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lunedì 2 settembre 2019

Meryl Streep contro la finanza dei Panama Papers

Venezia76 - Meryl Streep e Gary Oldman, protagonisti di The Laundromat © Federico Roiter 
La finanza incontrollata dei Panama Papers. A tu per tu con Meryl Streep e Gary Oldman, sbarcati a Venezia76 con il regista Steven Soderbergh per l'anteprima di The Laundromat.

di Luca Ferrari

Dopo il fantasy, arriva l'horror. Quello peggiore. La reality. A Venezia76 il contemporaneo si presenta. Archiviato Joaquin Phoenix e il mezzo comics-politico Joker di Todd Phillips, adesso si fa sul serio e per davvero.  Steven Soderbergh (Erin Brockovic - Forte come la verità, Ocean's Rwelve, Dietro i calndelabri) è piombato sulla 76. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia con il suo tris d'assi: Meryl Streep, Antonio Banderas e Gary Oldman, raccontado la vincenda dei cosiddetti Panama Papers nel film The Laudromat, in Concorso.

Sulla scia di film politico-finanziari, vedi il corale La grande scommessa di Adam McKay, il regista americano ci offre una grandissima lezione su come lavora la finanza. E mentre noi siamo a discutere tra chi doveva vincere l'ennesimo talent show o perché l'arbitro ha fischiato quel fallo invece di un altro, la finanza si prende amorevolmente cura di noi. La finanza si prende sempre cura di noi e quando ce ne accorgiamo, ormai è tardi per contestare. Ormai non c'è più nessuno a rispondere al telefono e i colpevoli, quelli veri, sono belli che lontani dalla giurisdizione.
Pene

Sbarcati in laguna e prontamente immortalati dal fotografo veneziano Federico Roiter, Meryl Streep (I ponti di Madison County, Il diavolo veste Prada, The Post) e Gary Oldman (JFK - Un caso ancora aperto, La talpa, L'ora più buia) rappresentano una grande fetta di storia del cinema. Se nel suo Joker il regista Todd Phillips ci ha messo in guardia dalla deriva incontrollata delle masse arrabbiate, sempre più ai margini delle società di tutto il mondo, il più salace Soderbergh ci mostra delle fauci ancor più potenti e aggressive, capaci di agire senza chissà quale clamore, nell'inconsapevolezza quotidiana di chiunque.

Attenzione però, il nemico non è mai uno solo e Steven, presentatosi al photocall con una t-shirt tributo all'Oscar alla carriera che verrà consegnato nel 2020 alla "nostra" Lina Wermuller, lo ha sottolineato a chiare lettere. Per un nemico che viene bloccato, ce ne sono già altri in attività che hanno preso il loro posto. Bisogna essere vigili e caparbi. Intelligenti e decisi. Bisogna imparare a denunciare e ribellarsi. Possiamo iniziare da qui, dalla 76. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, cominciando a informarci di più senza cedere alle facili lusinghe di populisti e imbonitori del web. Usando la nostra testa senza per forza farlo sapere al mondo, o quanto meno fino a quando i giochi, anzi le carte non saranno rivelate.

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