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lunedì 25 febbraio 2019

Oscar 2019, la diretta e i vincitori

And the Oscars 2019 go to...
La notte degli ambiti Premi Oscar è arrivata e noi siamo in diretta insieme a loro. Una lunga serata ricca di emozioni, analisi e commenti in diretta del Vostro "cineluk".

di Luca Ferrari

Ok, signore e signori ci siamo. E' cominciata la 91° edizione dei premi OscarCineluk - il cinema come non lo avete mai letto è in diretta. In questo momento sono le 3,52 del mattino in Italia e sono stati assegnati solo pochi premi. Come da pronostico, Roma (di Alfonso Cuaron) è stato nominato il Miglior film straniero, Spider-Man - Un nuovo universo (di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman) ha vinto come Miglior film d'animazione e Regina King ha agguantato lo scettro per la Miglior attrice non protagonista in Se la strada potesse parlare.

Tra pochissimi saranno assegnati due dei premi che più m'interessano, quelli per la Miglior sceneggiatura originale e non originale. Da giornalista, poeta e amante della scrittura, sono forse quelli che più attendo. Potere alle parole. Le parole e la storia sono la base di un vero e grande film. Let's go!

Intanto però, è il momento di assegnare la statuetta per i migliori effetti speciali che va a... Paul Lambert, Ian Hunter, Tristan Myles e J. D. Schwalm per First Man - Il primo uomo, presentato a Venezia. Break musicale del duo Bradley Cooper/Lady Gaga, buoni per intrattenimento e anche vincere l'Oscar per la miglior canzone, non certo per competere sulla distanza di un lungometraggio con tanto di attori in lizza a discapito, in modo inspiegabile, di attori e attrici come Steve Carell e Saoirse Ronan. Ma ora è il momento di assegnare l'Oscar della Migliore sceneggiatura originale. In lizza ci sono:
  • Deborah Davis e Tony McNamara – La favorita (The Favourite)
  • Paul Schrader – First Reformed - La creazione a rischio (First Reformed)
  • Nick Vallelonga, Brian Currie e Peter Farrelly – Green Book
  • Alfonso Cuarón – Roma
  • Adam McKay – Vice - L'uomo nell'ombra (Vice)

And the Oscar goes to... Nick Vallelonga, Brian Currie e Peter FarrellyGreen Book. Sono le 4,11 e sono felicissimo. Anzi, minchia se sono felice! Già seconda statuetta per il film dopo quella per il Miglior attore non protagonista andata a Mahershala Ali. Pensare a questo punto che anche Viggo Mortensen possa riuscirci, credo sia molto difficile. Avessi dovuto fare una scelta tra i due compagni di set, avrei preferito quest'ultimo. Non solo per il ruolo, ma anche perché Ali è alla 2° statuetta dopo Moonlight (sempre Miglior attore non protagonista, 2017) e Viggo è ancora a secco.

Sempre presentati da Samuel L. Jackson e Brie Larson, ecco ora le nomination della Migliore sceneggiatura non originale:
  • Joel ed Ethan Coen – La ballata di Buster Scruggs (The Ballad of Buster Scruggs)
  • Charlie Wachtel, David Rabinowitz, Kevin Willmott e Spike Lee – BlacKkKlansman
  • Nicole Holofcener e Jeff Whitty – Copia originale (Can You Ever Forgive Me?)
  • Barry Jenkins – Se la strada potesse parlare (If Beale Street Could Talk)
  • Eric Roth, Bradley Cooper e Will Fetters – A Star Is Born

And the Oscar goest to... Charlie Wachtel, David Rabinowitz, Kevin Willmott e Spike LeeBlacKkKlansman. Vittoria meritatissima. "Io rendo omaggio a tutti i nostri antenati" ha sottolineato il regista. Un discorso potente il suo, parlando chiaramente del "genocidio", che le elezioni del 2020 sono vicine e bisogna fare la scelta giusta. Ma soprattutto ha parlato di amore, come scelta. Lo spettacolo deve andare avanti e tra pochissimo verranno assegnati gli Oscar per Miglior colonna sonora e canzone.

Fatto. Il primo a Ludwig Göransson per il cinecomic Black Panther. Scontato che vincerà Shallow (Lady Gaga) e infatti... ovviamente!

Piccolo intermezzo musicale, un mito come Barbara Streisand a parlare di BlacKkKlansman e la sua importanza. Ma ora i vincitori dello scorso anno come Miglior attori protagonisti, Allison Janey e Gary Oldman salgono sul palco a presentare le nomination per il Miglior attore protagonista che sono:
  • Christian Bale – Vice - L'uomo nell'ombra (Vice)
  • Bradley Cooper – A Star Is Born
  • Willem Dafoe – Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità (At Eternity's Gate)
  • Rami Malek – Bohemian Rhapsody
  • Viggo Mortensen – Green Book

And the Oscar goes to... Rami Malek (Bohemian Rhapsody). Dopo BAFTA e Globe, tripletta con l'Oscar. Tutto molto scontato. Vediamo ora con le nomination della Migliore attrice protagonista:
  • Yalitza Aparicio – Roma
  • Glenn Close – The Wife - Vivere nell'ombra (The Wife)
  • Olivia Colman – La favorita (The Favourite)
  • Lady Gaga – A Star Is Born
  • Melissa McCarthy – Copia originale (Can You Ever Forgive Me?)

And the Oscar goes to... Olivia Colman (La favorita). Di nome e di fatto. E ora mancano gli ultimi due, regia e film. La serata degli Oscar sta per volgere al termine. Ci saranno sorprese? Ecco, ci siamo. E' arrivato Guillermo del Toro, vincitore l'anno passato per Miglior film e regia con La forma dell'acqua, per annunciare le nomination e il vincitore dell'Oscar per la Migliore regia:
  • Alfonso Cuarón – Roma
  • Yorgos Lanthimos – La favorita (The Favourite)
  • Spike Lee – BlacKkKlansman
  • Adam McKay – Vice - L'uomo nell'ombra (Vice)
  • Paweł Pawlikowski – Cold War (Zimna wojna)

And the Oscar goes to... Alfonso Cuarón (Roma), già terzo Oscar della pellicola dopo il Film straniero e la fotografia. E ora manca solo lui, il Miglior film, che sarà presentato dalla bravissima Julia Roberts, premio Oscar come Miglior attrice 2001 nel film Erin Brockovic - Forte come la verità (di Steven Soderbergh) al fianco del grande Albert Finney, scomparso il 7 febbraio scorso. E ora le nomination del Miglior film:
  • A Star Is Born - Bill Gerber, Bradley Cooper e Lynette Howell Taylor
  • Black Panther - Kevin Feige
  • BlacKkKlansman - Sean McKittrick, Jason Blum, Raymond Mansfield, Jordan Peele e Spike Lee
  • Bohemian Rhapsody - Graham King
  • Green Book - Jim Burke, Charles B. Wessler, Brian Currie, Peter Farrelly e Nick Vallelonga
  • La favorita (The Favourite) - Ceci Dempsey, Ed Guiney, Lee Magiday e Yorgos Lanthimos
  • Roma - Gabriela Rodríguez e Alfonso Cuarón
  • Vice - L'uomo nell'ombra (Vice) - Dede Gardner, Jeremy Kleiner, Adam McKay e Kevin J. Messick

And the winner is... non ci credo, Green Book di Peter FarrellyJim Burke, Charles B. Wessler, Brian Currie e Nick Vallelonga! Un premio meritatissimo per un film, tratto da una storia vera, che ha saputo coniugare rapporti umani e politici, in un'epoca dove la società stava cambiando. Senza facili moralismi né dita puntate, la storia è un viaggio. Un viaggio alla scoperta di se stessi con la mera vicinanza di due culture differenti. Due culture che scopriranno di avere presto qualcosa in comune di estremamente prezioso: il rispetto l'una per l'altra e la forza di sostenersi a vicenda.

Green Book trionfa alla 91° edizione dei Premi Oscar ma non è il solo. Insieme a lui hanno vinto Roma, BlacKkKlansman e Bohemian Rhapsody. Film in apparenza diversi ma accomunati dalla diversità. La diversità che diventa legame e normalità. Diversità che rompe gli schemi e si distacca da un passato, purtroppo ancora troppo vivido anche nel 2019. Mondi separati che trovano la sola strada possibile per costruire un mondo differente: il dialogo. In questo senso gli Oscar 2019 resteranno un'edizione su cui molti dovranno riflettere e ricominciare. Onore alla settima arte.

Green Book, miglio film agli Oscar 2019

lunedì 11 febbraio 2019

BAFTA 2019, tutti i premi portano a Roma

Roma (di Alfonso Cuaron)
Dopo i Globe, anche ai BAFTA trionfano Roma di Alfonso Cuarón La favorita di Yorgos Lanthimos. Mastica amaro ancora una volta il sopravvalutato remake A Star is Born.

di Luca Ferrari

And the BAFTA goest to... Dopo il Leone d'oro alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e la doppietta ai Golden Globe come Miglior regista e Miglior film straniero, alla 72° edizione dei British Academy Film Awards (BAFTA), Roma di Alfonso Cuarón, ha trionfato anche come Miglior film e Miglior fotografia. L'altro e indiscusso vincitore della serata londinese, come da pronostico, è stato La favorita di Yorgos Lanthimos, Miglior film britannico e mattatore sul fronte femminile in entrambe le categorie (Olivia Colman, Rachel Weisz), oltre all'altrettanto prestigiosa Sceneggiatura originale, Costumi, Trucco e acconciatura.

Ennesima e sonora bocciatura per il sopravvalutato A Star is Born di Bradley Cooper, anch'esso presentato in laguna, dove sono a dir poco allucinanti le pretese di vittoria per una storia scontata dall'inizio alla fine, con una prima attrice, la cantante trasformista Stefani Joanne Angelina Germanotta alias Lady Gaga, che altro non fa se non interpretare se stessa, e senza dimenticarsi di ennesimo remake. Rimane (ingiustamente) a bocca asciutta Maria regina di Scozia (di Josie Rourke), mentre si prendono premi importanti BlacKkKlansman di Spike Lee e il romantico-impegnato Green Book (di Peter Farrelly) con il co-protagonista maschile Mahershala Ali.

L'elenco dettagliato di tutti i premi BAFTA 2019:
  • Miglior film: Roma, di Alfonso Cuarón
  • Miglior film britannico: La favorita, di Yorgos Lanthimos 
  • Miglior regista: Alfonso Cuarón (Roma)
  • Miglior sceneggiatura originale: La favorita (Deborah Davis e Tony McNamara)
  • Miglior sceneggiatura non originale: BlacKkKlansman (Spike Lee, David Rabinowitz, Charlie Wachtel e Kevin Willmott)
  • Miglior attrice protagonista: Olivia Colman (La favorita)
  • Miglior attore protagonista: Rami Malek (Bohemian Rhapsody)
  • Miglior attrice non protagonista: Rachel Weisz (La favorita)
  • Miglior attore non protagonista: Mahershala Ali (Green Book)
  • Miglior colonna sonora: A Star Is Born, di Bradley Cooper, Lady Gaga e Lukas Nelson
  • Miglior fotografia: Roma, di Alfonso Cuarón
  • Miglior scenografia: La favorita (Fiona Crombie e Alice Felton)
  • Miglior montaggio: Vice - L'uomo nell'ombra (Hank Corwin)
  • Miglior trucco e acconciatura: La favorita (Nadia Stacey)
  • Miglior sonoro: Bohemian Rhapsody (John Casali, Tim Cavagin, Nina Hartstone, Paul Massey e John Warhurst)
  • Migliori costumi: La favorita (Sandy Powell)
  • Miglior effetti speciali: Black Panther (Geoffrey Baumann, Jesse James Chisholm, Craig Hammack e Dan Sudick)
  • Miglior film straniero: Roma, di Alfonso Cuarón
  • Miglior documentario: Free Solo (di Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin)
  • Miglior debutto di un regista, sceneggiatore o produttore britannico: Michael Pearce (regista, sceneggiatore) e Lauren Dark (produttrice) – Beast
  • Miglior film d'animazione: Spider-Man - Un nuovo universo (di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman)
  • Miglior cortometraggio animato: Roughhouse di Jonathan Hodgson e Richard Van Den Boom
  • Miglior cortometraggio: 73 Cows di Alex Lockwood
  • Miglior stella emergente: Laetitia Wright
La favorita - (da sx) le vincitrici dei BAFTA 2019 come Miglior attrice non protagonista e Miglior attrice protagonista, Rachel Weisz e Olivia Colman

venerdì 8 febbraio 2019

Green Book, minchia se è romantico!

Green Book - Don Shirley (Mahershala Ali) e Tony Lip (Viggo Mortensen) al volante
Ci vuole coraggio per cambiare il cuore delle genti. Nell'America Kennedyana lacerata dalla segregazione, un'improbabile amicizia attraversa il Continente. Green Book (2018, di Peter Farrelly).

di Luca Ferrari

Un rozzo, chiacchierone e sempre affamato buttafuori italiano è il nuovo autista di un colto, taciturno e raffinato pianista di colore. Il tour è imminente e c'è bisogno di un uomo pratico per accompagnarlo nella (ampia) parte degli Stati Uniti meno aperta culturalmente e tragicamente ancora segregazionista. Due uomini, due binari diversi. Due modi di pensare e affrontare la vita più simili di quello che non avrebbero mai potuto immaginare. Ispirato a una storia vera, è sbarcato sul grande schermo Green Book (2018, di Peter Farrelly).

Tony Lip (Viggo Mortensen) è un buttafuori di New York. Si arrangia con lavoretti. Per lui, da buon italiano, la famiglia è sacra, amando e dandosi da fare per sua moglie Dolores (Linda Cardellini) e i figli. Chiuso il locale dove lavorava, gli viene offerto un impiego ben pagato: fare da autista a un musicista nel corso di una tournée che lo porterà via due mesi. Il suo nome è Don Shirley (Mahershala Ali), pianista nero dal cristallino talento. Tony non ha molto feeling con la gente di colore, con gli amici li chiama "melanzane", però accetta comunque e si mette in viaggio, deciso a portare a casa la somma pattuita.

Tony è una persona energica, uno che perde le staffe facilmente e il viaggio non è certo privo di pericoli o comunque di potenziali situazioni esplosive. Siamo negli anni Sessanta, e un pianista nero che fa concerti negli stati del Sud non è ancora la normalità. Suona per gente elegante e danarosa, ma quando si tratta di dormire, ci sono locali appositi, locali per negri stampati su di un libro, Green Book per l'appunto. Tutto fila liscio fino a quando il solitario musicista non esce da solo, e la sua presenza non è così ben vista dall'ignoranza locale.

Ma non sono i soliti stolti e maneschi a prenderlo di mira, ci pensa perfino la polizia e questa volta nel mirino ci finirà anche Tony che da buona testa calda, reagirà. Già, lui reagisce, perché Don non lo fa mai? Perché è venuto a tenere concerti dove viene disprezzato per il colore della sua pelle e dove i ricconi che lo ospitano per concerti privati lo mandano fuori di casa per utilizzare il bagno? Uno dei due musicisti che lo accompagnano sul palco, il russo Oleg (Dimitar Marinov), prova allora a spiegargli la situazione. All'ultimo concerto però, quello più importante e natalizio, c'è ancora qualcosa da chiarire e questa volta per sempre.

Tony e Don. Don e Tony. Le due classiche facce della stessa medaglia che ancora non sanno di appartenersi l'un l'altro. Come per i più scanzonati compagni di viaggio Neil Page (Steve Martin) e Del Griffith (John Candy), ancora non sanno che cosa li attende durante e alla fine di questo interminabile percorso su strada. Hanno scelto di farlo insieme e toccherà a ciascuno di loro due, chi con le buone maniere e la disperazione, chi con con le mani unte e la lingua sciolta (sono più nero io di te, gli dirà sotto la pioggia il casereccio Tony) aggiungere quelle sfumature che li renderanno persone ancor più umanamente complete e forti.

Distribuito da Eagle Pictures e nelle sale in tutta Italia, incluso il Multisala Rossini di Venezia, la pellicola si è già portata a casa tre Golden Globe come Miglior film commedia o musicale, Miglior attore non protagonista a Mahershala Ali e Migliore sceneggiatura a Brian Hayes, Peter Farrelly e Nick Vallelonga. Il film è ora atteso dalla 91° edizione dei Premi Oscar dove è in lizza per cinque statuette come: Miglior film, Migliore attore protagonista a Viggo Mortensen, Migliore attore non protagonista a Mahershala Ali, Migliore sceneggiatura originale a Nick Vallelonga, Brian Currie e Peter Farrelly, quindo Miglior montaggio a Patrick J. Don Vito.

Siamo sinceri, aspettarsi un film del genere da Peter Farrelly sarebbe stato folle per non dire azzardato. Nulla da obiettare sulle doti del regista originari di Phoenixville (Pennsylvania), ma il suo target insieme al fratello Bobby era decisamente più comico. Basterebbe citare le regie dei cult Scemo & più Scemo (1994, con Jim Carrey e Jeff Daniels) Tutti pazzi per Mary (1998, con Ben Stiller, Cameron Diaz e Matt Dillon), Io me e Irene (2000, con Jim Carrey e Renee Zellweger), Amore a prima svista (2001, con Jack Black e Gwyneth Paltrow), per farsi un'idea della loro linea cinematografica.

E invece, ecco il film che non ti aspetti. Girato a quattro anni di distanza dal sequel "scemoso" con ancora la coppia Carrey-Daniels, Peter Farrelly parte per un road movie insieme a due attori che più diversi non potrebbero essere, eppure così vicini nell'anima come i personaggi che interpretano. Il colore della pelle potrà anche essere diverso così come le loro origini, ma per far risplendere insieme ciò che gli batte dentro ciascuno, ci vorrà qualcosa. Un viaggio si, ma anche di più. Forse la fiducia. Forse l'empatia. Comunque sia ne usciranno due persone diverse, migliori. E questo è il senso della vita.

Premio Oscar come Migliore attore non protagonista per Moonlight (2016), Mahershala Ali (Free State of Jones, House of Cards, Il diritto di contare) è semplicemente perfetto nel suo ruolo. E' un uomo tormentato ma tutta la sua frustrazione e i sorrisi di circostanza che è obbligato a fare, li nasconde sapientemente sotto le note che le sue mani emanano ogni sera. Lotta per cambiare e ci mette la faccia. Ha coraggio e ci crede davvero. Viggo Mortensen (Il Signore degli Anelli, A History of Violence, Captain Fantastic) è un vulcano. L'amico che vorresti sempre avere al tuo fianco. Fuma e mangia di continuo. Colpisce, sa dire di no agli amici e sa ragionare. Don e Tony, due di quegli uomini che hanno costruito la parte migliore d'America.

Guardi l'America di Green Book e la testa va alla cronaca a stelle e strisce, ma la si potrebbe tranquillamente spostare (quasi) in ogni angolo del pianeta. Negri, cinesi, italian, albanesi, musulmani. Ogni epoca ha il suo bersaglio. Ogni epoca ha il suo capro espiatorio. La storia non si ripete ma in pochi davvero capiscono. La storia si ripete sempre nel suo squallore, e la cultura è lentissima a cambiare. Perché? Invece di alzare nuovi muri, fisici o acquatici o di penna che siano, bisognerebbe ragionare su questo.

La memoria è vendibile, la pace molto meno. Con la memoria ci si può fare belli davanti alle telecamere, con l'impegno per una società più giusta ed equa si corre al contrario il rischio di pestare i piedi (e i pensieri) delle masse inferocite che hanno bisogno di qualcuno da crocifiggere, il tutto dopo essere stati drogati dall'ennesimo spettacolo di turno. Dall'America dei Kennedy agli Stati Uniti di Trump, lì nel mezzo un mondo che chiede una svolta e un'unità ideologicamente perduta. Forse è ora di rimetterci in viaggio insieme a qualcuno che non conosciamo. Il mondo è pieno di gente seria che non sa fare il primo passo. Iniziamo noi allora, incominciamo ad ascoltarci l'un l'altro e forse alla fine delle miglia avremo una sincera voglia di essere amici.

Il trailer di Green Book

Green Book - Don Shirley (Mahershala Ali) e Tony Lip (Viggo Mortensen)
Green Book - Tony (Viggo Mortensen) saluta i figli e la moglie Dolores (Linda Cardellini)
prima di mettersi in viaggio