali da circo, facendo così la conoscenza della tigre Vitaly (Bryan Cranston), il giaguaro femmina Gia (Jessica Chastain) e il leone marino Stefano (Martin Short), la cui goffaggine e ingenuità di quest’ultimo ricorda non poco il bradipo Sid della saga dell’Era Glaciale, il cui quarto capitolo, “Continenti alla deriva” sta per sbarcare nelle sale cinematografiche.

Per non rischiare di ritrovarsi sbattuti giù in corsa, il Re di Varsavia (una figura umanoide sotto le cui vesti ci nascondono le scimmie) acquista il treno circense, confidando che lo spettacolo londinese vada a gonfie vele e un impresario americano li porti finalmente a New York. Ma le cose non vanno così, e la prima apparizione della nuova dirigenza a Roma si rivela un fiasco clamoroso.

L’idea allora è quella di ridare un nuovo smalto e veste al circo. Al diavolo le vecchie tradizioni, è tempo di fare di più. A dispetto della reticenza iniziale di Vitaly, l’entusiasmo dei newyorkesi è contagioso e lo show in Inghilterra stupisce. Ma quando tutto sembra andare a gonfie vele, la verità dei fuggiaschi americani viene a galla. Gli animali del circo si sentono usati. Non c’è cosa peggiore per chi ha l’animo puro di sentirsi manipolato.

I quattro tornano finalmente nello zoo, ma nulla è più come prima. Ormai hanno visto realmente gli spazi sconfinati dell’Africa. Ormai hanno conosciuto la libertà della vita vera, con rischi e pericoli. Non si può passare la propria esistenza sotto una campana di vetro. Se ne rendono conto quando ormai è troppo tardi, e le sbarre sono già davanti a loro. Ma la vera amicizia sa andare oltre, e trionfare sopra ogni cosa. Dal circo allo zoo di Central Park, il passo è breve, e la riscossa è cominciata, chiudendo anche i conti una volta per tutte con la crudele Chantel. Nel più classico e delicato happy end, il pubblico veneziano tributa la pellicola con un fragoroso applauso finale. E oggi si fa il bis. 

Madagascar 3 – Ricercati in Europa (2012), il giaguaro Gia
Madagascar 3 – Ricercati in Europa (2012), il capitano Chantel DuBois
Madagascar 3 - l'arrivo a Montecarlo di Melman, Alex, Marty e Gloria

martedì 14 agosto 2012

The Lady (2011), Venezia applaude Aung San Suu Kyi

The Lady - il coraggio di Aung San Suu Kyi (Michelle Yeoh Choo-Kheng)
La forza delll'orchidea d'acciaio Aung San Suu Kyi, opposta con l'arma della nonviolenza alla brutale dittatura birmana. The Lady (2011, di Luc Besson).


Metà film, metà documentario. Qualche lungaggine eccessiva nella vita familiare e un finale sbrigativo che ha saltato in toto le proteste dei monaci buddisti nel 2007 sedate nel sangue così come le ultime farse della dittatura birmana nei suoi confronti. Luc Besson dirige The Lady (2011), sull’attivista birmana per i diritti umani Aung San Suu Kyi, interpretata dall'attrice cino-malese Michelle Yeoh Choo-Kheng

Il regista di Leon (1994) e Il Quinto Elemento (1997) ha realizzato un film che non passerà alla storia per la resa complessiva, ma questi sono dettagli da cronaca. Irrilevanti dinnanzi al suo significato. In questa pellicola viene raccontata la storia di una delle protagoniste assolute della storia contemporanea, che ha sacrificato la sua stessa vita privata senza essere uccisa sebbene rimasta agli arresti domiciliari per vent’anni.

Una storia questa che andrebbe studiata molto di più di certi assassini che continuano a insanguinare le pagine dei libri di storia così come le piazze di mezzo mondo grazie ai loro eredi. Una storia questa, che insieme a quelle di Nelson Mandela, Gandhi e altri personaggi ancora, andrebbe molto più approfondita fin dall’età scolare, instillando così nell’anima e nel carattere della gente il sentimento di libertà e il desiderio di lottare per essa.

Ci sono popoli che chiedono ma non fanno nulla per agire di conseguenza. Ci sono popoli al contrario che sono scesi nelle strade affrontando i mitra puntati ad altezza uomo. E di fronte alla dittatura più brutale nessuna azione impedirà che il grilletto venga premuto, eppure alcuni restano. Vengono sbattuti in galera, e torturati.

L’impegno di Aung San Suu Kyi è stato totale. La donna passa attraverso i fucili puntati e il suo gesto diventa leggenda. Il popolo inizia a raccontare. Gladiatore moderno che sfida un impero. Besson entra nel sostegno del marito Michael (David Thewlis), negli sguardi dei due figli Michael e Kim, lontani per anni dalla madre, non sapendo nemmeno se l’avrebbero più rivista. Solo il più giovane appare un po' infastidito quando il padre è ormai in fase terminale per un cancro alla prostata. 

E nonostante la sua incredibile forza di volontà, la donna sembra quasi impazzire quando, durante la consegna del Premio Nobel per la Pace nel 1991 che segue a distanza con la radio nella sua prigionia casalinga in Birmania, salta la corrente. Poi, nel sentire la voce del figlio maggiore che parla di quello che sta facendo, si commuove fino alle lacrime.

L'intento di The Lady è palese. Non è la celebrazione "dell'Orchidea d'Acciaio". È la denuncia di un massacro su cui nessuno ha voluto fare niente. Nessuno a parte Aung San Suu Kyi e il popolo disarmato. E come in Birmania la Cina è stata lo sponsor del sangue sgorgato a fiotti, anche gli altri "democratici" membri permanenti con diritto di veto alle Nazioni Unite agiscono come e quando vogliono.

Analogo discorso per la tragedia che stiamo vivendo in diretta in Siria, dove la farsa degli equilibri geopolitici sta condannando il popolo a un massacro genocidario indiscriminato nell’indifferenza generale, con i movimenti pacifisti (…) presumibilmente pronti a scendere piazza solo e se il mondo occidentale interverrà militarmente contro il presidente Bashar al-Assad.

The Lady (2011) di Luc Besson non è che l’inizio. E quell’applauso uscito dal cuore dagli spettatori alla rassegna all’aperto Estate al Cinema in campo San Polo, a Venezia, non può e non deve spegnersi con la fine della proiezione. La vera democrazia non è un’eredità né un pezzo di carta, perché come ci ha fatto vedere nel suo film il regista transalpino, chiunque può prendere quel foglio e stracciarlo. La vera democrazia la si (ri)conquista giorno dopo giorno. Ogni giorno. La libertà vale più di ogni altra cosa al mondo.

Il trailer di The Lady

The Lady - Aung San Suu Kyi (Yeoh Choo-Kheng) da forma alla protesta nonviolenta
The Lady - Aung San Suu Kyi (Yeoh Choo-Kheng) sfida i fucili puntati